
Quando un sogno finisce
Toglimi il pane, se vuoi, toglimi l'aria,
ma non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa, la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso scoppia nella tua gioia,
la repentina onda d'argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte le porte della vita.
Amor mio, nell'ora più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso sarà per le mie mani come una spada fresca.
Vicino al mare, d'autunno, il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma, e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa della mia patria sonora.
Riditela della notte, del giorno, della luna,
riditela delle strade contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno, quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria, la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.
*Poesia di Pablo Neruda*
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Ascolta la musica del silenzio della neve che cade,
il dolce suono dell'erba agitata dal vento,
il richiamo del bello che non si vede,
il respiro del cuore e la voce del sentimento.
Ascolta il concerto del tempo e delle stagioni,
l'inno di gioia di una vita che nasce,
l'armonia sinfonica composta da tanti suoni,
la canzone di quell'amore che cresce.
Poesia di V. Sanguinetti
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Inviato da: xxx_bluebaby_xxx
il 08/03/2010 alle 10:51
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il 24/12/2009 alle 15:07
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il 23/09/2009 alle 09:14
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il 03/07/2009 alle 09:19
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il 28/05/2009 alle 18:48