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Eulalie2
   
 
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Un blog creato da Eulalie2 il 20/09/2011

RUMORI SECONDARI

Ascolterò il frastuono universale senza che m'ingannino rumori secondari

 
 

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I DON'T WANNA GROVE UP

 

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      Senza titolo                    

                                          Scrivendo

Scrivendo, volevo
Salvarmi l’anima.
Tentai di fare versi
Non funzionò.
Tentai di raccontare storie
Non funzionò.
Non si può scrivere
Per salvarsi l’anima.
Lei, data per persa, passa avanti e canta

                                                 Marie Luise Kaschnitz

 

 

Standby

Post n°27 pubblicato il 12 Febbraio 2012 da Eulalie2

 

La mano è felice oggi.
Un fare niente la riempie
di pace vegetale. Sono come
in attesa. Sono un animale
che ozia, che riposa nella sua buccia
un frutto appeso al ramo
nella maturazione.
Sono un pugno di ghiaia
del vialetto. Una sterpaglia secca
in una attesa indifferente d'acque.
E così pacificata e illesa
ancora incolume alla vita
deposta ogni pretesa, senza dolore oggi
porto il mio colore rosa
come bandiera
niente altro che uno stare quieti
in attesa. Niente altro che questo
qui e ora.

(Mariangela Gualtieri)

Come un frutto appeso al ramo

 
 
 

Troubles so hard

Post n°26 pubblicato il 04 Febbraio 2012 da Eulalie2

 

 

 

 

Mosso con furia -

Per uscire subito da questa gabbia
vorrei affogarmi in una fogna
dove la melma sia più alta;
ed i topi divorino subito
questa inutile carcassa,
chissà da quanto ormai
priva di ogni parvenza d’umano.
Prima che il cancro divori
il suo organo prescelto
e la demenza senile, quel lembo di encefalo,
che ancora, a stento, a volte respira,
seppure senza nemmeno un lontano ricordo
di quella felice pazzia che un tempo vi albergava
e lo scuoteva come un frutto maturo su un ramo spezzato.
Per uscire subito da questo schifo spietato
occorrerebbe magari un infarto,
secco, senza soffrire, andando a fare la spesa,
un giorno che non piova, cadendo di schianto
sull’asfalto, a braccia distese,
come ali malnate dischiuse in un vano,
maldestro tentativo di volo.
Per uscire da tutto ciò ed al più presto.
Ma tu cosa farai? Vorrei essere certo
che non verserai nemmeno una lacrima;
me ne rincrescerebbe, non ne vale la pena.
( Non rovinarti la cena! )
Pensa che sono tornato lì, da dove
forse un giorno arrivai: l’infernale
incoerenza del nulla ancestrale…
Bisogna essere veramente idioti per ascoltare
tutto questo, senza vomitare o fischiare,
o fare qualcosa che fermi il convulso ruotare,
gli uni sugli altri, come formiche
avide di molliche ammuffite.
Per uscire subito è meglio tacere
e lasciare il foglio bianco,
piuttosto che dire qualcosa a questo branco
di flaccidi orchi in attesa di qualche parola
che non sia la solita: merda.

Francesco De Girolamo

È tutto il giorno che mi ripeto: qualcosa devo fare ! devo fare qualcosa! come un mantra desolato e psicotico

 Vera Hall   canta…. troubles  so hard …con la sua voce calda struggente implorante  e animosa.

Ecco sto leggendo   le poesie di Francesco de Girolamo , meravigliosa strana  fratellanza.

la mia mente mette in atto frastornanti rimedi per estirpare la gramigna che la infesta. 

Un maldestro  tentativo di volo  verso il nulla lontano da questo lento imputridire che divora il mio encefalo.

(Da giovani un po’ di follia è affascinante da vecchi diventa sinistra. )

Mi rifugio in un  “niente da dichiarare”  e torno al mio solito vecchio noioso  nichilista, non senso .

 

 

 
 
 

Cześć !... Wislawa Szymborska

Post n°25 pubblicato il 02 Febbraio 2012 da Eulalie2

So che finché vivo niente mi giustifica,
perché io stessa mi sono d'ostacolo
.

La vita –

è il solo modo
per coprirsi di foglie,
prendere fiato sulla sabbia,
sollevarsi sulle ali;
essere un cane,
o carezzarlo sul suo pelo caldo;
distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non è;
stare dentro gli eventi,
dileguarsi nelle vedute,
cercare il più piccolo errore.
Un'occasione eccezionale
per ricordare per un attimo
di che si è parlato
a luce spenta;
e almeno per una volta
inciampare in una pietra,
bagnarsi in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l'erba;
e seguire con gli occhi una scintilla di vento;
e persistere nel non sapere
qualcosa d'importante.

-- Wislawa Szymborska

La poesia nasce dal silenzio

 
 
 

Tombe la neige

Post n°24 pubblicato il 31 Gennaio 2012 da Eulalie2

 

 

                                        Mi spaventa la neve 

 Mi spaventa la neve, questo lenzuolo funebre,
come bocca che sbava, o come occhi rovesci.
Il nuvolo mi strappa dalla tana, non il ghiacciaio
sfavillante. Diavolo,
dov’è la colazione? Ho freddo, è tardi.
Non mi serve l’esterno. Ho da guardarmi dentro
.

- Durs Grünbein -

i campi e i monti
sottratti dalla neve
è il nulla

Joso Naito

 

 
 
 

Utopia?

Post n°23 pubblicato il 26 Gennaio 2012 da Eulalie2

 

 l'aurora Salvador  Dalì

L'amore dopo l'amore

Verrà il momento
in cui, con gioia,
saluterai te stesso mentre arrivi
alla tua porta, nel tuo specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro,

dicendo: Siediti qui. Mangia.
Amerai di nuovo l’estraneo che era te.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
A se stesso, all’estraneo che ti ha amato

Per tutta la vita, che hai ignorato
Per un altro, che ti conosce a memoria.
Togli le lettere d’amore dallo scaffale dei libri

Le foto, gli appunti disperati,
sbuccia la tua immagine dallo specchio.
Siediti. Banchetta con la tua vita.

- Derek Walcott -

Auguri per un era migliore !



 
 
 

Quasi quasi mi faccio uno Shampoo!

Post n°22 pubblicato il 24 Gennaio 2012 da Eulalie2

 

Stamani dovevo per forza raggiungere la città, anche se avrei preferito rimanere a letto  ad annullarmi (svuotata  senza volontà ) e a  raschiare  il fondo ,ma il fondo di cosa?.. Bah!

È una mattina fredda ostile di quelle giornate che guardi in basso e vedi solo l’asfalto grigio ,con tutta la sua sporcizia lasciata da individui odiosi.

Tutto ti sembra maledettamente fastidioso le macchine che ti sorpassano il supermercato pieno di luci le famiglie con i carrelli, le coppie in parte scoppiate (ma coppie) ed io lì, a rimuginare ombrosa, triste con il mio solito umore insolente mi fermo davanti  a una vetrina che mi rimanda l’immagine di un volto così pateticamente mesto (una vera merda) che mi vien da ridere ,mi giro, dietro c’è un salone ,entro e mi faccio uno shampoo.

 

 
 
 

L'Azalea sta meglio di me!

Post n°21 pubblicato il 23 Gennaio 2012 da Eulalie2

 

ANDARE IN PIAZZA SUD, entrare in banca
a sottoscrivere
questo Credito Arancio
che come logo ha un'arancia d'oro.
Lo dicono sicuro.
O a una serata ispanica
o in un kabàk dei russi
o alla Galleria Lumèr che espone i loro quadri
a Porta Romana bella, in un bagno di neon,
la padrona raggiante aspetta un bimbo.
La vita è questo.

Io perchè non ne ho voglia?
Perchè non mi riprendo come la mia azalea?
Era appassita, i fiori come stracci.
Le era mancata l'acqua, io gliel'ho data
senza speranza, e invece stamattina
è ritta viva ignara risplendente.

- Anna Maria Carpi -

 

 
 
 

L'attesa

Post n°20 pubblicato il 21 Gennaio 2012 da Eulalie2

L'attesa come intervallo tra passato e futuro  

L’attesa tra la disperazione e la speranza

^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*

Quando il cielo basso e greve pesa come un coperchio
Sullo spirito che geme in preda a lunghi affanni,
E versa abbracciando l'intero giro dell'orizzonte
Una luce diurna più triste della notte;

Quando la terra è trasformata in umida prigione,
Dove come un pipistrello la Speranza

Batte contro i muri con la sua timida ala
Picchiando la testa sui soffitti marcescenti;

Quando la pioggia distendendo le sue immense strisce
Imita le sbarre di un grande carcere
Ed un popolo muto di infami ragni
Tende le sue reti in fondo ai nostri cervelli,

Improvvisamente delle campane sbattono con furia
E lanciano verso il cielo un urlo orrendo
Simili a spiriti vaganti senza patria
Che si mettono a gemere ostinati

E lunghi trasporti funebri senza tamburi, senza bande
Sfilano lentamente nella mia anima vinta; la Speranza

Piange e l'atroce angoscia dispotica
Pianta sul mio cranio chinato il suo nero vessillo.

                                                 Charles Baudelaire

 

La "speranza" è un essere piumato -
che si posa sull'anima -
e canta melodie senza parole -
e non finisce mai - del tutto -

E dolcissimo - nella Bufera - si ode,
E intensa deve essere la tempesta -
che potrebbe confondere l'Uccellino
che così tanti ha riscaldato -

L'ho ascoltato nella terra più fredda -
E sul Mare più strano-
Eppure, mai, nel Bisogno,


Emily Dickinson

 
 
 

Meraviglioso Mesa

Post n°19 pubblicato il 17 Gennaio 2012 da Eulalie2

                                                                                                   jean michel basquiat

TIRESIA (oracoli, riflessi)
(22 luglio 2000 – 24 gennaio 2001)

                                                 Giuliano Mesa

    devi tenerti in vita, Tiresia,
    è il tuo discàpito

 

I. ornitomanzia. la discarica, Sitio Pangako (*)

vedi. vento col volo, dentro, delle folaghe.
vedi che vengono dal mare e non vi tornano,
che fanno stormo con gli storni neri, lungo il fiume.
guarda come si avventano sul cibo,
come lo sbranano, sbranandosi,
piroettando in aria.
senti come gli stride il becco, gli speroni,
che gridano, artigliando, facendo scaravento, in muta,
ascoltane la lunga parata di conquista, il tanfo,
senti che vola su dalla discarica, l’alveo,
dove c’è il rigagnolo del fiume,
l’impasto di macerie,
dove c’è la casa dei dormienti
che sognano di fare muta in ali.
casa dei renitenti, repellenti,
ricovero al rigetto, e nutrimento, a loro,
scaraventati lì chissà da dove,
nel letame, nel loro lete, lenti,
a fare chicchi della terra nuova,
gomitoli di cenci, bipedi scarabei
che volano su in alto, a spicchi,
quando dall’alto arriva un’altra fame.

prova a guardare, prova a coprirti gli occhi.

(*) Nel luglio 2000, la più grande discarica di Manila frana, seppellendo Sitio Pangako (“Terra Promessa”), una delle baraccopoli che la circondano, e uccidendo centinaia dei suoi abitanti, che vi sopravvivevano scavando tra i rifiuti.

http://rebstein.wordpress.com/2007/08/11/tiresia-di-giuliano-mesa/ 

questa sorda sirena,
e finalmente il suono della fine

(è già finita,
non resta che finire)

questa sera serena,
che mente fino all’ultimo sospiro

(è già spirata,
basta respirarla)

[questa selva silente,
che finalmente è solo una maceria

(che non riguarda,
se non si guarda più)]

Giuliano Mesa

 
 
 

Made in Italy

Post n°18 pubblicato il 15 Gennaio 2012 da Eulalie2
Foto di Eulalie2

Stamani mentre stavo leggendo sul web le poesie crude feroci schiette dannatamente vere di Simone Cattaneo ho pensato:ma no dai gli  italiani non  sono diventati così spietati!

Poi  ho ricevuto una telefonata che mi ha  sommerso , trascinandomi in un mondo fatto di meschinità ,avidità e  assenza di umanità 

e allora ecco a voi il Made in Italy di Simone Cattaneo

Non mi importa niente dei bambini del Burchina Faso che muoiono di fame,

non ne voglio sapere delle mine antiuomo,

se si scannassero tutti a vicenda sarei contento.

Voglio solo salute,soldi e belle fighe. Giovani belle fighe, è chiaro.

Che gli appestati restino appestati, i malati siano malati e

i bastardi che vivono in un polmone d’ acciaio

fondano come formaggio in un forno a microonde. Voglio bei vestiti,

una bella casa e tanta bella figa. Buttiamo gli spastici giù dalle rupi,

strappiamo fegato e reni ai figli della strada

ma datemi una Mercedes nera con i vetri affumicati.

Niente piani per la salvaguardia delle risorse energetiche planetarie

vorrei solo scopare quelle belle liceali che sfilano tutti i sabato pomeriggio

con la bandiera della pace. Non ho soldi e la botta è finita.

Ma sono un uomo rapace, per le vacanze pasquali

quindici milioni di italiani andranno in ferie lasciando

le loro comode case vuote.

Alla fine non sono razzista. Bianchi, neri, gialli e rossi

non mi interessano un granché.

*

Mi sono svegliato di colpo e ho visto le finestre aperte della camera da letto

e un’aria densa e grigia che mi faceva tremare dalla testa ai piedi.

La mia ragazza ucraina nuda sul davanzale mi indica il confondersi

senza retorica della luna con il sole attraversato

da un lampo d’aeroplano schiacciato.

L’avrei voluta strangolare sul posto con la cintura dei pantaloni

se solo li avessi avuti addosso. Quindi le ho chiesto gentilmente di chiudere

le finestre e di tornare a letto per un ultimo chiarimento.

Due giorni dopo l’ho prestata al mio migliore amico in cambio

di tre prime linee di Versace e di un aperitivo al bar.

Perchè l’amicizia è sempre l’amicizia.

*

Troppo bello per essere un pugile,

troppo brutto per fare il magnaccia

camminavo nel centro di Buccinasco

senza lavoro e inzuppato di grano

aspettando l’ora dell’aperitivo

quando mi sale la voglia di farmi fare le carte dalla vecchia strega del quartiere.

In realtà i suoi tarocchi non sono altro che

pezzi di bibite strappati a dentate ma alla fine ci si arrangia con quel che si può.

Rifilato un carico da venti alla vecchia le chiedo brutale

quando morirò, lei mi sorride e risponde presto a ventisette compiuti.

La informo dei miei ventinove e la mia anziana strega di Buccinasco mi

conforta dicendomi, vedi allora sei un uomo fortunato.

I soldi migliori spesi negli ultimi dieci anni.

*

Si è tagliata le vene e ha disegnato con il sangue

sul muro che costeggia il mio palazzo dei dolci gabbiani d’amore.

Non è servito l’intervento di pulizia del comune, un po’ di pioggia

nella notte ha cancellato tutto. Chi fosse questa strana tipa

non si è voluto mai sapere, aveva solo una specie di ponteggio

che le reggeva il mento. Sarà stata una grave malattia dal decorso fulminante.

Certo è che novizi, discepoli e santoni

portano tutti gli stessi cognomi

contraggono il viso ed è un omicidio,

credono nell’ospitalità di un’unica soluzione,

una sola dimensione, una fatale emarginazione.

*

Non luogo a procedere.

Guardo dalla finestra di casa lo scheletro di una lavatrice

partorire sotto i platani del viale una nidiata di conigli elettrici,

alzo la testa e vedo un soffitto di stagno rosso arancio

sbilanciarsi in avanti con rumori assordanti, cammino rasente i muri

con la paura di inciampare nel materasso di lana arrotolato e

fracassarmi di nuovo la clavicola.

Vorrei che qualcuno mi picchiasse sulla schiena con degli asciugamani bagnati

e mi scaricasse fra le macchine abbandonate in zone isolate.

*

 

Vorrei smorzare tutto questo pessimismo cosmico cantando a squarciagola...... ma il cielo è sempre più blu

 
 
 

Una Madre

Post n°17 pubblicato il 14 Gennaio 2012 da Eulalie2

 

 

                                                                                                            Renè Magritte

 Una madre io l’ho avuta

 Viva ardente

Sempre via con la mente

Inetta a vivere

Sarà stata poi lei?

Mai  le ho dormito in grembo

Era un uccello

che migrava con le ali tarpate

Così io non ho

misericordia di me stessa

E non ho niente

che mi abbracci dentro

Anna Maria Carpi

 

vladimir pajevic

 

 

 

 

 
 
 

Things gonna change...

Post n°16 pubblicato il 13 Gennaio 2012 da Eulalie2

Change Change Change

 
 
 

BORIS VIAN

Post n°15 pubblicato il 11 Gennaio 2012 da Eulalie2

 

     BORIS VIAN    

Un genio ribelle come non ne nascono molti in un secolo. Poeta,

cantante, scrittore di testi crudeli, visionari, sferzanti come

"Tango dei macellai" in cui se la prendeva con i mercanti di armi.

 Ma anche di appassionati poemi per donne belle e impossibili.

Cinquant'anni fa, all'inizio dell'estate, moriva Boris Vian, a soli

39 anni. Per non aver voluto fare quella vita moderata, tiepida

e compassata a cui lo condannava la sua malattia di cuore. Vian

non accettava di regolare i suoi ritmi di vita e soprattutto le sue

passioni all'orgoglio del calcolo e della prudenza, di una vita

dimidiata. Le passioni forti erano il suo pane. Mentre detestava

con tutto se stesso la violenza e la distruzione. Per questo era

antimilitarista, antinucleare e antiborghese. E amava gli artisti,

 da Chandler (che tradusse), a Miles Davis e a Juliette Greco,

 con i quali divise serate di vita e di note.               

Jacques Prevert, in questi versi a lui dedicati.

Boris Vian giocava alla vita
come altri giocano in borsa,
a guardialadri o a soldi,
ma non da baro:
da gran signore,
come la micia col pesce
nella schiuma di giorni
gli sprazzi della gioia,
come giocava di tromba
o di crepacuore.
Ed era un bel giocatore.
Ogni volta rimandando la morte
all'indomani,
ma condannato in contumacia
sapeva bene che un giorno
avrebbe ritrovato la sua traccia.
Giocava alla vita e sempre
la colmava di tenerezza:
l'amava
come amava l'amore.
Un vero disertore della tristezza

  • La vita è come un dente
    La vita è come un dente
    all'inizio non ci si pensa
    felici di masticare
    ma poi ecco che d'improvviso si guasta
    fa male, e preoccupati
    lo si cura non senza fastidi
    e per essere veramente guariti
    bisogna strapparlo, la vita.
     
    B. Vian - "Non vorrei crepare"

  • Perché vivo
    Per la gamba gialla
    D'una donna bionda
    Appoggiata al muro
    In pieno sole
    Per la vela gonfia
    Di un battello del porto
    Per l'ombra delle tende
    Il caffè ghiacciato
    Che si beve con la cannuccia
    per toccare la sabbia
    Vedere il fondo dell'acqua
    Che diventa così azzurro
    Che discende tanto in basso
    Con i calmi pesci
    Pascolanti sul fondo
    Che si librano sopra
    I capelli delle alghe
    Come uccelli lenti
    Come uccelli azzurri
    perché vivo
    Perché è bello.
    Boris Vian

  • http://www.marcosymarcos.com/autopresentazione_di_boris_vian.htm

 
 
 

VORREI

Post n°14 pubblicato il 03 Gennaio 2012 da Eulalie2

 

 

VORREI UN GIORNO DI RIPOSO

VORREI UN ORARIO  DECENTE

VORREI POTER ANDARE AL CINEMA

VORREI POTER ANDARE A CENA CON AMICI

VORREI POTER ANDARE IN PALESTRA

VORREI POTER ANDARE IN VACANZA

VORREI NON AVERE UN CONTRATTO A PROGETTO

MA SOPRATTUTTO

VORREI CHE LA GENTE  SMETTESSE DI DIRMI  CHE SONO FORTUNATA AD AVER TROVATO UN LAVORO ALLA MIA ETA'

PERCHE' "ALLA MIA ETA'" VORREI VIVERE!   AZZZZ!!!!!!!

I CAN GET NO...........

VECCHI MA ANCOR BELLI E BRAVI!

 
 
 

ALE' -------BUON ANNO

Post n°13 pubblicato il 31 Dicembre 2011 da Eulalie2

 
 
 

Alè Alè

Post n°12 pubblicato il 25 Dicembre 2011 da Eulalie2

Anche
domani
tutto
questo
mai
mio.


 
 
 

Preghiera a un Dio eventuale

Post n°11 pubblicato il 21 Dicembre 2011 da Eulalie2

 

PREGHIERA A UN DIO EVENTUALE

La vedi lì in fondo quella
piccola gazza che indugia
beata sulla siepe di alloro?
Paff, le basta un semplice colpo
dell'ala per lasciarsi alle spalle
tutto il peso del mondo.
Sollevata da vincoli e obblighi
finalmente adesso è nuda, libera,
sola: la piccola gazza che vola.

Ti chiedo, eventuale Signore
e Creatore: non potresti una volta
soltanto cercare di fare altrettanto
con me, liberando il mio gracile corpo
dal peso dei suoi mille fantasmi?
In fondo ti piace creare, innovare.
E allora, pensa che bello:
vedere un mattino di maggio,
del tutto inattesa, un'umana
creatura che vola. Sollevata
da vincoli e obblighi - finalmente
anch'essa nuda libera sola.

Franco Marcoaldi

 
 
 

Happy Christmas !

Post n°10 pubblicato il 18 Dicembre 2011 da Eulalie2

 

 
 
 

Throw them to the lions !

Post n°9 pubblicato il 13 Dicembre 2011 da Eulalie2

 

 

 

 
 
 

certe cose

Post n°8 pubblicato il 07 Dicembre 2011 da Eulalie2

Certe cose ci puntano contro il dito e ridono.
Certe cose
si nascondono agli occhi della gente
e si odono
piangere sommessamente.Certe cose cadono dal cielo:
cose nere informi, mostri
della notte e terrore
dei giorni.Certe cose sembrano essere state predisposte
da Dio e dal Diavolo.Certe cose sembrano nate in un abisso
e cresciute nelle tenebre.Certe cose portano l’immagine della bontà
come se il fuoco
ve l’avesse scolpita in bassorilievo.

Certe cose ridono fino a divenire teschi
e poi continuano a ridere.

Certe cose sono come alberi di pesco,
portano a lungo frutti verdi.

Certe cose sono come il vino che uno beve
soltanto per ubriacarsi.

Certe cose colpiscono
il cuore come un colpo di gong,
così che poi risuona a lungo.

Certe cose schiacciano il cuore come se fosse
uno scarafaggio.
Ed è orribile, come spiaccicare
uno scarafaggio.

Certe cose sono come il fulmine:
possono essere guidate
anche se pericolose.

Certe cose sono come pensieri dal piede pesante,
hanno il piede pesante anche se abitano il cielo.

Certe cose sono come le aquile.
Vivono in alto -
possono benissimo dimenticare la valle.

Certe cose sono come il terremoto:
utilizzano tutte le nostre paure.

Certe cose sono come la Bellezza che è morta da tempo:
solo l’acqua profonda del pozzo può lavarle e destarle.

Emanuel Carnevali


 
 
 
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