"Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti." Cesare Pavese
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Una via per uscirne. L'etica del desiderio
Post n°448 pubblicato il 12 Febbraio 2012 da Vilma63
Il vuoto nutrimento nell'era bulimica - La poesia in tempo di crisi Massimo Recalcati sará a Bologna prossimamente : sua la proposta di un'etica del desiderio che possa "portarci fuori" dal pantano del nichilismo. Malinconia, disagio, depressioni sono il sintomo di una societá che vive la compulsione e il capriccio senza limiti e senza limiti non puó esserci desiderio.
"Ebbene se c’è, come io credo, una etica della psicoanalisi, essa ci orienta verso questa assunzione difficile del nostro desiderio. È il passo più solitario ed estremo che un essere umano possa fare. Lo sappiamo; è molto più facile rinunciare al proprio desiderio, soddisfare il desiderio degli altri per continuare ad essere amabili ai loro occhi, oppure per evitare il rischio del fallimento, dell’incontro con i no- stri limiti, per continuare a vivere nel lamento, nell’imputazione dell’Altro come causa del nostro male... Sostenere l’etica del desiderio nella nostra epoca è una vera e propria battaglia culturale. Il trionfo ipermoderno del conformismo e del godimento a portata di tutti, a portata di bocca, di orecchio, di sguardo, di corpo, tende a far declinare la spinta sovversiva del desiderio riducendola a mera trasgressione. Ma oggi la trasgressione, come notava già Lacan, è una nuova forma superegoica di dovere. Non c’è nessuna originalità in essa, nessun desiderio, nessuna vitalità." Massimo Recalcati |
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