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Creato da mwinani il 10/03/2006
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Colui che finalmente si accorge quanto e quanto a lungo fu preso in giro, abbraccia per dispetto anche la più odiosa delle realtà; cosicché, considerando il corso del mondo nel suo complesso, la realtà ebbe sempre in sorte gli amanti migliori, poiché i migliori furono sempre e più a lungo burlati. (da Il Viandante e la sua ombra-wikiquote)
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16-17 AGOSTO 2010 LA SQUADRA GOMME (E CHIAPPE)
Stamattina dovevo essere a Udine per una perizia di buon'ora. Ieri in tarda mattinata ho sentito viaggiare informati che dava code da Fano a Rimini nord ed avendo fatto 2 ore di coda la scorsa settimana (da Cesena a Cattolica), voi che avreste scelto, moto o treno??
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Insomma, neanche a dirlo.
Tra la freccia d'argento, la possibilità di leggermi un libro, con aria condizionata e comodi sedili, con cambio a Bologna e Mestre, e la prospettiva di soffrire per una decina d'ore d'autostrada, la scelta, al solito è stata masochistica.
Il cbr da un po' mi chiedeva di fare un giretto un po' più lungo del solito. Un tempo lo portavo allo Stelvio, in Sardegna, Sicilia, costiera Amafitana, invece adesso è relegato al massimo alle motostrapazzate (il VFR almeno si è fatto una squagliapistoni).
Così decido si accontentarlo e alle 14 circa di lunedì vestito abbastanza leggero prendo la strada per Udine (la più veloce visto che mi aspettano a cena, al termine dei 432 km indicati da google maps).
Inizia subito bene, già tra Fano e Pesaro ci sono auto ferme o che procedono a singhiozzo, a bassa velocità. Il mio sorriso, che si è acceso subito appena messo il casco, si allarga e mi accompagnerà fino a Rimini Nord dove il traffico riprende a scorrere con una certa regolarità pur se con qualche rallentamento prima di bologna e ancora un paio di km di coda verso Occhiobello (ad occhio se fossi stato in auto, avrei perso almeno un'ora).
Una prima sosta carburante dopo Riccione, un po' di preoccupazione per le nuvole basse e scure che si prospettano dopo Bologna, ma che per fortuna si riveleranno innocue. Seconda sosta carburante prima di Padova. Visto il tempo perso cerco di recuperare limitando la sosta alla sola benzina e a un piccolo massaggio delle parti che poggiano sulla sella e iniziano a manifestare una certa insofferenza per la posizione obbligata.
Man mano che mi avvicino alla A23 si fa sempre più fresco e negli ultimi km il fondo stradale è bagnato segno che ha appena smesso di piovere, come da previsioni. Seppur infreddolito tiro ad arrivare, anzi per eccesso di zelo arrivo fino ad Udine Nord e torno indietro (Udine ha la tangenziale tipo Bologna), per andare all'Hotel dove dormire, vicino al centro.
Sono le 20:12 ho quasi un'ora di anticipo sui miei prossimi commensali (in auto, dal Veneto).
Mi faccio una doccia bollente e rilasso un po' i muscoli di schiena e collo.
Una simpatica cenetta in una osteria con dei piatti sfiziosi (così come i vini, credo), parlando di quel che sarebbe dovuto fare l'indomani mattina, delle vacanze trascorse e un po' anche di moto (il passaggio di Valentino alla Ducati riempie i discorsi anche di chi con le moto ha occasioni sporadiche di frequentazione), completano la serata. Il sonno e la stanchezza (assieme al ronzio provocato dal fruscio del casco), fanno il resto e ben presto suona la sceglia.
Verso la mezza il lavoro è pressoché finito. Mi rimane un'oretta "da turista" per vedere il centro di Udine che mi hanno descritto come particolarmente curato e carino, per poi tornare a firmare il verbale redatto dai periti del tribunale e riprendere la strada di casa.
Piazza della libertà:
Sopra una collinetta dietro il colonnato c'è il castello che domina la città.
Una galleria commerciale del centro (simile a quelle di Praga):
Un canale che passa per il centro città adiacente al mercato:
Piazza Matteotti:

Una chiesetta dalla facciata simpatica 
Ed un bel giardinetto presso il quale avevo lasciato la moto (ritrovata grazie al navigatore in mano).
Udine è davvero carina, per il poco che ho visto: ordinata, bene tenuta e con alcune cose interessanti da vedere meglio. Merita una sosta (è a metà strada per andare a Vienna) o Budapest.
Verso le 14,30 dopo aver mangiato qualcosa di veloce (meglio vedere cose nuove che una lunga sosta pranzo), e ritrovato, con un po' di fatica (stavo andando di nuovo verso l'Austria per errore) i periti per la firma, ho ripreso la A23 diretto verso Venezia.
A metà strada sosta carburante vicino a Portogruaro (Fratta nord) con un caffè che mi aiuterà a completare la digestione sotto il sole pomeridiano.
A Venezia est, deciso a un ritorno più tranquillo, visto che non ho vincoli di orario e meno monotono, esco dall'autostrada. Imbocco la corsia meno veloce dove ci sono un ragazzo di colore che per riuscire a pagare deve scendere dall'auto e litigare col casellante elettronico e una coppia di ragazzi austriaci a bordo di 2 rombanti Harley (paga tutto lui, ma per effettuare l'operazione impiega 5 minuti buoni dovendo anche recuperare una banconota da 20 € che gli è caduta a terra sotto la moto), ed una volta pagato (io velocemente), imbocco la tangenziale di Venezia con direzione Romea-Ravenna (60 km meno dell'autostrada per Bologna).
La laguna tra Venezia e Chioggia:
Il centro storico di Sottomarina (peccato che per arrivarci ci siano parecchi km di strada trafficatissima in questo periodo di vacanze):
Un canale in città:
Il porto pescherecci:

Riguadagno la Romea, abbastanza libera e scorrevole a parte qualche piccolo rallentamento all'altezza di Porto Garibaldi e mi concedo un'altra piccola divagazione poco prima del Po':


Dopo il circuito internazionale di Adria, volevo vedere da vicino anche la pista di Pomposa, ma non ho trovato segnali sulla strada (pur essendo adiacente alla Romea), così ho tirato dritto. Ho passato Ravenna proseguendo sulla SS16 verso Cervia, Cesenatico, Bellaria (ultima sosta carburante), Rimini, Villa Verrucchio, San Leo:
Fino a quel punto avevo SQUADRATO LE GOMME (E LE CHIAPPE) così ho proceduto per
Villagrande, Macerata Feltria, Mercatale, Lunano-galleria, Urbania-capute (il sedere li me lo sono dimenticato), Urbino e, visto il sole ormai calato, superstrada fino a casa dove arrivavo verso le 20:35 con carena e casco pieni di zanzare).
Il contachilometri azzerato prima di partire segnava un totale di 34 km (si è rotto il cavetto appena entrato in autostrada, poi ha funzionato tra Pesaro e Riccione, dove è morto definitivamente).
In realtà dovrei averne percorsi tra gli 890 e i 900.
Devo allenarmi decisamente di più, visto che ancora oggi sento dolorini sparsi. ![]()
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Inviato da: mwinani
il 11/02/2012 alle 14:57
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il 10/02/2012 alle 17:33
Inviato da: mwinani
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il 07/02/2012 alle 17:26
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il 07/02/2012 alle 17:21