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*** IL GIARDINO DELLE MERAVIGLIE ***

Post n°438 pubblicato il 14 Agosto 2012 da assia.k

Amici carissimi, inizio cosi' il mio post, con questo augurio;

richiamare la vostra attenzione in questi giorni è

difficilissimo, perchè è un periodo di relax quasi per tutti, quindi per evitare

che non si arrivi a leggere fino in fondo, anticipo il mio auspicabile

Buon Ferragosto a tutti i viandanti.

C’era una volta un ragazzino. Non era un bellissimo principe azzurro sul cavallo bianco, né un perfetto gentiluomo in carriera. Era un semplice e banalissimo ragazzino, come quelli che potreste vedere all’uscita di una scuola. Certo, era molto bello e intelligente, ma non era felice perché sentiva che gli mancava qualcosa. Gli mancava qualcuno da amare. Ogni giorno, si ritrovava triste a osservare il cielo e piangeva, perché si sentiva solo. Più le lacrime scorrevano sul suo viso, più si rendeva conto che nessuno gliele avrebbe mai asciugate. Così era sempre più infelice e il cuore gli faceva tanto, tanto male. Un giorno, uscendo da scuola, decise di cambiare strada per tornare a casa. Voleva solo distrarsi, per non pensare a quanto fosse solo, quando si ritrovò di fronte a un’enorme cancellata. Era stata costruita in modo tale da sembrare una grande siepe di ferro. Purtroppo, il tempo aveva fatto arrugginire la vernice verde brillante, adesso presente solo in pochi punti.

 

- Strano – pensò. – Non ricordavo ci fosse un qualcosa del genere, da queste parti… -

- Perché non c’è mai stato! – rispose una vocetta gracchiante alle sue spalle.

Spaventato, il ragazzo si voltò. Un vecchietto tutto ricurvo gli sorrideva gentilmente. Aveva entrambe le mani appoggiate a un bastone di legno. La giacca e i pantaloni color castagna erano vecchi e bucati, mentre le scarpe erano sporche di terra. Era quasi totalmente calvo, tranne ai lati della testa dove resistevano due ciuffi di capelli bianchi. Sulla punta del naso, spiccavano un paio di occhialetti tondi. Al di là delle lenti, due furbi occhietti nocciola parevano brillare di contentezza.

- Che significa che non c’è mai stato? Non è possibile… Il cancello è tutto rovinato… – balbettò il ragazzo ripresosi dallo spavento. – Ma, ma come avete fatto? Io l’avevo solo pensato… -

Il vecchietto trattenne una risatina.

- Io so tutto, ragazzo mio. So tutto! – esclamò l’anziano agitando il bastone sotto il naso del giovane. – Che ne diresti di entrare a dare un’occhiatina? – proseguì facendogli l’occhiolino.

- Ma il cancello è chiuso… E poi i proprietari…-

- Si dia il caso che io sia il custode di questo meraviglioso posto! – lo interruppe, vantandosi. –Allora che ne dici? Vuoi entrare? – lo tentò.

- Ma perché io? Perché lo chiedete proprio a me? – chiese il ragazzo allargando le braccia.

- Perché tu sei in cerca di qualcosa, ragazzo mio. E qui la puoi trovare… – rispose serio il vecchio.

Lo sguardo del giovane si fece dubbioso.

– Come posso trovare, qui, ciò che mi manca? Non è possibile… -

- Invece ti sbagli! Qui, tutto è possibile. – lo corresse. – Allora, vuoi entrare si o no? -

Il ragazzo annuì.

- Ah-ha! Lo sapevo! – esultò il vecchietto facendo un saltello.

Detto questo, conficcò il suo bastone di legno nella serratura del cancello

- Com’era già? Due giri a destra, uno a sinistra e altri tre a destra… – mormorò, mentre era intento a girare la chiave nella toppa.

Con un cigolio spettrale, il cancello si aprì.

- Ah-ha! Ci siamo! – esclamò il custode.

Davanti a loro c’era un bellissimo giardino. Era talmente grande che non si poteva vedere la fine. Anzi, sembrava che non ce l’avesse affatto, una fine. C’erano solo tanti fiori di ogni genere, tutti colorati e profumati. Poi, alberi di tutte le dimensioni, dalle imponenti querce ai più piccoli bonsai. E ancora, panchine e fontane in pietra finemente lavorata. Si poteva addirittura udire l’allegro cinguettio degli uccellini. Un paradiso.

A quella vista, il giovane rimase senza parole. Era tutto così bello che pareva un sogno.

- Benvenuto ragazzo mio. Benvenuto nel Giardino delle Meraviglie. – disse il vecchio.

- Cosa? Ma non è possibile! Il Giardino delle Meraviglie non esiste! – esclamò incredulo il ragazzo.

- Eppure ce l’hai davanti agli occhi… –

Quante volte la mamma gli aveva raccontato di questo fantastico giardino? Tante, così tante volte che era diventata la sua favola preferita quando andava a dormire. Il Giardino delle Meraviglie era un luogo fantastico, pochi erano i fortunati che potevano entrarvi, poiché si mostrava solo a chi poteva amare con tutto il cuore.

- E, purtroppo, in questo mondo, non sono più in tanti a farlo. La maggior parte delle persone ha dimenticato sentimenti puri e nobili come l’amore e l’amicizia… – disse triste il custode. – Ma non tu, ragazzo mio, non tu. Hai il cuore limpido e cristallino. Un cuore puro. Avanti, non avere paura, entra. – continuò il vecchio, dandogli una pacca sulla schiena.

Imbambolato, il ragazzino traballò e, per un soffio, non cadde con la faccia sull’erba.

- Qui ci sono fiori per tutti e sono più che sicuro che troverai quello che cerchi… – continuò il custode allargando le braccia. Poi, facendosi serio in viso, gli si avvicinò.

- Ma ricorda! Potrai prenderne solo uno. – sottolineò puntandogli contro il nodoso indice. – Quindi scegli bene, perché sarà tuo per la vita. –

Detto questo, si alzò una folata di vento così forte, che il ragazzo chiuse gli occhi. Quando li riaprì, del vecchio custode non c’era più traccia.

- Va bene, solo uno. Sceglierò bene. – ripeté tra sé e sé.

Seguendo il viottolo in ciottolato, iniziò a guardarsi intorno. Che fiore avrebbe scelto? Una simpatica margherita bianca? O un elegante giglio? Oppure un allegro girasole? C’era davvero l’imbarazzo della scelta. Ma più li osservava, più si rendeva conto che non c’era nessun fiore che lo attirasse sul serio. Non c’era nessun fiore che desiderasse davvero. Non c’era nessun fiore che fosse speciale, almeno per lui. Stanco e sconsolato, si sedette su una panchina. Le mani gli sorreggevano la testa e gli occhi iniziarono a velarsi di lacrime.

- Il vecchio custode mi ha detto una bugia. Non esiste un fiore solo per me. – si lamentò.

Facendosi forza, si rialzò e stava per imboccare il cancello quando la vide. Era lì, in un angolo, vicino ad un muretto caduto in rovina. Le ragnatele la stavano avvolgendo, eppure era bellissima, così colorata Era perfetta. Una rosa multicolore.

- Ecco, è lei ciò che cerco… – disse a bocca aperta.

Era lei il fiore che voleva, non aveva dubbi, e ora che l’aveva trovata, non l’avrebbe lasciata mai più.

- Ottima scelta!- esclamò il custode comparendogli nuovamente alle spalle. – Guardandoti negli occhi, posso dire con certezza che nei sei proprio sicuro. Prendila! Su, forza, prendila. E’ tua. – gli suggerì consegnandogli un paio di forbici d’argento.

- Ma se la taglio, morirà … – mormorò il giovane.

- Oh, no… Quello succede con i fiori normali. E credo che tu sappia che questi non sono fiori normali! Non temere, quindi, non morirà. Ella si nutrirà del tuo amore. Finché tu avrai amore nel cuore, non potrà morire. – lo rincuorò il vecchio. – Ora su, coraggio, prendila… -

Il ragazzo annuì e, prese le forbici, tagliò la rosa. Un bagliore accecante l’avvolse e fu costretto a chiudere gli occhi. Quando li riaprì, la rosa multicolore non c’era più. Al suo posto, c’era una bellissima ragazza dalla pelle chiara e dai vestiti candidi. Stupito, il ragazzo non fece in tempo a riprendersi che la sua rosa lo aveva già avvolto in un caldo abbraccio. Si guardarono negli occhi e sorrisero felici, perché capivano perfettamente i pensieri dell’altro. E le loro labbra si unirono in un dolcissimo bacio.

- Mi raccomando ragazzo mio, prenditene cura… – disse commosso il custode.

- Sì, lo farò. Per me, esiste solo lei. – rispose deciso il ragazzo, senza distogliere lo sguardo dalla sua amata.

Mano nella mano, i due varcarono il cancello e non si resero conto che il Giardino delle Meraviglie era scomparso. Al suo posto, era ritornato il vecchio parco cittadino.

Non pensare che sia la solita favola, questa è la mia storia. Quindi, conserva l’amore nel cuore e vedrai che, un giorno, i cancelli si apriranno anche per te. E starà a te, si solo a te, trovare il fiore giusto. Quello che sarà il tuo compagno/a per la vita.

...semplicemente Kathia.

Buongiorno a tutti.

 
 
 
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