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Creato da: piccodgl il 29/04/2006
AFFERMANDO LA MARGINALITA' DELLA META; A PATTO CHE SI PERCORRA ONESTAMENTE LA STRADA.

 

 

Maria Chiara

Post n°374 pubblicato il 27 Novembre 2011 da piccodgl

Sarebbe bello certe storie viverle a ritroso.
Nel senso.
Passare una lunga maturità insieme, a ridere di quei pochi anni che ci separarono.
E non così.
A ricordare, soli, un'alba incantata
  a ricacciare la malinconia di dicembre
     a rammentare che tutta la vita è,
sarà,
in una piccola assenza.




 
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Il Bramino e la bambina

Post n°373 pubblicato il 26 Settembre 2011 da piccodgl

Davanti alla porta non ce l'ho avuto il coraggio di entrare con la mia solita fretta, col passo spedito di chi sa dove vuole andare.
Ho sbirciato dentro e tutta la mia bella presenza s'è rannicchiata come un riccio impaurito dal senso del Tutto che cominciava a schiudersi.

Mi fa tanto strano essere qui...

Davanti alla porta ho fatto un incontro sconvolgente.
Sedeva una bambina in lacrime e davanti a lei un piccolo falò dalle fiammelle bianche e blu.
E' una cosa che ti costringe a non avere fretta, questa.
Per un po' ha continuato a piangere, poi i singhiozzi si sono placati ed ha iniziato ad osservare i movimenti delle fiammelle, ormai flebili, sempre più piccoli.

Nella stanza stava in piedi Il Bramino. Aveva una lunga tunica color pompelmo e la punta delle sue dita rifletteva i raggi del sole.
E' per via della sua presenza imponente che le mie difese sono cadute.
E' quello che vorrei dire alla bambina.
Che arriverà Il Bramino, che ci sarà una porta da attraversare e che una volta fatto il passo tutto sarà per lei maestosamente quieto.

 
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CON LA NEBBIA CHE SALE

Post n°372 pubblicato il 12 Settembre 2010 da piccodgl

Uno spaccato di quel che son stata, ed è quasi amnesia.
Conoscere vagamente la persona che scrive..un'armonia, come simbiosi eppure mi sembra di ascoltarla per la prima volta, di incontrarla una sera per caso davanti ad una giostra..


 
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1917 - 2010

Post n°371 pubblicato il 26 Giugno 2010 da piccodgl
Foto di piccodgl

Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.

L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?

Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.

 
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cifrando il rebus dei cumulonembi [come a dire...]

Post n°370 pubblicato il 10 Maggio 2010 da piccodgl

Ma se fossimo stati un' altra coppia fra le tante
avremmo trasformato tutto in quella poca gioia
o avremmo litigato per sfogare ad ogni istante l' urlare della noia?


 
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