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        <title>DOVE OSANO LE PECORE</title>
        <description>AFFERMANDO LA  MARGINALITA' DELLA META; A PATTO CHE SI PERCORRA ONESTAMENTE LA STRADA.</description>
        <link>http://blog.libero.it/SHEEPSHOW/</link>
        <lastBuildDate>Wed, 09 Jan 2013 18:53:48 +0100</lastBuildDate>
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        <category>Di Tutto un pó</category>
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            <title>Il Tempo č una Strada</title>
            <link>http://blog.libero.it/SHEEPSHOW/11837040.html</link>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;Q&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;uando un amico prende una strada che lo allontana da te ti senti particolarmente suscettibile all&amp;rsquo;ineluttabilit&amp;agrave; della vita. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;D&amp;rsquo;improvviso ti ricordi quanto sei impotente e come nulla resti immutato col passare del tempo, tantomeno ci&amp;ograve; che hai creduto certo, tantomeno chi hai di pi&amp;ugrave; caro.&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;Eppure quel tempo che adesso ti sfugge dalle mani solo ieri era scontato.&lt;br /&gt; Ogni appuntamento poteva essere procrastinato.&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;Di pi&amp;ugrave;!&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;C&amp;rsquo;&amp;egrave; stato un tempo in cui bistrattavi il tempo, schiaffeggiandolo a colpi di irruenza. Quando non cresceva il seno. Quando il coprifuoco esigeva i suoi controllori. Quando acerbo smaniavi per offrire il tuo sesso. Quando &amp;ldquo;finch&amp;eacute; non finisci gli esercizi di solfeggio&amp;hellip;&amp;rdquo;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;Che ne resta di quel tempo umiliato?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style=&quot;vertical-align: text-bottom;&quot; src=&quot;http://www.torinopiemonte.com/repository/wedding/Giostra.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;547&quot; height=&quot;365&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 09 Jan 2013 18:53:57 +0100</pubDate>
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            <title>CAPITOLO I - La scuola di musica</title>
            <link>http://blog.libero.it/SHEEPSHOW/11533873.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&quot; ...e vuoi sapere come ha risposto?!&quot;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&quot; Come?!&quot;&lt;br /&gt;&quot;...ha detto: &lt;em&gt;ieri&lt;/em&gt;!!!!&quot;&lt;br /&gt;Una doppia, fragorosa risata risuona nelle aule semi deserte della scuola di musica comunale. Veronica &amp;egrave; seduta sullo sgabello del pianoforte e strimpella &lt;em&gt;La stangata &lt;/em&gt;mentre Marta continua a mangiucchiarsi le unghie. Sono le diciassette e trenta del dodici giugno del duemila e fuori si sentono le campane della chiesa.&lt;br /&gt;&quot;Torni a piedi?&quot; chiede Veronica a Marta che colta in flagrante si toglie la mano dalla bocca e annuisce. &quot;Io devo aspettare mia mamma - continua Veronica - mi fai compagnia?&quot; &lt;br /&gt;&quot;Certo&quot;.&lt;br /&gt;Raccolgono gli spartiti, Veronica chiude il pianoforte, le campane smettono di suonare. Si avviano verso la vecchia scala con i gradini consumati da innumerevoli passi, Veronica si ferma alla finestra e dopo aver frugato nella borsa tira fuori una sigaretta. Marta la guarda con disapprovazione e Veronica fa finta di niente, si accende la sigaretta e istintivamente agita la mano per diradare il fumo davanti a loro. &quot; Vero, ma tua mamma si accorger&amp;agrave; che puzzi di fumo...&quot; sussurra Marta, mentre tira fuori un pacchetto di gomme da masticare dall'odore dolce e nauseabondo. &quot;E oh - risponde Veronica -non avr&amp;agrave; voglia di litigare anche oggi, spero!&quot;. Marta sorride nel fumo che odora un po' di fragola. L'estate &amp;egrave; quasi arrivata ma gi&amp;agrave; da un mese la citt&amp;agrave; &amp;egrave; arsa dal sole. &lt;br /&gt;&quot;Vero, ho deciso di lasciare Matteo&quot;.&lt;br /&gt;&quot;Perch&amp;eacute;...?&quot;&lt;br /&gt;&quot;... perch&amp;eacute; non ci riesco a parlare di niente, e poi &amp;egrave; geloso, le solite cose...&quot;&lt;br /&gt;&quot; C'entra qualcosa Giacomo per caso?&quot; &lt;br /&gt;&quot;Va b&amp;egrave; tanto Giachi neanche mi vede.. no &amp;egrave; che veramente, cio&amp;egrave;, ieri sera l'ho chiamato, stavo leggendo Kundera...cio&amp;egrave;... ero un po' cos&amp;igrave;, gli ho detto &lt;em&gt;ma secondo te sono pesante? &lt;/em&gt;E lui, tutto svogliato, mi fa &lt;em&gt;Ma daaai, Marti.. che vuol dire... noo.. ma in che senso.. noo... &lt;/em&gt;Cio&amp;egrave; mica ha capito niente?!&quot;.&lt;br /&gt; Nel frattempo Marta porge a Veronica una gomma, Veronica spenge la sigaretta e inizia a masticare fragola e fumo. &lt;br /&gt;&quot;...gli ho detto &lt;em&gt;guarda che me lo puoi dire, te l'ho chiesto io, senn&amp;ograve; non te lo chiedevo! &lt;/em&gt;E non si sa come siamo finiti a parlare del fatto che deve comprare un basso nuovo e suo padre non gli vuol prestare i soldi. Cio&amp;egrave;, io boh...&quot;&lt;br /&gt;Veronica si toglie la gomma da masticare dalla bocca e se la strofina sull'indice, per coprire l'odore di fumo che la sigaretta lascia sulle dita. &quot; Marti, Matteo &amp;egrave; sempre stato cos&amp;igrave;.. lo vuoi lasciare perch&amp;eacute; non ti ha detto che sei pesante?!&quot;&lt;br /&gt;&quot;No ma che c'entra. Per&amp;ograve; dai, cio&amp;egrave; proprio zero.. glie l'ho anche regalato quel libro, mica l'ha letto, non gliene frega niente. Gli frega solo quando mi vede scrivere sul diario, allora s&amp;igrave;, ma &amp;egrave; solo curioso. E geloso. Anche del diario&quot;. Veronica sorride. &lt;br /&gt;&quot;Pensaci un altro po', Marti. Mi sa che poi te ne penti.. Io invece ieri pomeriggio sono andata col motorino a casa di Luca. Gli ho portato Hesse, pensa te, quando sono arrivata gli ho fatto uno squillo e sono dovuta entrare dalla finestra, sono passata per il giardino di sua nonna, perch&amp;eacute; i suoi erano in casa...&quot;&lt;br /&gt;&quot;...ma come, - la interrompe Marta - cio&amp;egrave; ancora non glie l'ha detto ai suoi??&quot;&lt;br /&gt;&quot;Ma che gli ha detto.. aspetta e spera. Comunque i suoi lo sanno perch&amp;eacute; ogni volta i cani abbaiano forte, e sua mamma dopo un po' lo chiama, lui scende di sotto, stanno gi&amp;ugrave; a urlare per un po' e poi lui torna e si fa una canna. Ovvio... Comunque siamo rimasti l&amp;igrave; a fumare, non siamo usciti neanche ieri. Guarda, io ci provo, ma quando si accuccia sul letto e mi guarda con quella faccia proprio non ci riesco a dirgli &lt;em&gt;Oh dai, usciamo!&lt;/em&gt;&quot;.&lt;br /&gt;Sputano la gomma praticamente all'unisono. &lt;br /&gt;&quot;Dai Vero.. secondo me non fa per te 'sto tipo... ma di che ci parli? Cio&amp;egrave; come minimo prima o poi ti becca sua madre che entri dalla finestra e ti spinge di sotto!! Secondo me lo dovresti lasciare&quot;.&lt;br /&gt;&quot;Secondo te ci dovremmo tutti lasciare, ma io non ce l'ho la fila alla porta come te...&quot;&lt;br /&gt;&quot;Ma che fila!!!Ma che stai a d&amp;igrave;!!&quot;&lt;br /&gt;&quot;Io non lo voglio lasciare... vorrei che cambiasse, un po', ma aspetta e spera. Alla fine per&amp;ograve; mi ha detto che vuole smettere con tutta quella robaccia. Magari &amp;egrave; vero&quot;. &lt;br /&gt;Due ragazzi e una bambina spuntano dalla rampa di scale, Veronica e Marta chiudono le borse, quasi all'unisono, senza dire nient'altro, e scendono le scale fino al portone. Fa ancora caldissimo, Marta ha una cannottiera verde oliva e un paio di calzoncini mentre Veronica i soliti pantaloni neri e una maglietta nera. &lt;br /&gt;&quot;Mia mamma non c'&amp;egrave;. Tu stasera lavori?&quot;&lt;br /&gt;&quot;S&amp;igrave;, che palle - risponde Marta - e poi dopo viene Matteo a prendermi, basta che non mi porta un'altra volta alle prove senn&amp;ograve; lo prendo a calci!&quot; &lt;br /&gt;&quot;...allora non lo lasci&quot; sussurra Veronica, rassegnata.&lt;br /&gt;&quot;No macch&amp;eacute;. Mia mamma l'adora. Anche mio babbo. E poi come faccio, sta a due metri da casa mia, viene a bere al pub dove lavoro. Sarebbe un disastro...&quot;&lt;br /&gt;Veronica non la guarda pi&amp;ugrave;, adesso scruta l'orizzonte con gli occhi a fessura. Pensa che non si lasceranno mai, che sua mamma &amp;egrave; costantemente in ritardo, e che nemmeno stasera la faranno uscire. Per&amp;ograve; non risponde. Marta guarda l'orizzonte, anche lei, con gli occhi verdi e grigi. &quot;Io devo andare. Ci sentiamo dopo, dai&quot;&lt;br /&gt;&quot;S&amp;igrave; a dopo.&quot; Marta s'incammina, le sue gambe lunghe e abbronzate che profumano di fragola, le piattine di cartone comprate nel negozietto cinese, i suoi quattordici anni.&lt;br /&gt;Veronica la segue con lo sguardo e sorride. &lt;br /&gt;&quot;Oh! &quot; le grida dietro. Marta si gira, &amp;egrave; a quindici metri.&lt;br /&gt;&quot; ... &lt;em&gt;Ieri!!&quot; &lt;/em&gt;urla Veronica, col sorriso grande.&lt;br /&gt;Due sorrisi grandi.&lt;br /&gt;L'estate &amp;egrave; pi&amp;ugrave; vicina di un passo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sat, 25 Aug 2012 17:52:10 +0100</pubDate>
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            <title>Maria Chiara</title>
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            <description>&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;Sarebbe bello certe storie viverle a ritroso.&lt;br /&gt;Nel senso.&lt;br /&gt;Passare una lunga maturit&amp;agrave; insieme, a ridere di quei pochi anni che ci separarono.&lt;br /&gt;E non cos&amp;igrave;.&lt;br /&gt;A ricordare, soli, un'alba incantata &lt;br /&gt;&amp;nbsp; a ricacciare la malinconia di dicembre&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; a rammentare che tutta la vita &amp;egrave;,&lt;br /&gt;sar&amp;agrave;,&lt;br /&gt;in una piccola assenza.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://notizie.viaggiamo.it/wp-content/uploads/2010/01/moscow.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;480&quot; height=&quot;328&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sun, 27 Nov 2011 15:34:23 +0100</pubDate>
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            <title>Il Bramino e la bambina</title>
            <link>http://blog.libero.it/SHEEPSHOW/10653100.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #808080;&quot;&gt;Davanti alla porta non ce l'ho avuto il coraggio di entrare con la mia solita fretta, col passo spedito di chi sa dove vuole andare.&lt;br /&gt;Ho sbirciato dentro e tutta la mia bella presenza s'&amp;egrave; rannicchiata come un riccio impaurito dal senso del Tutto che cominciava a schiudersi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #808080;&quot;&gt;&lt;em&gt;Mi fa tanto strano essere qui...&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #808080;&quot;&gt;Davanti alla porta ho fatto un incontro sconvolgente.&lt;br /&gt;Sedeva una bambina in lacrime e davanti a lei un piccolo fal&amp;ograve; dalle fiammelle bianche e blu. &lt;br /&gt;E' una cosa che ti costringe a non avere fretta, questa. &lt;br /&gt;Per un po' ha continuato a piangere, poi i singhiozzi si sono placati ed ha iniziato ad osservare i movimenti delle fiammelle, ormai flebili, sempre pi&amp;ugrave; piccoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella stanza stava in piedi Il Bramino. Aveva una lunga tunica color pompelmo e la punta delle sue dita rifletteva i raggi del sole. &lt;br /&gt;E' per via della sua presenza imponente che le mie difese sono cadute. &lt;br /&gt;E' quello che vorrei dire alla bambina.&lt;br /&gt;Che arriver&amp;agrave; Il Bramino, che ci sar&amp;agrave; una porta da attraversare e che una volta fatto il passo tutto sar&amp;agrave; per lei maestosamente quieto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.montagna.tv/cms/wp-content/uploads/2010/11/El-Capitan.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;526&quot; height=&quot;393&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 26 Sep 2011 17:27:02 +0100</pubDate>
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            <title>CON LA NEBBIA CHE SALE</title>
            <link>http://blog.libero.it/SHEEPSHOW/9259603.html</link>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: trebuchet ms,geneva;&quot;&gt;Uno spaccato di quel che son stata, ed &amp;egrave; quasi amnesia.&lt;br /&gt;Conoscere vagamente la persona che scrive..un'armonia, come simbiosi eppure mi sembra di ascoltarla per la prima volta, di incontrarla una sera per caso davanti ad una giostra..&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.bovefelice.it/public/image/Nebbia-1966.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;344&quot; height=&quot;450&quot; /&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sun, 12 Sep 2010 20:50:44 +0100</pubDate>
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