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Messaggi del 08/06/2012
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Post n°75 pubblicato il 08 Giugno 2012 da shomer.mml
Rientrò a casa tardi. Ubriaco. Quella era la regola di quel tempo infernale. Solo che quella sera la sua rabbia senza spiegazioni non ebbe controllo. Alzò la voce, sbattè le porte, quasi da far venire giù il vetro già cambiato molte volte, ma la cosa peggiore fu che se la prese con il cane. Lo portò fuori, nel giardinetto posteriore, e lo picchiò ripetutamente con rabbia. Il cane guaì forte dal dolore. La moglie tentò di trattenerlo, con tutta la paura che aveva della sua violenza, ma la rabbia dell'uomo era grande. La donna gli urlò di smetterla, ma lui continuò, ancora e ancora. L'uomo signorile che abitava un paio di case più in là, uscì e lo minacciò di chiamare le forze dell'ordine e di denunciarlo. L'ubriaco si scagliò verbalmente anche contro quell'uomo. Non so come, non so quando, ma venne un momento in cui smise. La donna piangeva per il dolore del cane, di quel cane che fu il compagno del suo triste matrimonio, di quel cane che le fece compagnia per molto tempo, nelle lunghe sere d'attesa, di quel cane che fu l'unica presenza tollerabile di certi momenti. Oggi quella donna guarda ancora, vecchio, quello stesso cane negli stessi occhi marronrossiccio caldi e dolci di sempre. E, con la stessa dolcezza e la stessa gratitudine, lo accarezza, col rimpianto di non avergli dato di più. E le è tornata alla mente quella maledetta sera e piange, altalenante tra la rabbia di quei gesti violenti e la pietà per quel poveraccio. E il suo urlo di ingiustizia è inghiottito dal suo silenzio, dove non alberga il perdono, quanto piuttosto l'astensione volontaria dal far del male. Fredda, razionale.
shomer.mml |
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