quando cadono gli ultimi spaventi
e l'anima si getta all'avventura.
Lui tace nel tuo grembo
come riassorbito dal sangue,
che finalmente si colora di Dio
e tu preghi che taccia per sempre,
per non sentirlo come rigoglio fisso
fin dentro le pareti.
che oscura meraviglia
già ti prende di me,
che trovi bella
questa sommessa,
e umile giunchiglia
che già ti paragona
a una stella;
dimmi che me divina
e me presente
senti dentro
il tuo letto di piacere,
dimmi che un bacio
fuga dolcemente
tutte le smanie
e tutte le chimere
pesce rosso di vita
umido dentro l'erba
palpitante nel sole?
Perché non ho parola
dura come la pietra
che ti ferisca a morte?
Così ti fermerei,
e potrei disegnarti
un arabesco sul cuore










































Inviato da: OvunqueSei1982
il 10/02/2012 alle 17:25
Inviato da: massimocoppa
il 09/02/2012 alle 10:09
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il 07/02/2012 alle 17:14
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il 31/01/2012 alle 10:41
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il 26/01/2012 alle 18:44