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pipitola
   
 

Attimi (S)fuggenti

Monsignore, però, mentre voi vi ritenete fermo, aggrappato con tutte e due le mani alla vostra tonaca santa, di qua, dalle maniche, vi scivola, vi scivola, vi sguscia come un serpe qualche cosa, di cui non v'accorgete. Monsignore, la vita!

 

 

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Messaggi di Luglio 2012

Come mi vorresti

Post n°25 pubblicato il 28 Luglio 2012 da pipitola

N

 

oi

 in realtà non abbiamo mai paura del giudizio delle persone, ma abbiamo paura del giudizio che noi diamo al giudizio delle persone.

 

 

 
 
 

l'OsSeRvAtOrE

Post n°24 pubblicato il 22 Luglio 2012 da pipitola

 

L’uomo normalmente è una folla.
Nessuna persona di solito è una: è tanti.
Ecco perché all’interno c’è tanto rumore – tante voci, tanti volti – e una lotta costante. Una parte vuole fare una cosa, un’altra parte è contraria e vuole fare qualcos’altro.
È un miracolo che riusciamo a tenerci in qualche modo insieme, senza andare in pezzi. Non c’è un centro, il padrone di casa manca.

Ci sono solo i servi, e ognuno di loro cerca di diventare il padrone.
Ogni servo siede sul trono per un attimo, proclama di essere il padrone, ma presto se ne va.
È una scena che cambia in continuazione.
Dopo la rabbia arriva il pentimento.
Quando il padrone è il pentimento, ti dispiace per ciò che hai fatto.
A volte c’è l’amore, a volte l’odio e la scena cambia a grande velocità.
Eppure non ti rendi conto che non puoi essere tante cose diverse.
Ci identifichiamo con qualsiasi cosa passi davanti ai nostri occhi.
Quando c’è la nuvola della rabbia, pensiamo di essere rabbia.
Quando c’è la nuvola dell’amore, pensiamo di essere amore.
Quando c’è la compassione, pensiamo di essere compassione.
Quando c’è tristezza, pensiamo di essere tristezza.

Non siamo nessuno di questi: siamo l’osservatore!
La rabbia viene e va, ma il testimone rimane.
Ricordare quel testimone ti rende sempre più integrato, perché esso è l’unico centro eterno, che non scompare mai.
Solo sulla roccia eterna dell’osservazione si può costruire una vita autentica.

 

Osho

 

 
 
 

p A r L i A m O n E !!!!!!

Post n°23 pubblicato il 12 Luglio 2012 da pipitola
Foto di pipitola

 

 

In queste ore in alcuni Comuni si stanno raccogliendo firme per referendum piuttosto interessanti oltre che rilevanti: la notizia non trova molto risalto sulla gran parte degli organi di informazione, ma è di fondamentale importanza parlarne. Andiamo a vederne alcuni:
In molto Comuni italiani sono state depositate (di solito presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico) le raccolta di firme relativa al Referendum per l’abrogazione parziale della legge 31 ottobre 1965, n.1261 sulla determinazione delle indennità spettanti ai membri del Parlamento.
La legge va a regolamentare quindi una materia piuttosto dibattuta in tempi di antipolitica e lotta alla casta: quella dell’ indennità spettante ai membri del Parlamento. Ricordiamo che è necessario raggiungere le 500.000 firme. Se fosse adeguatamente pubblicizzato, e visti i tempi, non dovrebbe essere così difficile. Per informazione e per recarsi a firmare, consigliamo di visitare il sito del comune di appartenenza o di contattare il relativo Urp (Ufficio Relazioni con il Pubblico).
Questi i primi 2 articoli della suddetta legge argomento della proposta di Referendum, legge che può essere visionata integralmente presso il sito del Senato

Articolo 1:L’indennità spettante ai membri del Parlamento a norma dell’art. 69 della Costituzione per garantire il libero svolgimento del mandato è regolata dalla presente legge ed è costituita da quote mensili comprensive anche del rimborso di spese di segreteria e di rappresentanza. Gli Uffici di Presidenza delle due Camere determinano l’ammontare di dette quote in misura tale che non superino il dodicesimo del trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di cassazione ed equiparate.

Articolo 2: Ai membri del Parlamento è corrisposta inoltre una diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma. Gli Uffici di Presidenza delle due Camere ne determinano l’ammontare sulla base di 15 giorni di presenza per ogni mese ed in misura non superiore all’indennità di missione giornaliera prevista per i magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di cassazione ed equiparate; possono altresì stabilire le modalità per le ritenute da effettuarsi per ogni assenza dalle sedute dell’Assemblea e delle Commissioni.

La raccolta firme si concluderà il 30 luglio 2012 (termine per la presentazione al Comitato promotore 31/07/2012).


 
 
 

Non ce la posso fare....

Post n°22 pubblicato il 12 Luglio 2012 da pipitola

 

Per “senso di responsabilità” si è dimesso, per “senso di responsabilità” si ricandida. Silvio Berlusconi scende di nuovo in campo. E la storia si ripete. Come nel 1994 anche oggi l’impegno in politica appare l’unica via per salvare il salvabile di un patrimonio che si sta rapidamente consumando in spese personali (circa 100 milioni annui tra mantenimento delle Olgettine, delle ville e dell’ex moglie Veronica Lario) e che lo hanno costretto a mettere in vendita le ville di Antigua e tentare di attuare una sorta di spending review.

Insomma per salvare la “roba” Berlusconi si ricandida. Ma anche per salvare se stesso dai processi e le sue aziende dalla crisi. Preoccupato certamente dal caso Ruby e in attesa della pronuncia della Cassazione sul ricorso presentato sul Lodo Mondadori: 560 milioni versati alla Cir di Carlo De Benedetti che l’ex premier (e soprattutto la figlia Marina) rivogliono veder tornare indietro.

Questioni di famiglia

Le aziende poi hanno smesso di registrare (e regalare) utili. Fininvest ha chiuso il bilancio 2011 con un indebitamento di 2,07 miliardi di euro, circa la stessa esposizione che aveva nel 1993 (1,7 miliardi di euro). Poi la discesa in campo cambiò tutto. Nel 2005, alla scadenza del secondo Governo Berlusconi, l’azienda distribuì ai soci cedole per un miliardo mentre nel 2010 chiuse il bilancio con un utile di 160 milioni. La permanenza a Palazzo Chigi ha coinciso anche con una costante crescita del reddito personale: dai 14 milioni dichiarati nel 2008, anno in cui Berlusconi torna a Palazzo Chigi per la terza volta, fino ai 48 registrati nel 2011.

Ma come si allontana dalla presidenza del Consiglio cominciano i guai. Mediaset, ad esempio, nel primo trimestre 2012 ha chiuso con un utile di 10,3 milioni di euro contro i 68,4 dello stesso periodo del 2011 poi chiuso con 225 milioni di utili e 1,77 miliardi di indebitamento. E poi c’è il Milan, poche gioie e tanti dolori. È dovuta intervenire Fininvest nel 2011 per ripianare i conti della squadra, in perdita di 67,3 milioni, così da permetterle di rispettare le regole Uefa. Ma la società di via Turati è una cambiale continua per il Cavaliere, che tenta da anni di venderla, senza però riuscirci. Ma ora gli sarà utile, come negli ultimi venti anni, a fini elettorali. Una corsa, quella alle politiche del 2013, che si annuncia dunque importante. Per Berlusconi. Che anche a Piazza Affari soffre notevolmente.

La settimana del passaggio di consegne a Mario Monti la famiglia del Cavaliere lasciò in borsa 160 milioni. Una perdita secca di circa 100 milioni di euro per Silvio Berlusconi, di 13 milioni ciascuno per Marina e Piersilvio e di 34 milioni in tutto per Barbara, Eleonora e Luigi, i figli del premier e di Veronica Lario.

La colpa da smacchiare

Ce n’ha dunque da recuperare. Lui che è un vincente poi non ha mai digerito l’essere passato per il colpevole del tracollo economico del Paese. “Per lui è sempre stato una sconfitta sul piano dell’immagine e soprattutto non l’ha mai accettato anche perché non è così”, spiega al Fatto Paolo Romani, ex ministro e amico fidato di Berlusconi. Romani però garantisce che la decisione di scendere nuovamente in campo non è stata compiuta per salvare le sue aziende e se stesso dai processi ma per responsabilità. “Berlusconi ha fatto molte cose nella vita che voleva fare, molte altre le ha fatte perché doveva: questa credo rientri nella seconda categoria”, spiega Romani. Che ricorda i giorni della caduta di novembre. “Li ho vissuti minuto per minuto e fu solo un passaggio politico, di risvolti economici non ce n’erano mi creda”. Si candida per dovere, dunque, ma “anche perché lui è un vincente e sa che può ancora farcela, del resto la situazione cambia rapidamente e il vento dell’antipolitica è strano, tutto è da definire”. Compreso nome del partito e liste. Ma una cosa è certa: Berlusconi ha voglia di tornare, sa che i giornali torneranno a occuparsi di lui, che il sipario sulla sua vita privata si rialzerà non solo in Italia ma anche in Europa, vissuto con profonda preoccupazione.
Ma è in fondo questo che al cantante da crociera manca: la ribalta.

Il Fatto Quotidiano, 12 Luglio 2012

 
 
 

L'inferno e il Paradiso

Post n°20 pubblicato il 07 Luglio 2012 da pipitola

Dopo una lunga ed eroica vita, un valoroso samurai giunse nell'aldilà' e fu destinato al paradiso.
Era un tipo pieno di curiosità e chiese di poter dare prima un'occhiata anche all'inferno.
Un angelo lo accontentò e lo condusse all'inferno. Si trovò in un vastissimo salone che aveva al centro una tavola imbandita con piatti colmi e pietanze succulente e di golosità inimmaginabili.
Ma i commensali, che sedevano tutt'intorno, erano smunti, pallidi e scheletriti da far pietà.
"Com'e' possibile?", chiese il samurai alla sua guida. "Con tutto quel ben di Dio davanti!".

"Vedi: quando arrivano qui, ricevono tutti due bastoncini, quelli che si usano come posate per mangiare, solo che sono lunghi più di un metro e devono essere rigorosamente impugnati all'estremità. Solo così possono portarsi il cibo alla bocca".
Il samurai rabbrividì. Era terribile la punizione di quei poveretti che, per quanti sforzi facessero, non riuscivano a mettersi neppur una briciola sotto i denti.

Non volle vedere altro e chiese di andare subito in paradiso. Qui lo attendeva una sorpresa. Il paradiso era un salone assolutamente identico all'inferno! Dentro l'immenso salone c'era l'infinita tavolata di gente; un'identica sfilata di piatti deliziosi. Non solo: tutti i commensali erano muniti degli stessi bastoncini lunghi più di un metro, da impugnare all'estremità per portarsi il cibo alla bocca.

C'era una sola differenza: qui la gente intorno al tavolo era allegra, ben pasciuta, sprizzante di gioia.
"Ma com'e' possibile?", chiese il samurai.L'angelo sorrise."All'inferno ognuno si affanna ad afferrare il cibo e portarlo alla propria bocca, perché si sono sempre comportati così nella vita. Qui al contrario, ciascuno prende il cibo con i bastoncini e poi si preoccupa di imboccare il proprio vicino".

 
 
 
 
 

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Data di creazione: 04/12/2011
 

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