LA VITA VA GUARDATA
NON AVERE FRETTA NELLA VITA, POTRESTI NON ACCORGERTI CHE UN UOMO AGONIZZA PER TERRA
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Post n°337 pubblicato il 27 Maggio 2012 da sperosempre11
E' una malattia caratterizzata da sporadica faticabilità e debolezza muscolare ( Mio=muscolo; Astenia= debolezza ) più frequente nei muscoli innervati dai nervi cranici, che migliora caratteristicamente con farmaci inibitori dell' Acetilcolineststerasi ( Enzima la cui funzione è quella di idrolizzare L'Acetilcolina in Colina e Acido Acetico ). Si ritiene che il difetto sia localizzato a livello della giunzione neuromuscolare e che consista nell'incapacità dell'Acetilcolina( Neurotrasmettitore prodotto dal nostro organismo deputato a trasferire gli impulsi nervosi in diversi punti del sistema nervoso centrale e periferico ) di indurre la contrazione muscolare. Studi recenti suggeriscono che il difetto primitivo sia un'anomalia immunologica capace di indurre un'alterazione del recettore proteico per l'Acetilcolina a livello della Placca neuromuscolare. La malattia colpice individui di qualsiasi età e sesso, ma in particolare adolescenti e giovani adulti ; le donne più frequentemente degli uomini. La maggior parte di questi individui sono portatori di qualche Timoma ( Tumore al Timo. Ghiandola appartenente al sistema linfatico, in particolare immunologico situata sopra il mediatino ). La magior parte delle MIASTENIE NEONATALI riiflette il passaggio passivo della madre al feto degli Anticorpi diretti contro il recettore proteico. In questa situazione la perdita di forza può essere grave, ma di solito non dura più di 2-3 settimane; nella madre la Miastenia può o non essere clinicamente evidente al momento della nascita del figlio. All'incirca nel 5% dei casi le sindromi miasteniche si hanno in corso di malattie Immunologiche sistemiche o come complicanze dell'uso di certi farmaci; es. la PENICILLAMINA. Le malattie della tiroide sono più frequenti nei soggetti Miastenici rispetto alla popolazione normale. L'esordio può essere subdolo o improvviso; i sintomi più comuni sono la Ptosi( abbassamento ) e la diplopia ( visus sdoppiato ), seguiti da disfagia, disartria e debolezza degli arti. Sebbene raramente, si apprezzano fenomeni Ipostenici dei muscoli respiratori e relative conseguenze. La constatazione che l'uso continuo dei gruppi muscolari interessati aumenta la faticabilità è suggestiva di diagnosi. Un tale dato può essere preso durante la raccolta anamnestica e al momento dell'esame fisico. Utile per la diagnosi differenziale, con altre patologie che cauano affaticabilità e perdita di forza può essere fatta sulla base del decorso fluttuante dei sintomi e del drastico miglioramento che segue la somministrazione di Edrofonio o Neostigmina. L'EMG( Elettromiografia ) che mostra; sul tracciato un aumento dell'ampiezza dei Potenziali d'azione dopo il primo stimolo. Per la diagnosi definitiva di Miastenia Gravis, l'uso di Edrofonio; farmaco Anticolinesterasico. Nei casi poco chairi L'EMG con stimolazione ripetitiva del nervo e registrazione dei Potenziali d'azione muscolari ( test di Jolly ) può essere decisvo per la diagnosi. L'esame ematochimico, nei pazienti affetti da Miastenia gravis si apprezza la presenza di Anticorpi anti-recettori per l'Aceticolina(questo esame è importante per l'iter diagnostico ). Nel caso dei bambini, è preferibile la somministrazione di Neostigmina 1,5 mg associata a 0.5 mg di atropina, per via Intramuscolo. Questo perchè, l'effetto farmacologico persiste per almeno un'ora e permette un esame molto più accurato. Una volta che la diagnosi è stabilita è utile escludere la presenza di una concomitanza tiroidea. Negli adulti, invece, dovrà essere praticata una TAC del Mediastino per esculdere la presenza di Un Timoma. Il trattamento, nello specifico, verte sullla Timectomia, oltre all'uso di farmaci inibitori della Acetilcolisterasi e steroidi, quali il Prednisone 100 mg a giorni alterni. Nei pazienti refrattari a tutte le terapie è stata provata, con qualche risultato positivo, la Plasmaferesi ( procedura consistente nel prelievo di sangue - da donatore - con tempestiva separazione della componente liquida da quella corpuscolata ( Globuli rossi, Globuli bianchi, piastrine,) P.S. Per uleriori chiarimenti sono quà. |
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Post n°336 pubblicato il 26 Maggio 2012 da sperosempre11
A completamento del precedente post, circa L'Eziologia e patogenesi delle annessiti, mi è doveroso concludere con la Prognosi e la Profilassi. Grazie agli attuali presidi Terapeutici sono oggi molte rare le forme annessiali acute ad andamento evolutivo verso la Peritonite generalizzata o verso la sepsi. Al contrario di quanto avveniva nel passato la prognosi delle annessiti è quindi di solito buona per quanto riguarda la vita del paziente. Non si può dire lo stesso per la prognosi relativa alla ripresa funzionale degli organi colpiti. La maggior parte delle annessiti ha attualmente un decorso subacuto o subcronico per cui queste forme, non di rado, vengono curate in ritardo quando già il processo infiammatorio ha subìto alterazioni non più suscettibili di regredire. Manifestazioni dolorose addominali, dismenorrèa, dolori Lombosacrali, sono le conseguenze sul piano Clinico del cronicizzarsi della Flogosi. Sul piano lavorativo sono cause di una diminuita capacità di resa. La donna è sovente costretta ad assenze prolungate. Essi sono anche, e non di rado associati a Dispareunia, Dismenorrèa, Leucoxantorrèa irritante e a dolori dell'atto della defecazione. Dal punto di vista dell'attività riproduttiva il cronicizzarsi di una annessite dedermina spesso una sterilità per Occlusione Tubarica o per un danno della funzione Tubarica, oppure favorisce l'instaurarsi di una gravidanza Ectopica (Extrauterina ); a motivo, appunto dell'alterata morfologia delle Salpingi (Tube ). Risulta pertanto importante riconoscere precocemente la causa dell'annessite e il suo corretto trattamento, proprio, al fine di evitare la cronicizzazione. Importante per la profilassi è l'accurato Depistage ( termine medico che sta a significare la ricerca sistematica a scopo di identificare forme iniziali e asintomatiche ) mediante lo striscio o Pap-Test Vaginale, della flogosi Cervico- Vaginale al fine di trattarle in forma radicale. La Terapia delle annessiti aspecifiche è quasi sempre una Terapia medica. Solo talune forme croniche con cospicue alterazioni Tubariche o Tubo-Ovariche si deve procedere all'interevnto chirurgico. Nelle forme acute o subacute, come molte forme subcroniche, la cura medica è fondata sulla Ospedalizzazione della paziente, riposo assoluto, trattamento chemioterapico od antibiotici associate a sostanze antiflogistiche. In attesa di ricevere i risultati di un eame batteriologico colturale e di un antibiogramma, o quando non si riesce a mettere in evidenza alcun germe, è opportuno tuttavia somministare immediatamente antibiotici a largo spettro d'azione e noti per agire efficacemente sugli agenti più Comuni di queste infezioni ginecologiche ( Tetracicline associate a Cloramfenicolo, Cefalosporine di III^ generazione, Gentamicina ). La Terapia deve essere eseguita per una decina di giorni. Nelle forme croniche , per una corretta impostazione terapica medica è necessario ricordare che, allorchè la paziente giunge per la prima volta all'osservazione del ginecologo con un'annessite già cronicizzata occorre rivalutare a fondo la situazione per escludere l'esistenza di processi specifici di tipo Tubercolare, per controllare attraverso l'Urinocoltura se esistono germi nelle vie urinarie in numero significativo ( al di sopra delle 100.000 colonie /ml ) per valutare se nel secreto vaginale si notano elementi patogeni da trattare in modo specifico ( TRICHOMONAS, MONILIA ecc.).
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Post n°335 pubblicato il 25 Maggio 2012 da sperosempre11
Con questo terminine si suole indicare l'infiammazione della Tuba ( salpingite ) e dell'Ovaio ( ovarite ). Le annissiti possono anche essere definite OVARO-SALPINGITI e poichè in queste affezioni la Flogosi si estente per lo più al Peritoneo, che con la Tuba e l'Ovaio ha rapporti di vicinanza, spesso si parla di Malattia Infiammatoria Pelvica; termine clinico che spesso la donna legge nei referti post- visita Ginecologica. In questo post mi soffermerò nel processo di Annessite Acuta. La paziente affetta di annessite acuta presenta una sintomatologia locale ed una sintomatologia generale. Spesso l'inizio della forma acuta coincide con la Mestruazione o con la fase postmestruale o segue di qualche giorno un parto, un aborto, un esame della cavità uterina, una Isterosalpingografia ecc. L'insorgenza acuta è caratteristica della forma gonococcica : quella subacuta delle forme da piogeni, da Escherichia coli o da altri germi aspecifici. Il dolore è un segno che compare costantemente nelle forme di annessite acute. Esso è localizzato nei quadranti inferiori dell'addome; spesso è bilaterale e si irradia in sede Lombosacrale, in Ipogastrio, nella radice della coscia e lungo la coscia stessa. L'irradiazione lungo l'arto inferiore non è tuttavia caratteristica delle forme annessiali acute, ma soprattutto di quelle subacute o subcroniche. Con la palpazione dell'addome si nota l'estrema dolarabilità localizzata ai quadranti addominali inferiori e, quando vi è interessato il Peritoneo Pelvico, anche un certo grado di difesa o di contrattura vera e propria. Sovente si apprezza Leucoxantorrea ( secrezioni vaginali di colore biancastro ), sintomo che compare proprio nella fase iniziale dell'episodio acuto annessiale; ma può essere anche presente in fenomeni di Cervico-Vaginite ( infiammazione che interessa il Collo Uterino e la Vagina ), di una endocervicite, o anche di un'Endometrite; in tal caso il dolore si accentua in concomitanza con l'insorgenza dell'annessite. Altro segno sono le irregolarità mestruali. La paziente riferisce stillicidio prolungato della Mestruazione o una maggiore abbondanza di questa se il flusso coincide con l'episodio infiammatorio. L'esplorazione Vaginale in caso di annessite acuta viene per lo più eseguita con difficoltà, perchè risveglia molto il dolore. Il più delle volte all'inizio si può notare una certa pastosità in corrispondenza della regione annessiale. Dopo i primi giorni si riesce di solito ad apprezzare accanto all'Utero, da una o da entrambe le parti, la Tuba aumentata di volume o una massa unica rapresentata dalla Tuba e dall'Ovaio, ingrossati e dolenti. La febbre è sempre presente, con railzi anche notevoli ( 38°- 40°) specialmente nelle prime fasi della manifestazione acuta. Fenomeni Tachicardici son frequenti per i livelli termici elevati. Il processo flogistico provoca disturbi Vescicali sotto forma di disurìa, Pollachiuria, Strangurìa. Se la paziente riferisce disturbi intestinali sono da ricondursi all'interessamento del Peritoneo ( piuttosto rari ) Pelvico, e alla natura appendicolare piuttosto annessiale della flogosi. Gli esami di laboratorio mettono in evidenza una Leucocitosi ( aumento dei Globuli Bianchi oltre i 10.000; di solito non è molto marcata e non supera i 20.000 elementi per mm3 e solo se è presente un ascesso Pelvico ). Molto alta è invece la VES. La Terapia medica, dà buoni risultati nelle forme acute. Quanto più presto si instaura il trattamento, tanto più facile e ottenere una pronta guarigione clinica.
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Post n°334 pubblicato il 24 Maggio 2012 da sperosempre11
Il Pancreas è una grossa Ghiandola a secrezione Endocrina ed Esocrina, situata nello spazio Retroperitoneale a ridosso della Parete posteriore dell'Addome, all'altezza della I^ e II^ vertebra Lombare. E' disposto Trasversalmente interponendosi tra il Duodeno da una parte e la Milza dall'altra e viene anatomicamente distinto in tre parti e cioè; da destra verso sinistra la "testa "( per chi guarda l'immagine, da sinistra verso destra ) che è la parte più voluminosa, " Corpo " e " Coda " la parte più piccola. Notate che nella Coda si interpone con la Milza. Sorvolo sugli aspetti Anatomofisiologici, perchè molto complessi e lunghi e passo a uno degli aspetti patologici cui è soggetta questa importante Ghiandola nell'economia dei processi digestivi e dell'equilibrio Glicemico della persona per parlare di PANCREATITE ACUTA. La Pancreatite acuta è una malattia infiammatoria del pancreas Esocrino dovuta ad un processo di auto digestione del Parenchima ( il tessuto proprio della ghiandola ) Pancreatico innescato dalla prematura attivazione degli Enzimi prodotti dalle cellule Acinose, i quali fisiologicamente vengono attivati soltanto a livello dell'Intestino Tenue, per opera delle Enterochinasi, a contatto con i costituenti fondamentali della dieta ( Proteine, grassi, zuccheri ). Clinicamente si manifesta con sintomi locali ( soprattutto ai quadranti addominali superiori ) con frequenti ripercussioni su altri organi ed apparati Gastroenterici, vie Biliari, apparato respiratorio cuore e Reni, oltre ad alterazioni sistemiche ( Shock, e gravi squilibri metabolici ed emocoagulativi ). Gli eventi che possono scatenare una Pancreatite Acuta sono numerose, ma con maggiore frequenza si riconoscono quelle provocate da affezzioni delle vie Biliari; in particolare modo in presenza di calcoli in Colecisti. A questo proposito si prospettano due possibili meccanismi d'azione : o il Calcolo ostruisce il dotto di Wirsung ( che sbocca nel Coledoco ) nel 70% dei casi, provocando un ostacolo al flusso del secreto Pancreatico, oppure può accadere che la Bile, normalmente a pressione più alta , refluisca nel Wirsung qualora il calcolo ostruisca lo sfintere di Oddi. E' importante ricordare, poi, che anche un eventuale colecistite può indurre di per sè uno spasmo dello sfintere con meccanismo riflesso, provocando anche in questo modo un ostacolo al passaggio della secrezione Pancreatica. I dati di laboratorio di maggiore importanza diagnostica di Pancreatite Auta sono indicati nell'elevazione dell'enzima AMILASI, che entro le prime 24 ore dalla crisi può raggoìiungere picchi oltre 1000-2000 UI/L. Unitamente all'Amilasemia( Amilasi nel sangue ), si rileva la valutazione dell'Amilasuria ( amilasi nelle urie ) in cui questo enzima nelle urine raccolte almeno in 2 ore, meglio nell'arco delle 24 ore, spesso risulta elevata, anche se L'Amilasemia può risultare normale. Le Transaminasi, e LDH ( latticodeidrogenasi ) risultano elevati, tanto più quanto sarà marcata la necrosi cellulare. L'altro enzima importante; LIPASI risulta alterato. Qualora sia presente Colestasi ( Stasi biliare ), gli esami di laboratorio offrono anche un'elevazione di Bilirubina, GGT( gamma -Glutamiltranspeptasi) e Fosfatasi Alcalina . Bene. Mi fermo quì. N.B. Qualora la diagnosi non sia certa e sia presente un quadro di addome acuto, è comunque utile ricorrere alla laparotomia esplorativa.
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Post n°333 pubblicato il 24 Maggio 2012 da sperosempre11
Il Bolo Isterico, o più comunemente chiamato " Nodo alla Gola ", è quella sensazione soggettiva di un Nodo o di una massa alla gola. Non è stato satbilito nessun meccanismo fisiologico o nessuna eziologia specifica. Alcuni studi suggeriscono una relazione con l'incontinenza Cardiale ( la valvola che comunica l'esofago alla stomaco; situata sotto il diaframma ). Difatti, al momento dei sintomi esistono elevate pressioni Cricofaringee ( sfintere esofageo superiore), o una anormale motilità ipofaringea. La sensazione può derivare da un Reflusso esofageo o da frequenti deglutizioni e secchezza delle fauci che si associano con l'ansia e sati d'umore particolari. Non si associa con nessun disturbo psichiatrico specifico o con fattori stressanti particolari; rappresenta, probabilmente una manifestazione fisiologica di alcuni stati d'animo. Alcuni individui possono avere una predisposizione innata o acquisita a rispondere in questo modo. La sensazione che riferiscono queste persone al medico è: " Mi sento come una mano mi strozzasse ". L'ananmnesi, rivela che il fenomeno è in stratto rapporto con eventi di grande dolore emotivo, orgoglio ferito, oppure di felicità per avere superato una difficoltà; spesso viene implicata la repressione di sentimenti tristi. Clinicamente, senza scomadare lo specialista in psichiatria, una sintomatologia cronica si può avere nel corso di stati prolungati di angosce non risolte o patologiche e può essere risolta da un pianto prolungato. I disturbi medici che possono venire confusi con il Bolo Isterico comprendono i veli Esofagei Superiori o Cricofaringei, lo spasmo faringeo diffuso sintomatico, il Reflusso Gastroesofageo, disturbi della Muscolatura scheletrica ( Miastenia Gravis la più sospettata ), Polimiosite o lesioni occupanti spazio nel collo o nel Mediastino che provocano compressione dell'Esofago. La maggior parte delle volte, una buona anamnesi può fare escludere queste malattie. Utile e importante escludere la Vera Disfagia, che starebbe ad indicare un disturbo motorio o strutturale del Faringe o dell'Esofago. Nel Bolo Isterico, la sintomatologia si verifica durante particolari stati emotivi e non peggiora con la deglutizione. Il Cibo non la peggiora, anzi, spesso i sintomi scompaiono con l'assunzione di cibo o di liquidi. Non esiste dolore o perdita di peso. Se il medico nota presenza di condizioni psicosociali tipiche e l'esame fisico è negativo, la diagnosi è probabile; se persiste il dubbio, un esame Emocromocitometrico, una radiografia dell'esofago con pasto baritato, un Rx del Torace ed una Manometria esofagea, come indicato dai dati Clinici, possono escludere la presenza di altre malattie. |
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Post n°332 pubblicato il 23 Maggio 2012 da sperosempre11
E' una malattia sistemica cronica ad eziologia sconosciuta, caratterizzata da secchezza delle fauci, degli occhi e di altre Mucose, spesso associata a malattie reumatiche che hanno in comune alcune carattristiche Autoimmunitarie, quali L'artrite Reumatoide, ed Il LES( Lupus Eritematoso Sistemico ) ed in cui è presente infiltrazione Linfocitaria dei tessuti colpiti. Il rischio che si sviluppi un Linfoma nei pazienti affetti da Sindrome di SJOGREN; ( si pronuncia Sciogren ), secondo studi clinici è di circa 44 volte superiore a quello che si riscontra nel resto della popolazione. Questi pazienti sono inoltre più esposti al pericolo di insorgenza di una Macroglobulinemia di Waldestrom( Neoplasia Monoclonale. Nel plasma si apprezza la presenza di una componente monoclonale per iperproduzione di una gammaglobulina. Nello specifico della classe IgM ). La Sindrome di Sjogren colpisce di più le donne. Studi scientifici considerano che le donne in menopausa, a causa della cessazione di produzione di Estrogeni indeboliscono il sistema Immunitario. In alcune pazienti , la S. di SJOGREN colpisce soltanto gli occhi o la bocca; in altre, quasi tutti i distretti corporei possono essere interessati in momenti diversi. I sintomi oculari si manifestano quando l'atrofia dell'Epitelio secretorio delle ghiandole lacrimali ha causato l'essiccamento della cornea e della Congiutiva ( da quì la definizione clinica di Cherato- Congiuntivite Secca). Un terzo delle pazienti affette da questa sindrome presenta un ingrossamento delle ghiandole Parotidi, che sono generalmente fisse, lisce, di grandezza variabile e di consistenza duro elastica. Di contro, l'ingrossamento delle ghiandole salivari non procurano dolore. Le alterazioni dei dotti parotidei sono caratterizzate dalla proliferazione cellulare intraduttale che porta alla stenosi(restringimento) del lume e all'eventuale formazione di strutture cellulari compatte, chiamate ISOLE EPIMIOEPITELIALI. Quando le ghiandole salivari si atrofizzano, la saliva conseguentemente diminuisce procurando estrema secchezza della bocca e delle labbra( XEROSTOMIA ) rende difficoltosa la masticazione e la deglutizione e promuove la calcolosi dei dotti salivari. I denti si cariano molto più facilmente, perchè, appunto, una buona dentizione richiede saliva. Il gusto e l'olfatto sono candidati verso il deficit. Anche la pelle può assumere aspetti di disidratazione. Talvolta, alune pazienti presentano fenomeni di Alopecia. Clinicamente, si può sospettare un S. di SJOGREN quando si nota secchezza degli occhi e delle fauci; la infiammazione articolare completa la Triade classica. Il trattamento, nei sintomi oculari richiede particolare attenzione. L'uso frequente di lacrime artificiali contenenti Metilcellulosa o alcool Polivinilico può essre utile. Ma vi sono casi in cui questa metodica non sortisce ad alcun beneficio e si opta all'uso di lenti a contatto morbide e ben idratdate con frequenti applicazioni di fisiologica. L'occlusione del punto Nasolacrimale può essere tentata prima di un intervento chirurgico sulla palpebra, ma nei casi gravi, la tarsorrafia ( suturazione del bordo della palpebra superiore con quello della palpebra inferiore. In fine è di proteggere la cornea ). Nelle complicanze delle secchezze orali, il trattamento è mirato ad evitare la secchezza delle fauci che promuove la calcolosi del dotto e le carie dentarie. Masticare gomma senza zucchero e sorseggiare liquidi nel corso della giornata si rivela utile nel sollievo. Vanno assolutamente evitati, nelle secrezioni salivari, i farmaci decongestionanti e antistaminici. Se c'è dolore in sede ghiadolare a secrezione salivare, si suggerisce l'uso di analgesici. L'interessamento del tessuto connetivo è generalmente lieve e cronico; pertanto, i farmaci steroidei e gli Immunosoppressori sono indicati solo occasionalmente e nei pazienti affetti da una forma grave di vasculite o con interessamento viscerale. Vanno assolutamente evitati i farmaci irradianti e i farmaci che aumentano il rischio di malattie linfoproliferative e di infezioni. |
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Post n°331 pubblicato il 22 Maggio 2012 da sperosempre11
Le micosi del tratto genitale, causate generalmente dalla CANDIDA ALBICANS, tendono ad aumentare in frequenza specialmente nelle donne. Queste infezioni, sebbene sono solitamente trasmesse per via sessuale si diffondono anche per via Inestinale. La sua aumentata incidenza è legata all'indiscreminato uso di antibiotici a largo spettro ed al quale numero di donne che assumono pillole contraccettive estroprogestiche, Altri fattori predisponendi sono la gravidanza, il Diabete mellito, l'anemia perniciosa e l'uso di farmaci immunosoppressivi e corticosteroidi. La candidiasi sistemica rappresenta solitamente la spia di gravi malattie nascoste o disordini immunologici e di rado rappresenta una complicanza di una infezione genitale. Le donne in genere sviluppano una irritazione Vulvare con secrezioni vaginali. In genere, l'irritazione è grave, mentre le perdite vaginali sono scarse. La vulva si presenta arrossata ed edematosa, con escoriazioni e fessurazioni. La parete vaginale si presenta coperta da materiale biancastro caseoso, ma può anche apparire normale. Un'immediata diagnosi si può porre colorando con il Gram, strisci delle secrezioni di vagina, Glande, prepuzio( negli uomini ), ed uretra ed andando alla ricerca della CANDIDA ALBICANS mediante osservazione microscopica ( non è sempre facile la sua identificazione ). Va inoltre eseguita la coltura su mezzi adatti come il tereno di SABOURAUD; tale procedimento aumenta infatti del 25% la percentuale di diagnosi positive. Vanno infine eseguiti i specifici tests delle altre MTS( malattie trasmesse sessualmente ) che possono coesistere con la CANDIDIASI. La Terapia, una volta stabilita la diagnosi ed identificate le cause, occorrerà ricercare eventuali condizioni predisponenti quali Diabete Mellito, o prolungate terapie antibiotiche. Occorre inoltre identificare tutti i partners sessuali esaminarli e trattarli se necessario. La candidiasi vaginale si tratta con Nistatina; 2 cmpresse di 100.000 Unità ciascuna da inserire profondamente nel canale Vaginale per due settimane prima di coricarsi. Sulle labbra Vulvari il perineo e la regione perianale va applicata Nistatina in crema, quindi occorre lavarsi attentamente le mani. In alternativa si possono prescrivere compresse di Clotrimazolo (100 mg ), oppure la relativa crema per sei giorni. Nel caso di Balanopostite da candida viene trattata con attento lavaggio della regione genitale ( glande ) con acqua e sapone, quindi si asciuga con panno delicato e si applica Nistatina in Crema due volte al dì per 7-10 giorni. La Uretrite si può trattare con irrigazioni giornaliere di Nistatina in sospensione alla concentrazione di 100.000 u/ml. La ricaduta è comune in entrambi i sessi e spesso legata a reinfezione del Canale Gastroinestinale. In qusto caso, si prescrive Nistatina in compresse 500.000 u. 4 volte al giorno per 2 settimane. Occasionalmente, l'uso di contraccettivi va sospeso per diverso mesi durante il trattamento. L'osservazione al termine della Terapia va effettuata ogni tre mesi. |
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Post n°330 pubblicato il 21 Maggio 2012 da sperosempre11
La Vulvite è l'infiammazione della Vulva. Come cause vengono riconosciute; Traumi, irritazioni meccaniche e chimiche, scarsa igiene, contaminazione Vaginale fecale o urinaria, reazioni allergiche locali a indumenti e saponi o a medicine sono tutte cause che possono insorgere ad una Vulvite. Pure infezioni parassitarie; frequenti la Pedicuolsi Pubica ( Pidocchi, piattole), e la enterobiasi ( Ossiuri a origine intestinale ). Nelle donne adulte sono frequenti le vaginiti da TRICHOMONAS e le infezioni Micotiche; nelle bambine si apprezzano di frequente Vulvovaginiti da Gonococco; le donne anziane possono presentare atrofia semplice o Leucoplachia della Vulva. L'Herpes Simplex è molto frequente all'osservazione. La psoriasi, i Condilomi acuminati sia pure con meno frequenza vengono apprezzate in diverse pazienti. A favorire l'insorgenza di Vulviti di notevole entità sono le terapie prolungate con antibiotici ad ampio spettro d'azione, l'eccesso di calore in loco provocato da indumenti intimi troppo aderenti, l'uso di contraccettivi orali e diabete non curato. I sintomi vanno differenziate Tra le Vulviti acute e quelle Croniche. Nelle prime si presenta un marcato Edema ed eritema della Vulva, bruciore e prurito. Il dolore può essere forte che la paziente non può nè stare seduta nè camminare. Le ulcerazioni, e le verruche sono spesso presenti. Nella fase Cronica la reazione infiammatoria è meno grave. L'edema può essere minimo o massimo( elefantiasi ). In presenza di prurito irriducibile si riscontrano comunemente escoriazioni e infezioni secondarie. Le lesioni ulcerative ( granulomi e carcinomi ) possono distruggere la vulva. ( E' DOVEROSO SOTTOLINEARLO PER COMPLETEZZA INFORMATIVA, SIA PURE SONO CASI RARI : L'HPV E' L'AGENTE PRINCIPALE ). In questi casi occorre effettuare una visita generale, un esame Citologico, un esame emocromocitometrico, e analisi delle Urine. Le lesioni croniche, debbono essere sottoposte ad esame bioptico per incisione o per puntura piuttosto che per asportazione di lembi tissutali. Il trattamento si avvale; nella fase acuta, di compresse fredee imbevute di acetato di alluminio; diluito 1:20. Tale trattamento può rivelarsi solutorio notevolmente. Comunque, quando predomina l'infiammazione sono indicate compresse e bidè caldi. La zona colpita deve essere mantenuta pulita ma sono da evitare saponi o altri detergenti. La paziente dovrebbe indossare indumenti larghi ed assorbenti. per il prurito e l'infiammazione sono suggeriti antistaminici per uso orale ( Difenidramina da 25 a 50 mg per 3 o 4 volte al dì. e corticosteroidi topici sistemici. Importante il fattore causale che va individutao e trattato. Nel caso delle Vulviti coroniche che durano da molto tempo possono essere difficili da trattare o controllare ; di aiuto sono semplici preparazioni anti-pruriginose ( ad es. lozioni di Calamina ) ma in genere è indicata un pomata di Idrocortisone all'1%. In più è necessario incoraggiare un trattamento a lungo termine di igiene accurata. Quet'ultima è particolarmente importante nelle pazienti anziane che possono essere incontinenti e costrette a letto. |
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Post n°329 pubblicato il 20 Maggio 2012 da sperosempre11
Quante volte sentiamo questa espressione dopo una visita ambulatoriale da parte del nostro medico di famiglia. E' una malattia ? Direi di no, se intesa nel senso patologico. Una sindrome è l'espressione più accomodante e meno allarmistica per il paziente. Una condizione spastica del Colon. Questo disturbo della motilità che interessa l'intestino Tenue ed il grosso Intestino associato a gradi variabili di dolore addominale, costipazione(stitichezza ) o diarrea, apparentemente come reazione ad uno stress in un individuo particolarmente sensibile. Questa sindrome rappresenta la causa di circa la metà di tutte le visite specialistiche Gastro Intestinali o dei disturbi Gastrointestinali che giungono all'osservazione, prima del medico di famiglia, successivamente a quelle specialistiche. Sembra che le donne sono affette più comunemente degli uomini. La causa, non è ancora chiara e conosciuta. I fattori emozionali, la dieta, i farmaci, o gli ormoni possono precipitare o aggravare una aumentata sensibilità alla motilità Gastro Intestinale. Visto sotto il profilo psicologico, molti pazienti presentano delle personalità ossessivo-compulsivo. Ansia, risentimento, e sensi di colpa sono quelli che più spesso provocano l'inizio della sintomatologia. Non a caso, il Colon viene descritto come il secondo cervello nella persona. I periodi di stress e di conflitti emozionali che di frequente causano una depressione coincidono con l'inizio o con la riaccesione della sintomatologia. Fra questi, vanno evidenziati alcune discordie matrimoniali, le ansie legate ai figli, la perdita di una persona amata, e le quotidiane occupazioni.. I muscoli circolari e longitudinali dell'intestino tenue e del colon sigmoideo( la parte terminale del Colon compreso tra il tratto discendente e il retto ), sono particolarmente sensibili alle anomalie motorie. I sintomi sono rappresentati da un senso di fastidio addominale, da un'errata frequenza dell'attività intestinale e da una variazione nella consistenza delle feci. Le spiacevoli sensazioni addominali possono essere associate con sintomi non specifici, quali meteorismo, flatulenza, sensazione di gas, nausea, cefale, affaticamento, senso di rilassamneto generale. Clinicamente vengono riconosciuti due tipi principali di questa Sindrome. Il Tipo spastico, i cui movimenti intestinali sono variabili. La maggior parte dei pazienti presenta dolore di origine colica in corrispondenza di una o più aeree del Colon, in associazione alla stipsi o a diarrea periodica. La maggioranza si lamenta di un dolore in sede bassa dell'addome, o in corrispondenza del decorso sigmoideo. In questi casi il dolore viene riferito a coliche, che si risolve con l'evacuazione. I sintomi sono solitamente innescati con l'ingestione del cibo, sebbene nessuno tipo di cibo è da ritenersi imputato speciale. In alcun pazienti, stipsi e diarrea si alternano. Di frequente si assiste a presenza di muco nelle feci. Vi sono pazienti che mostrano difficoltà di concentrazione mentale. Nel secondo Tipo, si apprezza principalmente una Diarrea senza dolore. Il paziente si lamenta di una diarrea precipitosa, urgente, che si verifica immediatamente appena alzato da tavola, o più tipicamente dopo o durante un pasto. All'esame fisico i pazienti con ambedue le varianti sembrano essere in buona salute, senza una evidente causa organica significativa. Alla palpazione, l'addome può rivelare dolorabilità in corrispondenza; più di frequente, del quadrante inferiore di sinistra, a volte associata con un colon contratto e anch'esso dolorabile. La diagnosi si basa principalmente sulle caratteristiche cliniche del paziente e soprattutto dopo avere escluso cause organiche. Di solito, il medico scrupoloso, orienta le sue indagini sottoponenso le feci ad esame parassitologico, o per sangue occulto. Gli esami Proctosigmoisìdei e clisma opaco sono quasi sempre nella norma tranne un apprezzamento modico iperemico della mucosa. E' bene dire, che vi sono condizioni che possono simulare la sindrome del Colon Irritabile, quali un'infezione amebiasica, l'abuso di farmaci catartici ( lassativi ), deficit di lattasi, gastroenteropatie ed colite ulcerosa. Una diagnosi differenziale di colon irritabile da una malattia diverticolare. Il medico, non deve risparmiarsi nel rassicurare il paziente circa l'assenza di un'affezione organica. In generale si consiglia una dieta normale. Vanno eliminati i fagioli e altre verdure che contengono dei carboidrati fermentabili. Ai pazienti con diarrea va vietato l'uso di cibi lassativi. Blandi agenti che aumentano la massa fecale quale la Mucillagine idrofila dello Psillium presi con 2 bicchieri d'acqua tendono a stabilizzare il contenuto di acqua dell'intestino ed assicurano una massa adeguata. Utile, nelle fasi diarroiche, il ripristino della flora batterica intestinale con Probiotici. La Loperamide da 2-4 mg per due volte al dì può costituire un'alternativa efficace. |
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Post n°328 pubblicato il 19 Maggio 2012 da sperosempre11
Si tratta di un processo infiammatorio dei seni paranasali, dovuto a infezioni virali, batteriche e da funghi, oltre che da reazioni allergiche. La forma acuta riconosce come causa l'azione Streptococcica, Pneumococcica, e Stafilococcica; in genere complicata da un'infezione virale acuta del tratto Respiratorio. Con IRS( Infezioni respiratorie superiori ), la mucosa nasale rigonfia ostruisce l'Ostio del seno paranasale e l'Ossigeno viene assorbito nei vasi sanguigni della mucosa. La risultante pressione provoca dolore. Le Sinusiti acute e croniche hanno sintomi uguali. L'area al di sopra del seno colpito può apparire tesa e rigonfia. Quella mascellare causa dolore nell'are mascellare, Odontalgia, e cefalea frontale. Quella frontale causa dolore in sede frontale e cefalea frontale. La Sinusite Etmoidale ( la zona, per intenterci, dove poggiamo il pollice e l'indice quando sentiamo stanchezza agli occhi ) provoca dolore dietro e tra gli occhie una cefalea frontale che spesso viene descritta dalla persona come da "impazzire ". Il dolore causato dalla Sinusite Sfenoidale è meno ben localizzato ed è riferito all'area frontale e occipitale ( nuca ). Si possono avere dei malesseri quali febbre e sensazioni di freddo che suggeriscono l'estensione dell'infezione oltre i Seni Paranasali. All'esame obiettivo, la mucosa nasale è rossa e turgida; può essere presente Rinorrèa purulenta gialla o verde. L'essudato siero-Purulento può essere osservato nel Meato medio in caso di sinusite mascellare, Etmoidale posteriore e di Sinusite Sfenoidale. L'esame radiografico standard indica con esattezza la localizzazione e il grado dell'infiammazione. Utile è l'esame Rx degli apici dei denti quando la sinusite interessa la sede mascellare per escludere eventuali ascessi periapicali. La Terapia si orienta al drenaggio e al controllo dell'infezione nella fase si Sinusuìite acuta, in quando l'inalazione di vapore provoca un'efficace vasocostrizione nasale promuvendo appunto il drenaggio. Utili i trattamenti antichi della "nonna": i SUFFUMIGI. Si consigliano i vasocostrittori Topici come la FENILEFRINA 0,25% spray per tre volte al dì, ma questo trattamento non può superare i 7 giorni, per i suoi effetti Ipertensivi. Sia nelle Sinusiti acute che in quelle croniche gli antibiotici devono essere somministarti per almeno 10-12 giorni. Nella fase acuta, la Penicillina G o V( 250 mg per uso orale 1 ogni 6 ore ) è l'antibiotico iniziale di scelta, mentre l'Eritromicina(250 mg uso orale, 1 ogni 6 ore ) è l'antibiotico di seconda scelta. Nelle esacerbazioni ( fasi di crisi ) della Sinusite Cronica una prolungata terapia antibiotica ( 4-6 sttimane ) spesso porta alla completa risoluzione. Va detto, che la Sinusite che non risponde alla Terapia antibiotica può richiedere un intervento chirurgico per migliorare la ventilazione e il drenaggio e per rimuovere materiale Mucopurulento, detriti epiteliali e mucosa ipertrofica. |


Inviato da: boscia.mara
il 27/05/2012 alle 09:39
Inviato da: sperosempre11
il 26/05/2012 alle 13:00
Inviato da: psicologiaforense
il 26/05/2012 alle 12:52
Inviato da: sperosempre11
il 26/05/2012 alle 12:29
Inviato da: maraciccia
il 26/05/2012 alle 00:29