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Post n°270 pubblicato il 10 Gennaio 2011 da sportiva750
Tripletta Cavani, Juve annientata NAPOLI, 9 gennaio 2011 - Un posticipo che vale il secondo posto in serie A. È il succo dell'intrigante sfida al San Paolo tra Napoli e Juventus, cominciata in uno stadio esaurito da 60 mila spettatori. Ultima gara, la più attesa, di una 19ª giornata di serie A che ha scatenato fuochi d'artificio, finora, proseguio dei botti di Capodanno. Segui la diretta Napoli-Juventus 3-0 (Cavani 20' e 26' p.t., 9' s.t.)
formazioni — Tutto scontato, o quasi, nel Napoli, che vuole riscattare la sconfitta di San Siro contro l'Inter nell'ultima uscita di campionato. Mazzarri schiererà, con il 3-4-2-1: De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Aronica; Maggio, Pazienza, Gargano, Dossena; Hamsik, Lavezzi; Cavani. La Juve, senza Melo, squalificato, e con Sissoko acciaccato, schiera Marchisio centrale di centrocampo, accanto ad Aquilani. In attacco: il neoacquisto Toni sarà titolare, al suo fianco Delneri sceglie la fisicità di Amauri alla classe di Del Piero.
Cavani è la favola Napoli
NAPOLI, 9 gennaio 2011 - Cavani segna, Napoli sogna. In grande, come è grande, rotondo, il punteggio, 3-0, con cui la squadra di Mazzarri, trascinata dalla tripletta del capocannoniere del campionato, mette al tappeto una Juventus da 1 punto nelle ultime 3 partite, da 7 reti subite nelle ultime due. Cavani raggiunge quota 13 - i gol in questa serie A -, il Napoli raggiunge quota 36, i punti in classifica, meno soltanto del Milan capolista, lontano 4 punti. Il Napoli vince e convince, il passo falso di tre giorni fa con l'Inter è un lontano ricordo. L'attacco si conferma un valore aggiunto, ma stavolta convince la coralità: De Sanctis è bravo su Amauri e Toni, la difesa raddoppia diligente su Krasic, le fasce sono terra di conquista. E Cavani è un marziano: non avrà la fisicità di Ibrahimovic, ma con il suo incessante movimento e quel vizietto sottoporta è risposta adeguata allo svedese. E la Juve? Ha meno punti dello scorso anno dopo 19 giornate di campionato, al giro di boa del campionato. Allora erano 33, adesso sono 31. Avvertenze: quella scorsa è stata una delle stagioni più disgraziate della storia della Vecchia Signora. Che peraltro non va meglio in Europa: è stata cacciata fuori dall'Europa League dal Lech Poznan.
schieramenti — Mazzarri preferisce Grava ad Aronica e mette Campagnaro sulle piste di Krasic, pericolo pubblico numero uno. Delneri rivoluziona la Juve impallinata dal Parma: dietro giocano Grygera e Traore, Marchisio scala centrale, con Melo squalificato, Pepe guadagna una maglia da titolare a sinistra, davanti debutta Toni, con accanto a sorpresa Amauri. cross e cavani — Il Napoli gioca bene, dopo un avvio nervoso in cui deve smaltire le scorie della sconfitta di San Siro con l'Inter. Poi prende il controllo delle fasce con Maggio e Dossena, che sembrano Maicon e Bale, anche per merito di Grygera e Traore, che vanno in bambola. Poi a centroarea c'è Cavani, a far pagare un conto salato ad una Juve a corto di attenzione. Il Matador segna due gol allo specchio: prima di testa raccogliendo un cross dalla destra di Maggio, poi incorna il traversone di Dossena da sinistra. Difesa della Juve che guarda il panorama del San Paolo gremito: 2-0 Napoli. I bianconeri, che dopo un avvio intenso, perdono campo e fluidità di manovra, hanno un paio di occasioni, con Amauri (sinistro parato da De Sanctis) e Toni, che segna di testa su angolo commettendo però fallo sul portiere degli azzurri. Ma il gioco non c'è: la Juve si affida ai lanci lunghi per le torri, il gioco palla a terra è sconosciuto e il Napoli deve preoccuparsi solo per qualche sgroppata di Krasic, sempre ben raddoppiato. La qualità, magari di Del Piero, tenuto in panca, manca tanto: Toni, pure tra i meno peggio, da seconda punta è non solo un inedito, ma stasera si rivela anche un'aberrazione tecnica. Storari tiene acceso un lumicino di speranza quando para su Lavezzi e soprattutto Dossena, ma il doppio vantaggio è l'stantanea fedele dei primi 45'.
cavani superstar — Delneri cambia: Grosso per Traore. La Juve riparte forte, ma è solo un'illusione: colpo di testa di Toni, volenteroso, bravissimo De Sanctis. Niente da fare. Allora Delneri cambia ancora: dentro Del Piero per Amauri. Toni diventa centravanti. Ma è il Napoli a passare con un'azione orchestrata dai tre tenori: costruisce Lavezzi - diventato incontenbile negli spazi larghi - rifinisce Hamsik, finalizza Cavani, che martirizza il malcapitato Grygera. 3-0 e gara chiusa. Il Napoli ha ancora il tempo e il modo di regalare spettacolo ai suoi tifosi, dilapidare occasioni in contropiede e assaporare il conto alla rovescia verso il 90'. Verso l'ufficializzazione di una grande prestazione, di una serata magica. Più che di impresa - perchè batttere questa Juve non può essere considerata un'impresa - si tratta di un'altra pagina d un libro di una favola che adesso significa secondo posto in classifica. A -4 dal Milan e dal Paradiso. |
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