Ore 08:13 di un mattino qualsiasi di primavera...
Bigiamo un giorno dal lavoro...? Facciamo una pazzia, altrimenti che cosa viviamo a fare, per che cosa ci è stato donato il tempo per vivere... A cosa servono i brividi se non a darla vinta all'istinto, a soffocare una ragione bacchettona e restrittiva?
Tagliamo, come a scuola, al liceo, all'università, bighelloniamo liberi, prendiamoci del tempo, per parlare, per viverci, ché da un po' di tempo a questa parte i miei orizzonti si sono ristretti e volare mi diventa sempre più difficile... Neanche se fossi il gabbiano Jonathan Livingston riuscirei a stare in volo, a virare in spazi tanto stretti. Lucida le tue ali di angelo e fammi vedere cosa vuol dire volare... Spiegami di quei perché, magari sono i più giusti del mondo, magari nascono da dubbi, paure... Butta giù un po' di colore su quello schizzo che abbiamo già tracciato, proviamo a far prendere forma al disegno.
Io non ascolto più canzoni, ma colonne sonore che accompagnano lo scorrere del tempo e le attese, non leggo libri, romanzi, fumetti ma tiro un filo che vorrei ti fosse legato al cuore, ascoltando il trillo dei campanellini d'argento di cui l'ho agghindato, al tuo proporre, al tuo reciproco tirare.
Diamo una spinta al caso che ci ha fatto incontrare, vieni a respirare, vieni a scoprire quello che hai visto e che ti è piaciuto... Lasciati andare: io avrò cura di tutte le cose preziose che sei. Ho storie da raccontarti, e fiabe per fare più dolci le sere. E vorrei che fosse con te, che fosse di te l'opera d'arte che è la vita, che fosse con te l'obiettivo di far della vita davvero poesia, di profumare i minuti e di dargli un senso.
Vieni a prenderti ciò che, con presunzione, io sono certo ti spetti, vieni a volare con me... Guardo un angolo di cielo stretto tra i palazzi su cui rimbalza il rumore del traffico, del mondo che scorre, e che mi pare fuggire sempre più lontano... Andiamo a prendercelo, corriamogli dietro, a perdifiato, per mano. Non possiamo più stare alla finestra a guardare la felicità bussare e chiamarci fuori, al sole... Andiamo anche noi, un passo per volta.
Parlami, leggimi negli occhi... E' l'unico modo che hai per capire se quello che dico è vero, se sono sincero. Vinceremo tutte le paure del mondo, e magari ci troveremo davvero comodi l'una nell'altro, magari in un modo che non sapevamo neanche si potesse immaginare. A volte accadono delle cose belle nella vita, succedono, si materializzano, in attesa di essere colte. A volte la realtà può stupire ancora...
Vieni a prendermi, Bimba, vieni a vivermi, perché il viaggio in fondo ai tuoi occhi sia di sola andata, perché sia un viaggio nei miei, da perdersi, perché mi sento un vortice, un turbine... Perché mi servono nuovi orizzonti e sapere che cosa c'è dietro quella collina, quella montagna, perché ho bisogno di partire per un lungo viaggio, per non stare fermi in mezzo al nulla, perché ti voglio complice, perché mi si è acceso un contatto che porta a te, irresistibilmente a te, e io non so più spegnerlo, perché verrà primavera, e il mio cuore, il mio motore farà le bizze, mancheranno i bassi, sfrilleranno gli alti e alla prima curva andrò per viole...
Ci sono infinite cose, infinite meraviglie, c'è un'eterna primavera da vivere, quella stessa primavera che ti fa bella oltre ogni dire...
Parlami, dimmi quali sono i tuoi dubbi... Forse le risposte ci sono già.
Fatti prendere, Bimba, non ho cosa più bella a cui pensare di te.
Lei scondizola, con le marmitte lucide, e mi strizza il faro... Si chiama DesmoSpleen, ha due cilindri desmodromici ed è elegante come una traiettoria in curva, quando improvvisamente l'asfalto si fa cielo, sempre più vicino, e noi due, lei ed io, tagliano dentro, attraverso il tempo e lo spazio...

;-P
Inviato da: BLE3ND
il 25/05/2012 alle 08:49
Inviato da: BLE3ND
il 25/05/2012 alle 08:47
Inviato da: DIAMANTE.ARCOBALENO
il 24/05/2012 alle 11:56
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il 24/05/2012 alle 09:06
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il 23/05/2012 alle 16:17