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21 Febbraio 2012 da
stabia_info
(ANSA) - CASTELLAMMARE DI STABIA (NAPOLI), 20 FEB - Si riaccende l'allarme per il lavoro a Castellammare di Stabia, in seguito alla mancata erogazione degli ammortizzatori sociali per le ditte dell'indotto Fincantieri. Il sindaco di Castellammare di Stabia (Napoli), Luigi Bobbio, scrive al Prefetto di Napoli, De Martino, per sollecitare un tavolo di confronto a Palazzo di Governo, e il presidente del consiglio Comunale, Gaetano Cimmino, a nome dei capigruppo consiliari, invia un altro appello.
L'amministrazione cittadina si affianca alla richiesta di convocazione spedita dai segretari generali delle organizzazioni sindacali campane per affrontare la vertenza Fincantieri di Castellammare di Stabia. Bobbio, pertanto, solleva la necessità di fare fronte al problema "considerate le prevedibili tensioni sociali che potrebbero, in tempi rapidi, derivare da tale situazione" con un tavolo al quale chiede la presenza dell'assessore regionale al Lavoro, della Provincia di Napoli, della direzione provinciale dell'Inps e di Italialavoro.
Nella missiva, Bobbio rileva che il problema è relativo "solo alle ditte dell'indotto che annoverano meno di 15 dipendenti, ossia circa 36 ditte che da sole coprono la quasi totalità dell'indotto che ha chiesto la cassa integrazione in deroga. Il rischio, all'esito della riunione presso la Provincia di Napoli del 16 prossimo, è che, non sussistendo le condizioni di legge per l'erogazione della cassa integrazione ordinaria, si verserebbe in un'ipotesi di cassa integrazione ordinaria a zero ore che, quindi, verrebbe negata: conseguenza sarebbero i licenziamenti dei lavoratori". Per il primo cittadino, "la situazione, per come ha iniziato a determinarsi in sede di riunione presso la Provincia di Napoli e per l'orizzonte prognostico verso il quale rischia di avviarsi, sarebbe in aperta violazione non solo del protocollo d'intesa stipulato a Roma, e riguardante il cantiere di Castellammare di Stabia e il suo indotto, ma anche delle intese di tutela e salvaguardia dell'occupazione raggiunta in sede regionale sull'area di crisi torrese-stabiese".