
Voto contrario di due consiglieri del Pd: affonda il progetto della giunta Vozza
Ciro Saccardi Castellammare. Bocciati in consiglio comunale i progetti per la riqualificazione del water front in via De Gasperi e la riperimetrazione del Piano Casa sul territorio cittadino, elaborati dalla giunta del sindaco Salvatore Vozza. A determinare la sconfitta in aula delle forze di maggioranza, i voti contrari di due consiglieri del Pd, allineati con la coalizione di centrodestra, provocando anche la dura contestazione del commissario cittadino Paolo Persico, che rassegna contestualmente le dimissioni dall’incarico. Soddisfatti, invece, gli imprenditori di via De Gasperi, i maggiori interessati al processo di trasformazione in quanto consideravano l’attuazione dei due strumenti urbanistici un limite alla loro capacità di sviluppo. Ufficializzata la bocciatura dei piani, adesso i proprietari degli opifici del lungomare annunciano la disponibilità a dialogare per la stesura di un nuovo piano condiviso. Al termine di quasi dieci ore di dibattito, si conclude con una doppia sconfitta per l’amministrazione Vozza (con 14 voti contrari e 13 favorevoli), la seduta consiliare che avrebbe dovuto rappresentare, secondo i piani della maggioranza, la svolta urbanistica, sociale e imprenditoriale per la città attraverso le linee di sviluppo contenute all’interno del Più Europa e del Piano Casa. «La città è stata consegnata alle speculazioni edilizie. Quanto è accaduto in consiglio comunale è un fatto gravissimo – dichiara Vozza –. L’autonomia della politica è scesa a livelli bassissimi quanto mai era accaduto prima nella storia di Castellammare. Nella discussione in aula sul Più Europa è stato evidentissimo che la disponibilità al dialogo di quest’amministrazione comunale, che ha presentato emendamenti a chiarimento di equivoci che pure si erano creati con gli imprenditori, non è stata presa in alcuna considerazione. Ho sottolineato anche in aula che non c’è mai stata nessuna volontà di abbattere o demolire attività produttive, ancora meno le abitazioni. Anzi con gli imprenditori abbiamo ragionato per quattro anni sugli strumenti possibili per valorizzare la zona e, di conseguenza, le loro stesse attività». Deluso dall’esito della seduta, Vozza chiarisce che dietro la bocciatura si nascondono altre finalità. «Il Piano Casa voluto dal governo Berlusconi e la legge regionale approvata anche con il consenso del Pdl ha risvegliato gli interessi di chi vuole cementificare ancora di più Castellammare. Ha vinto l’evidente regia che c’è stata per bloccare un piano di sviluppo che tenesse conto della visione pubblica e delle esigenze dei privati». Quindi, Vozza biasima l’intesa tra centrodestra e i due consiglieri del Pd. «La discussione di oggi è stata lo specchio di quanto il centrodestra che si candida a governare Castellammare abbia una politica subalterna a interessi esterni. Sconcerta che a dare una mano a questo disegno siano stati due consiglieri del Pd, tra cui il capogruppo consiliare, che hanno dato una mano determinante al disegno del centrodestra». Due voti che hanno suscitato anche dure reazioni all’interno della segreteria cittadina, affidata al commissario straordinario Paolo Persico, che ha immediatamente riconsegnato il mandato al segretario regionale Enzo Amendola. «Quanto è avvenuto in consiglio comunale sul Piano Casa è molto grave – dice Persico –. Si dà mano libera a possibili speculazioni e si mina sul lavoro di programmazione dello sviluppo. Si mette in discussione un lavoro sul profilo del Pd come garante della trasparenza amministrativa e attento ai condizionamenti di forze oscure. Sul piano politico è gravissimo accomunare il proprio voto a quello del centro destra in questa fase così delicata della vita politica cittadina e regionale». Grande soddisfazione, invece, sul fronte opposto. «I nostri sforzi sono stati ripagati – spiega Antonio Sicignano, consigliere Pdl – questa è una sonora sconfitta del sindaco Vozza. Abbiamo evitato un danno impressionante allo sviluppo della città ed abbiamo salvato quello che resta dell’imprenditoria della zona. Ovviamente, si tratta solo di un punto di partenza e molto resta ancora da fare. Ora dobbiamo lavorare per rilanciare l’imprenditoria locale e l’occupazione». Il Mattino
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