
Assegnato troncone della nave da crociera Oceania: cassintegrazione, stop fino a gennaio
ROCCO TRAISCI - CASTELLAMMARE (NAPOLI) - 10/03/2010 - Una notizia cattiva e una buona. Cominciamo dalla cattiva: saltato il nuovo vertice previsto per lunedì scorso presso il Ministero dello Sviluppo Economico, i sindacati nazionali riprendo in mano le redini della trattativa (dopo lo strappo con le rsu) per sbloccare una serie di commesse pubbliche date per sicure a Natale, meno sicure a metà gennaio, praticamente inesistenti qualche giorno fa. Chiaramente la posizione delle tre sigle confederali divergono su un punto sostanziale: la responsabilità del Governo nazionale. Come vedremo in seguito c’è un clima attendista su sponda Fim e Uilm, decisamente critica e ostile quello che si respira in Fiom, con Giorgio Cremaschi convinto che la vertenza natalizia sia stata solo una manovra per aggirare il conflitto sociale, consegnando ai lavoratori una scatola vuota. L’incontro dell’8 marzo si terrà tra qualche giorno e solo allora Uilm e Fim scioglieranno le riserve e si affiancheranno al giudizio di Fiom. Ma volendo localizzare l’analisi sullo stato di Fincantieri, la notizia positiva arriva proprio a Castellammare: si è sbloccata la famosa commessa Oceania per la realizzazione di una nave da crociera ordinata dal gruppo amerciano. Il troncone verrà realizzato interamente presso lo stabilimento di piazzale Amendola. Le lamiere della seconda nave - infatti- saranno tagliate a partire da marzo per essere poi trasferite a Sestri per l’allestimento finale. Rientrano dalla cassa integrazione circa 250 operai per un tempo di lavorazione di almeno 9 mesi.
Insieme alla ‘gemella’ già varata lo scorso 26 febbraio è una delle più grandi navi da crociera della flotta controllata dalla Carnival. Sia nella trattativa con il patron Micky Arison che con Oceania, un ruolo fondamentale è stato giocato da Sace e dalla Cassa Depositi e Prestiti. A Castellammare - come noto - lavorano poco più di 600 operai (per un indotto diretto di oltre mille occupati), la maggior parte dei quali attualmente in Cassa integrazione ordinaria. «Stiamo dimostrando di essere protagonisti anche in questo momento di devastante recessione - commenta Giuseppe Bono, ad di Fincantieri -. Nel 2009 abbiamo acquisito l’unica nave da crociera ordinata. Ora finalizziamo con Carnival l’accordo per il prestigioso marchio Princess e consolidiamo anche la fiducia di Oceania, inserendoci in un nuovo e significativo brand. Sono sicuro che il sistema-Paese ci fornirà ancora supporto. E sono convinto che Fincantieri, riaffermando la propria leadership mondiale, al termine della crisi sarà più forte di prima».
I sindacati stimano che, con la commessa Oceania, che dovrebbe scattare già a fine marzo, circa 250 persone potranno essere richiamate al lavoro. In Cassa integrazione resterebbero dunque cento operai, in attesa delle commesse pubbliche promesse prima di Natale dal ministro dello Sviluppo Claudio Scajola e relative a due pattugliatori. Ed è proprio qui che si concentra adesso l’attenzione di Fiom, Fim e Uilm.
“Come dite voi a Napoli il ‘ciuccio non vola’ - commenta Cremaschi raggiunto telefonicamente ieri pomeriggio - il Governo, con questo ulteriore rinvio del tavolo tecnico, ha mostrato la sua vera faccia. Noi lo sapevamo che le commesse pubbliche promesse a Natale erano solo un bluff, spero che adesso tutti se ne siano resi conto”. Insomma una ‘montagna di chiacchiere’ per Fiom. Cremaschi, poi, rilancia nel suo intervento al congresso regionale dei metalmeccanici Cgil, tenutosi in questi giorni a Tricesimo.
‘’La crisi non passa da sola: questa e’ solo una favola raccontata da Governo e Confindustria. Senza una politica per la ripresa e senza investimenti da parte delle imprese, il Paese va verso decine di migliaia di licenziamenti. Ma l’idea del Governo e di Confindustria - ha aggiunto Cremaschi - e’ quella di scaricare la crisi sui lavoratori, colpendo un’altra volta i salari. A testimoniarlo il disegno di legge 1167-B, che con l’arbitrato non mette in discussione solo l’articolo 18, ma l’intero sistema delle tutele dei lavoratori. Un attacco partito con la riforma del sistema contrattuale, firmata da Cisl e Uil e respinta dalla Cgil’’.
Potenziamento ed estensione degli ammortizzatori in deroga. Lotta al precariato. Difesa del contratto nazionale, estensione della contrattazione integrativa e una nuova politica fiscale per aumentare i redditi reali dei lavoratori e rilanciare i consumi. Queste, per la Fiom, le ricette per uscire da una crisi che nel settore metalmeccanico continua a essere durissima: un centinaio in regione le aziende toccate dalla cassa integrazione, diverse migliaia quelli che hanno gia’ perso il posto dall’inizio della crisi, tra licenziamenti e contratti a termine non confermati. Attendista, come detto, il giudizio di Emilio Lonati (Fim) e Mario Ghini (Uilm): “Stiamo aspettando la convocazione del nuovo tavolo tecnico saltato lunedì scorso - spiega Lonati - però attenzione: non è un’attesa sulla parola, ci aspettiamo risultati concreti, come il finanziamento dei 50 milioni di euro e lo sblocco delle famose commesse del Ministero della Difesa”. Secco ma misurato il giudizio di Ghini: “Attendiamo sviluppi”, sbottonandosi poi su un altro tema, legato alla gara per l’assegnazione dei pattugliatori della Capitaneria di porto: “Purtroppo non ci sarà l’affidamento diretto della commessa da parte del Ministero dei Trasporti ma bisognerà affrontare una gara europea, il che complica i piani di Fincantieri”. Sugli organici, invece, si intravedono sviluppi positivi: “Intanto il ritorno in fabbrica di 250 lavoratori, ma prevediamo per giugno un sistema di mobilità interna che metta fine alla cassa integrazione ordinaria”. Fonte:Metropolisweb.it
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