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Lettera - Castellammare di Stabia: Il tema dell'acqua‏

Post n°12698 pubblicato il 17 Marzo 2010 da stabia_info
 
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Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di Nello Esposito

Ho visto con molto interesse il video di metropolisweb in merito alla  discussione sulla gestione delle acque di Castellammare di Stabia.
 
Ancora una volta si indirizza una discussione sui confronti-scontri fra  la destra (quella a sinistra dei telescermi) e la sinistra (quella a  destra), quasi tutti hanno dichiarato l'acqua un bene pubblico (e ci  mancava!!!) e quasi tutti concordavano nel far ritornare anche la  gestione delle acque nelle mani di una società pubblica. bhe, effettivamente anche la GORI spa, era nata come società pubblica!
 
Scusatemi se vi propino un breve riepilogo dei fatti.
 
Nel 1994, fu varata dal governo la cosiddetta Legge Galli (L. n° 36 dal  05/01/1994) che tra i principi generali chiarisce che "Tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo, sono  pubbliche e costituiscono una risorsa che è salvaguardata ed utilizzata  secondo criteri di solidarietà.", e stabilì che per la gestione del  servizio idrico, le regioni furono divise in vari enti, gli ATO (Ambiti Territoriali Ottimali). L'ATO 3 raggruppa 76 comuni, che partecipano  votano e decidono con i loro rappresentanti nell'assemblea ATO. Nel  2000, l'assemblea ATO3 affidò la gestione del servizio idrico alla GORI  Spa a capitale pubblico. La gori era costituita inizialmente dai comuni  dell'ATO 3 (70% delle quote) e dalle piccole aziende municipalizzate  operanti sul territorio. Premesso che la legge galli non impone la  privatizzazione dei gestori idrici, il consiglio di amministrazione  dell'ATO nel 2001, con 4 presenti su 5 e senza interpellare l'assemblea  ATO (i comuni) decide di dare in affidamento diretto alla cordata di  varie società con capofila ACEA Spa.
 
La cordata, crea una società che acquisisce il 26.91% della Gori, la  società è la SARNESE-VESUVIANO srl , che viene scelta dalla GORI come  socio privato TECNICO (nel senso che è quella che realizza i lavori e la  manutenzione su tutti gli impianti della ATO3, ed oltre alla ACEA (90%)  vede come partecipanti anche le seguenti società:
 
CITIDA srl del gruppo SOECO di Milano;
 
DIPIUDIAMBIENTE (Roma), che vanta crediti con il comune di Napoli per un  importo di €12.591.830,00, relativi alla gestione degli impianti di  depurazione ex CASMEZ Napoli Nord negli anni 1993-1995);
 
SIBA SPA (Milano) società formata dalla EMIT Spa già presente nel  territorio campano con la realizzazione degli impianti di trattamento  acqua di falda ad Acerra, ed una Multinazionela FRANCESE La Veolia Water  Solutions;
 
IL CONSORZIO FERONIA noto alle cronache per alcuni casi di assunzioni  clientelari;
 
ICARAcquistata dalla compagna dell'ex presidente di CONFINDUSTRIAAntonio  Amato (carica dal 2000 al 2004), impresa che satva fallendo e con 57  operai senza stipendio da circa una anno; acquistata nel 2001 tramite  finanziarie e società lussemburghesi; con una ricapitalizzazione di 6  miliardi di lire, dava l'opportunità di acquisire una partecipazione  alla Società Sarnese Vesuviano ed in base ad un accordo gli vengono  affidati dalla ATO3 lavori di ingegneria civile idraulica.
 
DM Spa costituita il 29/01/1999 quasi contestualmente all'approvazione  della Legge Galli.
 
C.LOTTI&ASSOCIATI Spa (Roma) -- Studio di ingegneria
 
SGI Spa -- Studio Galli Ingegneria -- Padova Sermeola.
 
Senza entrare in merito al problema della privatizzazione delle acque,  argomento già trattato da mille altri siti, blog, e personaggi pubblici,  è giusto considerare come 4 MEMBRI del consiglio di amministrazione  dell'ATO3 abbiano aperto le porte a società private del nord, per  gestire un bene pubblico.
 
Il punto fondamentale è proprio questo, la scelta non è pubblico o  privato, destra o sinistra ma NORD O SUD; il confronto, aspro, dei i  politici nostrani, non fa altro che favorire l'arricchimento delle  imprese del nord, studi di ingegneria, imprese, che hanno trovano, con  la partecipazione nelle aziende come la GORI ,il modo di scavalcare il  difficile ostacolo degli appalti pubblici, ma cosa possono loro, i  politici stabiesi, contro il gigante economico settentrionale, è giusto  ricordare che fino a 50 anni fa pagavamo l'energia elettrica , prodotta  al sud, ad una azienda del sud (SME) oggi invece all'ENEL, paghiamo le  assicurazioni a società del Nord, paghiamo i servizi bancari a società  del nord, paghiamo i giornali a società del nord, televisioni, attività  commerciali, tutto questo lo paghiamo al nord, (circa 30miliardi di euro  ogni anno, riferito all'intera popolazione meridionale) anche quello che  produciamo con tanto orgoglio da 225 anni, le Navi della Fincantieri,  contribuisce ad arricchire una società del NORD, a noi stabiesi non ci  resta che mangiarci il BISCOTTO DI CASTELLAMMARE, almeno quello sembra  essere ancora nostro.
 
Nello Esposito

 
 
 
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