
Ciro Saccardi Castellammare. Dc e Udc fuori dalla tornata elettorale per il rinnovo del consiglio comunale: i giudici del Tar escludono le due liste impegnate con la coalizione del candidato a sindaco del Pdl Luigi Bobbio. Si riducono a dodici le liste in campo per l’aspirante primo cittadino di centrodestra, tra l’entusiasmo degli altri cinque aspiranti alla carica di sindaco, che vedono allontanarsi lo spettro di una vittoria al primo turno della mega-coalizione di Bobbio. «Sono molto addolorato, potevamo essere recuperati: i pochi minuti di ritardo non sono ben definiti». A parlare è l’avvocato Antonio Banchetti, segretario cittadino della Dc e responsabile legale del ricorso al Tribunale amministrativo regionale, promosso nel tentativo di riportare in gara le due liste contestate. «La costituzione in giudizio dello schieramento di Vozza contro di noi – spiega – mi ha infastidito, è stata una cattiveria. Non si vince così il confronto elettorale, il dibattito non andava spostato nelle aule di giustizia. In ogni caso siamo uomini di squadra e voteremo comunque Bobbio». Ma la critica mossa da Banchetti contro la coalizione del sindaco uscente Salvatore Vozza viene duramente rigettata da Nicola Cuomo, l’avvocato che si è costituito in giudizio contro la riammissione di Dc e Udc, ed esponente nazionale del Pd. «Non c’è stata nessuna cattiveria – chiarisce –, abbiamo soltanto chiesto il rispetto delle regole. Per la lista dell’Udc mancavano molti documenti, la Dc li ha presentati in ritardo. Dunque, proprio loro che vogliono farsi portavoce della legalità hanno il dovere di accettare con rispetto la decisione dell’autorità giudiziaria». Momenti difficili per gli esponenti delle due liste, tagliati fuori dalla futura vita amministrativa della città, in particolare per la Dc, travagliata in queste ore da una polemica interna su cui nessuno vuole esprimersi. Una questione che riguarda la candidatura tra le fila dell’Udeur di Antonio D’Aniello, figlio di Ferdinando, promotore della lista Dc. Una candidatura passata inizialmente inosservata ma che, alla luce dell’esclusione della Dc dalla tornata elettorale, rappresenta un valido paracadute per la compagine elettorale della famiglia D’Aniello che getta ombre sugli errori di presentazione della lista. Intanto nell’Udc, che si prepara a ricevere nei prossimi giorni la visita del leader nazionale Pierferdinando Casini, i referenti territoriali giurano fedeltà alla coalizione di Bobbio. «Siamo amareggiati per questa sentenza – spiega Francesco Castellano, consigliere comunale uscente –. La nostra lista era molto competitiva, rappresentavamo il valore aggiunto che avrebbe permesso a Bobbio di vincere al primo turno. In ogni caso gli daremo tutto il nostro sostegno». Fuori Dc e Udc, dunque, secondo gli altri candidati si allontana l’ipotesi di una chiusura della partita elettorale al primo turno. «Non gioiamo sulle disgrazie altrui – sottolinea Antonio Pannullo, avvocato e capolista Pd – ma riteniamo che il giudizio del Tar ha ripristinato un principio di legalità che abbiamo inteso far valere». Convinto di un ricorso al ballottaggio è anche Nicola Corrado, candidato a sindaco con un movimento civico, promotore del voto disgiunto: «Senza la paura che qualcuno vinca al primo turno i cittadini sono più liberi sulla scelta del sindaco - dice –. Potranno votare con assoluta libertà chi davvero è in grado di amministrare questa città, senza contare su cartelli elettorali». Il Mattino
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