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Sally79g
   
 
Creato da Sally79g il 07/08/2006

StateLess

un incerto compromesso tra la mia anima ed il suo riflesso...

 

sTaTeLeSs

Post n°459 pubblicato il 26 Gennaio 2011 da Sally79g

senza stato, senza tempo..

entravo qui per parlare con i miei demoni, a condividere le mie paure, i miei tormenti.

Ho chiari nella mente alcune frasi, quando spiriti gemelli mi riconoscevano, e mi cercavano di aiutare... e anche se distanti continuo a nominarli a mente...

Quasi libera, ragazzi... La decisione è presa, il macchinario burocratico è avviato, sola da un mese, aspetto impaziente la firma dal giudice... SEPARATA.. finalmente.

Vi porto nel cuore, stretti nell'anima...

spero la primavera mantenga la promessa, una vita nuova da vivere, inizia una stagione nuova per la mia vita... più contorta, più complessa.. più mia...

 

 

 
 
 

Eden

Post n°458 pubblicato il 11 Dicembre 2010 da Sally79g

L'Ossessione è musica ipnotica
che sottile si insinua tra i pensieri,
è il tempo che togli alle cose da fare,
al riposo, al dovere,
l'Ossessione è quello spazio pieno che muto t'invade,
e senza compromessi, ti conquista.
L'Ossessione è l'Amore che muove l'universo,
e che ti ha portato qui da me,
Il ciclo delle rinascite si interrompe,
sospende la corsa per permettere
a sue soli di illuminarsi a vicenda.
L'unico al mondo in grado di riflettere la mia energia,
non temo la tua,
io la comprendo, mi appartiene, ne faccio parte.
L'Ossessione è l'Idea che ti riempie e ti svuota,
e diventa tutta la tua Vita,
e ovunque guardi, c'è solo quello.

Ti amo Eden...

 




Eden

(Subsonica)

Eden, la danza di un mondo perfetto
Eden si, il tuo sguardo dice ti aspetto
Oggi che,ogni gesto ritrova il suo senso
Poi Eden, un passo sui bordi del tempo
Eden, il riscatto il sogno protetto
Eden, la luce di un giorno perfetto
E se alla fine riusciremo a credere
Nelle nostre promesse
Avremo pace, le risposte incognite
Da sempre le stesse
Per diventare adulti come nuovi Dei,
Di un vecchio universo.
Per imparare ad affrontare il tempo noi,
In un mondo diverso
E dare un domicilio alle distanze e poi,
In un giorno perfetto
Eden sala danze domenica aperto.
Eden, il tuo passo che non è più incerto.
Eden, un rifugio alla fine di tutto.
Eden, la certezza che piega il sospetto.
Quando alla fine riusciremo a credere,
Nelle nostre promesse-
Avremo pace, le risposte incognite
pur sempre le stesse,
per dare un domicilio alle distanze e a noi
e un giorno perfetto
Avremo spiagge disegnate e morbide
Da un soffio del tempo
Tramonti ed albe ad aspettare in soffici
mattine d’argento.
Tra le foreste giocheremo a perderci senza piu orientamento
Tra le tempeste insieme per proteggerci
cullati dal vento
Quando alla fine riusciremo a credere
Nelle nostre promesse
Quando alla fine riusciremo a credere
Nelle nostre promesse
Quando alla fine riusciremo a credere
Nelle nostre promesse
Quando alla fine riusciremo a credere
Nelle nostre promesse

 
 
 

...ma tu chi sei?

Post n°457 pubblicato il 08 Dicembre 2010 da Sally79g


La gioia è un animale
che si addormenta stanco
tra le tue braccia...
e sogna ancora
il gusto buono dei tuoi pensieri

Non è necessario svegliarsi più...
Restiamo così



L'odore
(Subsonica)

È stato un solco
tracciato all’improvviso
senza certezze,
senza prudenza
nell’ annusarci
d’istinto e di stupore,
in un crescendo
che ha dell’ irregolare.
Forse l’attesa
ci ha visto troppo soli,
forse nel mondo
non sapevamo stare
così distanti
ad aspettarci ancora.
Così prudenti,
così distanti,
così prudenti.
Sei il suono, le parole
di ogni certezza persa dentro il tuo odore.
Siamo gli ostaggi di un amore
che esplode ruvido
di istinto e sudore.
È stato un lampo
esploso in un secondo
a illuminarti in un riflesso,
quando temevi
tutta la luce intera,
l’iridescenza
della tristezza.
Probabilmente
lasciandomi cadere
a peso morto
al tuo cospetto
avrei sicuramente
permesso la visuale
sulle mie alienazioni,
sui miei tormenti,
sui miei frammenti.
Ma voglio che tu
tu piano piano scivoli dentro me,
ma voglio che poi
nell’insinuarti sia incantevole.
Ma voglio che tu
tu piano piano faccia strage di me
in un incerto compromesso
tra la mia anima e il suo riflesso.
Sei il suono, le parole
di ogni certezza persa dentro il tuo odore.
Siamo gli ostaggi di un amore
che esplode fragile
di istinto e sudore.
Quanti graffi da accarezzare
per tutti i cieli che possiamo tracciare,
tutte le reti del tuo odore
dentro gli oceani che dobbiamo affrontare.
Ma voglio che tu
tu piano piano scivoli dentro me,
ma voglio che tu
nell’insinuarti sia incantevole.
Ma voglio che tu
tu piano piano scivoli dentro me,
ma voglio che tu
nell’insinuarti tu sia incantevole.
Ma voglio...

 

 
 
 

Reduci

Post n°456 pubblicato il 26 Novembre 2010 da Sally79g

Qui siamo reduci. Siamo i sopravvisuti ad una guerra.
Siamo rassegnati a venire incompresi, sottovalutati, emarginati: i reduci portano negli occhi la loro pena, tutto quello che hanno vissuto si riflette nelle loro parole, nei loro gesti. Siamo fuori posto, fuori tempo, ovunque.
Non aspettatevi occhiate innoque, i nostri sguardi vi affondano nel profondo, e vi inchiodano a cosa sentite davvero. Non rammaricatevi se non riuscite a fissarci negli occhi, ben pochi ne sono in grado, solo reduci come noi.
Non sottovalutate la nostra allegria, la nostra gioia viva: nasce lontano, nasce da battaglie sofferte attraverso cui sono passati dolori e spietate amarezze. Parte dal cuore, quell'ironia, quella dolce malìa, nasce nel profondo buio che ci siamo lasciati alle spalle, e ogni sorriso è un battito d'ali, un miracolo.
Non attaccate i nostri modi, i nostri atteggiamenti, siamo abituati a difenderci, abbiamo imparato a perdonare e solo dopo ad odiare, e questo ci inchioda alla nostra lealtà, e ci indurisce, noi siamo freddi, siamo inviolabili, assolutamente incomprensibili.
Qui siamo reduci, qui siamo sopravvissuti.
Qui si cammina in punta di piedi, in silenzio e a testa bassa, troppo alto il rispetto per chi ha vissuto come noi. Per ogni schiaffo preso, per ogni pena subita, qui testimoniamo la nostra rivoluzione. Qui si ascolta e si impara che ogni dolore ha la sua contropartita, ogni scontro ha la sua medaglia: qui raccogliamo tesori.
Non c'è nulla di quel superficiale chiasso con cui ci sappiamo nascondere, la persistenza dei nostri silenzi, la mollezza delle chiacchere inutili con cui sappiamo azzerare ogni incontro. Qui si parla sul serio, nel nostro codice prezioso, che viene compreso solo da reduci come noi.

Tutto il resto è ...altro.
E con noi non centra molto.

Vieni Dentro
(Afterhours)

Sole bastardo marcisci su di me
Scaldami dentro l'esplosione
C'è la porta di un segreto
Con niente proprio in centro
Vieni dentro, vieni dentro

E ti prendo
Mentre cerchi qual'è
Il concetto
Al di sopra di te

Ti è stato dato un senso
E il prezzo è il tuo silenzio
Che ti ricorda cosa c'è
La porta di un segreto
Con niente proprio in centro
Vieni dentro, vieni dentro

E ti prendo
Mentre cerchi qual'è
Il concetto
Che il sangue risolve da sè
Il sangue risolve da sè

Vieni dentro, vieni dentro
Forse c'è un segreto
Con niente proprio in centro
E un sole bastardo a marcire
In fondo a me
Vieni dentro, vieni dentro

E ti prendo
Mentre cerchi qual'è
Il concetto
Al di sopra di te

Sole bastardo marcisci su di me
Vieni dentro, vieni dentro
Nascosto in un segreto
Con niente proprio in centro
Vieni dentro, vieni dentro

E ti prendo
Mentre cerchi qual'è
Il concetto
Che il sangue risolve da sè

 
 
 

BuonaNotte

Post n°454 pubblicato il 15 Novembre 2010 da Sally79g

Questa stanchezza
mi abbassa la voce
mi rallenta le parole

Gli occhi che si riposano
chiusi
e la mente si riaccende ai discorsi

Una ninna nanna,
ci stringe come un abbraccio...

Not too late 
(Norah Jones)

Raccontami come sei stato,
Racconta cosa hai visto,
Raccontami cosa vorresti che vedessi anche io.

Perchè il mio cuore è pieno di non sangue
La mia tazza piena di non amore
Non potrei fare un altro sorso neanche se volessi.

Ma non è troppo tardi
Non è troppo tardi.

I miei polmoni sono senza aria
I tuoi trattengono fumo
ed è stato in questo modo così a lungo.

Ho visto gente provare a cambiare
e so che non è facile.
Ma non vale niente solo il tempo del mai.
 
E non è troppo tardi
non è troppo tardi....

 
 
 

La rosa meditativa

Post n°453 pubblicato il 10 Ottobre 2010 da Sally79g


Un po' sogno e un po' dolore...

Voglio imparare che è
vita buona
anche quando fa male...











Fermi senza forma
(Le Vibrazioni)


Le parole fluiscono voraci
nel tentativo di trovare un senso a questa vita.
ma non temere c'e' solo da impazzire
stando dietro a tutte quelle storie di complotti e assassini.
Ma passerà come passano anche le stagioni
ferme e senza forma la primavera non c'e' piu'!
Percio' mio amore e dolcissima creatura
tu che sei il futuro non avrai nessuna falsa scusa.
"la verità provvede a colpire
ma se nn sa chi è il nemico finirà per farsi male.
Ma se nn sa chi e' il nemico
finirà per farsi male"
Non basta mai e non bastan le parole
per descrivere l'assurdita' dei nostri tempi,
dove si parla di amore a non finire
e raccontare false storie a terre che hanno ancora fame!

 

 
 
 

vai via

Post n°452 pubblicato il 09 Ottobre 2010 da Sally79g

"...credevo di essere più forte
di ogni tua perplessità..."


Diventa chiaro solo mentre ce lo diciamo... Io lo ricordo bene quando è successo.. Quando il piano si è inclinato e siamo scivolati giù, come gocce, ma per strade diverse...

Tre giorni insieme, a modo nostro, dalla mattina alla sera, poi tutta la notte ancora... Erano tre giorni continui di me e te, incredibile ritrovarci così, ogni minuto sembrava un dono, una concessione che ci era stata elargita per premiarci... Tre giorni, di continuo, sentirci non solo innamorati, non solo sposati, sentirci uno, un unico essere, una creatura nata in quel momento, ed eterna.

E dentro di me nasceva la convinzione che sarebbe potuto essere sempre così, la nostra vita, insieme, con la nostra semplicità, la nostra purezza.
Ma dentro nasceva anche la consapevolezza che non sarebbe mai stato così, perchè non lo avresti considerato mai, non fa parte di te.

 

 

 

 

 

Adesso basta davvero,
tutta questa plastica ha fatto troppi danni...




Non chiedermi niente
(subsonica)

Dentro le arterie, flussi, caldi, di pensieri scivolano,
tra le pozzanghere del vuoto e nei riflessi, navigano,
non ci sei, non ci credo più,
non ci sei, non ci sarai mai

giochi di vento, stretto, dentro un cielo bianco,saturano,
le ombre che logorano i resti del passato, sibilano

quanti ricordi all'improvviso in queste stanze
non riesco più,io non riesco più,
a sopportarne il peso acuto nel silenzio
non ci sto più, io non ci sto più, io non ci sto e

non ci sei, non ci credo più,
non ci sei, non ci sarai mai
non ci sei, non ci credo più,
non ci sei, non ci sarai mai

ascoltando i miei battiti ancora da solo confondo ma resisto,
continuando a fissarci nel sole a non chiederti niente perchè niente esiste,
e non chiedermi niente perchè non ci sei,
e non chiedermi niente perchè non ci sei,
e non chiedermi niente perchè

non ci sei, non ci credo più,
non ci sei, non ci sarai mai.

 

 

 

 

 
 
 

L'incidente

Post n°451 pubblicato il 03 Ottobre 2010 da Sally79g

"Esiziale, secco, disumano
scarto di secondo
in agguato..."


Avevo appena guardato i piccoli addormentati nei sedili dietro, cinture allacciate e seggiolino scomodo, poi un sorriso alla luce buona del mio cellulare, fatta di parole che mi riempiono gli spazi vuoti... Pensavo all'abbraccio più puro, quel vero amore che senti solo tra amici, tra fratelli, tra padre e figlia.

Poi paura.

Non per il colpo, non per il fumo. Il sangue del mio piccolo che mi sporcava le mani dalla sua bocca, e i singhiozzi del mio ragazzino spaventato. E lucidità. Lucidità e freddezza, subito.
Dividersi a metà, ragazzina piangente dentro e donna cosciente fuori. Mentire ai carabinieri, chi era alla guida. Descrivere i particolari di cosa avveniva, anche se io sorridevo al mio cellulare e non guardavo mentre lui guidava. Convincerli presto e bene per salire sull'ambulanza, a tenere sveglio il mio bambino, il mio esperto di pokemon che ogni tanto chiedeva "come torneremo a casa adesso?"
Gli amici, eccoli ad aspettare in ospedale, sono colleghi, soci, compari, i due su cui contare sempre, ci portano loro a casa.

E sorridere a fatica a casa, mettere a letto finalmente i piccoli, quasi l'alba ma solo ora possono dormire.

E solo quando dormono, come fosse una vergogna, finalmente sciogliere in pianto la paura e la tensione. Quel pianto silenzioso tra vittime, sperduti e impauriti, quel cercarsi la bocca per sentire la vita di nuovo, il sapore dolce dei baci contro le lacrime salate. Nascondersi più possibile l'uno nell'altra, per allontanare la morte ancora un po', siamo qui, ancora per un po'.

Ma per addormentarmi devo cercare gli odori e il calore del mio bambino, lo abbraccio e lui dormendo mi stringe, mi circonda la testa con le braccia e mi appoggio al suo petto... Ecco la pace, restare così, contare i suoi respiri regolari, tre dei suoi, uno dei miei. Sta bene il mio bambino.

Al mattino saluto il mio ragazzino, c'è da portare il piccolo al controllo, ci sono mille burocrazie da sbrigare... Mi vede tesa e mi abbraccia, preoccupato anche lui. I miei sorrisi hanno sempre un accenno di commozione ormai, sono stanca e abbattuta, e ogni sguardo nasconde male cosa provo.

Gli dico "Stai tranquillo, la cosa importante siete voi, tutto il resto si aggiusta..."
E la frase che dice mentre mi stringe, quella semplicità che è la poesia di ogni bambino, non la dimenticherò mai: "ma se ti manchiamo noi, poi sei tu che non ti aggiusti più..."



Non ci voglio nemmeno pensare..............................




L'agguato
(Marlene Kuntz)


Esiziale, secco e disumano
scarto di secondo che vale tanto
quanto una vita che e' piu' finita
di una resa mai incominciata

Musicala questa traversata,
dal mio nido a quello della mia amata
L'atmosfera e' o.k. Tutto e' bello,
Polly io ti voglio nel mio cervello

L'auto fila via liscia carezzata
dal vento che e' biscia e morbido
striscia sulle lamiere madide
al sole giallo di guai

Esiziale, secco e disumano
scarto di secondo in agguato:
guardami cosi' bello e rapito
dalle gioie di un veleggiare muto

raro come l'arcano da serbare
prezioso come un mare da salvare
a proposito
della mia vita

L'auto fila via liscia
verso lo stop e nulla compare a fare
una breccia da dietro il sole disteso giu'
sulla strada
L'auto parte via liscia:
e' un attimo realizzare che NO NON E' COSI'
in un lasso esiziale un bolide appare
e finisce li'

E il sole scaglia la sua gloria e se la ghigna

Una confusione per incubazione!
C'e' una babilonia di disagio e compassione!
Sono coma in ascolto,
bagnato sull'asfalto
Grilla come olio
un lago imporporato

E il sole scaglia la sua gloria e se la ghigna


 
 
 

22:26

Post n°450 pubblicato il 26 Settembre 2010 da Sally79g

E' strana la solitudine del matrimonio. Perchè si tratta di una unione, quindi erroneamente si collega a concetti di insieme, di comunione, di ...due. Invece no. si resta uno. 1+1.

E' strano il sentirsi soli così. La regina di casa che sa nascondere qualunque cosa dietro ad un sorriso. E' la mia forza quel sorriso. Ed in mezzo a tante parole, non so parlare di me, mai. E resto appesa tra chiacchere inutili, a cercare contatti, sentirsi davvero. Cercare un attimo un'affinità, non essere più soli. Creature che mi danno e mi prendono la vita, e sono il bene più prezioso che ho, così uniche e meravigliose, e staccate da me, li sto crescendo per lasciarli andare. 1+1+1.

Poi si spegne tutto, basta compagnia, basta soluzioni. Basta con tutto il vuoto che cerco per riempire altri spazi vuoti, senza leggere, nè pensare, nè imparare, solo levitare in un nulla inutile, giocare... E mi riconosco così simile, così maledettamente uguale a tutti quanti, tutti soli e sperduti, ognuno nella sua storia, falsamente soddisfatti, prigramente rassegnati. Tutti soli, uno vicino agli altri... 1+1+1+1+1+1+1+1+1+1+1.......

E si fa buio e silenzio. E devo ricomporre i pensieri, che siano banali e semplici. Ricordo sempre quando dicevo "siamo uno", plurale, singolare. Mi manca sentirmi uno, semplicemente, completamente. 1.

 

Ho perso il mio pensiero felice, non saprò più volare.

 
 
 

non sono ancora...

Post n°449 pubblicato il 22 Settembre 2010 da Sally79g

Una piccola pausa, una telefonata. Riallacciarsi un momento, e poi riagganciare.
Ma ancora qualche minuto prima di rientrare.
Metto in moto e vado via, scelgo la strada più lunga per non arrivare troppo presto, accendo la musica e vorrei sentire una canzone in particolare, ma non so quale.
Una che mi facesse sentire quella dolcezza, ma non c'è, forse ho voglia di piangere di nostalgia, forse mi farebbe bene... oppure una che mi spronasse, che mi smuovesse, ma non c'è, forse devo sentirmi più forte di come sto, devoimpormi di capire meglio, meno, non lo so...
Non c'è più, non c'è ancora...
Non ci sono più, non ci sono ancora...


Io mi chiamo Domani, e non sono ancora.
E il tempo mi attraversa, intensamente, ma non riesce a segnarmi, perchè io sono un attimo avanti a lui, protesa verso il futuro, certa in fondo di un'unica cosa:

Il mio futuro sono io, io sola.



Questo Domani

(Subsonica)

Affondata - Tradito
Ripensandoci non sei poi così fragile.
Un inverno che sale,
Un’amputazione da eseguire.

Questo domani - che non tornerà a cercarti.
Questo domani - non dipende dai tuoi sguardi.
Questo domani - solo vivere e accettarmi.
Questo domani - Questo domani - Questo domani.

Contrariata riaffiori
Velenosamente per affilare
Nel silenzio - parole.
È un laconico rodeo, e tu cadi…

Questo domani - che non tornerà a cercarti.
Questo domani - non dipende dai tuoi sguardi.
Questo domani - solo vivere e accettarmi.
Questo domani - Questo domani - Questo domani.

Un deserto retrattile,
Un laconico rodeo, e tu cadi…

Questo domani - che non tornerà a cercarti.
Questo domani - non dipende dai tuoi sguardi.
Questo domani - solo vivere e accettarmi.
Questo domani - Questo domani - Questo domani


 
 
 

3:18

Post n°448 pubblicato il 19 Settembre 2010 da Sally79g

Un po' si sorprese, era un'altra notte sveglia a pensare. Una notte agitata da pensieri e passaggi, lo sentiva percorrere le loro strade, i loro luoghi, solo anche lui, e insonne. Lo immaginava seduto in quell'angolino, il punto da cui partiva tutto, e si aprivano mondi e universi sempre nuovi. E lei di fronte a lui. Era come trovarsi alla stessa porta, sentire la presenza, ma non avere la forza o il coraggio di aprire, nè la forza o il coraggio di bussare.

Un'altra notte sveglia, a pensare. I dispiaceri e i nervosismi della giornata erano un'eco lontana, distanti, chiassosi, quasi non si spiegava come aveva potuto prendersela tanto. Ma poi comprendeva anche quegli stati d'animo: era sentirsi viva, anche le cose negative provavano che esisteva davvero, che aveva qualcosa da dare, da dire. E che non aveva paura di niente.

Un'altra notte. Sveglia. A pensare. E poi c'era quel mondo nuovo, fatto di decisioni difficili, di sconfitte e tradimenti e devastanti colpi di scena. E lei dolce e viziata, come una principessa, finalmente al sicuro tra dei fratelli maggiori, a sorridere per quanto li avrebbe voluti davvero dei fratelli così, avere un abbraccio di cui fidarsi, un affetto incondizionato in cui rifugiarsi, senza temere secondi fini.

Un'altra notte. Era stanca, ma voleva sentirsi ancora più stanca, sentire la pesantezza abbassarle le palpebre a forza, e dormire in uno stato di coma, perdere i sensi, perdere il senso di tutto. Mentalmente restava e resisteva, sollecitava i neuroni, pensare, ricordare, riflettere, tutto pur di restare vigile fino al limite, e poi crollare. Finalmente.

C'era questa donna, taciturna e loquace, semplice e indistricabile. Occhi così chiari e limpidi da saper nascondere tutto. Senza paura di soffrire, senza paura di lottare. Con dei sogni precisi e definiti, e una volontà di ferro.
Ma assolutamente incapace di uscire dai suoi vuoti.
Fino a diventare lei il Vuoto.



Tu sei muta Io sono sordo.
(SikitikiS)


Il nostro amore è un relitto sul fondo del mare
La nostra strada non sa dove andare a parare
Il nostro grido disperso a ventaglio nel cielo
Come un lettore myspace con gli ascolti a zero

La folle corsa di un’ auto coi freni spaccati
Sbandare, piangere e urlare da in mezzo a una strada
Bruciante desiderio di rivedersi una sera
E rovinare tutto con una sola scopata

Sapendo bene qual era l’errore da fare
Sapendo bene che poi sarei andato affanculo
Con la certezza di avere ragione per sempre
Io me ne frego di quello che dice la gente

Io me ne frego e le prendo di santa ragione
Io me ne frego e mi presento di fronte al portone
Con gli occhi pesti e il sangue che cola sul viso
Con uno schiaffo ti levo quel mezzo sorriso 

E io continuo a camminare sul fondo del mare
 E tu sei un pesce che parla e non riesco a sentire
 
Tu sei muta, io sono sordo.

 

 
 
 

He's my life...

Post n°447 pubblicato il 16 Settembre 2010 da Sally79g

Mentre lo aspetto fuori da scuola, mi abbraccia arrivandomi alle spalle. L'uomo di casa ha 11 anni. Così fiero, quando mi prende le cose dalle mani, quel suo modo pratico di imporsi, "faccio-io-mamma", fiero di sentire quei muscoli appena accennati indurirsi per le buste della spesa, la legna da accatastare. Orgoglioso di sentirsi indispensabile.
Bellissimo, guardarlo e riconoscere in lui tutto il meglio che posso.

La sua canzone preferita, scoperta solo quest'estate...

 

 

Vivi amore mio... Vivi più che puoi...

 
 
 

18:25

Post n°446 pubblicato il 08 Settembre 2010 da Sally79g

Guardava fuori, la stanchezza sminuiva la sua concentrazione.

Aveva voglia di fare un giro, l'aria di questo settembre invogliava a passeggiare, immaginava il sole di sbieco e il venticello fresco, e quella piacevole sensazione delle maniche lunghe, quando sei previdente e non esci solo con una maglietta. La pioggia del mattino aveva lasciato un cielo pieno di nuvole, grigie, bianche. A tratti si intuiva il cielo azzurro, una macchia troppo indefinita per sperare nel bel tempo, ma al tramonto il sole era basso e illuminava la campagna, una striscia serena tra le nuvole e la terra. Immaginava paesaggi da puzzle, viali alberati con tappeti di foglie secche, alberi non ancora spogli con chiome colorate e fruscii e scricchiolii ad ogni passo. Immaginava quegli odori intensi che il mondo libera in questo periodo, quando la pioggia innesca reazioni chimiche intorno e quando tocca terra sprigiona un'essenza particolare, che non è soltanto umidità, non è soltanto asfalto bagnato... è l'odore di quando piove a settembre, è diverso da tutto il resto dell'anno, persiste ora dopo ora, il vento non lo disperde...

Abbassò di nuovo lo sguardo, si impose di concentrarsi, e non uscì.

"odio questo periodo, l'autunno è invasivo, sto diventando pioggia pure io..."

 
 
 

ciao...

Post n°445 pubblicato il 07 Settembre 2010 da Sally79g


Grazie per non aver mai sciupato l'incanto,
per la delicatezza dei tuoi sogni,
per la costanza con cui mi ascoltavi.
Grazie per come mi inchiodavi al mio buonsenso,
per la realtà di cui non farai parte.
Grazie per cosa mi hai insegnato,
Per le scoperte che abbiamo raggiunto.
E ormai ti dico "vai via da me"
ma non dimentico niente,
non rinnego niente.

Non sarai mai fuori dalla mia vita.




MELORIA'S BALLADE
(Donà / Maroccolo)


Ogni ricordo traccia una via
che scava nel tempo.
A volte rinasce,
a volte è un leggero tormento,
ma il tuo ricordo resterà qui
come un brivido immenso.
La pioggia come sempre cade
ed io indosso un vestito diverso.

Ogni parola traccia una via
che spacca il silenzio.
Milioni di frasi non dette
ritornano adesso,
ma so che non potranno mai
descrivere la gioia di questo
mio modo di pensarti vicino
al vuoto che sento.

Ogni tuo ricordo
è come un brivido adesso.

Ogni tuo ricordo
è come un brivido immenso.

Il tuo sorriso traccia una via
che seguirò presto,
incontrerò strade
e spazi che fanno spavento,
ma il tuo ricordo resterà qui
come un brivido immenso.
Poi il vento
fa nascere un nuovo lamento.

Ogni tuo ricordo
è come un brivido immenso…

nonostante il tempo.

 
 
 

Correre per Restare fermi...

Post n°444 pubblicato il 06 Settembre 2010 da Sally79g

La sensazione è ancora la stessa, una certa agitazione che garantisce il giusto numero di battiti al minuto, un certo muoversi che mima vitalità e presenza. Quella sottile convinzione di essere ciò che si fa, e smettere in qualche modo di esistere quando ci si ferma, e non si fa nulla. E allora procedo e continuo, come formichina produttiva, come per dimostrare a me e a tutti che non occupo invano il mio posto nel mondo.

Con quella consapevole intuizione che se fermo i pensieri e le mani la corrente mi porterà via, allora le energie servono per restare, per resistere.. per non lasciarmi andare...

Ma sono così stanca la sera, è una lotta contro la mia natura, io che vorrei solo restare nel silenzio ad ascoltare la vita che delicata si affianca alla mia...



Un passo indietro
(Negramaro)



Un passo indietro ed io già so

di avere torto e non ho più le parole
che muovano il sole
 
Un passo avanti e il cielo è blu
e tutto il resto non pesa più
come queste tue parole che si muovono sole
 
Come sempre sei nell'aria sei
tu aria vuoi e mi uccidi
Come sempre sei nell'aria sei
tu aria dai e mi uccidi
Tu come aria in vena sei
 
Un passo indietro ed ora tu, tu non ridi più
e tra le mani aria stringi
e non trovi le parole
e ci riprovi ancora a muovermi il sole
Ancora un passo un altro ancora
 
Un passo avanti ed ora io, io non parlo più
e tra le mani, mani stringo
a che servon le parole
amore dai, dai, dai muovimi il sole
 
Perchè sei nell'aria sei
tu che aria vuoi
ma che aria dai se poi mi uccidi
 
Tu che aria sei
ma che aria vuoi
tu che aria dai se poi mi uccidi
tu come aria in vena sei
 
Un passo indietro ed io
Un passo avanti e tu
Un passo avanti e noi, noi, noi
 
 
 

20:51

Post n°443 pubblicato il 01 Settembre 2010 da Sally79g

E' un po' come ritornare..
Quel cercare abitudini ormai perse, ossessioni allontanate... Fingere di essersi allontanati, di aver dimenticato, per poi scoprirsi come prima, nè guariti, nè rinsaviti.

Ed è come andare via...
E' come intraprendere un altro viaggio, un altro movimento che segue i nostri pensieri... anzi, li spinge e li porta via, più in alto. E in qualche modo, ti senti nuovo.

E' come restare fermi, in equilibrio.
Accettare il presente, accettare il passato. Non guardare troppo lontano nel futuro.

E' lottare e cambiare per restare se stessi, sempre.

E' mantenere una promessa.

 

 

 

 

 
 
 

0:45

Post n°442 pubblicato il 18 Luglio 2010 da Sally79g

...e adesso, prego, venga qualcuno a dirmi chi sono, grazie.
Venga qualcuno autoritario, convincente, a dirmi cosa provo e come sto.
Che definisca i miei stati d'animo, la ragione dei mie umori, che mi dia una diagnosi.
Venga qualcuno a gestire il mio corpo, a gestire me.
Qualcuno talmente forte da riempirmi gli spazi vuoti con le sue teorie, ritornare in quella stoccolma mentale di vita piccola e meschina, dove non ero niente e non mi aspettavo niente e non valevo niente...
Mi sento così, crederei solo a chi mi vede così.

E' morta da sola la fragile Dea, per carenza di vita reale.

Non riuscirò mai più a sentirmi di nuovo in quel modo, non credo più in niente ormai.

E l'anima non è immortale, eterna, tutt'altro, la mia è morta prima del corpo.

L'unica mia aspirazione adesso è diventare un sasso.

 

 

 
 
 

23:38

Post n°441 pubblicato il 30 Giugno 2010 da Sally79g

Inizio a ricordare, e non dovrei.. No, inizio a fermare i ricordi, e non vorrei... come se stessi vedendo la fine, e volessi un souvenir con me... allora cerco il mio ristoro, quello scrivere inutile e disconnesso, quell'inseguire idee e traiettorie incomprensibili e futili... Quell'inventarmi emozioni che non so, sensazioni che non proverò... Con quanta disperazione adesso vorrei sorprendermi, come succedeva, quando ci credevo, mentre non ci speravo...

E allora invento... sì...  invento, immagino, fantastico...

Ma poi non scrivo più... cancello tutto, per non essere banale, non essere mediocre, meglio restare un cerchio vuoto, lo zero che risolve tutte le equazioni.

Meglio.

 Organza

(Edda)

 

C’era sempre un fantasma di marito
Un pazzo di marito
Peso piuma che si ceralacca
La temperatura fredda
Bambini con l’uva
Il muoversi della seta
La sonnolenza
Scopavo la felicità
E dell’acqua le parole
Trasmettenti elettricità
Né discendere né muovermi posso
Sono sempre un bel ragazzo
Le parole e i pensieri posso
Però mi avete rotto il cazzo
A volte la mente
Mi lascia qua
Seduta come un mobile e penso
Di essere leale se la merda mi scivola giù
Dai miei occhi
Un profumo di santo
Dissimula la mia età
Come il sesso fa lo stesso
Mi degeneri la gelosità
Né pisciare né muovermi posso
Sono sempre un bel ragazzo
Le parole e i pensieri posso
Però mi avete rotto il cazzo
Mamma a volte vorrei
Si può sempre stare peggio nella vita
Ma a volte vorrei di più
Né discendere né muovermi posso
I movimenti delle stelle
Le parole e i pensieri posso
Mi racconti le novelle
Maya Krishna Devi Dasi
Di più delle promesse
Di più delle vacanze
Di più di più tu avrai di più
Di più dei buoni acquisti
Di più di quel che pensi
Di più di più avrai di più
Mamma
A volte vorrei
Si può sempre stare peggio nella vita
Ma a volte vorrei di più
Di più delle promesse
Di più delle tue scelte
Di più di più avrai di più
Di più dei buoni acquisti
Di più delle vacanze
Di più di più avrai di più

 
 
 

23:54

Post n°440 pubblicato il 07 Giugno 2010 da Sally79g

Schiele, tu, e me...

La schiena le bruciava per le ore di tensione, la pelle rilasciava un sudore malato di febbre, le vedeva sporgere scapole e vertebre mentre si muoveva cercando di sciogliere i nodi dei suoi pensieri.

E infine si voltò, quello sguardo le pungeva le spalle nude, e già sentiva addosso mani che volevano prendersi cura di lei... E i suoi occhi risposero fermi, mentre il viso esplodeva di rossore..

Schiele, lei, me
(Marlene Kuntz)

"..entro in quello che vedo...
e la penso rivolta verso di me...
per un istante.
"vedi lo stesso disegno?"
le chiedo giocando
a far l'altro e non me..."

 

 
 
 

21:30

Post n°439 pubblicato il 05 Giugno 2010 da Sally79g

όι Κοβολόι

Irma conosceva l'italiano e l'inglese, discretamente il tedesco. Due lauree in letteratura antica e moderna, una specializzazione in archeologia, varie borse di studio e progetti e dottorati. Irma era bellissima, scura come i pescatori della costa, magra ed elegante nella rigidità dei suoi nervi tesi, sembrava una ballerina di flamenco, così affascinante ed altera, e incazzatissima, sempre.

Irma era la guida che ci portava in giro per Atene, declinando nome e date, Storia, ad ogni strada, ogni crocevia. Mischiando passato a presente, i Persiani, i Turchi, Socrate, Panagulis.
Quando ci avvicinammo a quella strada, a quella villa sul mare, rimase così sorpresa dalla mia domanda, io che avevo letto il libro di Oriana e avevo riconosciuto i luoghi, che fece cambiare direzione all'autobus per portarci lì, portare me, lì, dove Alekòs fu arrestato, dove inizia il libro.

Nelle strade che odoravano di sporco e spezie pofumate, gli uomini fumavano e parlavano, parlavano e fumavano, con i loro rosari in mano, nervosamente scattavano le perle sulle loro catenelle, e poi ricominciavano, senza sequenze logiche apparenti.

L'ultima mattina Irma arrivò sul pullman irritata, era in ritardo, era stata imprecisa, non se lo perdonava. Mentre descriveva i luoghi che avremmo visto, e ci preparava con quelle lezioni di storia ultradimensionale, io ero rimasta ipnotizzata dal movimento delle sue dita attorno al suo giochino. Se ne accorse e interruppe il discorso dicendomi "Cosa mi vuoi chiedere?" Io non sapevo, di colpo al centro dell'attenzione dopo quella rilassatezza del viaggio in pullman, dei suoi racconti, della sua voce... La prima cosa che dissi fu la più vera "Oggi stai pregando?"

 

 

Ci spiegò così quel ritmo, un gesto in origine tipicamente maschile per sfogare il nervoso, dondolare da una parte all'altra della mano quelle pietre, sentirle scorrere nello spazio e a tempo regolare, come per ricordarsi sempre che c'è, anche quando non lo sentiamo, un ritmo sotto ogni storia, sotto ogni cosa, un ritmo per tenerci vigili, vivi, costanti e non farci degenerare.

 

 

 

 

Dopo tutta la giornata sul Peloponneso facemmo ritorno passando da un'altra strada.
Irma scherzava avanti, io sempre nelle ultime file, sentivo la sua voce leggera e forte, ma non distinguevo i discorsi. Mi sentii chiamare come da un sogno "Gabriella, guarda fuori... è questo quel  texaco"

L'indomani saremmo partiti, fine dell'ultimo viaggio del liceo, fine della tregua, iniziava l'inferno per l'esame di maturità, per la Maturità, quella che ancora non serviva, tra gite guidate ed errori consentiti. Irma ci ha salutato, un discorso sempre uguale credo, non eravamo stati così speciali, eppure lei a dirci che eravamo una classe splendida e tante belle cose... In quel saluto corale alzai anch'io la mano mentre si allontanava, e in mano riconobbe oi kobolòi, li avevo comprati uguali ai suoi, per lei, per non diemnticarmi mai cosa mi aveva insegnato. Se n'è accorta mentre ormai era sull'autobus, ma io lo so per certo, quel suo sorriso alla fine, acuto come il suo sguardo, quello sono certa era stato per me, perchè aveva capito, come io credo di aver capito lei.

Erano il mio giusto ritmo, senza paura e senza panico, respirare regolarmente per arrivare dove voglio, per capire, per non perdere la fiducia, per ricordare a me stessa giorno dopo giorno che c'è qualcosa di vivo e pulsante che sottende le nostre piccole vite, e il nostro agitarci non lo intacca, il ritmo della legge della natura, le oscillazini e la gravità, e tutto ciò che guida le nostre menti.

Regalai i miei koboloi quando lo ritenni giusto, e non so se il messaggio fu compreso appieno, ma fui felice di farlo.

E mentre cammino pensierosa, mi accorgo a tratti di giocare con le chiavi dell'auto in quel modo, chiavi e portachiavi, girare, oscillare e scontrarsi, ritmicamente, fino a non pensarci più...

Fino a non pensare più.

 

C'è un Universo intero che si prende cura di noi...

Un battito alla volta...

 

 
 
 
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