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Creato da faunamarche il 21/11/2005

Erpetofauna & co.

Note su biologia, ecologia, distribuzione e conservazione di ANFIBI e RETTILI delle Marche (e non solo)

 

 

Gatti & Anfibi: la "prima volta" non si scorda mai!

Post n°143 pubblicato il 26 Maggio 2012 da faunamarche
 
Foto di faunamarche

Animali curiosi e giocherelloni, ma pur sempre super-predatori del giardino, della siepe o del terrazzo di casa, i gatti prima o poi fanno la loro conoscenza con i placidi Anfibi.

Se per un inerme tritone una semplice "artigliata" del felino (inferta per gioco o come predazione vera e propria) può risultare anche letale, per un rospo la situazione volge a favore dell'anfibio, dato che se il micio prova a infastidire il batrace questi produce (grazie alle ghiandole parotoidi concentrate soprattutto ai lati del capo) una sostanza fortemente irritante per le mucose del potenziale predatore (nel caso dei rospi si tratta di alcaloidi del gruppo delle bufotossine: vedere, ad esempio, qui e qui).

Quindi, per un gatto così come per un qualsiasi altro animale con intenzioni "bellicose" nei confronti del timido rospetto... la "prima volta" non verrà mai scordata.
Tutto bene per i rospi, dunque? Non proprio, perchè ci sono delle eccezioni alla regola, ovvero... dei predatori dalla "bocca buona", quelli che una volta catturato l'anfibio... senza pensarci due volte e nonostante la tossicità delle secrezioni se lo inghiottono per intero (come nel caso delle Natrici dal collare o di alcuni ardeidi), oppure si mangiano le parti interne avendo cura di "spellare" ben benino il povero malcapitato (come possono fare alcuni rapaci come la Poiana o alcuni corvidi che approfittano di esemplari feriti o già morti). 

Per rendere meno "pesante" questo post (ed eventualmente tornare di buonumore), guardate questo simpatico e brevissimo cartone animato di Simon Tofield e del suo beniamino Simon's Cat: in questo episodio è alle prese per la prima volta con un tranquillo rospetto a passeggio nel giardino di casa (tutte le storie animate di Simon sono tratte da reali esperienze vissute giorno per giorno con i propri gatti). 

Buone osservazioni a tutt* !


PS: se vi dovesse capitare per motivi legati alla tutela di uno o più esemplari di dover prendere temporaneamente in mano un Anfibio, oltre alla solita accortezza di bagnarsi le mani qualora non avessimo dei guanti di plastica o da lavoro a disposizione (così da evitare ustioni da contatto sulla delicatissima pelle di questi vertebrati), evitate eventuali manipolazioni improprie e prolungate che possano danneggiare e/o stressare l'animale.

 
 
 

Non sono cattiva, è che mi disegnano così!

Post n°142 pubblicato il 25 Maggio 2012 da faunamarche
 
Foto di faunamarche

Nell'ambito della giornata di festa dedicata agli Altipiani Plestini con mostre fotografiche su natura e paesaggi di Colfiorito e dintorni, sabato 26 maggio ci sarà spazio anche per i temutissimi ofidi, vipera in primis, con una simpatica conferenza dal titolo "Non sono cattiva, è che mi disegnano così - Viaggio alla scoperta dei serpenti dell'Appennino centrale".

L'iniziativa, ribattezzata "Un posto bellissimo e buonissimo - Gli Altipiani plestini tra natura e buon mangiare", è organizzata presso la sala conferenze dell'Hotel Lieta Sosta, ubicato lungo la SS. 77 proprio all'ingresso orientale del paese umbro (Colfiorito è una frazione del comune di Foligno che sorge subito a monte delle sorgenti del fiume Chienti, sullo spartiacque che separa le Marche dall'Umbria): alle 16 si terrà l'inaugurazione della mostra fotografica, mentre alle 18 avrà inizio l'incontro erpetologico curato dal biologo David Fiacchini.

Al termine della serata, dopo aver osservato il "bello" che la natura ci regala quotidianamente, spazio al "buono" con una degustazione di pasta fresca per... tutti i gusti!

 
 
 

Cosa sarebbe la vita senza la passione? Grazie a tutti i volontari del Salamandrina-Day 2012

Post n°141 pubblicato il 25 Marzo 2012 da faunamarche
 
Foto di faunamarche

Anche l'edizione 2012 del "Salamandrina-Day" ha visto la partecipazione attiva ed appassionata di una venticinquina di volontari armati di guanti, zappette, martelli, forbici e filo i ferro. In poche ore sono stati sistemati lungo un tratto di circa 300 metri della Strada Provinciale n. 82 teli e picchetti che serviranno quale "barriera" anti-attraversanmento per la migrazione riproduttiva delle salamandrine. [Per chi ancora non conoscesse questo splendido e raro Anfibio... ecco alcune informazioni ]

A giorni, infatti, è attesa l'ondata migratoria che porterà gli adulti di questa specie nelle pozze poco più a monte della strada provinciale, dove avverrà la deposizione delle uova per una futura generazione di salamandrine.

Grazie a tutti: senza la passione (e il volontariato squisitamente disinteressato) che mondo sarebbe, quello "umano"?

 
 
 

3,2,1....ecco il Salamandrina-Day!!!

Post n°140 pubblicato il 22 Marzo 2012 da faunamarche
 

Tutti al Salamandrina-day del Monte Nerone (per maggiori info. potete leggere il post precedente o andare qui)!!!

Qui il video dell'iniziativa dello scorso anno: non perdete questa bella occasione per unire del sano volontariato con la passione per la natura e la montagna.

Chi vuole può approfittare del week-end per escursioni e passeggiate naturalistiche, fermandosi in zona (ad esempio qui). Per informazioni su sentieri & altro potete dare un'occhiata qui e qui, oppure spostarsi di qualche decina di km (Monte Catria) e approfittare di questa bella ecursione guidata.

W le Salamandrine!!!

 
 
 

TORNA IL SALAMANDRINA-DAY DEL MONTE NERONE!!!

Foto di faunamarche

Era il marzo 2006 quando l'amico e collega erpetologo Andrea Pellegrini, da poco trasferitosi nel versante nord-orientale del Monte Nerone, osservò alcuni strani "individui" attraversare la S.P. n° 82 di Rocca Leonella al di fuori delle... strisce pedonali.

Non si trattava di "pedoni" qualunque, ma di esemplari in migrazione riproduttiva della rara Salamandrina perspicillata (nome scientifico dell'anfibio urodelo Salamandrina dagli occhiali settentrionale, o Salamandrina di Savi): qui e qui avete qualche immagine ravvicinata, se ancora non la conoscete. Una specie decisamente importante sia sotto il profilo biogeografico (è presente solo in Italia, e solo nell'Appennino centro-settentrionale) sia dal punto di vista conservazionistico, tanto da essere inclusa negli Allegati II e IV della Direttiva "Habitat" 92/43/CEE, norma europea che tutela piante, animali e habitat di interesse comunitario.

Risale, dunque, a 6 anni fa il primo monitoraggio di quello che diventerà il progetto "Salva-Salamandrine" che, dopo aver interessato le Autorità competenti (Commissione Europea, Ministero dell'Ambiente, Provincia di Pesaro-Urbino, Comunità Montana del Nerone) e con il supporto delle associazioni ambientaliste La Lupus In Fabula e WWF Marche, oggi torna a chiamare sul campo chiunque voglia condividere una delle esperienze di volontariato più genuine del territorio marchigiano, che nel tempo ha coinvolto anche le scuole del pesarese.

Per saperne di più sugli aspetti tecnici e scientifici del progetto potete leggere qui (a pag. 71) l'abstract di questo articolo (su richiesta sarà fornito il pdf del manoscritto pubblicato negli Atti dell'VIII° congresso nazionale della Societas Herpetologica Italica):
Fiacchini D. & Pellegrini A., 2010. Primi interventi di conservazione attiva su Salamandrina perspicillata (Savi, 1821) nelle Marche.

L'appuntamento con i volontari del "Salamandrina-Day" è fissato per le ore 10 di sabato 24 marzo 2012 nell'entroterra pesarese: luogo di ritrovo la strada provinciale n. 82 di Rocca Leonella (tratto Cagli  -  Piobbico), all'altezza di Baciardi. Pranzo a buffet offerto dalla Lupus in Fabula.
Chi vuole trattenersi in zona (organizzandosi per l'intero week-end) può approfittare dei mille sentieri del Monte Nerone, per passeggiate ed escursioni con panorami mozzafiato.

Per maggiori informazioni sull'organizzazione del Salamandrina-Day: Sig. Flavio Angelini ( 334.3115150 - info@lalupusinfabula.it ), B&B Villa Taddea (loc. Baciardi, 0722 986516).


Allora... sabato 24 ci vediamo sul Monte Nerone!!!

 

 
 
 

Divulgazione & sensibilizzazione

Post n°138 pubblicato il 11 Marzo 2012 da faunamarche
 

Alcune trasmissioni televisive, come nel caso di Geo&Geo, hanno realizzato brevi interventi divulgativi ed educativi su anfibi e rettili.
Utili "pillole" per far conoscere specie a torto considerate "minori" e sensibilizzare su tematiche di tutela e conservazione.
Buona visione!
 
Panoramica sul mondo dei Rettili

Luscengole e orbettini , rettili di casa nostra!
 
Il Ramarro , veloce come una saetta!

 
Il Rospo smeraldino, un principe in miniatura!

La Vipera comune : sfatiamo alcuni luoghi comuni!!!

E... come piccola chicca, un video realizzato dalla redazione regionale del Tg3 Marche sul progetto di tutela della Salamandrina dagli occhiali del Monte Nerone. Una volta aperto questo link, cliccate sull'immagine della Salamandrina per vedere le immagini del bel servizio.

NB: occorre ricordare che le normative vigenti vietano la cattura e il disturbo (e ovviamente l'uccisione) di Anfibi e Rettili. I video qui riportati sono stati realizzati da centri di ricerca o singoli professionisti autorizzati dal Ministero dall'Ambiente per attività di ricerca, divulgazione e sensibilizzazione. 

 
 
 

Prendiamoci il lusso di sognare... anche per la nostra erpetofauna!

Post n°137 pubblicato il 09 Marzo 2012 da faunamarche
 
Foto di faunamarche

...chi più alto sale, più lontano vede.
Chi più lontano vede, più a lungo sogna...

[Walter Bonatti, alpinista]

 

E allora scaliamo quelle che ci sembrano montagne insormontabili per sognare... nuovi stagni, fontanili, aree incolte, muretti a secco e mille altri habitat idonei per rane, rospi, tritoni, luscengole, coronelle & cervoni!

E magari, tra una "scalata" e un "sogno ad occhi aperti", passiamo all'azione e realizziamo anche piccoli interventi pro-erpetofauna nel nostro territorio. Basta veramente, ma veramente poco per fare tanto (come, ad esempio, realizzare una pozza d'acqua nel giardino; oppure organizzare un incontro divulgativo con un erpetologo che possa "rimuovere" qualche luogo comune di troppo; o, ancora, recuperare un vecchio muretto a secco, organizzare una campagna di salvataggio-Anfibi in migrazione, ecc. ecc.)!

Eccovi alcuni spunti, dal piccolo... al grande (sognare non costa nulla, no?):

- realizzazione di nuovi stagni;

- progetto di recupero fontanile e creazione microhabitat;

- interventi sulle infrastrutture viarie;

- brevissimo video divulgativo;

- campagna di salvataggio!

Ad majora ^^

 
 
 

Chi ha visto l'Ululone?

Post n°136 pubblicato il 03 Marzo 2012 da faunamarche
 
Foto di faunamarche

Avete mai visto un Ululone? Ma, soprattutto, sapete chi o cos'è?
Un mattacchione che ulula alla Luna? Un innamorato deluso che fa il verso del "lupo disperato"? Eh no, siete fuori strada!
Ma se, in una calda notte tardo-primaverile ascoltate una voce sommessa e melanconica produrre vocalizzi che ricordano alcuni "...uh....uh....uh..." ripetuti con frequenza e intensità variabili... siete molto vicini al mitico Unke, nome comune onomatopeico che i tedeschi hanno dato all'Ululone!

Si tratta di un piccolo anfibio tipicamete collinare/pedemontano, simile ad un rospetto ed abituato a riprodursi in pozze d'acqua relativamente temporanee. Visto da sopra... non si riconosce dal fondo della raccolta d'acqua, dato che la colorazione dorsale è decisamente mimetica (marroncina/brunastra). Ma se osservate la parte ventrale.... è uno spettacolo di colori brillanti e contrastanti: dal giallo al nero, passando per sfumature rossastre e/o bluastre! Ma c'è di più: la pupilla ha una forma che ricorda quella di un cuoricino: osservatelo qui e qui e sorprendetevi

Se bazzicate su questo blog da qualche tempo avrete capito che i colori accesi in natura (e, quindi, anche per gli Anfibi) significano per i potenziali predatori "Attenzione: sono velenoso e/o tossico, non mi puoi mangiare!" E così, il nostro rospetto (per la precisione una Bombina) nel 99% dei casi si salva e continua per la sua strada... costellata comunque di pericoli e incertezze. Primo fra tutti un fungo-killer (un chitridio) che sta decimando decine di specie di Anfibi, ululone compreso! Eppoi ci si mette anche la strategia riproduttiva della specie, che sfrutta ambienti dove l'acqua è bassa, ferma e... si scalda abbastanza velocemente. Ambienti che, però, risultano essere molto effimeri (c'è il rischio che si prosciughino prima della metamorfosi dei girini in piccoli ululoni) e, generalmente, a rischio di perturbazioni esterne (pensate ad una pozzanghera lungo una carrareccia, o una piccola pozza laterale di un ruscello dove basta una zampa di un animale di passaggio per "sconvolgere" l'ambiente acquatico...). 

Insomma: vita dura per Bombina pachypus (peraltro specie considerata a rischio di estinzione e super-tutelata in Italia e in Europa: vedere qui !) ma... ricreando aree riproduttive idonee, aumentando i monitoraggi e attivando specifici progetti di "captive-breeding" (come sta avvenendo in un paio di centri di ricerca italiani) il futuro potrebbe ancora riservare belle sorprese. Incrociamo le dita e, nel frattempo, se volete saperne di più... consultate, tra gli altri, questo sito web.

Questo post nasce anche per pubblicizzare una bella notizia editoriale: hanno finalmente pubblicato il secondo volumone (quasi 700 pagine!!!) degli atti del congresso di "Biogeografia dell'Appennino centrale e settentrionale", svoltosi nel 2006 a L'Aquila. Ebbene, in questo che può esssere definito un vero e proprio lavoro collettivo sullo stato delle conoscenze di flora e fauna dell'Appennino... c'è anche spazio per gli ululoni marchigiani perchè tra i lavori pubblicati compare anche questo:

Fiacchini D., 2007. Bombina pachypus (Amphibia: Bombinatoridae) nelle Marche: aspetti corologici, ecologici e conservazionistici. Biogeographia, Vol. XXVIII: 603-610. 

Eventuali lettori/lettrici interessati/e all'articolo possono farne richiesta (sarà inviato il pdf del lavoro). 
Un saluto e tanti "...uh...uh...uh..." a tutti/e ^__^

 
 
 

Amore e... migrazioni

Post n°135 pubblicato il 26 Febbraio 2012 da faunamarche
 
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Cosa non si fa per amore, vero? Si tratta di una forza istintiva, ancestrale, che porta a superare ogni ostacolo e vincere qualsiasi prova pur di arrivare... all'obiettivo finale.

E' la natura, cari & care. La natura che con l'avvicinarsi della stagione riproduttiva (... a ciascuna specie il suo periodo) ci accomuna in molte delle fasi che portano alla ricerca della propria "anima gemella". Che si tratti di un rospo, di un lupo o di un essere umano... la storia si ripete in una sorta di ontogenesi della riproduzione: ah, l'amour ^__^

Purtroppo a volte non basta seguire i feromoni, nè avere il testosterone "a palla" o essere follemente innamorati per superare certe barriere micidiali che, ogni anno, causano una vera e propria strage anche dalle nostre parti. Una tragedia silenziosa che si consuma sotto ai nostri occhi anno dopo anno nell'indifferenza generale: il riferimento, come avrete capito, è alle centinaia di migliaia di esemplari di rospi, rane e tritoni che - nel corso dei loro spostamenti pre- e post-riproduttivi, vengono falcidiati dalle auto in transito sulle strade che costeggiano i siti riproduttivi (come stagni, laghi, corsi d'acqua). Una sorta di emorragia sistemica che rischia di far scomparire del tutto alcuni tra i più importanti indicatori biologici dello stato di salute dei nostri ecosistemi, nonchè principali e preziosi alleati nella lotta contro gli insetti molesti (zanzare in primis).

Anche se non siamo nelle favole, c'è chi cerca pervicacemente di avvicinarsi a quello che può sembrare un... tentativo di "lieto fine" anche per rane, rospi & co.: lungo le strade italiane dove si concentrano le migrazioni amorose degli anfibi, decine di volontari spendono qualche ora del loro tempo libero tra febbraio ed aprile per sistemare barriere temporanee ai lati delle strade, aiutare gli animali ad attraversare la carreggiata ed eseguire monitoraggi sullo stato di salute delle varie popolazioni della batracofauna locale.

In Italia l'organizzazione cui fanno capo le diverse campagne SalvAnfibi è il Centro Studi Arcadia, nel cui sito web potete trovare informazioni di base, località interessate dai salvataggi, numeri degli anfibi salvati ogni anno, pubblicazioni, lavori scientifici, normative, problematiche e curiosità varie. Una delle associazioni impegnate sul campo da diversi anni è la LAC, andate a vedere qui cosa organizzano; c'è anche il WWF, che si sta impegnando, specialmente in Puglia (altre info. anche qui), in Toscana e in Lombardia, così come Legambiente con la "Notte dei Rospi". 

Qui nelle Marche le attività di salvataggio coordinate in un progetto di monitoraggio oramai attivo da alcuni anni grazie all'impegno di un paio di volontari sono purtroppo limitate a due aree (Montale di Arcevia, nell'entroterra anconetano, e Camerino - MC), ma non è detto che - con l'apporto di nuovi volontari - non si possano coprire anche altre aree critiche (chiedete pure per eventuali informazioni e/o segnalazioni).

Ordunque anche tu, "o mio lettore", che per caso sei finito a leggere fin qui.... puoi fare qualcosa per salvare uno spicchio di quella torta, sempre più risicata, che si chiama biodiversità. Puoi segnalare ai referenti locali/regionali/nazionali tratti stradali "a rischio" perchè oggetto di migrazioni di massa con relativa strage; oppure puoi indossare guanti e gilet catarifrangente e passare assieme a noi qualche serata "on the road".

Gli anfibi, e la natura, ringraziano con tanto... amore! 

 

(immagine del post tratta da: http://www.froglife.org/disease/adults_spring.htm )

 
 
 

Un podcast di "Mr Planet" sulle testuggini esotiche

Post n°134 pubblicato il 21 Febbraio 2012 da faunamarche
 

Vi segnalo questo interessante e simpatico "podcast" relativo alle testuggini esotiche (come quella americana dalle guance rosse, Trachemys scripta) e, più in generale, sull'abbandono di animali esotici in natura.

Sarà per la voce, suadente e calda, o per il messaggio che lancia in modo colloquiale, sagace ed ironico... ma questi due minuti sono veramente interessanti da ascoltare. Unica nota da correggere dal punto di vista formale: non si tratta di tartarughe, ma di testuggini. Per i non addetti poco cambia, l'importante è il messaggio!

Vi premetto anche che non conoscevo il sito di Mr Planet, e nel sentire i nomi degli sponsor qualche dubbio mi viene, ma nel complesso le indicazioni fornite sono precise ed utili quindi... buon ascolto!

http://www.mrplanet.it/podcast/tartarughe-esotiche/?KeepThis=true&TB_iframe=true&height=150&width=400&modal=true

 

Se non riuscite ad aprire il link, andate direttamente nel sito http://www.mrplanet.it/#/podcast e cliccate, poco più sotto, su Tartarughe esotiche.

Hasta luego!

 

 
 
 
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