SENZA FORZE

Spesso alcune persone si sentono senza forze, come se il mondo li stesse crollando addosso e non riescono ad avere la forza di evitarlo o di schivarlo.
Spesso alcune persone si sentono deboli e hanno paura di non riuscire a stare in questo mondo che li sovrasta e li scaraventa nello sconforto. È proprio questo il momento in cui occorre rivolgere lo sguardo a Dio e chiedere il suo aiuto.
Area personale
I miei link preferiti
Tag
Cerca in questo Blog
Menu
Chi può scrivere sul blog
AMBIENTE E POLITICA SOCIALE
|
Post n°9 pubblicato il 12 Novembre 2008 da sangregorio1
Consultando normative di legge, riviste e documenti statistici sugli infortuni professionali, si è constatato che, ad oggi, sono ancora molti gli incidenti ed i morti sul lavoro: l’Organizzazione Mondiale della Sanità denuncia ogni anno, nel mondo, circa 120 milioni di incidenti sul lavoro, di cui 220.000 mortali. A livello europeo, tra i paesi maggiormente industrializzati, l’Italia detiene due primati nella realtà produttiva: i più alti tassi di frequenza per infortuni e la più elevata mortalità. La media europea annuale dei morti sul lavoro è di 4 lavoratori ogni 100.000: l’Italia 5,3 - la Francia 4,3 - la Gran Bretagna 1,7. Le cause principali del fenomeno sono: · l’assenza di una cultura della prevenzione dei rischi da lavoro; · le inadempienze da parte delle aziende; · la mancanza dei controlli da parte delle strutture a ciò preposte; Inoltre, la nuova organizzazione del lavoro sta portando all’insorgere di nuove malattie: · danni visivi dovuti all’uso dei videoterminali; · tensione legata alla richiesta di maggior produttività: ciò crea nell’individuo situazioni di stress. Dal 1994, la Legge 626 fissa le regole per la sicurezza sui luoghi di lavoro; tale normativa, complessivamente soddisfacente per la sicurezza dei lavoratori, si scontra con una realtà in cui, a tutt’oggi, nonostante le continue proroghe viene sostanzialmente inapplicata per le seguenti ragioni: da un lato, i datori di lavoro che considerano l’adeguamento alle norme di sicurezza un costo aggiuntivo; dall’altro, i lavoratori, che dovrebbero avere il controllo sulle misure di sicurezza, non sono preparati a questo ruolo e si trovano in difficoltà ad esercitarlo. La legge 626/94 prevede che il datore di lavoro debba garantire a tutti i lavoratori, e nell’ambito dell’orario di lavoro, una formazione adeguata in materia di salute e sicurezza. Tale formazione, che secondo la legge è totalmente a carico dell’azienda, non è da considerarsi un diritto secondario ma, anzi, propedeutico all’espletamento corretto della propria attività lavorativa. Con l’ausilio di tecnici di propria fiducia, il datore di lavoro ha l’obbligo di provvedere: - alla valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza durante il lavoro; - all’attuazione delle misure di prevenzione e di protezione idonee ad eliminare o ridurre al minimo quei rischi che potrebbero insorgere con il verificarsi di situazioni di emergenza causate sia da eventi naturali (terremoti, alluvioni, ecc.) che da incendi o altri pericoli derivanti da un cattivo funzionamento degli impianti propri di una azienda. Per citare alcuni esempi sulla formazione del personale in materia di sicurezza sul lavoro, il datore di lavoro deve: - fornire al lavoratore precise e chiare informazioni sui dispositivi di protezione; - fornire, dove occorre, i dispositivi di sicurezza individuali scelti in base alla valutazione ed all’analisi dei rischi cui il lavoratore è esposto. Affinché ci sia una valida prevenzione, anche i lavoratori devono rispettare alcune regole sull’utilizzo dei dispositivi di protezione individuali, come: · osservare le disposizioni e le istruzioni che sono state impartite mediante la formazione; · partecipare ai programmi di formazione, eventualmente organizzati, per il corretto uso delle attrezzature. Ciascun lavoratore è tenuto a prendersi cura della propria sicurezza e salute nonché di quella delle altre persone presenti nel luogo di lavoro, conformemente alla sua formazione e alle istruzioni e mezzi forniti dal datore di lavoro. La cronaca quotidiana evidenzia che vi sono ancora inadempienze gravissime rispetto alla normativa sulla sicurezza del lavoro: esistono aziende in cui, da sempre, si ignora qualsiasi misura di sicurezza. Tutto questo dovrebbe appartenere al passato, ma invece è storia di tutti i giorni causata dall’assenza di una vera cultura della prevenzione. |
|
Post n°8 pubblicato il 19 Giugno 2008 da sangregorio1
Molte persone definiscono la ricchezza dal possesso di beni materiali per esempio possedere una bella automobile, lo Yacht o la barca, molte proprietà, conti in banca ecc. Ci sono persone che vivono mettendo tutto da parte, spendendo pochissimo e non godendosi neppure il frutto delle proprie fatiche. Ci sono persone benestanti che spendono ostentando la loro ricchezza, ma nei momenti di solitudine sono molto più depressi e tristi di chi non ha i soldi per tirare avanti la famiglia. |
|
Post n°7 pubblicato il 09 Giugno 2008 da sangregorio1
È nobile chi ha saggezza e intelligenza; che nel linguaggio dei libri corrisponde al valore dell’animo. Chi ha un cuore nobile è pieno di tesori di sapienza. Chi è sciocco e profano non saprebbe casa farsene. I nobili d’animo riconoscono subito la nobiltà e ricchezza delle parole divine e sono pronti a lasciare da parte gli altri interessi per dar ad esse la precedenza. |
|
Post n°6 pubblicato il 03 Giugno 2008 da sangregorio1
Tutti pensano di essere giusti e tutti credono di essere buoni. Nessuno si domanda cosa è giusto e cosa è buono. I due concetti giusto e buono possono essere molto vari a secondo delle considerazioni che si vuole dare. Un genitore si considera buono nei confronti dei figli ma probabilmente tale concetto per il figlio non è lo stesso. I figli credono di essere nel giusto quando fanno delle scelte, ma il genitore è convinto che quelle scelte non conducono i figli verso una strada giusta. Non è facile trovare un equilibrio tra due generazioni o tra persone che hanno dei concetti completamente diversi su determinate situazioni. Nell’affrontare il viaggio della nostra vita si troveranno delle situazioni che condizionano il nostro percorso che altri non condividono. La vita, le situazioni, gli amici, tutti possono avere un’influenza su di noi. La soluzione nel scegliere il proprio percorso di vita è analizzare il proprio io nel segreto del nostro cuore per trovare la strada giusta da seguire, quella che conduce al buono e al giusto. |
|
Post n°5 pubblicato il 30 Maggio 2008 da sangregorio1
Un impegno si può prendere subito e con tutto il cuore, sicuri di non essere mai delusi; l’impegno per Cristo. Nessuno ama come Lui; al punto di dare la vita per noi; nessuno è leale e fedele come Lui; nessuno mantiene le sue promesse come Lui; chi ha avuto brutte esperienze con persone che non meritano la vostra fiducia, provi a confidare nel signore, affidandogli la propria vita, impegnandosi a servirlo e non se ne pentirà mai. |





