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Brimbrilla88
   
 
Creato da Brimbrilla88 il 09/09/2011
 

Senza Spiegazione

Senza Spiegazione

 

 

Sospiri

Post n°12 pubblicato il 19 Giugno 2012 da Brimbrilla88

 


Ho chiuso gli occhi e ho visto la mamma entrare nella stanza di un bimbo addormentato.
Si è seduta s
ul bordo del letto e mi ha guardato a lungo in silenzio.
Ha disteso la mano in una carezza, ma l’ha richiamata subit
o indietro per non svegliarmi.
Mi ha rimboccato le coperte, si è chinata su di me e ha sussurrato qualcosa.
Fai bei sogni, piccoli
no.
In quel momento ho sentito il profumo dei suoi capelli e tutta l’energia uscirle dal corpo e penetrarmi nel cuore.
La mamma si è alzata, si è tolta la vestaglia, l’ha ripiegata con cura
e l’ha appoggiata ai piedi del letto. Poi si è diretta verso la luce. Le ho augurato buon viaggio, ho riaperto gli occhi e ho abbracciato Elisa.
Non so quanto tempo siamo rimasti così. Ma a un certo punto la vita ha incominciato a risorgere dalle caviglie come una corrente d’aria fresca.
Ho abbassato lo sguardo e sotto di noi c’era Billie che scodinzolava.
Leggera.

 
 
 

La miglior cura

Post n°11 pubblicato il 21 Gennaio 2012 da Brimbrilla88

 

 

 

Lettera al medico in manicomio


Egregio professore, so che le è stato riferito che io non prendo «regolarmente»

le sue medicine. Naturalmente si tratta dei soliti pettegolezzi di ospedale

che purtroppo alle volte rovinano con la loro cattiveria la buona fede di chi

crede nella lealtà del prossimo. È vero, qualche volta ho omesso il Nobrium

perché non volevo cadere nel solito stato di incoscienza e volevo tenermi

un po´ desta, un po´ attiva, ma se mai un ammalato non prendesse i

medicamenti prescritti la cosa più grave non è nella omissione degli stessi

ma nel proposito, assurdo e malato, di non volere guarire. Chi viene a riferirle queste

cose dimostra un animo molto meschino ed io nella mia semplicità ed anche nella mia

malattia mi rallegro di non essere tra le file di quelli che si chiamano «spie». [...]

Vede che in questo momento il mio equilibrio è sano, però prima che io possa accedere

ad una certa chiarezza occorre che lasci libero sfogo alle lacrime che comprendono

tanti e tanti dispiaceri. Ad esempio proprio ieri ho visto un uccellino che giocava

nella sabbia, era così tenero, così patetico, che vi ho visto raffigurata la mia creatura.

Le parrà assurdo ma lei non può sapere da uomo cosa significa sentirsi palpitare dentro

un altro cuore, sentirselo proprio per dei mesi, donarsi ed essere continuamente gratificata

da questo amore nuovo che sorge. Come vorrei farglielo intendere e come vorrei pure

che ella capisse che tutta la mia confusione altro non è che un grande contenuto dolore,

tanto grande, quanto grande può essere la misura di un sacrificio umano.

L´ho stancata per dei mesi e forse lo farò ancora, stamattina mi aveva promesso delle

medicine che poi non mi ha prescritte facendomi così intendere che mi trattava da

povera esaltata. Ma se il dolore è esaltazione allora posso dire che tutto il genere

umano è in questo stato e il mio dolore, il mio lutto per la morte della mia coscienza è

il dolore di tutta la nostra povera comunità umana. Non ho fiducia nei medicamenti, no,

glielo dico con franchezza, perché in questi mesi non mi sono più rallegrata di nulla

e quando una cosa non si prende con quella fiducia che occorre non ha nessun risultato,

perché solo la fede è la molla di tutto, guarigioni comprese.

Io per avere questa fede dovrei sentirmi amata e invece anche questa mattina mio marito

non è venuto da me; adesso posso dirle sinceramente che malgrado la sua ignoranza,

il suo poco sapere, lo amo profondamente e tutto questo amore l´ho gettato sopra di lei

perché per anni sono stata frustrata, maltrattata, vilipesa. Caro dottore, da lei non

mi aspetto proprio nulla, solo mio marito, con un cenno, un assenso, un atto di comprensione

potrà guarirmi ed è proprio in questa direzione che io vorrei dirigerla.

Solo lui potrà, se vorrà, essere il mio medico, altrimenti la mia fine è già segnata.

Se vuole aiutarmi è in questo senso che deve muovere la sua abilità. Adesso la lascio,

ma ho passato con lei tante ore di calda fiducia, ho conversato, sono penetrata nel

suo animo ed ella è penetrata nel mio come un padre. Quando le chiedo qualche cosa

però non mi prenda in non cale perché mi vengono in mente adesso i bei versi di padre

Davide Turoldo che dicono: «Io non ho mani che mi accarezzino il volto, duro è l´ufficio

di queste mie parole».

E se anche ho tanto amato nella mia vita ciò non significa che la società mi debba

condannare se nemmeno il Cristo ha condannato Maddalena ma l´ha ammessa fra i

suoi seguaci. Perdoni il tempo che le ho rubato. Quando vengo da lei e le do del tu

è come se parlassi con un angelo, qualche cosa che solo a me è dato di vedere e di sentire,

qualche cosa di incorporeo che non ammette alcun desiderio. Perciò mi tenga per scusata.


Alda Merini

 
 
 

La Befanaaaaa!!!!!

Post n°10 pubblicato il 06 Gennaio 2012 da Brimbrilla88
Foto di Brimbrilla88

Dove vanno a finire i calzini
quando perdono i loro vicini
dove vanno a finire beati
i perduti con quelli spaiati
quelli a righe mischiati con quelli a pois
dove vanno nessuno lo sa
Dove va chi rimane smarrito
in un’alba d’albergo scordato
chi è restato impigliato in un letto
chi ha trovato richiuso il cassetto
chi si butta alla cieca nel mucchio
della biancheria
dove va chi ha smarrito la via
Nel paradiso dei calzini
si ritrovano tutti vicini
nel paradiso dei calzini..
Chi non ha mai trovato il compagno
fabbricato soltanto nel sogno
chi si è lasciato cadere sul fondo
chi non ha mai trovato il ritorno
chi ha inseguito testardo un rattoppo
chi si è fatto trovare sul fatto
chi ha abusato di napisan o di cloritina
chi si è sfatto con la candeggina
Nel paradiso dei calzini..
nel paradiso dei calzini
non c’è pena se non sei con me
Dov’è andato a finire il tuo amore
quando si è perso lontano dal mio
dov’è andato a finire nessuno lo sa
ma di certo si trovera’ la’..
Nel paradiso dei calzini
si ritrovano uniti e vicini
nel paradiso dei calzini
non c’è pena se non sei con me
non c’è pena se non sei con me

V. C.

 
 
 

Falling away with you

Post n°9 pubblicato il 06 Dicembre 2011 da Brimbrilla88

I can't remember when it was good
moments of happiness in bloom
maybe I just misunderstood
all of the love we left behind
watching our flash backs intertwine
memories I will never find
inspite of whatever you become
forget that reckless thing turned on
I think our lives have just begun
I think our lives have just begun

and I'll feel my world crumbling down
feel my life crumbling now
feel my soul crumbling away
falling away
falling away with you

staying awake to chase a dream
tasting the air you're breathing in
I hope I won't forgot a thing
I wish to hold you close and pray
watching our fantasies decay
nothing will ever stay the same
and all of the love we threw away
and all of the hopes we've cherished fade
making the same mistakes again
making the same mistakes again

and I'll feel my world crumbling down
feel my life crumbling now
feel my soul crumbling away
and falling away
falling away with you

all of the love we left behind
watching our flash backs intertwine
memories I will never find
memories I will never find.

 

Muse

 
 
 

Lamento per la morte di Pasolini

Post n°7 pubblicato il 24 Ottobre 2011 da Brimbrilla88

Persi le forze mie persi l'ingegno
Che la morte m’è venuta a visitare
E leva le gambe tue da questo regno!
Persi le forze mie persi l'ingegno

Le undici le volte che l’ho visto
Gli vidi in faccia la mia gioventù
Oh Cristo me l’hai fatto un bel disgusto
Le undici le volte che l’ho visto

Le undici e un quarto io mi sento ferito
Davanti agli occhi ho le mani spezzate
E la lingua mi diceva “è andata è andata”
Le undici e un quarto mi sento ferito

L’undici e mezza mi sento morire
La lingua mi cercava le parole
E tutto mi diceva che non giova
Le undici e mezza mi sento morire
Mezzanotte m’ho da confessare
Cerco il perdono da la madre mia
E questo è un dovere che ho da fare
Io a mezzanotte m’ho da confessare

Ma quella notte volevo parlare
La pioggia il fango e l’auto per scappare
Solo a morire lì vicino al mare
Ma quella notte volevo parlare

E non può non può
Può più parlare può più parlare
Non può non può
Può più parlare può più parlare

Persi le forze mie persi l’ ingegno
Che la morte m’è venuta a visitare
E leva le gambe tue da questo regno!
Persi le forze mie persi l'ingegno


                                                                     G. Marini
                                                                     F. De Gregori


 
 
 
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