Creato da nina.monamour il 11/06/2010
 

Il Diavolo in Corpo

Di tutto e di piu'.....

 

Messaggi di Giugno 2017

This is the question..

Post n°8026 pubblicato il 30 Giugno 2017 da nina.monamour




Velarsi o non velarsi? Coprire il capo o non coprire il capo? Coprire il capo e il collo o non coprire né il capo né il collo? Hijab o chador? Niqab o Burqa? This is the question!

Che le donne musulmane indossino il velo è un dato di fatto, ma che tutte le donne musulmane siano costrette ad indossare il velo è una delle più grandi eresie di tutti i tempi. Sostenere che il velo islamico, in tutte le sue forme e declinazioni, sia l’esempio lampante, l’emblema più evidente, la manifestazione più profonda della sottomissione della donna nella cultura e nella società musulmane, non è una cosa di cui riempirsi la bocca.

Sarebbe necessario, semmai, fare il contrario, vergognarsi, cioè, pensare una cosa simile e di fare di tutta l'erba un fascio. Tu, o difensore a parole dell’emancipazione femminile e detrattore del velo islamico, conosci la differenza tra hijab e chador, tra niqab e al-Amira? Sono certo che risponderesti che tutte le donne musulmane indossano il burqa.

Beata ignoranza, che vuole che tutte le donne di fede islamica siano coperte da testa a piedi senza neppure mostrare gli occhi. Il burqa lo indossano solo le donne afghane sotto il regime dei Talebani. In Arabia Saudita si indossa in niqab, che lascia scoperti solo gli occhi, mentre quasi dappertutto nel mondo musulmano si indossa o l’hijab, o il chador o l’al-Amira, che sarebbe il foulard annodato a seconda se si vuole tener coperto o scoperto il collo e se si vogliono coprire tutti i capelli o solo una porzione di essi. Chiarito il primo punto!

Non sono qui a difendere a spada tratta il velo islamico ma non sono qui neppure a screditare la pratica di coprirsi il capo così in voga nei Paesi musulmani. È giunta l'ora di smetterla di usare il velo come metro di valutazione del grado di emancipazione della donna e della società.

Siamo nel 2017, ormai, e non possiamo ancora dibattere sul significato e sul senso del velo islamico. Basta!



Le donne musulmane non possono più essere oggetto di discussione solo e soltanto perché indossano o non indossano, perché sono state obbligate a portarlo o perché hanno deliberatamente scelto di metterlo.

Le donne musulmane sono altro rispetto al velo, sono studentesse universitarie brillanti, sono ricercatrici, sono medici e infermiere, sono docenti universitarie, sono iImprenditrici, sono Stiliste di successo, sono Ministre e sono premi nobel.


 
 
 

Nel bene o nel male ..

Post n°8025 pubblicato il 28 Giugno 2017 da nina.monamour

 

Non basta tappezzare le città con corpi avvenenti femminili, seni, glutei, figure nude si sprecano ormai, altra arma per rafforzare il messaggio è lo slogan, ci mette il carico facendo sì che la donna diventi sempre più un "oggetto di prestazione sessuale". Questo denota che nel marketing molti credono ancora nel "bene o male, purché se ne parli", non facendo conto dei social che possono addirittura massacrare una qualsiasi azienda perché ha scelto come testimonial la Minetti con tanto di scuse da parte dell’Amministratore delegato dopo le migliaia di donne indignate.

Ho fatto una piccola ricerca su internet sulle pubblicità più esplicite recenti  ma a tutto ciò come reagiscono le donne? Proteste, pagine web, articoli su articoli, ma ancora c’è chi perpetua avvilendo l’universo femminile con pubblicità di dubbio gusto.

Secondo recenti studi il richiamo sessuale nel messaggio pubblicitario ha perso la sua originaria efficacia proprio per la mancanza di rinnovamento.

In Cina nel 2011 sono state vietate le pubblicità a sfondo sessuale o che ne abbiano qualche forma sulle televisioni e radio cinesi. Lo ha deciso l'Amministrazione Statale per la radio i film e la televisione, emettendo una nuova circolare con la quale si chiede maggiore autocontrollo negli spot pubblicitari. Non si tratta di essere bacchettoni, si tratta di avere buongusto. Nessuno pretende di non vedere più tette&cuxi, ma a tutto c'è un limite.

Ci sono star dl mondo dello spettacolo di cui conosciamo più il loro fisico che quello del nostro partner, e questo perché ci vogliono far credere che tutto sia lecito.

Iniziamo ad utilizzare il cervello, certo, sarà molto più difficile, ma così potremo capire chi è un vero pubblicitario da chi abbinando foto e slogan ha pensato solo all’eccitazione sua e del suo target.

 
 
 

Le insicurezze..

Post n°8024 pubblicato il 27 Giugno 2017 da nina.monamour

 

 

Il maschio Alpha non deve piangere, non deve ballare, non deve dimostrare sentimenti; quelle sono cose “da femminucce”, gli uomini vengono educati ancora oggi come all’età della pietra.

Ora, a fronte di questa educazione siberiana, negli ultimi anni, ci sono delle forze opposte e contrarie che propongono un maschio depilato, vestito con pantaloni che sembrano gonne e acconciato in maniera improponibile, insomma, un ibrido androgino che non si discosta molto dall’immagine di Anna Oxa negli anni ’90.

Esempio lampante della confusione generata da queste sollecitazioni contrastanti, sono gli uomini con barbe che neanche a Kabul, nei tempi d’oro, glabri come il pelato di Brazzer, come direbbero gli Elio “come le balle di un attore porno”.

Ora, di questi uomini, sebbene molti virino poi all’omosessualità, parecchi vivono e lottano ancora fra noi.

Il problema è che essere educati a un machismo anacronistico ed essere poi sottoposti a stimoli estremamente femminei crea delle insicurezze, da far sembrare Freud e il suo complesso di Edipo roba da educande.

Nella mia piccola realtà, e in quella delle mie più care amiche, ho rintracciato alcuni archetipi di insicurezza ricorrenti.

 Il maschio “come sono io?”



Ovviamente, la risposta deve essere “bello” o cose simili, altrimenti si deprime.

La domanda viene posta sempre in momenti assolutamente sbagliati per deprimersi. Momenti in cui un bel silenzio sarebbe sempre consigliabile, e, invece, no.

Lui ti bersaglia di domande sulla sua forma fisica e ad un certo punto, ti chiedi se tu sia la sua donna o il suo personal trainer, escludendo l’ultima figura perché hai le ginocchia storte e le vertigini. 

Ad un certo punto, estenuata, pensi..”Ti registro un audio con le risposte, tu prendi uno specchio e fai solo".



Il maschio enumeratore.

Lui ha bisogno di conferme.

Ha bisogno che tu gli faccia capire quanto tieni a lui.

E, per farlo, usa il metodo più classico del mondo, cerca di ingelosirti.

Ora, a parte che, se ti piace una persona, non dovresti puntare a crearle delle insicurezze e, se sei tu insicuro, potresti semplicemente chiedere conferme, anzichè ingaggiare battaglie psicologiche di controllo Jedi della mente, il problema si pone quando, dall’altra parte, questo atteggiamento non sortisce alcun effetto.

O, ipotesi peggiore, si ritorce contro lo stesso enumeratore.

In quest’ultimo caso, alla ricerca di conferme, si apre un baratro di incertezze.

Se tu, maschio E..



dici che sei uscito con Tizia, Caia e Sempronia, io, che volevo mantenere per me la mia vita privata, sono spronata a condividerla e, quando meno te lo aspetti, mentre stai vedendo il tuo film preferito e bevendo vino, con una faccia d’angelo, snocciolo un elenco delle ultime due settimane da far sembrare Cicciolina un’aspirante monaca di clausura.

Chi di gelosia ferisce..

 Il Controllore.

Il controllore ha una certa dimestichezza con la tecnologia.

In lui rivedi i tuoi genitori quando, per non comprarti il motorino, dicevano:”Ma io di te mi fido, ma degli altri alla guida…”

Ovviamente, il controllore sai che è così perché sei sua amica, perché, se fossi la sua fidanzata, non lo sapresti mai e, se lo scoprissi, lo lasceresti.

La sua donna non lo sa, ma lui controlla tutti i suoi social in maniera costante e remota.

Inquietante.

 Il quarantenne in crisi.



Il requisito minimo è avere 40 anni, la crisi può coinvolgere vari campi.

C’è chi cambia lavoro, chi città, chi situazione sentimentale, chi tutte e tre le cose. 

Il tratto distintivo è la tendenza alla fuga.

 

 
 
 

Pollo in salsa rosa..

Post n°8023 pubblicato il 26 Giugno 2017 da nina.monamour

 

 

Pollo con salsa rosa al prosciutto cotto..

Ingredienti

150 gr di prosciutto cotto, 500 gr di petti di pollo, sale, pepe, 1 dado, 1 mazzetto di erbe aromatiche, 1 carota, 1 cipolla, burro, 2 cucchiai di farina, 1 dl di latte.

Fate bollite 1 l di acqua con il dado, il mazzetto di erbe aromatiche, la carota e la cipolla spezzettate. Pulite i petti di pollo, immergeteli nel brodo per 20 minuti, scolate, fate raffreddare e filtrate il brodo. 

Sciogliete in una casseruola 30 gr di burro, stemperate all'interno la farina e poi il prosciutto cotto frullato con il latte.

Diluite con 500 ml di brodo di pollo.  

 Regolate di sale e pepe e cuocete per 10 minuti, mescolando.

Fate raffreddare la salsa rosa, mescolando. 

Tagliate il pollo a listarelle, disponetele su un piatto, distribuite sopra la salsa e servite freddo. 


 

 
 
 

Per un mare piu' sicuro..

Post n°8022 pubblicato il 25 Giugno 2017 da nina.monamour

Risultati immagini per bagnini a 4 zampe

 

Sono bravissimi a trainare gommoni e pattini in avaria, ma in caso di bisogno sono anche capaci di salvare dal mare chi è in difficoltà e riportarlo a riva.
Sono i "bagnini a quattro zampe"


Risultati immagini per bagnini a 4 zampe


Adesso sono tranquilla..

Muso puntato verso l'orizzonte e pronti a scattare, i cani, appositamente addestrati, si sono alternati al fianco dei loro educatori dando una vera dimostrazione di salvataggio in acqua.

Labrador, Golden retriever e Terranova sono razze canine che ben si prestano a questo genere di attività in virtù delle loro caratteristiche fisiche e le unità cinofile vengono addestrati fin dai primi mesi di vita e l'insegnamento prosegue nel corso degli anni, soprattutto nei mesi invernali così che possono mantenersi in allenamento e prepararsi al meglio per la stagione estiva.


Risultati immagini per bagnini a 4 zampe


Normalmente il loro compito è di coadiuvare il collega umano nella fase di rientro a riva, momento più faticoso e pericoloso per ogni operatore di sicurezza. Proprio in questa fase cruciale, l’apporto del cane è fondamentale per trasmettere sicurezza al collega umano e lasciarlo libero di concentrarsi sulla persona da soccorrere, dotato di un' imbragatura galleggiante a 4 maniglie, con le sue potenti zampe farà da traino per entrambi e li riporterà a riva.

Sono animati da grandi capacità, e saprebbero percorrere in acqua un chilometro avendo quattro persone attaccate; una volta a destinazione, potrebbero fare lo stesso almeno altre quattro o cinque volte. Un uomo si stancherebbe molto prima e per di più i nostri amici a 4 zampe percepiscono tutto questo come un gioco, non hanno paura.

Per loro un salvataggio è motivo di orgoglio, come se ricevessero un premio.


 
 
 

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