Creato da nina.monamour il 11/06/2010
 

Il Diavolo in Corpo

Di tutto e di piu'.....

 

Messaggi di Agosto 2017

Diana, Our Mother, Her Life and Legacy..

Post n°8097 pubblicato il 31 Agosto 2017 da nina.monamour

 

 

 31 agosto 2107, il Regno Unito ricorda Lady Diana nel ventesimo anniversario della sua morte. Diana Spencer, principessa di Galles e madre dei principi William e Harry, resta nel ricordo dei britannici per la sua umanità, per essere la "principessa del popolo" come la definì l'allora premier Tony Blair il giorno in cui morì a 36 anni, il 31 agosto 1997.

Divorziata dal principe Carlo nel 1996 dopo averlo sposato nel 1981, perse la vita nell'incidete dell'Alma, sotto il tunnel dell'omonimo ponte a Parigi. Nello schianto contro un pilastro morì anche Dodi Al Fayed, sospetto amante, e l'autista Henri Paul. Ipotesi, sospetti, complotti, sulla morte di Lady D è stato detto di tutto, ma la verità non si saprà probabilmente mai.

Nel parlarne, i figli hanno criticato, Harry in particolare, i fotografi che inseguirono l'auto della padre nel tunnel parigino e che, mentre lei moriva sul sedile posteriore, continuarono a scattare immagini. Nell'anniversario delal morte, lui e William hanno voluto ricordarla mostrando al pubblico, nel documentario "Diana, Our Mother, Her Life and Legacy", una collezione di fotografie in precedenza inedite in cui la si vede sorridente durante un picnic o in un lunapark. Volevano così avvicinare la madre alle nuove generazioni, con i valori a lei cari legati all'aiuto delle persone in difficoltà o all'impegno contro le mine antiuomo.   

Nel documentario i principi, che al momento della morte di Diana avevano 15 e 12 anni, hanno raccontato che nell'ultima telefonata con lei erano stati frettolosi e di poche parole, perché occupati a giocare con i cuginetti. Non potevano sapere che quella sarebbe stata l'ultima volta in cui avrebbero parlato con la loro adorata mamma.

Un altro passaggio estremamente doloroso riguarda le immagini del funerale di Lady Diana Spencer, in cui si vedono i giovanissimi principi, vittime di una crudele disciplina di corte, seguire a piedi, per un lungo tratto e circondati da migliaia di persone, il feretro della madre. Solo pochi mesi fa Harry aveva dichiarato che "a nessun bambino dovrebbe essere chiesta una cosa del genere".

 


Dai racconti dei figli è sempre emersa l'immagine di una donna anticonformista, in prima linea nelle battaglie umanitarie, affettuosa e con un grande sense of humor, in poche parole, come dichiara Harry: "la migliore madre del mondo". Gli amici più cari, il fratello Charles Spencer e le persone malate e disagiate che hanno avuto la fortuna d'incrociare sulla loro strada Diana, aggiungono alle parole dei figli ulteriori elementi per tratteggiare il ritratto di una figura iconica, entrata nel cuore dei britannici e nella storia.


Buona giornata

 

 
 
 

La saggezza del perdono..

Post n°8096 pubblicato il 30 Agosto 2017 da nina.monamour

 

 

La vita è breve. Perdona in fretta, bacia lentamente, ama davvero, ridi sempre di gusto e non pentirti mai di qualsiasi cosa ti abbia fatto sorridere, oppure piangere.

  Sergio Bambarén

Grandi Maestri illuminati invitano a scoprire la saggezza del perdono mutando prospettiva fino a considerare il proprio nemico un maestro capace di insegnarci i fondamenti di una vera crescita individuale ma per poter metabolizzare questo insegnamento l'uomo deve percorrere molta strada.

Il tempo è prezioso, niente ci è dato per scontato che le situazioni possono cambiare da un momento al l'altro non serve sprecare neanche minuti preziosi per cose che ci fanno soffrire, vivo la mia vita semplice molto intensamente, gioisco con poco soprattutto, quando mi posso sedere in riva all mare..

 

 

...la vita è troppo breve e bella per specarla con chiunque o con situazioni sterili

 

 

Speciale notte..


 
 
 

Per una vita semplice e rurale...

Post n°8095 pubblicato il 30 Agosto 2017 da nina.monamour

 

 

I bambini saprebbero riconoscerla subito, la casa dei Flintstones non è solo frutto dell’immaginazione, ma esiste e si trova in Portogallo. Il famoso cartone animato noto anche come "Gli antenati" è stato trasmesso sulla televisione italiana a partire dagli anni ‘60 ed è tornato in voga negli anni ‘90 con il nome di Flintstones. I protagonisti sono gli uomini della pietra e in particolare gli amici Fred e Barney che vivono all’interno di case ricavate dai sassi, con uno stile particolarmente spartano.




Nelle montagne settentrionali del Portogallo, vicino alla città di Fefe, si trova Casa do Penedo che letteralmente significa “casa di pietra” ed è una eco-abiazione molto particolare che si ispira proprio alla tipica architettura dei Flintstones. Casa do Penedo è stata edificata tra quattro grandi sassi già presenti in loco, come casa rurale per le vacanze di un abitante della zona. Le sue origini risalgono al 1974, ma negli ultimi anni questa particolare abitazione ha iniziato ad attrarre sempre più turisti e visitatori incuriositi, che volevano ammirare la sua architettura riconoscibile, ispirata agli uomini della pietra.

 


La sua capacità di integrarsi con gli elementi naturali è incredibile, per questo numerosi architetti ne studiano l’impianto e i metodi di costruzione. Nonostante l’esterno minimal e rustico, gli interni sono piuttosto confortevoli. Anche alcuni mobili sono in pietra, mentre altri sono in legno e il risultato è un ambiente che unisce l’antico con il moderno. Al piano terreno ci sono il soggiorno e un piccola cucina, mentre le camere sono al piano superiore, il quale è stato soppalcato. Casa do Penedo ha anche due elementi che la rendono una "dimora di lusso", un camino scavato nella roccia e una piscina.




Il proprietario Victor Rodrigues, la utilizza ancora come dimora per le vacanze, ma il continuo passaggio di curiosi e visitatori l’ha portato ha dover mettere vetri infrangibili e porte d’acciaio, per evitare che venissero rotti o forzati per guardarne l’interno. Casa do Penedo è immersa nella natura ed è circondata solo da colline e da qualche pala eolica, sicuramente è il posto perfetto in cui immergersi nel paesaggio e godersi tutto il bella di una vita semplice e rurale

 
 
 

Succede a Indianapolis...

Post n°8094 pubblicato il 29 Agosto 2017 da nina.monamour

 

 

Succede a Indianapolis, Sarah e Logan dovevano sposarsi a giorni. Tutto è pronto, ma il matrimonio viene annullato e la gioia e la felicità della venticinquenne vanno in fumo in un battibaleno. Da questa storia, però, Sarah vuole che nasca qualcosa di buono, le nozze non ci saranno, è vero, ma il banchetto avrà luogo ugualmente. Gli invitati? Saranno 150 homeless della sua città.

Un gesto davvero nobile quello della Sarah, che non spiega il motivo della cancellazione delle nozze, ma rivela una profonda tristezza e delusione. Aveva passato due anni della sua giovane vita a risparmiare per potersi permettere un matrimonio da favola, proprio come lo aveva desiderato, dopo tanti straordinari e sacrifici, però, aveva messo insieme 30mila euro, i soldi necessari per una grande festa. Niente da fare, perché il matrimonio con il fidanzato non avverrà mai, lasciando spazio a lacrime e disperazione. Solo per un momento, però, perché a Sarah viene un’idea a dir poco geniale.

La ragazza ha dovuto richiamare tutti i 170 invitati e spiegare ad amici e parenti che non si sarebbe sposata. È stato devastante ma quando ha pensato che doveva buttar via tutto quel cibo, allora si è detta che il banchetto l'avrebbe fatto lo stesso. Ed ecco che dall’annullamento di una festa, il ricevimento diventa un momento di grande beneficenza e gioia cittadina, ai tavoli, infatti, ci saranno 150 senzatetto, che potranno trascorre una serata felice, serena e con portate da leccarsi i baffi.

 


“Doveva essere un giorno da ricordare per tutta la vita” conclude la venticinquenne americana “e spero che sia davvero così. Gli invitati non se lo dimenticheranno facilmente. E questo vale anche per me”. Proprio così, Sarah sarà presente a quel ricevimento, un pò come Alice nel Paese delle Meraviglie che va alla sua festa di buon-non-compleanno. Anche se questa non è una favola a lieto fine, però, la vita continua e la ragazza guarda avanti e riparte da un viaggio, Logan le ha lasciato il suo biglietto per il viaggio di nozze in Repubblica Dominicana.

Sarah, così, partirà con la madre e tenterà di prendere di nuovo in mano la sua esistenza dopo un fatto traumatico come l'annullamento del suo matrimonio, di cui rimane in piedi, però qualcosa di grande, il sontuoso banchetto per i senzatetto.

 
 
 

Il primo smiley risale a 3700 anni fa ..

Post n°8093 pubblicato il 28 Agosto 2017 da nina.monamour

 

 

Tutti pensano che le emoji siano un contemporaneo metodo di comunicazione e che siano soprattutto i millennials a farne largo uso quando interagiscono tra di loro tramite le app di messaggistica e i social network. In realtà queste simpatiche faccine sono molto più antiche, la loro età è di 3700 anni e il primo smiley ad essere stato trovato risale all’epoca ittita, tra la Turchia e la Siria.

Durante gli scavi archeologici nell’antica città di Karkemish, situata al confine siriano con la Turchia, è stata rinvenuta dagli esperti una brocca che mostra il più antico smiley della storia dell’umanità. Si tratta di una vera e propria faccina sorridente, come siamo abituati a disegnare oggi a mano libera o come realizziamo con la punteggiatura per creare l’emoji più utilizzato.

La faccia stilizzata si è potuta osservare solo dopo che gli Archeologi avevano raccolto tutti i cocci e li avevano assemblati, scoprendo che si trattava di una brocca risalente al 1700 a.C. che veniva utilizzata per servire il sherbet, una bevanda anatolica a base di frutta e petali di fiore.

 

 

La scoperta ha stupito gli Archeologi soprattutto perché gli ittiti erano un popolo famoso per i carri da guerra e per gli scontri con gli Egizi, mentre questa brocca ha mostrato un diverso aspetto, decisamente più gioviale e inaspettato di questo popolo anatolico. Dal momento del ritrovamento, gli archeologi hanno discusso molto sul fatto che fosse realmente uno smiley oppure solo un insieme di simboli non definibili. In particolare perché la mente umana tende a ricondurre a forme ed immagini note, tutto ciò che vede.

Un Professore del Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna, che dirige gli scavi dal 2003, ha confermato che non ci sono altre tracce di dipinti sulla brocca e che quindi con grande probabilità, si tratterebbe proprio di uno smiley.

Così, questa antica fiaschetta si è aggiudicata il titolo di sorriso più antico della storia, superando di gran lunga lo smiley disegnato da un Avvocato al termine di un documento ufficiale risalente solo al 1635. Ora anche millennials sanno che le emoji non sono poi così contemporanee, ma che 3700 anni prima di loro, venivano già utilizzate per esprimere stati d’animo e comunicare.

 


 
 
 

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