Creato da nina.monamour il 11/06/2010
 

Il Diavolo in Corpo

Di tutto e di piu'.....

 

Messaggi di Dicembre 2017

Felice 2018..

Post n°8246 pubblicato il 31 Dicembre 2017 da nina.monamour

 

 

A fatica per me, ma credo anche per molti di Voi, siamo arrivati alla fine di questo 2017.

Bilanci?
Meglio non farne, ho solo speranze e positività per il 2018, quindi bando alle chiacchere Vi auguro davvero di poter realizzare ciò che non siete riusciti a fare quest'anno.

 Vi auguro di essere sempre voi stessi e di avere nelle vostre vite la salute, la famiglia, gli affetti, il rispetto per gli altri e per voi stessi, la generosità e il buon cuore e il lavoro.

A me cosa auguro?
Mi auguro di incontrare persone che mi aiutino a crescere.
Ho ancora tanto da imparare.
Mi auguro che ci sia gente capace vedere e prendere il meglio da me senza succhiare l'anima, ho tanto da dare.

Mi auguro di incontrare persone che non abbiano voglia di fare i maestri.
Mi auguro di trovare qualcuno che sappia ascoltare anche il battito d'ali a distanza di chilometri.
Qualcuno che non viva nel proprio mondo e misuri tutto con i suoi parametri.
Mi auguro di essere argine e di incontrare qualcuno che rimanendo fiume sia capace di essere mare.

Cosa mi auguro?

Mi auguro di sorridere un pò di più e poterlo donare a chi se lo merita.
Mi auguro di non essere più stanca e svegliarmi presto la mattina, ma non per andare a lavoro, per respirare la giornata.
Mi auguro di essere più egoista e di incontrare meno egoisti, almeno siamo pari!
Mi auguro di stringere una mano e arrivare a sentire il battito del suo cuore.

Mi auguro che vadano in ferie la mia malinconia, la nostalgia, la tristezza, l'autocritica, il pessimismo e la mia inquietudine, e pure un pò di sfiga!
Che tornino a lavoro il mio ottimismo, l'ironia, la simpatia,
la creatività, la fiducia e la forza. 

Mi auguro di tirare fuori dal sacco, gli auguri migliori di quelli mai fatti, mai pensati o mai sognati da regalare a "Me" e ad ognuno
di "Voi" e augurare...

"Che tu sia felice"

 

 

 

 

 
 
 

Progetto "What's Underneath"..

Post n°8245 pubblicato il 30 Dicembre 2017 da nina.monamour

 


Le dicevano che era brutta, che da due genitori belli come i suoi non poteva essere nata una figlia così, che era troppo grassa per la sua età e che non sarebbe andata lontano, dieci anni dopo, però, Tallulah, nata dall'amore tra Bruce Willis e Demi Moore, ha voluto dedicare il suo ultimo selfie in bikini a tutti i bulli incontrati nelle sua vita e ha dimostrato di aver finalmente fatto pace con stessa.

Quando aveva 13 anni la ragazza ha scritto infatti su Instagram, a corredo dello scatto, pubblicato poco dopo quello con le due sorelle maggiori. Il post di riscatto ha ottenuto più di 20 mila apprezzamenti e centinaia di commenti di chi, come lei, ha un passato burrascoso alle spalle.

Tallulah, infatti, ha combattuto per anni contro il suo corpo, arrivando a pesare 43 chili a causa della dismorfobia, un disturbo psicologico che porta a una visione distorta che si ha del proprio aspetto esteriore. La sua rinascita, dopo diversi periodi di ricovero in cliniche per la dipendenza da alcol e droga, è arrivata col progetto "What's Underneath", grazie al quale è riuscita a mostrare il suo corpo non più anoressico e a sentirsi bella.

Il post della 23enne ha ricevuto molti messaggi di incoraggiamento sul social fotografico. "Tu e le tue sorelle siete incantevoli e avete delle personalità ilari" la fa sapere ad esempio uno dei suoi 170 mila fan, mentre un altro osserva, "Non devi preoccuparti di quello che ti veniva detto quando avevi 13 anni. La bellezza è relativa e dipende da chi osserva, per me, sei bellissima".

Alcune utenti di Instagram, poi, hanno sfruttato la confessione di Tallulah per raccontare del loro passato. "Ho avuto a che fare con il bullismo in tutta la mia vita" ha scritto ad esempio una follower. "Le donne devono sapere che valgono molto di più di come appaiono".

 


 
 
 

Wish you were here..

Post n°8244 pubblicato il 29 Dicembre 2017 da nina.monamour

 

- Immaginiamo che io venga da te e ti dica ciao. Tu rispondi?
- Ciao.
- Esatto. E immaginiamo che me ne esco con una frase stupida che neanche un cretino userebbe.
- Tipo?
- Tipo che ne so, tipo “Fa freschetto eh?”
- Ma siamo a luglio.
- Per questo neanche un cretino la userebbe.
- Non fa una piega.
- Supponiamo che ti offra da bere, ma una cosa leggera sennò pensi male.
- Penso male?
- Tipo che voglio farti ubriacare.
- Potrei pensarlo.
- Una coca-cola dunque.
- Con ghiaccio.
- Se volessimo esagerare, si.
- E fetta di limone, toh!
- Un carnevale di Rio proprio.
- E poi? Che supponiamo?
- Supponiamo che parliamo tutta la sera e scopri che sono simpatica.
- Si.
- E che forse saresti disposta a uscire insieme.
- Si.
- Supponiamo che ti porto in un piccolo locale in un vicoletto di Trastevere, con le sedie un poò scricchiolanti e le porzioni di carbonara abbondanti.
- E il vino in brocche scheggiate.
- Con le piante rampicanti che salgono fino agli appartamenti sopra di noi.
- Si.
- Supponiamo che poi facciamo una passeggiata e ci ritroviamo al ponte, davanti tipo a Castel Sant'Angelo con qualche tizio che suona “Wish you were here” seduto per terra, l'aria un pò umida appiccicosa perchè mi pare di aver capito che non può fare freschetto giusto?
- Giusto.
- E stiamo lì, insomma s'è mangiato bene, s'è riso, sei bellissimo, la grattachecca di Sora Lella ci ha ghiacciato il cervello e ci sono pure i grilli che fanno un live tipo come al Circo Massimo
- Si?
- Eh, metti caso che ti bacio.
- Mh?
- Quante probabilità ci sono che io poi abbia il profumo dei tuoi capelli riccissimi addosso?
- Non saprei. Qualcuno?
- E supponiamo che nei giorni seguenti io ti chiamo, tu mi chiami, ci chiamiamo insomma, e scopri che oh, in fondo capisci che mi piace farti ridere perché quel sorriso è tipo la droga più pericolosa mai scoperta dagli scienziati premi Nobel.
- Si?
- Quante probabilità ci sono che da lì in poi tu cominci a innamorarti di me?
- Più di qualcuna direi.
- Bene, perché altrimenti eravamo davvero nella merda sai?
- Perché?
- Perché io ho cominciato a innamorarmi già dal "ciao".


 
 
 

Una novella da ricordare..

Post n°8243 pubblicato il 28 Dicembre 2017 da nina.monamour

 

 

C’era un paese dove erano tutti ladri e la notte ogni abitante usciva, coi grimaldelli e la lanterna cieca, e andava a scassinare la casa di un vicino. Rincasava all’alba, carico, e trovata la casa svaligiata. E così tutti vivevano in concordia e senza danno, poiché l’uno rubava all’altro, e questo a un altro ancora e così via, finché non si rubava a un ultimo che rubava al primo. Il commercio in quel paese si praticava solo sotto forma d’imbroglio e da parte di chi vendeva e da parte di chi comprava. Il governo era un’associazione a delinquere ai danni dei sudditi, e i sudditi dal canto loro badavano solo a frodare il governo.

Così la vita proseguiva senza inciampi, e non c’erano né ricchi né poveri. Ora, non si sa come, accadde che nel paese venisse a vivere un uomo onesto. La notte, invece di uscirsene col sacco e la lanterna, stava in casa a fumare e a leggere romanzi. Venivano i ladri, vedevano la luce accesa e non salivano. Questo fatto durò per un poco, poi bisognò fargli comprendere che se lui voleva vivere senza far niente, non era una buona ragione per non lasciar fare agli altri. Ogni notte che lui passava in casa, era una famiglia che non mangiava l’indomani. Di fronte a queste ragioni l’uomo onesto non poteva opporsi. Prese anche lui a uscire la sera per tornare all’alba, ma a rubare non ci andava. Onesto era, non c’era nulla da fare.

Andava fino al ponte e stava a veder passare l’acqua sotto,tornava a casa, e la trovava svaligiata. In meno di una settimana l’uomo onesto si trovò senza un soldo, senza di che mangiare, con la casa vuota. Ma fin qui poco male, perché era colpa sua; il guaio era che da questo suo modo di fare ne nasceva tutto un cambiamento.

Perché lui si faceva rubare tutto e intanto non rubava a nessuno; così c’era sempre qualcuno che rincasando all’alba trovava la casa intatta, la casa che avrebbe dovuto svaligiare lui. Fatto sta che dopo un poco quelli che non venivano derubati si trovarono ad essere più ricchi degli altri e a non voler più rubare. E, d’altronde, quelli che venivano per rubare in casa dell’uomo onesto la trovarono sempre vuota; così diventavano poveri. Intanto, quelli diventati ricchi presero l’abitudine anche loro di andare la notte sul punte, a veder l’acqua che passava sotto.

Questo aumentò lo scompiglio, perché ci furono molti altri che diventarono ricchi e molti altri che diventarono poveri. Ora, i ricchi videro che ad andare la notte sul punte, dopo un po’ sarebbero diventati poveri. E pensarono: – Paghiamo dei poveri che vadano a rubare per conto nostro -. Si fecero i contratti, furono stabiliti i salari, le percentuali: naturalmente sempre ladri erano, e cercavano di ingannarsi gli uni con gli altri. Ma, come succede, i ricchi diventavano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. C’erano dei ricchi così ricchi da non avere più bisogno di rubare per continuare a esser ricchi.

Però se smettevano di rubare diventavano poveri perché i poveri li derubavano. Allora pagarono i più poveri dei poveri per difendere la roba loro dagli altri poveri, e così istituirono la polizia, e costruirono le carceri. In tal modo, già pochi anni dopo l’avvenimento dell’uomo onesto, non si parlava più di rubare o di esser derubati ma solo di ricchi e poveri; eppure erano sempre tutti ladri. Di onesti c’è stato solo quel tale, ed era morto subito, di fame”.

  Ho voluto condividere con voi questa novella di Italo Calvino, perchè mi ricorda molto la situazione che il nostro Paese sta vivendo. Nonostante sia stata scritta molto tempo fa è attualissima!!



 
 
 

Sulla scia dei ricordi..

Post n°8242 pubblicato il 27 Dicembre 2017 da nina.monamour

 

 Il tempo cambia le persone, cambia i sentimenti,

cambia le situazioni,

il tempo cambia pensieri e sogni,

l'unica cosa che il tempo non può cambiare

sono i momenti e i ricordi vissuti.



 
 
 

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