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Post n°4 pubblicato il 08 Giugno 2010 da Shuruq87_PA
Da Anversa tutto appare piú chiaro. Anche un piccolo copritetti come me può rendersi conto di un sacco di cose che altrove non si lascerebbero notare. Ho imparato a leggere e a scrivere, ho imparato a parlare, frequentando i mercanti di questa città, seducendoli alla vita libera e felice. Ma soprattutto ho imparato cosa muove il mondo, gli uomini, le religioni. Vedi, da qui passano mercanti di tutti i paesi, arrivano e ripartono mercanzie d'ogni genere: il rame polacco diretto in Inghilterra e in Portogallo; le pellicce svedesi per la corte imperiale; l'oro dal Nuovo Mondo che viene lavorato dagli artigiani locali; la lana inglese, i minerali dalle cave boeme. Questi traffici fanno lavorare un numero incalcolabile di persone: commercianti, armatori, marinai, artigiani, facchini... e naturalmente soldati, a garantire la sicurezza delle vie, a conquistare nuove terre, a sedare le rivolte. La vita di interi paesi e popolazioni gravita intorno al commercio. L'Impero di Carlo V senza il commercio dei Paesi Bassi non starebbe in piedi. I Paesi Bassi sono il polmone dell'Impero: la maggior parte delle tasse, Carlo le preleva da queste terre, anzi, da questi commercianti e artigiani. - È per questo che sono in rivolta fiscale contro l'Imperatore? - Esattamente: sono stanchi di finanziare le sue guerre e lo sfarzo improduttivo della sua corte. Estrae ancora la moneta e la lancia in aria riprendendola al volo: - Pagare gli operai, trasportare i prodotti, armare una nave, assoldare un equipaggio, mettere in piedi un esercito che difenda i carichi dai pirati... Tutto questo puoi farlo con una cosa sola: il denaro. Non so perché ma quando pronuncia quella parola ho come un brivido, quello che ti dà una verità scontata eppure sempre agghiacciante. - Tutti dipendono dal denaro: i mercanti come l'Imperatore, i principi quanto il Papa, il lusso, la guerra e il commercio. Si ferma, come avesse avuto un'idea improvvisa. - Se hai finito di intagliare burattini, vorrei farti vedere una cosa. Lo guardo perplesso, si alza, mi fa cenno di seguirlo: - Vieni, due passi ci faranno bene. *** - Questo è il porto in cui circola la maggior quantità di merci di tutta Europa. Stazioniamo davanti a un grande mercantile a tre alberi: il via vai di caricatori sulla passerella è impressionante, sacchi in spalla, per uno sforzo che sembra sovrumano. Il molo è affollato di uomini in trattative fitte, di marinai e reclutatori. Intravedo a distanza una pattuglia di spagnoli e ho un sussulto. - No, no, tranquillo. In mezzo a questo marasma non puoi essere riconosciuto. Non è gente che cerca rogne, quella. Vivi e lascia vivere è la loro scuola. Tu sei stato sfortunato, sei finito in mezzo a una rappresaglia. Vieni. Eloi mi porta davanti a un piccolo locale in muratura con un'insegna scolorita: non riesco a leggere, non ho mai imparato bene la lingua scritta di queste terre. - Quella è un'agenzia di cambio. I mercanti possono cambiare le loro monete inglesi, svedesi o dei principati tedeschi in fiorini o qualsiasi altra moneta corrente, a seconda di qual è il paese in cui hanno concluso i loro affari. La moneta cambia, ma il denaro è sempre lo stesso: non importa quale profilo ci sia stampato sopra. Ci spostiamo verso un grande edificio di tre piani, questa volta riesco a leggere la scritta: CASA DEI MERCANTI E DEGLI ARMATORI. - Qui i mercanti decidono quali imprese intraprendere: quali possono essere gli affari piú convenienti. Sgomitiamo per uscire dalla bolgia, le lingue e i dialetti di mezza Europa ci attorniano come un unico canto incomprensibile, una Babele al contrario, in cui tutti sembrano capire tutti. - Vedi quei carri? Vengono da Liegi. Trasportano tessuti di lana lavorati dai tessitori del Condroz: vengono stivati su quelle navi, che a loro volta reimportano in Inghilterra la lana che i mercanti di Anversa hanno acquistato dagli allevatori inglesi. - Ma è assurdo! Eloi ride forte: - No. È profitto. Forse un giorno gli inglesi si accorgeranno che è piú conveniente per loro sviluppare le officine tessili in casa propria, ma per il momento funziona cosí. Proseguiamo, allontanandoci dal canale verso l'interno della città, attraverso viuzze strette dove i raggi del sole non riescono ad arrivare. - Tutto il meccanismo è mosso dal denaro. Senza il denaro non si solleverebbe un ago ad Anversa e forse in tutta Europa. Il denaro è il vero simbolo della Bestia. - E con questo cosa vorresti dire? Ci fermiamo vicino a un chiosco che vende cavoli e salsicce affumicati, l'odore penetrante ci avvolge. - Come credi che Carlo V sia riuscito a farsi eleggere Imperatore nel '19? Pagando. Ha comprato i Principi Elettori, qualcuno gli ha messo a disposizione una quantità di denaro maggiore di quella che aveva offerto Francesco di Francia. E la guerra contro i contadini? Qualcuno ha prestato ai principi tedeschi il denaro per equipaggiare le truppe che vi hanno sconfitti. E come pensi che Carlo V finanzi la sua guerra in Italia contro i francesi? E le spedizioni contro i pirati saraceni? E la campagna contro il Turco in Ungheria? Forse credi che i mercanti di qui abbiano a disposizione somme cosí grandi per armare le loro spedizioni commerciali? Neanche per sogno. Denaro, fiumi di denaro che viene prestato in cambio di una percentuale sugli utili. Cosí funziona, amico mio. La domanda la sta aspettando da un pezzo: - Chi possiede un simile patrimonio? Guarda dritto davanti a noi, poi punta l'indice sull'edificio che ci sta di fronte e mormora: - Le banche. - Ora capisci dove si annida l'Anticristo che hai combattuto per tutta la vita. - Lí dentro? - indico l'edificio imponente che ci fronteggia. - No. Nelle borse che passano di mano in mano in giro per il mondo. Hai lottato contro i principi e i possidenti. Ti sto dicendo che senza il denaro quelli non sarebbero niente, li avreste sconfitti da un pezzo. Invece c'è sempre un banchiere che regge loro il moccolo finanziandone le iniziative. - Vada per le imprese commerciali, ma cosa ci guadagna, un banchiere a finanziare una guerra contro i contadini? - E me lo chiedi? Che tornino a lavorare i campi dei loro signori, a scavare nelle loro miniere. Da quel momento, di tutto quello che viene prodotto i banchieri otterranno una parte cospicua. Vedi, Carlo V e i principi sono un ceto di parassiti che non produce niente, ma ha un bisogno enorme di sperperare denaro: guerre, corti, concubine, figli, tornei, ambascerie... L'unico modo che hanno di saldare i debiti che contraggono con i banchieri è di fare loro delle concessioni, di lasciare a loro l'usufrutto di miniere, opifici, terre, regioni intere. In questo modo i banchieri sono sempre piú ricchi e i potenti sempre piú dipendenti dal loro denaro. È un circolo vizioso. L'aria sorniona di Eloi non lascia dubbi sul fatto che si sta divertendo a dipingermi il mondo dal suo punto di vista. Acquista una salsiccia fumante e ci soffia sopra prima di azzannarla. Indica la banca: - Avrai certo sentito nominare i Fugger di Augusta: i banchieri dell'Impero. Non c'è un porto in Europa dove non ci sia una loro filiale. Non c'è commercio in cui non ci sia una loro anche minima partecipazione. I nostri mercanti sarebbero persi senza il denaro che i Fugger mettono a disposizione per finanziare i loro viaggi. Carlo V non sposterebbe un solo soldato se non avesse un credito illimitato presso i loro forzieri. Del resto, l'Imperatore deve ai Fugger la sua corona, la guerra contro la Francia, la crociata contro i Turchi e il mantenimento di tutte le sue puttane. Li ha ricambiati donando loro l'usufrutto delle miniere ungheresi e boeme, la riscossione delle tasse in Catalogna, il monopolio dell'estrazione mineraria nel Nuovo Mondo, e chissà cos'altro -. La salsiccia punta verso l'edificio che si erge lí davanti. - Credimi, senza i Fugger e il loro denaro quell'uomo sarebbe in rovina da un pezzo -. Ruota la testa in tutte le direzioni. - E forse tutto questo non esisterebbe. Si pilucca le dita unte con l'aria piú naturale del mondo. Faccio qualche passo verso il centro della strada, scruto la costruzione anonima, massiccia, poi mi guardo intorno un po' confuso, sentimenti opposti mi si accavallano dentro, rabbia, stupore, anche ironia. Mi fermo e ad alta voce butto fuori tutto quanto: - Perché nessuno mi ha mai parlato delle banche!? _____________________________________________________________________ Nel pezzo precedente i due protagonisti che dialogano sono il protagonista del libro (qui chiamato come Lot) e Lodewijk Pruystinck, detto Eloi, proprietario di una casa comune ad Anversa e leader anabattista. Il dialogo è l'appendice di una discussione in cui Lot rivanga il suo passato da luterano prima e da anabattista poi, sempre in cerca della lotta contro un Anticristo sempre diverso a seconda della religione o della filosofia abbracciate. Eloi, uomo di mondo sempre a contatto con culture diverse, in un porto come quello di Anversa sempre al centro delle rotte commerciali dei mari del Nord Europa, gli fa notare come prìncipi, imperatori, Papi, comandanti vari, che si contendono da secoli la detenzione della verità assoluta, abbiano in realtà un minimo comun denominatore che gli permetta di fare ciò: il DENARO e chi effettivamente lo amministra, e cioé le banche. La visione è quella propria del materialismo storico di Marx, ed è effettivamente applicabile ai giorni nostri (del resto lo scopo degli autori di Q era proprio questo), ove troviamo un mondo dominato dal capitalismo nella sua forma più becera, in cui la "Bestia" si riflette nel metallico tintinnare delle monete e nella ricerca smisurata di quantità sempre più ingenti di denaro. Non vorrei passare per "anti-qualcosa" in maniera aprioristica, ma è anche pur vero che se si potessero mettere assieme le verità del gigantesco mosaico terracqueo, verrebbe fuori UNA sola verità su come sono governati i flussi di potere. Diciamo che anche se non posso affermarlo con certezza assoluta, credo che sia molto probabile una visione come quella che aveva Marx e che afferma Eloi nel dialogo con Lot, cioé che tutte le guerre, le crociate, le fatawa siano in realtà mosse in nome di un "dio" materialissimo, e che le istituzioni religiose gerarchizzate (e badate bene: NON LE RELIGIONI, il che è PROFONDAMENTE DIVERSO) ed i poteri supremi delle varie nazioni siano in realtà maschere che celano i reali proprietari di tutto ciò che si può osservare a vista d'occhio oggi, ovvero le holding internazionali che finanziano gli stati e decidono presidenti, manipolano i flussi di informazione, muovono popoli e guerre, decidono le fonti di energia primaria da utilizzare. Dopo il caso BP, la rottura del pozzo di petrolio nelle profondità del Golfo del Messico, probabilmente il più grande disastro naturale mai avvenuto (tra l'altro tuttora in evoluzione continua verso il peggioramento), non sarebbe forse ora di "tagliare" con il petrolio a vantaggio di fonti di energia più pulite o rinnovabili? Basterebbe incentivarle economicamente, ma il petrolio monopolizza ad oggi gli sforzi delle holding, vanificando gli investimenti sulle nuove tecnologie a basso costo ambientale, sicché il cittadino medio vede svantaggioso per la propria situazione finanziaria dotarsi di tali tecnologie. Non bisogna testé dimenticare la "corsa sfrenata" ai vaccini contro l'H1N1, una nuova (sic!) variante di virus influenzale contro cui si è scatenata una decisa -quanto superflua- offensiva mediatica senza precedenti. Le cosiddette "holding" (in tal caso la Roche e la Glaxo) hanno prodotto un vaccino di fretta e furia, senza neanche avviarlo ai canonici tre gradi di sperimentazione, basandosi soltanto su quello pre-esistente, con la scusa dell'urgenza per poter fermare in tempo la "pandemia". Risultato: centinaia di milioni di vaccini comprati dalle varie nazioni per usarne a malapena qualche migliaio, con milioni di stocks rimasti inutilizzati. Tutto questo per una variante antigenica del virus che ha prodotto anche molti meno morti di quello che girava prima. Dove ci porterà questa corsa sfrenata? La fine della società come la conosciamo oggi? In sé e per sé il concetto è probabile, anche se più che una fine si potrebbe ipotizzare un nuovo inizio, magari tagliando i fili, buttando via la matassa ereditata da secoli di disorganizzazione economica, cominciando da nuove e solide basi. Del resto l'uomo nella sua storia ha sempre ricominciato dopo periodi di "buio" intellettuale, di puntini di sospensione posti tra due epoche storiche di rilevanza...come un bambino che cresce, ed ha bisogno di ceffoni per maturare. Ad oggi Madre Natura sonnecchia, ma con un occhio solo. E chissà che non abbia già caricato il colpo.
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Post n°3 pubblicato il 31 Maggio 2010 da Shuruq87_PA
Tag: alzheimer, aterosclerosi, carcinoma, day, dipendenza, fumo, ipertensione, no, prevenzione, tobacco, tumore, world Il 31 maggio coincide annualmente con il "World No Tobacco Day", ricorrenza istituita dalla World Health Organization che ha come obiettivo il mantenere viva l'allerta contro uno dei peggiori assassini presenti su scala mondiale, e cioé il tabacco.
Il fumo emesso dalla "stecca", sia che venga aspirato tramite la boccata oppure in maniera passiva, determina l'ingresso nel nostro organismo di una mistura di veri e propri veleni, che nel caso di una prolungata e massiva esposizione portano ad un progressivo decadimento della funzione cardiocircolatoria e respiratoria, oltre che ad una precoce manifestazione di malattie legate all'invecchiamento, come l'Alzheimer o varie manifestazioni tumorali. Detta in questa maniera -diciamo- asettica, queste affezioni sembrano eventi lontani; effettivamente le classiche frasi che più spesso mi capita di sentire in questi casi, quando invito una persona a smettere di fumare sono del tipo: "Mio nonno/zio/padre ha fumato come un turco per 50 anni e non gli è mai successo niente", oppure la sempreverde espressione "Fumo adesso che sono giovane, tanto posso smettere quando voglio". Riguardo alla prima frase, è possibile imbattersi in tali soggetti, i quali hanno la "fortuna" di non mostrare segni di alcuna malattia: peccato che il "non avere niente" spesso e volentieri è una malattia che non si è ancora manifestata e progredisce in silenzio, difatti le malattie correlate al fumo, specie quelle dall'esito più drammatico come il carcinoma polmonare, vengono diagnosticate quando ormai l'aspettativa di vita e la probabilità di guarire sono ormai molto basse.
Gli effetti delle sostanze contenute nel fumo si ripercuotono anche in altri distretti del nostro organismo, in particolar modo quello cardiovascolare: il rischio di sviluppare l'aterosclerosi in varie arterie, con conseguente INFARTO CARDIACO ed ICTUS CEREBRALE, è 3 volte maggiore in media rispetto ad un non-fumatore (in realtà nella DONNA è anche maggiore). Inoltre un fumatore ha un maggiore rischio di sviluppare ipertensione, che NON è una malattia ma un ulteriore fattore di rischio per malattie cardiovascolari come quelle sopracitate. L'aterosclerosi viene spesso considerata come una "semplice" malattia da accumulo di grassi, per cui nell'immaginario collettivo basta aggiustare la dieta, togliere il colesterolo e non se ne parla più. Anche l'Alzheimer è una malattia infiammatoria cronica e degenerativa, ed è stato dimostrato che soggetti con indici di infiammazione più elevati del dovuto, come i fumatori, sono più a rischio di sviluppare le lesioni cerebrali che portano a demenza senile precoce e poi all'Alzheimer vero e proprio, con perdita delle capacità cognitive, motorie ed infine riflesse.
In TUTTI i casi smettere di fumare è una lotta contro una parte ben radicata ed inconscia di noi stessi, e lo sforzo può essere comprensibilmente immane (parlo da figlio di ex-fumatori): d'altro canto bisogna sopperire alla "droga" del fumo con altre "droghe" meno dannose che "occupino" i circuiti nervosi della dipendenza; pensate ad esempio, con i soldi risparmiati annualmente eliminando le sigarette (e sono TANTI), quanti piccoli sfizi personali si possano togliere (per le donne vestiario ed accessori ne gioveranno, per gli uomini più possibilità di dedicarsi all'hi-tech). Ovviamente gli effetti benefici sulla salute si ottengono soltanto dopo molti anni (precisamente dopo 3-5 anni il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e polmonari diventa assimilabile a quello dei non fumatori), ma la dismissione del vizio deve essere TOTALE. La medicina del futuro è volta sempre più verso la PREVENZIONE PRIMARIA delle malattie, e solo DOPO alla cura di queste: quando una famosa pubblicità afferma che "prevenire è meglio che curare" probabilmente rimarca un concetto banale, ma FONDAMENTALE, che tutti dovremmo osservare A PATTO DI VOLER VIVERE A LUNGO. Nella vita l'unica certezza è che non vi sono certezze, e la sopravvivenza di una persona può essere ridotta ad un mero calcolo probabilistico: è vero che non si può mai sapere dove il percorso si fermerà, né in seguito a quale evenienza; certo è che avere qualche punto percentuale in meno sul rischio è un ottimo punto di partenza...per cui mi rifaccio al motto della WHO e dico "facciamo di ogni giorno un No Tobacco Day". |
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Post n°2 pubblicato il 28 Maggio 2010 da Shuruq87_PA
La bravura di un giocatore di scacchi si riconosce dalla capacità di muovere i propri pezzi in maniera tale da orchestrare la propria azione quasi in sordina, posizionandoli in maniera tale da non fare accorgere all'avversario della minaccia incombente sul proprio pezzo indispensabile, ovvero il Re. Ha un fascino d'altri tempi la coralità di un'azione che crea i presupposti per un'altra, la quale crea la possibilità di svolgerne un'altra, ed un'altra ancora finché non si riesce a dare scacco. Da lì, a meno che il giocatore avversario non si chiami Anatolij Karpov e riesca ad organizzare una difesa solida ed una successiva controffensiva pur privo di pezzi anche importanti, la distanza dal matto è questione di poche mosse, e tutto perché non si è saputo/potuto intelligere il piano d'azione e fermarlo prima che effettivamente avesse potuto creare danno.
Così nascono i tumori, silenziosamente, non facendo il botto, con l'assommarsi graduale di ANOMALIE che piano piano corrodono le difese dell'organismo ed aumentano la potenza dell'"attaccante", in tal caso la neoformazione di cellule "impazzite". Così nascono anche i cancri della società, che inevitabilmente portano questa alla sua prematura scomparsa (ma cos'è la società se non un livello ulteriore di evoluzione della vita, dopo la pluricellularità del singolo organismo?), quando in maniera quasi subliminale si vanno ad assommare disegni di legge liberticidi fatti passare per necessari alla crescita sociale, finché il "difensore", in questo caso una cospicua quota di italiani, non si ritrova le mani legate dalla mancanza di pezzi in grado di rispondere all'offensiva. Ecco, gli italiani sono arroccati in difesa, privati di Donna (un'efficace opposizione), Alfieri (un efficace ricambio culturale) e Cavalli (un'efficace coscienza civile), con le Torri (la magistratura) pericolanti attaccate su più fronti ed il Re protetto dai pedoni (la massa inerte), che comunque attendono solo di essere spazzati via prima della fase di fine partita. L'unico modo di impedire il matto, allo stato attuale della situazione, è quello, per il difensore, di riuscire a portare i pedoni dall'altro lato della scacchiera, sfruttando una regola di questo magnifico gioco di strategia mediante la quale poterli invero trasformare in "pezzi nobili". La metafora è chiaramente intuibile: l'italiano medio, il pedone, quello che dice di non guardare il Grande Fratello ma ogni lunedì sera sa chi va in nomination e quanto tempo è passato dall'ultima "spazzolata" della sciacquetta di turno, quello che legge un libro ogni 6 mesi se va bene, quello che..."Che Guevara è uno che fa magliette" (cit. "Nati Stanchi"), deve NECESSARIAMENTE trasformarsi in una Donna, un Alfiere, un Cavallo, una Torre, sviluppare una coscienza civile, un senso critico e soprattutto AUTOCRITICO, in maniera tale da creare i presupposti per uno Stato efficiente e soprattutto con una relativa LIBERTA' di parola, ove si possa instaurare un dialogo con il "diverso" senza bollarlo di terrorismo ideologico in maniera del tutto aprioristica.
Il problema di questa "partita" tribolata è quello che alcune, per non dire molte, delle componenti dello scacchiere del difensore, giocano persino "contro" gli stessi pezzi amici, complicando di molto la stessa reazione all'attacco.
In uno stato ormai globalizzato ed occidentalizzato come quello italiano è impossibile ripetere i "fasti" del passato, perché il difensore ha imparato a proteggersi dal matto del barbiere. Il problema è che non ha imparato a difendersi da sortite più subdole, dando per scontato però che l'avversario attaccherà sempre con il matto del barbiere. Qua è diverso. Qua si rischia il matto ancora prima di accorgersi che è avvenuto. E le conseguenze di un nuovo scacco matto, una nuova sconfitta, questa volta sarebbero FATALI.
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Post n°1 pubblicato il 24 Maggio 2010 da Shuruq87_PA
Mi sembrava quantomeno doveroso aprire le danze di questo spazio dedicando un pensiero alla commemorazione dell'attentato del 23/5/1992, nel quale perirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo (anch'ella magistrato) e tre uomini della scorta: Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. A 18 anni esatti di distanza dalla strage ho avuto la possibilità di constatare -abbastanza positivamente- la massiccia partecipazione popolare che soprattutto in Sicilia, ma anche nel resto d'Italia, ha trasformato questa giornata in un vero e proprio "Natale laico", dove le coscienze si fermano e si rimescolano, cercando di fare proprio un ideale e di attingere ad esso come per ricaricarsi in vista di tanti "giorni feriali". Il mio pensiero vuole proprio indirizzarsi verso la funzione del ricordo in sé e per sé; così come ritengo di importanza FONDAMENTALE la necessità di ricordare, TRAMANDARE, informare (ed anche contro-informare), altrettanto importante ritengo la PERPETUAZIONE di questo ricordo e la RIFLESSIONE di questo nel comportamento di tutti i giorni. Personalmente sono un'accanito sostenitore della "teoria del seme e del terreno", attribuita dalla comunità scientifica ad un chirurgo britannico di nome Stephen Paget, che venne e viene tutt'ora applicata in ambito oncologico, ove descrive la capacità di una cellula tumorale di svilupparsi nel contesto di un tessuto solo qualora quest'ultimo offra un "terreno fertile" che possa garantirne la crescita. Tale teoria può trovare tuttavia anche un riscontro generico, valido per qualunque azione o comportamento che una persona possa effettuare. Allo stesso modo, infatti, il seme del ricordo può essere "vitale" quanto lo si voglia, ma non tenderà mai allo sviluppo se prima di tutto non viene rinnovato il terreno della propria coscienza, rendendolo "fertile" ed adatto ad ospitare questa mentalità. Non posso fare a meno di rimarcare quanto la cultura dell'apertura al dialogo e dell'accettazione dell'opinione altrui stia attecchendo in uno "zoccolo duro" di giovani determinati, sul quale poggiano evidentemente le speranze di miglioramento di una terra meravigliosa ma contraddittoria come quella sicula, che doverosamente pretende e MERITA molto più di quello che è diventata oggi, una brutta copia carbone dello splendore che aveva quando ancora era considerata la culla della civiltà europea. E' anche pur vero che da questo nucleo "fertile" all'allargamento generalizzato ancora c'è tanto da migliorare; l'idea di Falcone, Borsellino, Puglisi, Impastato e di tanti altri in giro per l'Italia che hanno lasciato prematuramente il conto aperto con qualsiasi tipo di criminalità organizzata dunque non deve accontentarsi di "camminare sulle nostre gambe", ma ognuno di noi, con le dovute proporzioni, deve sforzarsi di diventare un "piccolo Falcone", affinché la mentalità dell'onestà diventi la PRASSI e non l'ECCEZIONE.
IO NON MI VERGOGNO DI ESSERE SICILIANO...sono i mafiosi, i boriosi, i tracotanti, i superbi che si devono vergognare di essere nati in questa terra ed averla deturpata.
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O rabido ventare di scirocco agave
che l'arsiccio terreno gialloverde
bruci;
e su nel cielo pieno
di smorte luci
trapassa qualche biocco
di nuvola, e si perde.
Ore perplesse, brividi
d'una vita che fugge
come acqua tra le dita;
inafferrati eventi,
luci-ombre, commovimenti
delle cose malferme della terra
E.Montale

«La funzione dei colpi di Stato striscianti è che le modificazioni costituzionali non vengono quasi percepite, o sono avvertite come irrilevanti. E quando la loro somma avrà prodotto non la seconda ma la terza Repubblica, sarà troppo tardi. Non perchè non si potrebbe tornare indietro, ma perchè la maggioranza avrà assorbito i cambiamenti come naturali e si sarà, per così dire, mitridatizzata»
Umberto Eco
"CONTA SU DI ME" - ANDREA GIOé

Fabrizio Miccoli


Per chiarirci un pò le idee, 1 fumatore su 4 muore tra i 35 ed i 65 anni (1 su 6 di cancro al polmone, tra sofferenze fisiche e psichiche ATROCI); chi fuma ha un rischio di circa 23 volte maggiore (quindi +2300%) di sviluppare il carcinoma polmonare E/O il carcinoma faringeo (diverso ma non meno letale) rispetto ad un non-fumatore. L'80% dei tumori, come se non bastasse, è diagnosticato tardivamente, quando già sono presenti metastasi (l'apparato polmonare possiede poche fibre nervose del dolore, per cui il tumore progredisce senza dare segno di sé a lungo). 4 fumatori su 10 sviluppano in aggiunta bronchite cronica ed enfisema, malattie che alla lunga risultano pesantemente invalidanti e portano all'insufficienza respiratoria ed alla morte per asfissia. La motivazione è presto detta: per quanto riguarda le forme tumorali, alcune componenti del fumo (benzopirene, antracene, nitrosamine) hanno una forma MOLTO SIMILE a quella del DNA umano, e ciò facilita in certi tratti di questo la sostituzione con le unità del DNA stesse, ALTERANDO la crescita cellulare e predisponendo la zona colpita alla crescita esuberante tipica del tumore. Altre componenti del fumo (monossido di carbonio, arsenico, cadmio) invece sono altamente tossiche e causano una reazione infiammatoria che non è confinata soltanto al polmone, ma colpisce tutto l'organismo. A livello polmonare l'infiammazione provoca la secrezione continua di muco, una tosse continua con catarro e diminuzione dello spazio delle vie aeree: in poche parole si respira male e la qualità della vita diminuisce (ovviamente in maniera progressiva). Aggiuntivamente a ciò, il fumo debilita le risorse immunitarie, favorendo l'insorgenza di infezioni respiratorie che AGGRAVANO il quadro.
In realtà l'aterosclerosi è UNA MALATTIA INFIAMMATORIA CRONICA E PROGRESSIVA come la bronchite sopracitata, e ciò è dimostrato dal fatto che i protagonisti sono sempre gli stessi: le stesse sostanze contenute nel tabacco provocano una reazione infiammatoria a livello dei vasi che ne sfianca letteralmente la parete, facilitando l'accumulo di particelle di colesterolo LDL ossidate che a lungo andare portano alla formazione della placca aterosclerotica. Dalla rottura di questa si può avere la formazione di trombi che, occludendo i vasi sanguigni come un autobus nel centro storico di Palermo all'ora di punta, determinano la sofferenza dei tessuti a valle dell'occlusione: l'infarto del cuore e l'ictus nascono in gran parte così. L'ipertensione, anch'essa correlata al fumo (la nicotina favorisce i meccanismi che aumentano la pressione), determina anch'essa un danno meccanico alle pareti vascolari, danneggiandole e favorendo il processo descritto sopra.
Morale della favola: non solo chi fuma vive tendenzialmente di meno, ma quei pochi anni di vita rispetto alla media sono pure abbastanza sofferti. Tutto è partito da una stecca, magari provata per gioco. Da qui mi ricollego alla seconda frase: il pericolo del fumo non è soltanto esplicabile a livello fisico, ma si tratta di una vera e propria dipendenza psichica, che allerta gli stessi circuiti nervosi che si attivano quando vengono consumati stupefacenti come cocaina ed eroina. In questo senso il fumatore è perfettamente assimilabile al tossicodipendente, e come tale necessita di essere seguito anche dal punto di vista psicologico durante il tentativo di dismissione dal vizio del fumo.

E' inutile paragonare questa partita alla nascita del fascismo negli anni '20, dato che