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Lot e l'Anticristo... (uno stralcio da "Q")

Post n°4 pubblicato il 08 Giugno 2010 da Shuruq87_PA

Copertina Q

 

Da Anversa tutto appare piú chiaro. Anche un piccolo copritetti come me può rendersi conto di un sacco di cose che altrove non si lascerebbero notare. Ho imparato a leggere e a scrivere, ho imparato a parlare, frequentando i mercanti di questa città, seducendoli alla vita libera e felice. Ma soprattutto ho imparato cosa muove il mondo, gli uomini, le religioni. Vedi, da qui passano mercanti di tutti i paesi, arrivano e ripartono mercanzie d'ogni genere: il rame polacco diretto in Inghilterra e in Portogallo; le pellicce svedesi per la corte imperiale; l'oro dal Nuovo Mondo che viene lavorato dagli artigiani locali; la lana inglese, i minerali dalle cave boeme. Questi traffici fanno lavorare un numero incalcolabile di persone: commercianti, armatori, marinai, artigiani, facchini... e naturalmente soldati, a garantire la sicurezza delle vie, a conquistare nuove terre, a sedare le rivolte. La vita di interi paesi e popolazioni gravita intorno al commercio. L'Impero di Carlo V senza il commercio dei Paesi Bassi non starebbe in piedi. I Paesi Bassi sono il polmone dell'Impero: la maggior parte delle tasse, Carlo le preleva da queste terre, anzi, da questi commercianti e artigiani.

- È per questo che sono in rivolta fiscale contro l'Imperatore?

- Esattamente: sono stanchi di finanziare le sue guerre e lo sfarzo improduttivo della sua corte.

Estrae ancora la moneta e la lancia in aria riprendendola al volo: - Pagare gli operai, trasportare i prodotti, armare una nave, assoldare un equipaggio, mettere in piedi un esercito che difenda i carichi dai pirati... Tutto questo puoi farlo con una cosa sola: il denaro.

Non so perché ma quando pronuncia quella parola ho come un brivido, quello che ti dà una verità scontata eppure sempre agghiacciante.

- Tutti dipendono dal denaro: i mercanti come l'Imperatore, i principi quanto il Papa, il lusso, la guerra e il commercio.

Si ferma, come avesse avuto un'idea improvvisa.

- Se hai finito di intagliare burattini, vorrei farti vedere una cosa.

Lo guardo perplesso, si alza, mi fa cenno di seguirlo: - Vieni, due passi ci faranno bene.

***

- Questo è il porto in cui circola la maggior quantità di merci di tutta Europa.

Stazioniamo davanti a un grande mercantile a tre alberi: il via vai di caricatori sulla passerella è impressionante, sacchi in spalla, per uno sforzo che sembra sovrumano. Il molo è affollato di uomini in trattative fitte, di marinai e reclutatori. Intravedo a distanza una pattuglia di spagnoli e ho un sussulto.

- No, no, tranquillo. In mezzo a questo marasma non puoi essere riconosciuto. Non è gente che cerca rogne, quella. Vivi e lascia vivere è la loro scuola. Tu sei stato sfortunato, sei finito in mezzo a una rappresaglia. Vieni.

Eloi mi porta davanti a un piccolo locale in muratura con un'insegna scolorita: non riesco a leggere, non ho mai imparato bene la lingua scritta di queste terre.

- Quella è un'agenzia di cambio. I mercanti possono cambiare le loro monete inglesi, svedesi o dei principati tedeschi in fiorini o qualsiasi altra moneta corrente, a seconda di qual è il paese in cui hanno concluso i loro affari. La moneta cambia, ma il denaro è sempre lo stesso: non importa quale profilo ci sia stampato sopra.

Ci spostiamo verso un grande edificio di tre piani, questa volta riesco a leggere la scritta: CASA DEI MERCANTI E DEGLI ARMATORI.

- Qui i mercanti decidono quali imprese intraprendere: quali possono essere gli affari piú convenienti.

Sgomitiamo per uscire dalla bolgia, le lingue e i dialetti di mezza Europa ci attorniano come un unico canto incomprensibile, una Babele al contrario, in cui tutti sembrano capire tutti.

- Vedi quei carri? Vengono da Liegi. Trasportano tessuti di lana lavorati dai tessitori del Condroz: vengono stivati su quelle navi, che a loro volta reimportano in Inghilterra la lana che i mercanti di Anversa hanno acquistato dagli allevatori inglesi.

- Ma è assurdo!

Eloi ride forte: - No. È profitto. Forse un giorno gli inglesi si accorgeranno che è piú conveniente per loro sviluppare le officine tessili in casa propria, ma per il momento funziona cosí.

Proseguiamo, allontanandoci dal canale verso l'interno della città, attraverso viuzze strette dove i raggi del sole non riescono ad arrivare.

- Tutto il meccanismo è mosso dal denaro. Senza il denaro non si solleverebbe un ago ad Anversa e forse in tutta Europa.

Il denaro è il vero simbolo della Bestia.

- E con questo cosa vorresti dire?

Ci fermiamo vicino a un chiosco che vende cavoli e salsicce affumicati, l'odore penetrante ci avvolge.

- Come credi che Carlo V sia riuscito a farsi eleggere Imperatore nel '19? Pagando. Ha comprato i Principi Elettori, qualcuno gli ha messo a disposizione una quantità di denaro maggiore di quella che aveva offerto Francesco di Francia. E la guerra contro i contadini? Qualcuno ha prestato ai principi tedeschi il denaro per equipaggiare le truppe che vi hanno sconfitti. E come pensi che Carlo V finanzi la sua guerra in Italia contro i francesi? E le spedizioni contro i pirati saraceni? E la campagna contro il Turco in Ungheria? Forse credi che i mercanti di qui abbiano a disposizione somme cosí grandi per armare le loro spedizioni commerciali? Neanche per sogno. Denaro, fiumi di denaro che viene prestato in cambio di una percentuale sugli utili. Cosí funziona, amico mio.

La domanda la sta aspettando da un pezzo: - Chi possiede un simile patrimonio?

Guarda dritto davanti a noi, poi punta l'indice sull'edificio che ci sta di fronte e mormora: - Le banche.


- Ora capisci dove si annida l'Anticristo che hai combattuto per tutta la vita.

- Lí dentro? - indico l'edificio imponente che ci fronteggia.

- No. Nelle borse che passano di mano in mano in giro per il mondo. Hai lottato contro i principi e i possidenti. Ti sto dicendo che senza il denaro quelli non sarebbero niente, li avreste sconfitti da un pezzo. Invece c'è sempre un banchiere che regge loro il moccolo finanziandone le iniziative.

- Vada per le imprese commerciali, ma cosa ci guadagna, un banchiere a finanziare una guerra contro i contadini?

- E me lo chiedi? Che tornino a lavorare i campi dei loro signori, a scavare nelle loro miniere. Da quel momento, di tutto quello che viene prodotto i banchieri otterranno una parte cospicua. Vedi, Carlo V e i principi sono un ceto di parassiti che non produce niente, ma ha un bisogno enorme di sperperare denaro: guerre, corti, concubine, figli, tornei, ambascerie... L'unico modo che hanno di saldare i debiti che contraggono con i banchieri è di fare loro delle concessioni, di lasciare a loro l'usufrutto di miniere, opifici, terre, regioni intere. In questo modo i banchieri sono sempre piú ricchi e i potenti sempre piú dipendenti dal loro denaro. È un circolo vizioso.

L'aria sorniona di Eloi non lascia dubbi sul fatto che si sta divertendo a dipingermi il mondo dal suo punto di vista. Acquista una salsiccia fumante e ci soffia sopra prima di azzannarla.

Indica la banca: - Avrai certo sentito nominare i Fugger di Augusta: i banchieri dell'Impero. Non c'è un porto in Europa dove non ci sia una loro filiale. Non c'è commercio in cui non ci sia una loro anche minima partecipazione. I nostri mercanti sarebbero persi senza il denaro che i Fugger mettono a disposizione per finanziare i loro viaggi. Carlo V non sposterebbe un solo soldato se non avesse un credito illimitato presso i loro forzieri. Del resto, l'Imperatore deve ai Fugger la sua corona, la guerra contro la Francia, la crociata contro i Turchi e il mantenimento di tutte le sue puttane. Li ha ricambiati donando loro l'usufrutto delle miniere ungheresi e boeme, la riscossione delle tasse in Catalogna, il monopolio dell'estrazione mineraria nel Nuovo Mondo, e chissà cos'altro -. La salsiccia punta verso l'edificio che si erge lí davanti. - Credimi, senza i Fugger e il loro denaro quell'uomo sarebbe in rovina da un pezzo -. Ruota la testa in tutte le direzioni. - E forse tutto questo non esisterebbe.

Si pilucca le dita unte con l'aria piú naturale del mondo.

Faccio qualche passo verso il centro della strada, scruto la costruzione anonima, massiccia, poi mi guardo intorno un po' confuso, sentimenti opposti mi si accavallano dentro, rabbia, stupore, anche ironia. Mi fermo e ad alta voce butto fuori tutto quanto: - Perché nessuno mi ha mai parlato delle banche!?

_____________________________________________________________________

Nel pezzo precedente i due protagonisti che dialogano sono il protagonista del libro (qui chiamato come Lot) e Lodewijk Pruystinck, detto Eloi, proprietario di una casa comune ad Anversa e leader anabattista.

Il dialogo è l'appendice di una discussione in cui Lot rivanga il suo passato da luterano prima e da anabattista poi, sempre in cerca della lotta contro un Anticristo sempre diverso a seconda della religione o della filosofia abbracciate.

Eloi, uomo di mondo sempre a contatto con culture diverse, in un porto come quello di Anversa sempre al centro delle rotte commerciali dei mari del Nord Europa, gli fa notare come prìncipi, imperatori, Papi, comandanti vari, che si contendono da secoli la detenzione della verità assoluta, abbiano in realtà un minimo comun denominatore che gli permetta di fare ciò: il DENARO e chi effettivamente lo amministra, e cioé le banche.

La visione è quella propria del materialismo storico di Marx, ed è effettivamente applicabile ai giorni nostri (del resto lo scopo degli autori di Q era proprio questo), ove troviamo un mondo dominato dal capitalismo nella sua forma più becera, in cui la "Bestia" si riflette nel metallico tintinnare delle monete e nella ricerca smisurata di quantità sempre più ingenti di denaro.

Non vorrei passare per "anti-qualcosa" in maniera aprioristica, ma è anche pur vero che se si potessero mettere assieme le verità del gigantesco mosaico terracqueo, verrebbe fuori UNA sola verità su come sono governati i flussi di potere.

Diciamo che anche se non posso affermarlo con certezza assoluta, credo che sia molto probabile una visione come quella che aveva Marx e che afferma Eloi nel dialogo con Lot, cioé che tutte le guerre, le crociate, le fatawa siano in realtà mosse in nome di un "dio" materialissimo, e che le istituzioni religiose gerarchizzate (e badate bene: NON LE RELIGIONI, il che è PROFONDAMENTE DIVERSO) ed i poteri supremi delle varie nazioni siano in realtà maschere che celano i reali proprietari di tutto ciò che si può osservare a vista d'occhio oggi, ovvero le holding internazionali che finanziano gli stati e decidono presidenti, manipolano i flussi di informazione, muovono popoli e guerre, decidono le fonti di energia primaria da utilizzare.

Dopo il caso BP, la rottura del pozzo di petrolio nelle profondità del Golfo del Messico, probabilmente il più grande disastro naturale mai avvenuto (tra l'altro tuttora in evoluzione continua verso il peggioramento), non sarebbe forse ora di "tagliare" con il petrolio a vantaggio di fonti di energia più pulite o rinnovabili? Basterebbe incentivarle economicamente, ma il petrolio monopolizza ad oggi gli sforzi delle holding, vanificando gli investimenti sulle nuove tecnologie a basso costo ambientale, sicché il cittadino medio vede svantaggioso per la propria situazione finanziaria dotarsi di tali tecnologie.

Non bisogna testé dimenticare la "corsa sfrenata" ai vaccini contro l'H1N1, una nuova (sic!) variante di virus influenzale contro cui si è scatenata una decisa -quanto superflua- offensiva mediatica senza precedenti. Le cosiddette "holding" (in tal caso la Roche e la Glaxo) hanno prodotto un vaccino di fretta e furia, senza neanche avviarlo ai canonici tre gradi di sperimentazione, basandosi soltanto su quello pre-esistente, con la scusa dell'urgenza per poter fermare in tempo la "pandemia". Risultato: centinaia di milioni di vaccini comprati dalle varie nazioni per usarne a malapena qualche migliaio, con milioni di stocks rimasti inutilizzati. Tutto questo per una variante antigenica del virus che ha prodotto anche molti meno morti di quello che girava prima.

Dove ci porterà questa corsa sfrenata? La fine della società come la conosciamo oggi? In sé e per sé il concetto è probabile, anche se più che una fine si potrebbe ipotizzare un nuovo inizio, magari tagliando i fili, buttando via la matassa ereditata da secoli di disorganizzazione economica, cominciando da nuove e solide basi. Del resto l'uomo nella sua storia ha sempre ricominciato dopo periodi di "buio" intellettuale, di puntini di sospensione posti tra due epoche storiche di rilevanza...come un bambino che cresce, ed ha bisogno di ceffoni per maturare. Ad oggi Madre Natura sonnecchia, ma con un occhio solo. E chissà che non abbia già caricato il colpo.

 

 
 
 
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