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Creato da sialsecurity il 02/10/2009

"La Sicurezza"

La tua tranquillità per noi non è un optional......

 

 

Alba: 4 giovani picchiati da un buttafuori abusivo

Post n°42 pubblicato il 26 Novembre 2009 da sialsecurity

E’ finita all’Ospedale di Alba la serata di festa di tre ragazzi ed una ragazza tutti 20enni di Alba e del Roero. I fatti sono accaduti alcune sere fa quando il gruppo si è recato in discoteca imbattendosi in un 'buttafuori' di Asti che li ha affrontati e, senza alcun motivo apparente, impediva loro di entrare nel locale. A nulla servivano i tentativi dei giovani per cercare di entrare in discoteca per la risolutezza del buttafuori che, ad un certo punto, passava dalle parole ai fatti cominciando a prendere a calci e pugni i ragazzi, minacciandoli e facendoli allontanare con la forza dal parcheggio della discoteca. A quel punto i giovani si sono recati in ospedale, dove sono stati medicati alle ferite ed escoriazioni in varie parti del corpo. INfine si recavano in caserma per denunciare il fatto.

Immediatamente, una volta acquisita la segnalazione di quanto accaduto e ricevute le denunce dei giovani ed i loro referti medici, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Alba avviavano gli accertamenti tesi a risalire all’identità del buttafuori che, nella stessa nottata, veniva rintracciato ed identificato ancora dinanzi alla discoteca ed i militari raccoglievano le deposizioni di altri avventori che all’esterno del locale avevano assistito alla scena dei giovani picchiati. Il 'buttafuori', che svolgeva tali mansioni in modo del tutto abusivo poiché non era in possesso delle necessarie autorizzazioni rilasciate dal Prefetto a chi espleta mansioni di sicurezza nei locali pubblici, veniva denunciato per i reati di lesioni personali, minaccia ed attività di vigilanza su beni privata senza autorizzazione ed anche i due esercenti proprietari della discoteca, che avevano assunto in modo irregolare il 'buttafuori', venivano segnalati alla Autorità Giudiziaria per lo stesso reato di vigilanza privata abusiva. Il buttafuori aveva già denunce a suo carico per rissa ed altri reati contro la persona.

Per evitare che persone non idonee svolgano le mansioni di sicurezza nei locali pubblici o situazioni come quella verificatisi in discoteca, è recentemente entrata in vigore la norma che regolamenta la figura e le attribuzioni degli addetti alla sicurezza: dovranno essere iscritti in un apposito albo della Prefettura, non avere riportato condanne penali, avere sostenuto un apposito corso in materia di sicurezza ed essere visibili e facilmente riconoscibili dagli avventori dei locali mediante appositi cartellini da applicare sulle loro giacche.

byhttp://www.targatocn.it

 
 
 

Sulmona-Abbassare le saracinesche alle 2, chieste modifiche all’ordinanza in occasione delle festività

Post n°43 pubblicato il 30 Novembre 2009 da sialsecurity

 

Pub e bar, ritocchi a Natale
Orari di chiusura, Confcommercio presenta il piano

SULMONA. Posticipare di un’ora (dall’1 alle 2) la chiusura dei locali durante le festività di Natale. È la richiesta di Confcommercio al Comune. Una richiesta che arriva alla vigilia del consiglio comunale - in programma domani - e che è destinata a riaccendere i riflettori sul caso. Ma anche le polemiche. Visto che domani, in aula, arriverà anche la mozione della minoranza sull’ordinanza anti-movida. Una mozione che può mettere a dura prova gli equlibri interni alla maggioranza.

LA PROPOSTA. Arriva dal vicepresidente provinciale di Confcommercio, Claudio Mariotti. Prevede di posticipare di un’ora (dall’1 alle 2) la chiusura dei locali, per lo meno nei giorni festivi e prefestivi. A partire dal prossimo ponte dell’Immacolata. «Con l’arrivo delle festività natalizie», sostiene Mariotti, «in città ci sarà un maggior movimento, anche grazie a un’auspicabile affluenza turistica. Per questo chiediamo all’amministrazione comunale di rivedere la propria posizione in merito all’orario di chiusura di bar e pubblici esercizi in generale». La Confcommercio chiede, anche in via sperimentale, di modificare i divieti, per dare una boccata d’o ssigeno a titolari e gestori dei locali (che in seguito all’o rdinanza hanno lamentato un consistente calo di incassi) e per offrire un’opportunità di intrattenimento a giovani e meno giovani che, durante il Natale, vorranno trascorrere qualche ora in più in amicizia. Confcommercio propone di fissare l’orario di chiusura alle due di notte, almeno nei festivi e prefestivi. «Auspichiamo», riprende Mariotti, «che l’esecutivo e lo stesso consiglio comunale affrontino l’argomento, confrontandosi con i diretti interessati e le associazioni di categoria, per individuare soluzioni possibili».

L’ORDINANZA. È stata emanata il 9 ottobre e ha ridotto di un’ora la chiusura dei locali. Inoltre, con il provvedimento il sindaco

Fabio Federico ha vietato la somministrazione di bevande e alimenti all’aperto dopo la mezzanotte. L’ordinanza prevede anche lo sgombero dopo mezzanotte di tavolini e sedie all’aperto. Il provvedimento ha immediatamente suscitato malumori e proteste da parte di gestori di locali. E del «popolo della notte». Proteste sfociate in una manifestazione, il venerdì notte successivo all’entrata in vigore dell’ordinanza, sotto le finestre dell’abitazione del primo cittadino, in piazza Capograssi. La discussa ordinanza, emanata per arginare atti vandalici, schiamazzi notturni e episodi di violenza, è stata apprezzata invece dai residenti del centro storico e dalla gran parte dei genitori di ragazzi minorenni.

NODO IN CONSIGLIO. Nonostante le richieste, l’a rgomento non è mai stato discusso in aula. Come invece avrebbero voluto le associazioni di categoria e i gestori di attività. Non è escluso, in occasione del consiglio comunale di domani, la presenza in municipio di commercianti. Ci sarà sicuramente spazio, invece, per la mozione presentata dalla minoranza proprio sulla chiusura dei locali. Non è improbabile, infatti, che gli equilibri fra maggioranza e minoranza si ribaltino proprio su questo punto, il penultimo del consiglio comunale (inizio alle 9). La minoranza ha presentato una mozione al sindaco che lo impegna al ritiro dell’o rdinanza.

La stessa richiesta è arrivata da quattro consiglieri di maggioranza (Cristian La Civita, Alessandro Maceroni, Luigi Rapone e Antonio De Deo) e anche altri consiglieri di Alleanza per Sulmona si sono detti contrari al provvedimento. La resa dei conti, quindi, salvo accordi dell’ultimo minuto, potrebbe arrivare in aula. I conti, infatti, sono presto fatti: su 20 componenti della maggioranza (giunta e sindaco compresi), sottraendo i quattro consiglieri che sono in disaccordo, basterebbero appena tre consiglieri per sovvertire i numeri in consiglio. (r.rs.)bi il centro.it

 
 
 

Locali sicuri, corsi per i buttafuori

Post n°44 pubblicato il 05 Dicembre 2009 da sialsecurity

Si è svolta ieri mattina la prima riunione operativa sul protocollo che regolamenta la vita notturna delle discoteche romane.

All'incontro hanno partecipato la Questura, la Polizia municipale, il gabinetto del sindaco, il delegato del sindaco per il Centro, Dino Gasperini, il dipartimento Cultura e la Silb-Confcommercio. All'ordine del giorno l'analisi di ciò che è già in vigore e di quello che ancora resta da fare, perché il Protocollo sia completamente attuato. In particolare, fermo restando che i divieti di somministrazione di alcolici ai minori di 16 anni e di assumere barman minorenni sono già previsti per legge, Gasperini ha spiegato che «per quanto riguarda la formazione degli steward che svolgeranno il servizio di sicurezza dentro e fuori dalle discoteche, siamo in attesa di una delega da parte della Regione Lazio», alla quale, secondo un decreto legge spetta la formazione stessa. Di conseguenza, nel momento in cui ci sarà la delega e la Regione darà i finanziamenti «partiremo con la formazione degli steward delle società private, che poi stipuleranno i contratti con le discoteche». Altro punto all'ordine del giorno, il marchio di qualità che ogni discoteca deve «guadagnarsi» per poter rimanere aperta fino alle cinque del mattino e che è la sommatoria di diversi comportamenti virtuosi, tra i quali la non somministrazione di alcol nell'ultima mezz'ora di apertura, il rispetto dei limiti di inquinamento acustico e il servizio di comunicazione e sensibilizzazione sui danni causati dall'alcol. Sul tema non si è ancora deciso nulla di preciso in quanto bisogna prima capire chi dovrà, materialmente, fare una ricognizione nelle singole discoteche per capire quali siano i livelli di adeguamento al Protocollo, un compito che spetterà al Comune di Roma.

by il tempo.it

 
 
 

licenza sospesa per discoteca di Neive

Post n°45 pubblicato il 05 Dicembre 2009 da sialsecurity

Rissa: 15 giorni di licenza sospesa per discoteca di Neive

 

Giovedì sera, durante un servizio di di controllo del territorio e di verifica di licenze e autorizzazioni da parte di gestori di locali notturni, il Questore Dr. Ferdinando Palombi ha emesso un provvedimento di sospensione della licenza per un periodo di 15 giorni alla discoteca PEPEDORO di Neive. Il provvedimento è conseguenza di alcuni episodi di violenza avvenuti nella nottata del 21 novembre scorso proprio davanti al locale, episodi che coinvolsero un 'buttafuori e quattro clienti, che rimediarono anche qualche ferita, anche se non grave.
bytargatocn.it

 
 
 

I progetti per la sicurezza dei comuni saranno finanziati con i beni sottratti alla mafia

Post n°46 pubblicato il 05 Dicembre 2009 da sialsecurity

Lo ha riferito il ministro Maroni incontrando gli amministratori delle province di Varese e di Como. Fuori dalla graduatoria sono rimasti progetti per una cifra doppia rispetto a quella stanziata l’anno scorso

I progetti per la sicurezza nei comuni che non sono rientrati in graduatoria e per i quali quest'anno non sono stati stanziati fondi «saranno finanziati con beni sottratti alla mafia». Lo ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni durante gli incontri che ha avuto questa mattina con gli amministratori delle province di Varese e di Como.

Complessivamente sono stati presentati per la sicurezza urbana dei comuni oltre 2.800 piani, come progetti di video sorveglianza o potenziamento delle forze dell'ordine. Tra questi, ha riferito Maroni, sono stati scelti «i più validi e interessanti», finanziati l'anno scorso con 100 milioni di euro.
La regione che ha ottenuto il maggior numero di finanziamenti è stata la Lombardia alla quale sono stati assegnati 27,5 milioni di euro. «Non si tratta di un favore - ha precisato Maroni – ma è dovuto alla bontà dei progetti presentati». 

Fuori dalla graduatoria, però, sono rimasti progetti che, ha riferito il ministro dell'Interno, «arrivano a una cifra che è circa il doppio di quella stanziata».
L'anno prossimo il Viminale metterà a disposizione dei comuni la somma che servirà a finanziare le iniziative sulla sicurezza e che sarà versata dal 'Fondo Unico Giustizia' a disposizione dei ministeri dell'Interno e della Giustizia.
«I soldi sequestrati sui conti correnti dei mafiosi – ha spiegato il ministro dell’Interno - vanno a finire subito nel fondo giustizia che dispone di oltre 800 milioni di euro in contanti». Solo nelle operazioni portate a termine questa mattina, sono stati recuperati 240 milioni di euro.

Maroni ha ricordato che per i comuni di Varese, Busto Arsizio e Gallarate, firmatari del 'Patto della Sicurezza', saranno avviati corsi di formazione riservati alle forze dell'ordine ai quali potrà aderire anche la polizia locale. Il ministro ha citato anche il progetto presentato dal comune di Varese che prevede la realizzazione di un sistema per l'interazione di tutte le forze dell'ordine e l'utilizzo delle telecamere in città.

Per le aree dei tre laghi prealpini di Como, Lugano e Maggiore Maroni ha annunciato l'intenzione di lanciare entro la primavera un patto di sicurezza, in collaborazione con il Piemonte e il Canton Ticino, sul modello già sperimentato per il lago di Garda.

byinterno.it

 
 
 

dintorni"

Post n°47 pubblicato il 10 Dicembre 2009 da sialsecurity

 
 
 

"Buttafuori abusivo"-licenza revocata discoteca

Post n°48 pubblicato il 12 Dicembre 2009 da sialsecurity

Neive: discoteca aperta nonostante ordinanza di chiusura

Dovranno rispondere di inosservanza di un'ordinanza dell’Autorità di Pubblica Sicurezza dopo aver tenuto aperto il loro locale nonostante un provvedimento di chiusura di 15 giorni emesso dal Questore di Cuneo. La denuncia, a carico dei titolari della discoteca ‘Pepedoro’ di Neive, è partita dai carabinieri della Compagnia di Alba che erano intervenuti una prima volta nel locale lo scorso 20 settembre. In quell’occasione i militari riscontrarono la presenza di un ‘buttafuori’ abusivo, cioè sprovvisto delle apposite autorizzazioni del Prefetto. L’addetto alla sicurezza, con precedenti denunce per reati contro la persona, aveva picchiato tre ragazzi ed una ragazza albesi senza validi motivi costringendoli a ricorrere alle cure ospedale per le lesioni riportate, giudicate guaribili tra i 7 ed i 10 giorni. I giovani, nei giorni successivi, avevano sporto anche una querela nei confronti del ‘buttafuori’ per il reato di lesioni personali.

Al termine degli accertamenti, i Carabinieri avevano denunciato alla Procura della Repubblica di Alba i titolari della discoteca per il reato di attività di vigilanza abusiva, in concorso con il 'buttafuori', inoltrando una segnalazione al Questore di Cuneo sull’adozione di un provvedimento di chiusura del locale per ragioni di sicurezza. Un atto emesso nei giorni scorsi con una durata di due settimana e di cui i carabinieri hanno accertato il mancato rispetto. I militari hanno infatti rilevato che il locale continuava a svolgere la sua attività, organizzando anche serate ed eventi di vario tipo, in totale violazione con quanto specificato nell’ordinanza.

Per questa ragione i militari hanno nuovamente denunciato i titolari della discoteca ed ora gli indagati rischiano concretamente che gli venga notificata una ulteriore ordinanza di sospensione dell’attività o revoca della licenza di esercizio. Già intervenuti in passato nella discoteca, i militari avevano già accertato la presenza di buttafuori abusivi ed in due circostanze avevano anche appurato che nel locale venivano servite bevande alcoliche dopo le due della notte. Le violazioni erano state segnalate al Sindaco di Neive.
bycuneonews.it

P. L.



 
 
 

Ronde: pronte le divise

Post n°49 pubblicato il 15 Dicembre 2009 da sialsecurity

TRIESTE Fedina penale immacolata e salute fisica e mentale da attestare con tanto di certificato medico. Ma niente paura, il costo della visita la rimborserà il Comune. Sono questi i requisiti di base che gli aspiranti volontari della sicurezza del Friuli Venezia Giulia dovranno dimostrare per fare parte dei gruppi di vigilanza. Le «iscrizioni», con domanda da presentare alla Regione (direzione delle autonomie locali a Udine), partiranno a febbraio come stabilisce il regolamento sui volontari per la sicurezza approvato dalla giunta regionale il 3 dicembre.

Un regolamento che non lascia proprio nulla al caso: dai compiti dei volontari, all'onorario dei docenti incaricati per la formazione, dalla divisa base - gilet arancio ad alta visibilità e berretto da baseball rigorosamente verde Pantone 3302 - agli optional: abbigliamento invernale ma anche biciclette, moto o sci, a seconda dell'area in cui i vigilante opereranno.
I VOLONTARI Chi pensa agli «aspiranti rondisti» come agli scalcinati Aldo Giovanni e Giacomo, nella fortunata parodia che va in onda nella trasmissione «Che tempo che fa» potrebbe rimanere deluso. I volontari del Friuli Venezia Giulia avranno un codice molto più serio da rispettare. Innanzitutto dovranno essere maggiorenni, cittadini italiani e senza denunce o condanne (anche non definitive) per delitti non colposi. Questi requisiti (soggetti comunque a controlli) saranno autocertificati, mentre per quel che riguarda lo stato di buona salute fisica e mentale, altra condizione determinante per diventare volontari, dovrà essere comprovato da un medico. «È una normale procedura - dice l'assessore Federica Seganti -, il certificato viene richiesto anche dai datori di lavoro». In questo caso, però, eventuali costi potranno essere a carico del "datore" del servizio ovvero gli enti pubblici titolari delle ronde.
LA FORMAZIONE La selezione, però, non finisce qua. I volontari dovranno frequentare corsi teorico-pratici di formazione di almeno 20 ore (studieranno nozioni giuridiche, di sicurezza e ordine pubblico) e sottoporsi a una verifica finale che, a libera scelta del docente, potrà avvenire sotto forma di test scritto o di colloquio orale. Una via preferenziale sarà riservata solo alle ex divise. Chi proviene dalle forze di polizia non dovrà frequentare i corsi. Il regolamento definisce anche le parcelle degli istruttori (vigili urbani, dipendenti comunali, regionali o del servizio sanitario): fino a 90 euro l'ora per chi ha almeno 15 anni di esperienza, 70 per quelli con non meno di 10 anni di professione all'attivo, 50 per chi opera nel campo da almeno 5 anni.
I TEMPI Dopo la pubblicazione del regolamento, atteso per gennaio, potranno partire le iscrizioni: febbraio e agosto i mesi indicati per il reclutamento mentre per i corsi di formazione, il regolamento prevede che partano nei primi sei mesi dell'anno. «Vedremo a seconda di quanti nuovi volontari ci saranno - dice Seganti - e quale sarà la loro provenienza. I corsi potranno essere tenuti in una sala comunale o provinciale, a seconda delle esigenze». I gruppi già esistenti potranno continuare a operare.
COMPITI E DOTAZIONI Ai volontari servirà soprattutto buona vista dal momento che potranno limitarsi a segnalare alla Municipale o a Carabinieri e Polizia eventuali anomalie. Per questo l'unica arma che avranno i gruppi (formati da tre persone) sarà il telefono cellulare. La compagnia di cani e animali non è ammessa. Il servizio di vigilanza, coordinato sempre dalla Polizia municipale del Comune di pertinenza, potrà interessare scuole, viabilità, manifestazioni (matrimoni e funerali compresi) e perfino mostre e musei.
LA DIVISA I volontari dovranno essere sempre e comunque riconoscibili per cui il regolamento fissa nei minimi dettagli i caratteri del tesserino di riconoscimento, i colori e lo stile di gilet e cappellino. Il tutto firmato "volontario per la sicurezza". E la linea d'abbigliamento del volontario - colori d'ordinanza arancione e verde pantone 3302 - può essere arricchita con giaccone, maglione, camicia e berretto invernale. Per i Comuni che sceglieranno le dotazioni aggiuntive anche in questo caso ci sono prescrizioni molto precise sul taglio, i tessuti e perfino le misure dei caratteri da adottare. E tra gli optional figurano anche i mezzi operativi. Le ronde a piedi e in auto non sono l'unica possibilità: i volontari potranno spostarsi anche in moto, in barca e perfino in bicicletta o sugli sci, a seconda della zona in cui opereranno. «La divisa obbligatoria prevede un costo molto limitato - dice l'assessore -. Se ci saranno Comuni che sceglieranno le dotazioni facoltative vedremo di prevedere un apposito contributo».

Fonte: Il Piccolo
 
 
 

Maroni e Internet!!!

Post n°50 pubblicato il 15 Dicembre 2009 da sialsecurity

Ministro Roberto Maroni15.12.2009«Punire chi istiga alla violenza senza penalizzare chi fa un uso pacifico di internet»

E' l'intenzione del ministro dell'Interno ascoltato oggi alla Camera dei deputati per un'informativa urgente sull’aggressione ai danni del Presidente del Consiglio avvenuta a Milano

Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha annunciato «un'iniziativa anche legislativa per procedere all'oscuramento di quei siti che pubblicano messaggi di vera e propria istigazione a delinquere». Il titolare del Viminale è stato ascoltato stamattina alla Camera dei deputati in un'informativa urgente sull’aggressione ai danni del Presidente del Consiglio avvenuta a Milano.

Saranno sottoposte al prossimo Consiglio dei ministri alcune misure compatibili con l'esigenza di punire chi istiga alla violenza senza penalizzare chi fa un uso pacifico di internet. Dopo l'aggressione, infatti, «su diversi social network - ha evidenziato il ministro - è ripreso il proliferare di gruppi che inneggiano alla violenza».

Sulle misure di sicurezza adottate a Milano, Maroni ha sottolineato che «Nessun rilievo può essere mosso ai responsabili dell'ordine pubblico milanese, i dispositivi attuati hanno anche consentito di sventare un tentativo di violenta contestazione al presidente del Consiglio proprio sotto il palco. La gravità dell'episodio - ha proseguito - mi ha indotto ad incontrare personalmente i responsabili delle forze dell'ordine, per verificare se il sistema di gestione dell'ordine pubblico durante la manifestazione fosse stato predisposto in modo adeguato, secondo le regole che vanno rispettate in casi del genere: dopo questo incontro mi sono convinto che ciò sia avvenuto».

Sul servizio televisivo di 'Striscia la notizia', andato in onda su Canale5, nel quale è stato reso noto che due persone avrebbero segnalato ad un agente di polizia le intenzioni dell'aggressore, il ministro dell'Interno ha spiegato: «Ho chiesto al capo della Polizia e al questore di Milano di prendere immediatamente contatto con le persone, che sono stati condotte in questura e hanno reso una deposizione, che si sono peraltro rifiutate di firmare, dalla quale risulta, contrariamente a quanto apparso in televisione, che le stesse avrebbero effettivamente contattato un agente segnalandogli semplicemente che c'era una 'persona matta' che disturbava i passanti, senza fare alcun riferimento alle frasi da questi pronunciate nei confronti dell'onorevole Berlusconi».

 
 
 

Dilettanti allo sbaraglio!!!!!

Post n°51 pubblicato il 16 Dicembre 2009 da sialsecurity

 

Maxi multa al Coconuts Winter

RIMINI - Il 20 di novembre una visita della Polizia Municipale, dei carabinieri dell'Ispettorato del Lavoro e del personale dell'Ausl ha ricontrato numerose irregolarità al Coconuts Winter di Marina Centro, tutte riassunte in un maxi verbale da 10mila euro.
Il controllo effettuato dalle divise ha evidenziato come l'attività di somministrazione di alimenti e bevande, teoricamente riservata ai soli clienti del locale di intrattenimento, era in realtà aperta a ad un pubblico indiscriminato, il che configura l'apertura di un esercizio di somministrazione in assenza dell'autorizzazione comunale.
L'area riservata alla pista da ballo, inoltre, era stata trasformata in un'area di somministrazione con l'allestimento di tavoli imbanditi e con buffet di alimenti esposti senza le necessarie protezioni contro le contaminazioni igienico-sanitarie. Sono state riscontrate anche violazioni alle documentazioni lavorative dei dipendenti.
Le divise hanno scoperto anche una grave violazione nel lavoro degli addetti alla sicurezza, tutti dipendenti di una agenzia di servizi che, sempre secondo la Municipale, prestavano il loro servizio non in regola tanto che l'attività dell'agenzia è stata sospesa sino alla regolarizzazione degli stessi dipendenti.
Dal locale, tuttavia, fanno sapere di non aver ancora ricevuto alcuna comunicazione sugli esiti del controllo anche se erano già a conoscenza della situazione irregolare del servizio di sicurezza fornito da una agenzia esterna.

Fonte: RomagnaNoi

 
 
 

I soliti imbecilli!!!!

Post n°52 pubblicato il 31 Dicembre 2009 da sialsecurity

Due accoltellati fuori dalla disco
Un ucraino in prognosi riservata

E' successo all'uscita del locale Soda Pops in via Castel Tialto

Due feriti a coltellate la notte scorsa in una discoteca di via Castel Tialto: è l'esito di una rissa che ha visto coinvolti due ucraini e un gruppo di nordafricani.

Gli slavi, 21 e 26 anni sono stati feriti a coltellate, uno in modo molto grave. Secondo la ricostruzione della polizia, intervenuta verso le 3.15 dopo una chiamata degli addetti alla sicurezza del 'Soda Pops', i due ucraini erano appena stati allontanati dal locale,
perché erano ubriachi e infastidivano gli altri avventori. Poco dopo, senza alcun motivo apparente, hanno preso di mira i cinque nordafricani che erano in strada, davanti all'ingresso: uno, in particolare, è stato gettato a terra e preso a calci. I due
gruppi sono stati separati dai buttafuori della discoteca, ma dopo alcuni minuti, mentre si allontanavano, si sono nuovamente affrontati.

In questa fase è spuntato il coltello: ad avere la peggio è stato il ventiseienne, colpito da un fendente al colloe ricoverato con prognosi riservata all'ospedale Maggiore. In
mattinata, dopo un intervento chirurgico, é stato dichiarato fuori pericolo. Meno gravi le condizioni del connazionale, ferito all'addome.

La squadra Mobile ha avviato le indagini e sarebbe già  sulle tracce di alcuni degli aggressori, anche grazie all'esame dei filmati delle telecamere esterne al locale.
Nei guai, con l'accusa di rissa aggravata, potrebbero finire anche i due feriti, conosciuti a loro volta come buttafuori in altri locali della città.

byRepubblica.it

(30 dicembre 2009)

 
 
 

Usura e mafia, arrestati tre nel sud Salento (1 era un"buttafuori")

Post n°53 pubblicato il 11 Gennaio 2010 da sialsecurity

Lecce (Salento) – I carabinieri di Lecce hanno arrestato tre persone già note alle forze dell’ordine, per i reati di usura ed estorsione in concorso, aggravate da modalità mafiose.

Si tratta di Salvatore Peluso 49 anni di Tricase, principale attore della vicenda, ed i suoi due complici, Cosimo Orlando 30 anni di Alessano e Antonio Protopapa, 44 anni anche lui di Alessano, ‘buttafuori’. I tre sono stati raggiunti dal provvedimento di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP dott. V. Brancato su richiesta del Procuratore Cataldo Motta e sostituto procuratore dott. Alessio Coccioli. Le indagini, partite il 2 settembre 2008 e finite nel settembre del 2009, erano state inviate dai carabinieri sulla base di alcune denunce sporte da un commerciante di 28 anni di Tricase, titolare di una ditta di articoli per ufficio e per la scuola. L’uomo trovandosi in difficoltà economiche, dal 2006 aveva accettato il prestito di 5mila euro da uno degli arrestati e poi per estinguere il debito, è stato costretto a versare 500 euro al mese quali interessi, pari al 120% all’anno. In queste condizioni però, per il commerciante era diventato sempre più difficile restituire il denaro e si rivolse nuovamente agli usurai per negoziare alcuni assegni postdatati, facendo così scattare nuovi prestiti a tassi usurai.

Ma il danno non finisce qui: infatti, qualora il commerciante alla scadenza mensile non avesse versato la rata, cosa che accadeva spesso, aveva 10 giorni di tempo per trovare i soldi, con un incremento ulteriore degli interessi del 25% circa, quindi 900% circa all’anno. Nel corso delle indagini i militari hanno anche individuato i complici di Peluso, ovvero Orlando e Protopapa; e fu proprio quest ultimo a segnalare un’altra vittima al Peluso. Si tratta di un impiegato di 57 anni che, con i suoi familiari, aveva avviato un’attività di ristorazione a Santa Maria di Leuca, trovatosi in difficoltà sia per il periodo di crisi che per precedenti debiti con la Banca. In questo caso l’uomo chiese un prestito di 20mila euro al Protopapa, il quale faceva il ‘buttafuori’ presso il ristorante della vittima. Il commerciante, sentito poi dai carabinieri, ha confermato ciò che era fuoriuscito dalle indagini, ovvero che era vittima di usura da parte dei tre, rivelando in che modo veniva compiuto il reato, risultato simile al caso della prima vittima.

Tutti e tre gli arrestati sono accusati, in concorso tra loro, di usura continuata ed aggravata. Salvatore Peluso è accusato anche di estorsione, per le minacce attuate nei confronti delle vittime quando li costringeva farsi consegnare i soldi. Inoltre gli viene contestata la modalità mafiosa con cui agiva, essendo anche in stretti rapporti con il clan di Padovano ed il clan Tornese. Cosimo Orlando infine, dovrà rispondere anche di detenzione e spaccio di sostanze stupefacente, avendo ceduto a terzi 20 grammi di hashish. Nel corso dell’operazione ad uno degli arrestati è stata sequestrata la somma di 3mila euro e vari documenti ritenuti utili alle indagini. Gli arrestati sono stati accompagnati presso il carcere Borgo San Nicola di Lecce.

by ilpaesenuovo.it

 
 
 

Droga,PR,Buttafuori,Imprenditori della notte........dilettantismo allo stato puro!!!!

Post n°54 pubblicato il 11 Gennaio 2010 da sialsecurity

Il fenomeno delle droghe eccitanti nel bynight partenopeo vede sempre più protagonisti i giovanissimi: schiere di 15enni che si scambiano le pasticche tra i banchi di scuola, trasformandosi spesso in micropusher, per poi arrivare pronti allo sballo nelle notti del venerdì e sabato sera. «Prima di entrare nei locali ci facciamo un beverone e poi spacchiamo tutto, ti dà una sensazione di potenza ineguagliabile », raccontano alcuni dei giovani freequentatori della movida. Il beverone in questione è un miscuglio di ecstasy ed alcol. Altri preferiscono la coca, sempre più di moda nei locali di Chiaia, frequentati da persone di età più matura. Mentre nei ritrovi della periferia e della provincia, prediletti dai ragazzini, girano più pasticche. Tra le nuove droghe si fanno largo lo “shaboo”, in arrivo dalle Filippine, e il Mcpp, una sostanza sintetica molto simile all’ecstasy. Intanto, proseguono le indagini della squadra mobile di Napoli sui due pusher di Pianura arrestati a Posillipo. Si passa al setaccio la lista ritrovata con nomi in codice dei clienti da rifornire: tra di loro proprietari di locali, pr e buttafuori. Si indaga per capire se alcuni di questi non siano a loro volta rivenditori di droga.

(Dal quotidiano Roma del 11/01/2010 )

 
 
 

Decreto Maroni ex"Buttafuori" ora assistenti alla sicurezza!!!Partono i corsi di formazione.

Post n°55 pubblicato il 19 Gennaio 2010 da sialsecurity
Foto di sialsecurity

Il corso riconosciuto dalla Regione Abruzzo che rilascerà "l'abilitazione professionale"avrà inizio a febbraio,il corso sarà aperto a ragazzi e ragazze.
Avrà una durata di 400 ore così suddivise:
250 ore in aula
100 ore in palestra
50 ore di tirocinio formativo presso i nostri clienti
Per ulteriori dettagli,ci sarà una conferenza stampa a giorni,o chiamare in ufficio al fisso o al mobile.grazie a tutti.
Oppure iscriviti alla nostra pagina su facebook al seguente link per saperne di più:http://www.facebook.com/group.php?gid=266709764448

 

Seguirà a giorni una conferenza STAMPA sull'apertura corsi....

 
 
 

Corso per il Rilascio dell'abilitazione professionale per "ex buttafuori".

Post n°56 pubblicato il 03 Febbraio 2010 da sialsecurity

La Sial Security Service in collaborazione con la Iser ente accreditato presso la Regione Abruzzo organizzerà nel mese di febbraio corsi di formazione per l'abilitazione professionale degli ex"buttafuori" ora operatori addetti alla sicurezza.

 


L'articolo 3 del Decreto del Ministero dell'Interno 6 ottobre 2009 recante "Determinazione dei requisiti per l'iscrizione nell'elenco del personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi, le modalità per la selezione e la formazione del personale, gli ambiti applicativi e il relativo impiego, di cui ai commi da 7 a 13 dell'art. 3 della legge 15 luglio 2009 n. 94" richiama il ruolo delle Regioni e Province Autonome nell'organizzazione dei corsi di formazione del personale addetto ai servizi di controllo, in attuazione da quanto disposto dalla legge 15 luglio 2009, n. 94.
In tal senso il documento che segue contiene gli elementi minimi comuni per l'organizzazione dei corsi di formazione, il cui superamento costituisce un requisito indispensabile per l'iscrizione nell'elenco previsto all'art.1 del D.M 6 ottobre 2009 e dunque per l'esercizio dell'attività professionale.


LA FORMAZIONE DEL PERSONALE ADDETTO AI SERVIZI DI CONTROLLO DELLE ATTIVITÀ DI INTRATTENIMENTO E DI SPETTACOLO IN LUOGHI APERTI AL PUBBLICO O IN PUBBLICI ESERCIZI

 


La formazione dell'addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi è di competenza delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e di Bolzano, che provvedono alla definizione degli standard dei percorsi formativi nonché alla programmazione e organizzazione dei corsi sulla base dei fabbisogni localmente rilevati, nel rispetto degli elementi minimi comuni definiti dal presente documento e sulla base delle disposizioni vigenti in materia di formazione professionale.
La tematica in oggetto, inoltre, investe le competenze delle Regioni e Province Autonome in materia di professioni, atteso che il superamento dei corsi di formazione costituisce prerequisito indispensabile per l'esercizio dell'attività professionale.
DESCRIZIONE DELLA FIGURA
L'addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi ai sensi dell'art 5 del D.M. 6 ottobre 2009 è la figura in grado di procedere alle seguenti attività:
1) controlli preliminari
2) controlli all'atto dell'accesso del pubblico
3) controlli all'interno del locale
ARTICOLAZIONE DEL CORSO DI FORMAZIONE
L'addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi, deve acquisire conoscenze e capacità nelle aree tematiche previste art. 3 del D.M.:
A). Area giuridica
Predisporre comportamenti di controllo nel rispetto della normativa in materia di ordine e sicurezza pubblica e in rapporto con i compiti assegnati a Forze di Polizia e delle Polizie Locali.
Conoscenze
- legislazione in materia di ordine e sicurezza pubblica
- disposizioni di legge e regolamentari che disciplinano le attività di intrattenimento di pubblico spettacolo e di pubblico esercizio
- funzioni e attribuzioni dell'addetto al controllo;
- norme penali e conseguente responsabilità dell'addetto al controllo
- collaborazione con le Forze di polizia e delle polizie locali
3
B). Area tecnica
Operare in sicurezza e nel rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, nozioni di primo soccorso, prevenzioni incendi assumendo comportamenti idonei ad assicurare la tutela della salute propria e degli altri.
Conoscenze
- disposizioni in materia di prevenzione degli incendi, di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
- nozioni di primo soccorso sanitario
- nozioni sui rischi legati all'uso e abuso di alcol, sostanze stupefacenti ..... AIDS
C) Area psicologico-sociale
Utilizzare tecniche di comunicazione e di gestione di situazioni di conflitto in considerazione del proprio ruolo professionale e in relazione al contesto in cui opera.
Conoscenze
- comunicazione interpersonale (anche in relazione alla presenza di persone diversamente abili)
- tecniche di mediazione dei conflitti
- tecniche di interposizione (contenimento, autodifesa, sicurezza dei terzi)
REQUISITI DI AMMISSIONE AL CORSO
Al fine dell'ammissione al corso di formazione sono necessari i seguenti requisiti:
- età non inferiore ai 18 anni;
- diploma di scuola media inferiore.
Per quanto riguarda coloro che hanno conseguito un titolo di studio all'estero occorre presentare una dichiarazione di valore che attesti il livello di scolarizzazione.
Per gli stranieri è inoltre indispensabile una buona conoscenza della lingua italiana orale e scritta, che consenta di partecipare attivamente al percorso formativo. Tale conoscenza deve essere verificata attraverso un test di ingresso da conservare agli atti dell'Istituzione Formativa.
DURATA DEL CORSO DI FORMAZIONE
Il corso di formazione ha una durata minima di 90 ore, con un massimo di assenze consentite pari al 10% del monte ore complessivo.
ESAME FINALE E CERTIFICAZIONE
Al termine del corso sono ammessi alla prova di verifica coloro che hanno frequentato almeno il 90% delle ore di formazione previste.
La prova di verifica è finalizzata a verificare l'apprendimento delle conoscenze e l'acquisizione delle competenze tecnico-professionali previste dal corso.
La prova di verifica deve essere organizzata e gestita secondo principi di trasparenza e tracciabilità delle procedure.
4
Il mancato superamento della prova di verifica finale non consente il rilascio dell'attestato.
L'attestato di frequenza, con verifica degli apprendimenti, deve contenere i seguenti elementi minimi comuni:
o Denominazione del soggetto formatore
o Dati anagrafici del corsista
o Titolo del corso e normativa di riferimento
o Durata del corso
o Firma del soggetto formatore
La certificazione rilasciata al termine del corso consente l'iscrizione all'elenco di cui all'art 1 comma 1 del D.M. 6/10/2009.
Le Regioni e Province Autonome in attesa della definizione del sistema nazionale di certificazione delle competenze e di riconoscimento dei crediti, si impegnano a riconoscere reciprocamente gli attestati rilasciati.
Per qualsiasi chiarimento sui costi e l'organizzazione compreso le sedi dove avverranno le lezioni avete tutti i riferimenti in merito sul sito compreso i numeri di telefono.

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