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Ronde: pronte le divise
Post n°49 pubblicato il 15 Dicembre 2009 da sialsecurity
TRIESTE Fedina penale immacolata e salute fisica e mentale da attestare con tanto di certificato medico. Ma niente paura, il costo della visita la rimborserà il Comune. Sono questi i requisiti di base che gli aspiranti volontari della sicurezza del Friuli Venezia Giulia dovranno dimostrare per fare parte dei gruppi di vigilanza. Le «iscrizioni», con domanda da presentare alla Regione (direzione delle autonomie locali a Udine), partiranno a febbraio come stabilisce il regolamento sui volontari per la sicurezza approvato dalla giunta regionale il 3 dicembre. Un regolamento che non lascia proprio nulla al caso: dai compiti dei volontari, all'onorario dei docenti incaricati per la formazione, dalla divisa base - gilet arancio ad alta visibilità e berretto da baseball rigorosamente verde Pantone 3302 - agli optional: abbigliamento invernale ma anche biciclette, moto o sci, a seconda dell'area in cui i vigilante opereranno. I VOLONTARI Chi pensa agli «aspiranti rondisti» come agli scalcinati Aldo Giovanni e Giacomo, nella fortunata parodia che va in onda nella trasmissione «Che tempo che fa» potrebbe rimanere deluso. I volontari del Friuli Venezia Giulia avranno un codice molto più serio da rispettare. Innanzitutto dovranno essere maggiorenni, cittadini italiani e senza denunce o condanne (anche non definitive) per delitti non colposi. Questi requisiti (soggetti comunque a controlli) saranno autocertificati, mentre per quel che riguarda lo stato di buona salute fisica e mentale, altra condizione determinante per diventare volontari, dovrà essere comprovato da un medico. «È una normale procedura - dice l'assessore Federica Seganti -, il certificato viene richiesto anche dai datori di lavoro». In questo caso, però, eventuali costi potranno essere a carico del "datore" del servizio ovvero gli enti pubblici titolari delle ronde. LA FORMAZIONE La selezione, però, non finisce qua. I volontari dovranno frequentare corsi teorico-pratici di formazione di almeno 20 ore (studieranno nozioni giuridiche, di sicurezza e ordine pubblico) e sottoporsi a una verifica finale che, a libera scelta del docente, potrà avvenire sotto forma di test scritto o di colloquio orale. Una via preferenziale sarà riservata solo alle ex divise. Chi proviene dalle forze di polizia non dovrà frequentare i corsi. Il regolamento definisce anche le parcelle degli istruttori (vigili urbani, dipendenti comunali, regionali o del servizio sanitario): fino a 90 euro l'ora per chi ha almeno 15 anni di esperienza, 70 per quelli con non meno di 10 anni di professione all'attivo, 50 per chi opera nel campo da almeno 5 anni. I TEMPI Dopo la pubblicazione del regolamento, atteso per gennaio, potranno partire le iscrizioni: febbraio e agosto i mesi indicati per il reclutamento mentre per i corsi di formazione, il regolamento prevede che partano nei primi sei mesi dell'anno. «Vedremo a seconda di quanti nuovi volontari ci saranno - dice Seganti - e quale sarà la loro provenienza. I corsi potranno essere tenuti in una sala comunale o provinciale, a seconda delle esigenze». I gruppi già esistenti potranno continuare a operare. COMPITI E DOTAZIONI Ai volontari servirà soprattutto buona vista dal momento che potranno limitarsi a segnalare alla Municipale o a Carabinieri e Polizia eventuali anomalie. Per questo l'unica arma che avranno i gruppi (formati da tre persone) sarà il telefono cellulare. La compagnia di cani e animali non è ammessa. Il servizio di vigilanza, coordinato sempre dalla Polizia municipale del Comune di pertinenza, potrà interessare scuole, viabilità, manifestazioni (matrimoni e funerali compresi) e perfino mostre e musei. LA DIVISA I volontari dovranno essere sempre e comunque riconoscibili per cui il regolamento fissa nei minimi dettagli i caratteri del tesserino di riconoscimento, i colori e lo stile di gilet e cappellino. Il tutto firmato "volontario per la sicurezza". E la linea d'abbigliamento del volontario - colori d'ordinanza arancione e verde pantone 3302 - può essere arricchita con giaccone, maglione, camicia e berretto invernale. Per i Comuni che sceglieranno le dotazioni aggiuntive anche in questo caso ci sono prescrizioni molto precise sul taglio, i tessuti e perfino le misure dei caratteri da adottare. E tra gli optional figurano anche i mezzi operativi. Le ronde a piedi e in auto non sono l'unica possibilità: i volontari potranno spostarsi anche in moto, in barca e perfino in bicicletta o sugli sci, a seconda della zona in cui opereranno. «La divisa obbligatoria prevede un costo molto limitato - dice l'assessore -. Se ci saranno Comuni che sceglieranno le dotazioni facoltative vedremo di prevedere un apposito contributo». Fonte: Il Piccolo |
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