Creato da lo_snorki il 21/01/2005

Snorki sarai tu!

L'Italia non è un paese per onesti ...

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 
 

TAG

 

EDITORIALI ZVEN

 

ZVEN SITE






 

ZVEN LEGGE ...

 
 
Il Manifesto

 

UNA CANZONE PER TE

Caricamento...
 

AREA PERSONALE

 
Citazioni nei Blog Amici: 44
 

ULTIME VISITE AL BLOG

francesca.gattonelacky.procinoprocino995time2014karen_71cassetta2mi.descrivolo_snorkioscardellestellefenormone0g_manesastilattoneriaSky_EagleAcquamarina.0sensibilealcuore
 

ZVEN CONSIGLIA ...

Bloguzz
Blogbabel

Quo M&dia Queer Blog 
Una canzone per te Un Posto al Sole Fan Forum

 

ANDREA BOCELLI, LA MADRE, LA LEGGE CHE NON C'ERA

 

SPOT NAPOLI PULITA: UNA FURBATA!

Da qualche giorno in tv gira una pubblicità che ricorda a tutti gli italiani che il governo ha ripulito Napoli e che invita gli stessi a tenerla pulita.

E' chiaro: trattasi di una furbata! Una furbata perchè Napoli non è mai stata ripulita, in quanto mentre hanno provveduto a togliere la sporcizia dal centro, hanno lasciato la periferia invasa dall'immondizia. Una furbata anche perchè mettere questa pubblixcità a poco più di due mesi dalle europee equivale a farsi pubblicità (che come abbiamo detto prima è inveritiera.

Nella prima parte del video sottostante c'è la pubblicità in questione interpretata dall'attrice Elena Russo (raccomandata da Berlusconi come le intercettazioni ci hanno fatto scoprire); poi segue una breve spiegazione della vera situazione del napoletano.

 

3193 280409 BIGNARDI - BRUNETTA

Francamente credevo che con quello che avevo scritto qualche post fa sulla sesta puntata di L'Era glaciale ci chiudere l'argomento. Mi riferisco all'intervista che la Bignardi ha fatto a Brunetta. Ma mi accorgo, invece, che in questi giorni non si fa altro che parlare di questo sia sui giornali, che in internet.

Io la mia l'ho già detta e francamente ho trovato Brunetta molto arrogante e non mi sento di rimproverare alla Bignardi di essere sbottata in più di un occasione. Perchè tutto ciò è umano. Noto invece che mentre chi è a favore della Bignardi argomenta (leggere ad esempio il mio pensiero nei commenti del post in questione); chi è favorevole a Brunetta lo fa d'ufficio in quanto elettore del centro destra. E ci capisce da quello che scrive. Ma l'apice l'ha toccato un signore che evidentemente oltre ad essere elettore del centrodestra è anche fan della Bignardi che ha argomentato che i toni devono essere sveleniti da entrambe le parti e che comunque la Bignardi da un anno a questa parte non è più la stessa. 

Che tristezza! Ecco dove va a finire la libera informazione...

PER COMMENTARE CLICCA QUI

 

REPUBBLICA.IT

Caricamento...
 

FLAG COUNTER

 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

 

De Girolamo sfiduciata e quasi fuori da Ncd

Post n°5333 pubblicato il 19 Aprile 2015 da lo_snorki
 

De Girolamo sfiduciata e quasi fuori da Ncd

La deputata Nunzia De Girolamo non è più la capogruppo alla Camera di Area Popolare, il gruppo che riunisce deputati di Ncd e Udc. La sera di mercoledì 8 aprile c’è stata un’assemblea del gruppo centrista alla quale erano presenti tutti i maggiori esponenti del Nuovo Centrodestra. Per primo, ha parlato Angelino Alfano, ministro dell’Interno del governo Renzi, che ha ringraziato De Girolamo per il lavoro svolto negli ultimi mesi e che ha chiesto a Maurizio Lupi (ex ministro delle Infrastrutture che ha annunciato le dimissioni lo scorso marzo) la disponibilità a prendere il suo posto. Per Alfano, Nunzia De Girolamo non può continuare nel suo ruolo mentre sostiene di «voler uscire dal governo».

Nunzia De Girolamo che, libera anche dal suo incarico, aumenta la pressione contro una linea politica giudicata troppo filo-renziana e annuncia la raccolta di firme per un Congresso ad hoc. «Sto raccogliendo le firme per chiedere un congresso, per cercare di cambiare la linea», annuncia in tv l'esponente Ncd soffermandosi su quella che, al momento, sembra essere una sortita ad effetto per scuotere ancor di più il partito. Difficile infatti che, fanno notare fonti alfaniane, nel breve periodo abbia luogo un congresso quando è ancora da ultimare - anche sul piano dello Statuto - il complesso cantiere che, sotto Ap, riunirà Ncd e Udc. Per convocare un Congresso, comunque, servirebbero le firme di 1/4 dei componenti di un'assemblea che, tra eletti e membri di diritto, conta ben oltre 500 unità. E' la linea politica, comunque, ad essere nel mirino di De Girolamo e di una minoranza del partito.

Ma i malumori si allargano sia sul territorio sia in Parlamento dove, per esempio, il senatore Giuseppe Esposito suggerisce una permanenza al governo che non superi l'anno e mezzo e comunque la fine del percorso delle riforme. E le tensioni investono anche le alleanze Regionali, sulle quali De Girolamo è passata all'attacco minacciando di uscire dal partito se, nella 'sua Campania, Ncd sosterrà il candidato Pd De Luca. Gli alfaniani, però, a giorni chiuderanno su Stefano Caldoro.

 
 
 

Ddl su reato di tortura: la Camera approva

Post n°5332 pubblicato il 18 Aprile 2015 da lo_snorki
 

Ddl su reato di tortura: la Camera approva

Era il 10 dicembre 1984 il giorno della ratifica da parte degli stati membri dell’Assemblea generale della Nazioni Unite, della ’Convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti’. Un documento che ha segnato la storia della giurisprudenza dei paesi cosiddetti democratici, definendo innanzitutto all’articolo 1 il concetto stesso di tortura. “Si considera tortura ogni atto intenzionale che arreca gravi sofferenze fisiche o psichiche a una persona allo scopo di ottenere da lei o da terzi informazioni o una confessione o a scopo di punizione, intimidazione o coercizione, inflitta o indotta o autorizzata da un pubblico ufficiale o da una persona che agisce in una funzione pubblica». La stessa Convenzione Onu stabilisce che «il divieto di tortura è assoluto, inderogabile anche in caso di guerra o di altro pericolo che minacci la vita della nazione». Ma l'Italia dopo più di trent'anni non si è ancora messa in regola.

Il ritardo che però si sta colpando. Alla Camera è stato approvato il ddl sul reato di tortura (approvato con 244 sì, 14 no e 50 astenuti) che avvicina l’ordinamento italiano all’introduzione di questo nuovo delitto, che tuttavia diverrà legge solo fra diverse settimane visto che il testo tornerà al Senato. Dal ministro della giustizia Andrea Orlando un appello finale in aula con la richiesta di un voto «il più ampio possibile per andare a Strasburgo con un risultato non del governo ma di tutto il Parlamento».

L’art. 1 prevede che quello di tortura sia un reato comune, punibile con la reclusione da 4 a 10 anni e ascrivibile a chiunque «con violenza o minaccia ovvero con violazione dei propri obblighi di protezione o assistenza, intenzionalmente cagiona a una persona a lui affidata, o comunque sottoposta a sua autorità, vigilanza o custodia, acute sofferenze fisiche o psichiche» per «ottenere informazioni o dichiarazioni, per infliggere una punizione, per vincere una resistenza» o «in ragione dell’appartenenza etnica, dell’orientamento sessuale o delle opinioni politiche o religiose». E scatta l’aggravante quando a commettere il reato è proprio un pubblico ufficiale che agisce con abuso di potere o violando i doveri inerenti alla sua funzione. In questo caso, con un emendamento, la pena massima è di 15 (e non più 12) di carcere, la minima di 5, con una `postilla´: la sofferenza inflitta deve essere «ulteriore» rispetto all’esecuzione delle legittime misure privative o limitative dei diritti. La pena, per pubblici ufficiali e non, sale di 1/3 in caso di gravi lesioni, di 2/3 per morte non voluta della vittima e si trasforma in ergastolo in caso di decesso causato volontariamente. La legge introduce inoltre il reato di istigazione del pubblico ufficiale (ad altro pubblico ufficiale) a commettere tortura: da 1 a 6 anni di reclusione la pena prevista.

 
 
 

Governo approva il Def

Post n°5331 pubblicato il 17 Aprile 2015 da lo_snorki
 

Governo approva il Def

E' stato approvato il documento economico finanziario per quest'anno. Contiene le previsioni di tutti i provvedimenti che il governo ha deciso di mettere in campo per i prossimi tre anni. Però, si sa che tutti i def sono documenti di belle speranze, che servono solo per fare bella figura con l'Unione Europea e con la Bce; ma è poi la manovra finanziaria di fine anno che deve effettivamente trovare il modo di stanziare i fondi promessi.

Tra gli elementi più importanti contenuti nel Def ci sono le stime della crescita del Pil per i prossimi anni. Il governo ha mantenuto una stima piuttosto bassa (alcuni dicono “realistica”) su quanto crescerà l’economia nel 2015: lo 0,7 per cento. Sempre secondo il governo, ci sarà una ripresa più veloce il prossimo anno, con il Pil che crescerà dell’1,4 per cento nel 2016 e dell’1,5 per cento nel 2017. Per quanto riguarda i conti pubblici, il pareggio di bilancio dovrebbe essere raggiunto nel 2018, mentre il rapporto debito-Pil dovrebbe cominciare ad abbassarsi dal 2016.

Nel corso della conferenza stampa di presentazione del documento, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha puntato molto su altri due elementi. Il primo è la promessa che nei prossimi 2 anni i tagli alla spesa pubblica che saranno compiuti dal governo non renderanno necessario alcun aumento dell’imposizione fiscale. Il secondo elemento è quello che Renzi ha chiamato il “tesoretto”, cioè 1,6 miliardi di euro “in più” che il governo deciderà come spendere nelle prossime settimane.

A chiarire un pò le cose interviene il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan: conferma come nessuna decisione sia stata presa così come nessuna definizione dei tempi entro cui agire, ma apre ad una misura a sostegno dei più poveri. "E' un'ipotesi importante", "se verra' concretizzata lo vedremo piu' avanti". Le ipotesi di intervento sul bonus sono "varie" per Padoan, secondo il quale "una piu' equa distribuzione della ricchezza favorisce la crescita".

 
 
 

Francia Ambasciatore gay, lo stop del Vaticano

Post n°5330 pubblicato il 16 Aprile 2015 da lo_snorki
 

Francia Ambasciatore gay, lo stop del Vaticano

Nonostante fosse già stato nominato il 5 gennaio scorso dal presidente François Hollande in consiglio dei ministri per succedere a Bruno Joubert a Villa Bonaparte, il Vaticano parrebbe rifiutare l'assunzione di Laurent Stefanini a causa della dichiarazione esplicita della sua omosessualità. A sostenerlo sono diversi media francesi, tra cui il Canard Enchainé, Les Echos e Le Journal du Dimanche. 55 anni, cattolico praticante. Uomo di eccezionale cultura, nominato capo del protocollo dell’Eliseo da Nicolas Sarkozy e mantenuto in quella posizione da François Hollande; forte dell’esperienza come numero due dell’ambasciata francese in Vaticano dal 2001 al 2005 e poi come consigliere per gli affari religiosi del Quai d’Orsay, Stéfanini è il candidato perfetto.

Laurent Stefanini vanta una "profonda conoscenza" dei dossier legati al mondo cattolico e alle relazioni con la Santa Sede, sottolinea la fonte del Quai d'Orsay che aggiunge: "Stefanini ha ottenuto il pieno appoggio della Conferenza episcopale francese" e "per Parigi non c'era migliore candidatura possibile". Inoltre, la fonte del ministero degli Esteri di Parigi aggiunge che Stefanini era "osteggiato" dai militanti della Manif Pour Tous, il movimento che protestò duramente contro il progetto di legge sulle nozze gay, una delle principali riforme adottate dal governo socialista di Hollande.

Mentre il Vaticano continua a fare ostracismo respingendo il candidato; ma non facendo nessuna dichiarazione pubblica; il governo francese continua ad insistere sul candidato presento. Finchè qualcosa non cambierà la rappresentanza francese in Vaticano continuerà a restare vuota. Segno che anche con l'arrivo del Papa sudamericano nell'oltreTevere non è cambiato nulla.

 
 
 

Claudio De Vincenti nuovo sottosegretario alla predidenza

Post n°5329 pubblicato il 15 Aprile 2015 da lo_snorki
 

Claudio De Vincenti

Un bersaniano scelto come sottosegretario alla Presidenza del consiglio dei ministri. E' Claudio De Vincenti, economista esperto in crisi industriali, ma soprattutto abile mediatore. Romano, 66 anni, De Vincenti è nella squadra di governo già da qualche anno: con Monti e con Letta ha ricoperto infatti l'incarico di sottosegretario allo Sviluppo Economico. Con il governo di Matteo Renzi è diventato viceministro, quando al vertice dello stesso è stata nominata Federica Guidi. In questa veste si è occupato di numerose vertenze di industrie in crisi, dalle acciaierie di Terni alla Lucchini. A capo della dirigenza di Palazzo Chigi Renzi ha invece voluto come segretario generale Paolo Aquilanti, un «grand commis» dello Stato che ha lavorato a lungo come funzionario del Senato. Aquilanti è stato voluto da Maria Elena Boschi come suo braccio destro al ministero delle Riforme, dove si è occupato del dossier della legge elettorale aiutando il giovane ministro a evitare le insidie delle aule parlamentari. Prende il posto di Graziano Delrio (promosso ministro delle infrastrutture).

Per completare il rimpasto di governo bisogna riempire le caselle del ministero degli Affari Regionali (lasciato libero da Maria Carmela Lanzetta) e del nuovo viceministro dello Sviluppo (lasciato libero per l'appunto da De Vincenti). Entrambi i posto andranno assegnati all'Ncd; ma visto l'enorme caos in cui versa il partito sicuramente le scelte verranno fatte dopo le regionali a seconda dei risultati delle urne.

Il nome di De Vincenti è risultato vincitore di una terna a cui è arrivato Renzi stilando le caratterististiche più affini al ruolo. Gli sconfitti sono Ettore Rosato e Valeria Fedeli. Il primo sarebbe stato sacrificato in quanto vice capogruppo vicario alla Camera. Il ruolo di Ettore Rosato a Montecitorio, per Renzi, è troppo delicato: come vicario, infatti, ricopre una posizione centrale a fianco del capogruppo Speranza, che è il numero uno della minoranza. È il primo dei renziani alla Camera, conosce bene i meccanismi parlamentari ed è di totale fiducia per Renzi. Anche Valeria Fedeli ha collaborato con Renzi pur proveniendo dalla minoranza. Ma il premier non vuole   "regalare" un posto di pestigio (vice presidente del Senato) all'Ncd. Per questo, alla fine, anche se era tre nomi, tutti perfettamente validi, la scelta è caduta su de Vincenti.

 
 
 
Successivi »
 

ESTERI







 

SOCIETÀ











 

GIUSTIZIA







 

POLITICA















 

CONDOGLIANZE









 

CONTATTA L'AUTORE

Nickname: lo_snorki
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Età: 37
Prov: MI
 

ZVEN SOSTIENE ...

Ti sembrano contro natura?
Fattene una ragione

Silvio c’è… ma a me me lo puppa!
Blog laico!
anti-pedofilia

 

BERLUSCONI SU TELEVISIONI E SCUOLE SUPERIORI

Guardate un pò cosa riesce a dire il Berlusconi davanti a un D'Alema e un Rutelli increduli. Per Berlusconi infatti scuole superiori e televisioni (ma non solo) sono in mano alla sinistra ...

Per non dimenticare

 

DEBORA SERRACCHIANI, IL VOLTO NUOVO DEL PD

Debora Serracchiani: trentotto anni, avvocato. E' la giovane che all'assemblea dei circoli del Pd ha scosso con un discorso infuocato i tremila delegati del cosiddetto 'territorio'. 

“Chiedo al mio segretario di dirci convintamente che il cambiamento che abbiamo avvertito da quando ha dato le dimissioni Veltroni non è la paura perché abbiamo toccato il fondo, ma è una strategia, che abbiamo la linea di sintesi”. Altri applausi. “Fino ad ora mai una linea netta, mai una linea unica”, incalza. E le mani dei delegati battono più intensamente.

“E' un errore assoluto quello di aver indicato come capogruppo della commissione Sanità chi non rappresenta l'opinione prevalente del partito”. Franceschini sorride. Non sembra affatto preoccupato. Lei prosegue: “Ne ho per tutti”. “E' intollerabile che dopo aver dato mandato all'allora vice segreterio di chiudere l’accordo sulla legge per le Europee, escano il giorno dopo critiche sul giornale”.

PER COMMENTARE CLICCA QUI

 

2138 11.02.07 IO DI.CO. DI SI!

Dico Pacs. Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi. Il Consiglio dei Ministri ha varato il decreto legislativo sulle coppie di fatto: non più pacs ma dico. Appena sentita la notizia ho pensato: finalmente il governo di centrocentrocentrocentrosinistra ha fatto qualcosa per i diritti civili. Poi mi sono soffermato sulla prima dichiarazione di RutelliRuini: "e' stata una scelta alta di riconciliazione". E mi sono preoccupato.

Di quale alta riconciliazione si tratta?. Via la dichiarazione congiunta. Una dichiarazione disgiunta che neppure il 730...Il convivente ha l'onere di dare comunicazione all'ignaro convivente numero due con raccomandata con ricevuta di ritorno. Il postino vestito in livrea?.

Alta riconciliazione. Successione: 9 anni. Quanto dura un matrimonio moderno?

PER COMMENTARE CLICCA QUI