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ANDREA BOCELLI, LA MADRE, LA LEGGE CHE NON C'ERA

 

SPOT NAPOLI PULITA: UNA FURBATA!

Da qualche giorno in tv gira una pubblicità che ricorda a tutti gli italiani che il governo ha ripulito Napoli e che invita gli stessi a tenerla pulita.

E' chiaro: trattasi di una furbata! Una furbata perchè Napoli non è mai stata ripulita, in quanto mentre hanno provveduto a togliere la sporcizia dal centro, hanno lasciato la periferia invasa dall'immondizia. Una furbata anche perchè mettere questa pubblixcità a poco più di due mesi dalle europee equivale a farsi pubblicità (che come abbiamo detto prima è inveritiera.

Nella prima parte del video sottostante c'è la pubblicità in questione interpretata dall'attrice Elena Russo (raccomandata da Berlusconi come le intercettazioni ci hanno fatto scoprire); poi segue una breve spiegazione della vera situazione del napoletano.

 

3193 280409 BIGNARDI - BRUNETTA

Francamente credevo che con quello che avevo scritto qualche post fa sulla sesta puntata di L'Era glaciale ci chiudere l'argomento. Mi riferisco all'intervista che la Bignardi ha fatto a Brunetta. Ma mi accorgo, invece, che in questi giorni non si fa altro che parlare di questo sia sui giornali, che in internet.

Io la mia l'ho già detta e francamente ho trovato Brunetta molto arrogante e non mi sento di rimproverare alla Bignardi di essere sbottata in più di un occasione. Perchè tutto ciò è umano. Noto invece che mentre chi è a favore della Bignardi argomenta (leggere ad esempio il mio pensiero nei commenti del post in questione); chi è favorevole a Brunetta lo fa d'ufficio in quanto elettore del centro destra. E ci capisce da quello che scrive. Ma l'apice l'ha toccato un signore che evidentemente oltre ad essere elettore del centrodestra è anche fan della Bignardi che ha argomentato che i toni devono essere sveleniti da entrambe le parti e che comunque la Bignardi da un anno a questa parte non è più la stessa. 

Che tristezza! Ecco dove va a finire la libera informazione...

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I danni delle alluvioni non sono una calamità naturale

Post n°5147 pubblicato il 26 Novembre 2014 da lo_snorki
 

I danni delle alluvioni non sono una calamità naturale

In Italia ci si accorge che il territorio è sempre più fragile. Le alluvioni di queste settimane in tutto il nord ovest Italia ne hanno dato un esempio lampante: Milano (Seveso e Lambro); Genova, Alessandria, Parma. Questo avviene perchè il territorio è stato antropizzato in modo scellerato, senza cura e senza prevedere che anche la natura ha bisogno dei suoi spazi. Oggi assistiamo a precipitazioni sempre più frequenti ma anche molto più abbondanti e quindi difficili da controllare. C’è inoltre da considerare un altro aspetto: quest’anno abbiamo avuto un’estate particolarmente piovosa e il terreno è già ricco di acqua e non riesce ad assorbire le normali precipitazioni autunnali. Il terreno è saturo. Infine dobbiamo calcolare la morfologia dei nostri territori: l’Italia è per la maggior parte collinare e montuosa quindi l’acqua tende già normalmente a scendere a valle. Con queste precipitazioni e con i terreni saturi è inevitabile che le città che si trovano in prossimità di vallate o di foci di fiumi e torrenti possano essere alluvionate.

Ma a parte questo anno eccezionale; non sono nel 2014 ci sono state esondazioni e non solo quest'anno ci sono state vittime a causa di queste. Perchè non si è fatto nulla per evitarle? Si è scoperto dopo le ultime polemiche che i fondi per le opere di consolidamento dei fiumi dovuti alle alluvioni degli scorsi anni erano stati stanziati e i sindaci avevano fatto, nella maggior parte dei casi i relativi bandi. L'iter si è bloccato al Tar, a si era fatto ricorso; che aveva sentenziato o la non corretta emissione del bando o irregolarità nella procedura dei lavori. Insomma cavilli. Che però hanno lasciato tutto in stallo; non hanno risolto i problemi dei fiumi e con i territori a ridosso dei grandi centri così maltrattati alle prime alluvioni si è ricreato disagio e morte.

Questo situazione è stata al centro di molte polemiche a livello nazionale. Ad esempio il premier Matteo Renzi ha dichiarato: "Trovando le opportune soluzioni giuridiche, non lasceremo soli coloro che vogliono ripartire e saremo pronti a fare la nostra parte. Non è possibile che ci siano situazioni di difficoltà anche in alcuni casi legate ai ritardi della burocrazia se il problema è l’acqua perchè piove tanto, è comprensibile; se il problema è la mancanza di strutture, di opere pubbliche perché c’è già il finanziamento ma ci sono i ricorsi al Tar, allora bisogna cambiare qualcosa anche a livello di norme".

 

 
 
 

Babel

Post n°5146 pubblicato il 26 Novembre 2014 da lo_snorki
 
Tag: cinema

Un film di Alejandro Ganzalez Inarritu, Usa, 2006

Con Brad Pitt, Cate Blanchett, Adriana Barraza, Gael Garcia Bernal, Rinko Kikuchi e Koji Yakusho.

Un colpo di fucile sparato per caso da due ragazzini marocchini colpisce un'americana in vacanza con il marito. I figli della coppia tenuti a bada da una domestica messicana si perdono nel deserto nel viaggio di ritorno per il Messico dove quest'ultima li aveva portati per partecipare al matrimonio della figlia. Un'inquieta adolescente giapponese sordomuta alla ricerca d'amore in una Tokjo alienante ecaotica si scopre figlia del mercante d'armi da cui proviene il fucile che ha ferito la turista americana. Sono tutti legati tra di loro da coincidenze ineluttabili. In un mondo sempre più piccolo, ma con distanze incolmabili tra le persone.

Frase chiave. Un film del regista ossessionato dalle coincidenze del destino e dalle storie parallele ambientato in Messico, Marocco, Giappone e Usa; quattro paesi in cui i protagonisti si sentono stranieri.

 
 
 

La storia di Sandro Pertini (XXXI° parte)

Post n°5145 pubblicato il 26 Novembre 2014 da lo_snorki
 
Foto di lo_snorki

La presidenza di Pertini favorì l'ascesa del primo socialista italiano alla guida di un governo. Già nel 1979 il presidente aveva dato un incarico (senza successo) a Bettino Craxi. Nel 1983, diede nuovamente l'incarico di formare il governo a Craxi, che stavolta realizzò l'intento di Pertini. Per due anni e per la prima volta nella storia d'Italia, furono socialisti sia il presidente della Repubblica, sia il presidente del Consiglio dei ministri. Ciò nonostante, Pertini ebbe con Craxi rapporti altalenanti, dovuti essenzialmente alla diversa formazione e temperamento. Pertini spesso non condivise le mosse politiche craxiane, come nel caso del XLIII Congresso a Verona, il 15 maggio 1984, in cui Bettino Craxi venne eletto segretario per acclamazione anziché con la consueta votazione. I rapporti tra i due politici comunque si mantennero su un piano di cordialità e rispetto, nonostante non si amassero. Antonio Ghirelli, allora portavoce del Quirinale, riporta che Pertini, il giorno in cui doveva conferire a Craxi l'incarico di presidente del Consiglio, notò che il segretario socialista si era presentato al Colle indossando dei jeans e gli intimò di ritornare con un abbigliamento adeguato. Pertini mantenne comunque un forte senso dell'appartenenza al partito di cui Craxi era segretario. Racconta Lelio Lagorio, a proposito del secondo incarico a Craxi, che «al termine della legislatura 1979-83 il presidente non faceva che dirci: "Voi socialisti cercate di guadagnare voti alle elezioni ed io vi affido il governo". Fu così».

 
 
 

Il Pd vince, la Lega decolla, l'astensionismo trionfa

Post n°5144 pubblicato il 25 Novembre 2014 da lo_snorki
 

Il Pd vince, la Lega decolla, l'astensionismo trionfa

Sul podio dei vincitori di queste elezioni ci sono senz'altro il Pd, la Lega Nord e l'astensionismo. Il Pd perchè comunque ha conquistato i due governatori che sono espressione del suo partito e perchè i voti alla coalizione consistono quasi esclusivamente con i suoi in entrambi i casi; la Lega Nord perchè in Emilia Romagna (l'unica regione dove si presentava) ha doppiato Forza Italia, ha superato il M5s e ha raggiunto il record di voti in percentuale; l'astensione perchè quando il 60% dei votanti di entrambi le regioni decide di non andare a votare, non è un calo fisiologico, ma un messaggio preciso.

In Emilia Romagna ha vinto Stefano Bonaccini (Pd-Sel-Cd) con il 49,05% contro Alan Fabbri (Ln-Fi-Fdi) al 29,85%. Gli altri candidati erano Giulia Gibertoni (M5s); Maria Cristina Quintavalla (L'altra Emilia Romagna); Alessandro Rondoni (Ncd-Udc) e Maurizio Mazzanti (Liberi cittadini). I votanti sono stati il 37,67% degli aventi diritto. In Calabria ha vinto Mario Oliverio (Ps-Sel-Cd-civiche) con il 61,07% contro Wanda Ferro (Fi-Fdi) al 23,86%. Gli altri candidati erano Nico D'Ascola (Ncd-Udc); Cono Cantelmi (M5s) e Domenico Gattuso (L'altra Calabria). I votanti sono stati il 44,07% degli aventi diritto.

C'è chi sostiene che in Emilia parte dell'elettorato del Pd si sia astenuta a causa degli scandali che hanno portato al voto sui rimborsi elettorali e chi pensa che sia il sindacato (leggi Cgil) che abbia convinto il suo elettorato di riferimento a non votare Pd. Comunque il Partito Democratico resta sempre separato in casa e questo forte astensionismo potrà gravare sull'approvazione di Jobs Act, legge di stabilità e legge elettorale da fare entro fine anno.

La Lega Nord è diventato ufficialmente il partito di maggioranza relativa del centrodestra e adesso cercherà di fare la scalata a Forza Italia prosciugandola. Ha pagato l'opposizione chiara al governo Renzi; all'opposto di Forza Italia, il cui elettorato appare disorientato sui programmi e sul rapporto col governo. Matteo Salvini ha dichiarato che vuole rappresentare l'alternativa a Renzi e ambisce ad arrivare al 51%. All'interno del partito il tentativo di Roberto Maroni e Flavio Tosi di opporsi al disegno di Salvini appare sempre più difficile.

Forza Italia non supera il 9% ne in Emilia Romagna, ne in Calabria. Le elezioni le ha perse già prima della presentazione della lista; quando cioè ha deciso di non apparentarsi con il Ncd (almeno in Calabria, dove la Lega era assente). I partiti di Alfano e Casini sono sopravvissuti e in Calabria entra addirittura in consiglio regionale; mentre il partito di Berlusconi è al minimo storico. L'unica regione a guida Forza Italia adesso rimane la Campania (a cui si aggiungono la Lombardia e il Veneto della Lega Nord). Se Forza Italia, in primavera, dovesse perdere la guida dell'ultima regione che gli rimane (a prescindere da come andassero le altre regioni) avrebbe perso l'ultima possibilità di risorgere e il centrodestra sarebbe definitivamente a trazione Lega. Comunque sia la leadership di Berlusconi è inesistente e c'è sempre più gente che guarda con fiducia in Raffaele Fitto.

Che il Movimento 5 Stelle, infine abbia perso appare cosa chiara; ma Beppe Grillo ha avuto l'ardire di dichiarare che l'astensionismo è stato alto, ma non ha colpito il suo partito in quanto rispetto alle scorse elezioni regionali (2010) ha aumentato i voti. Peccato che nel 2010 il M5S fosse appena nato e poco conosciuto dagli italiani e peccato che proprio l'Emilia Romagna fosse la regione in cui il movimento politico di Grillo ha da subito più atechito. Il confronto vero va fatto rispetto al dato regionale delle europee di qualche mese fa ed è davvero un tracollo. Solo Forza Italia ha fatto peggio.

 
 
 

Regionali Calabria e Emilia Romagna

Post n°5143 pubblicato il 24 Novembre 2014 da lo_snorki
 

CALABRIA
OLIVERIO GERARDO MARIO (Pd-Cd-Sel-civiche) 61,10%
FERRO WANDA (Fi-Fdi) 23,82%
EMILIA ROMAGNA
BONACCINI STEFANO (Pd-Sel-Cd) 49,05%
FABBRI ALAN (Ln-Fi-Fdi) 29,85%

 
 
 
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BERLUSCONI SU TELEVISIONI E SCUOLE SUPERIORI

Guardate un pò cosa riesce a dire il Berlusconi davanti a un D'Alema e un Rutelli increduli. Per Berlusconi infatti scuole superiori e televisioni (ma non solo) sono in mano alla sinistra ...

Per non dimenticare

 

DEBORA SERRACCHIANI, IL VOLTO NUOVO DEL PD

Debora Serracchiani: trentotto anni, avvocato. E' la giovane che all'assemblea dei circoli del Pd ha scosso con un discorso infuocato i tremila delegati del cosiddetto 'territorio'. 

“Chiedo al mio segretario di dirci convintamente che il cambiamento che abbiamo avvertito da quando ha dato le dimissioni Veltroni non è la paura perché abbiamo toccato il fondo, ma è una strategia, che abbiamo la linea di sintesi”. Altri applausi. “Fino ad ora mai una linea netta, mai una linea unica”, incalza. E le mani dei delegati battono più intensamente.

“E' un errore assoluto quello di aver indicato come capogruppo della commissione Sanità chi non rappresenta l'opinione prevalente del partito”. Franceschini sorride. Non sembra affatto preoccupato. Lei prosegue: “Ne ho per tutti”. “E' intollerabile che dopo aver dato mandato all'allora vice segreterio di chiudere l’accordo sulla legge per le Europee, escano il giorno dopo critiche sul giornale”.

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2138 11.02.07 IO DI.CO. DI SI!

Dico Pacs. Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi. Il Consiglio dei Ministri ha varato il decreto legislativo sulle coppie di fatto: non più pacs ma dico. Appena sentita la notizia ho pensato: finalmente il governo di centrocentrocentrocentrosinistra ha fatto qualcosa per i diritti civili. Poi mi sono soffermato sulla prima dichiarazione di RutelliRuini: "e' stata una scelta alta di riconciliazione". E mi sono preoccupato.

Di quale alta riconciliazione si tratta?. Via la dichiarazione congiunta. Una dichiarazione disgiunta che neppure il 730...Il convivente ha l'onere di dare comunicazione all'ignaro convivente numero due con raccomandata con ricevuta di ritorno. Il postino vestito in livrea?.

Alta riconciliazione. Successione: 9 anni. Quanto dura un matrimonio moderno?

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