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ANDREA BOCELLI, LA MADRE, LA LEGGE CHE NON C'ERA

 

SPOT NAPOLI PULITA: UNA FURBATA!

Da qualche giorno in tv gira una pubblicità che ricorda a tutti gli italiani che il governo ha ripulito Napoli e che invita gli stessi a tenerla pulita.

E' chiaro: trattasi di una furbata! Una furbata perchè Napoli non è mai stata ripulita, in quanto mentre hanno provveduto a togliere la sporcizia dal centro, hanno lasciato la periferia invasa dall'immondizia. Una furbata anche perchè mettere questa pubblixcità a poco più di due mesi dalle europee equivale a farsi pubblicità (che come abbiamo detto prima è inveritiera.

Nella prima parte del video sottostante c'è la pubblicità in questione interpretata dall'attrice Elena Russo (raccomandata da Berlusconi come le intercettazioni ci hanno fatto scoprire); poi segue una breve spiegazione della vera situazione del napoletano.

 

3193 280409 BIGNARDI - BRUNETTA

Francamente credevo che con quello che avevo scritto qualche post fa sulla sesta puntata di L'Era glaciale ci chiudere l'argomento. Mi riferisco all'intervista che la Bignardi ha fatto a Brunetta. Ma mi accorgo, invece, che in questi giorni non si fa altro che parlare di questo sia sui giornali, che in internet.

Io la mia l'ho già detta e francamente ho trovato Brunetta molto arrogante e non mi sento di rimproverare alla Bignardi di essere sbottata in più di un occasione. Perchè tutto ciò è umano. Noto invece che mentre chi è a favore della Bignardi argomenta (leggere ad esempio il mio pensiero nei commenti del post in questione); chi è favorevole a Brunetta lo fa d'ufficio in quanto elettore del centro destra. E ci capisce da quello che scrive. Ma l'apice l'ha toccato un signore che evidentemente oltre ad essere elettore del centrodestra è anche fan della Bignardi che ha argomentato che i toni devono essere sveleniti da entrambe le parti e che comunque la Bignardi da un anno a questa parte non è più la stessa. 

Che tristezza! Ecco dove va a finire la libera informazione...

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Elezione nuovo Presidente Repubblica

Post n°5229 pubblicato il 29 Gennaio 2015 da lo_snorki
 

Elezione nuovo Presidente Repubblica

Oggi pomeriggio c'è la prima votazione a camere riunite per l'elezione del successore di Giorgio Napolitano. Stamane, invece tutti i grandi elettori del Pd si riuniranno assieme alla dirigenza per decidere il dafarsi. Scrivo prima che avvenga qualunque di queste cose. Provo a scrivere qui sotto i principali scenari che si sono stati fin qui; le mie previsioni e i miei desideri su chi potrebbe essere il prossimo Presidente.

E' chiaro che questo Presidente verrà eletto sopratutto grazie ai voti del Pd, che potrà prendere il merito dell'elezione nel caso questa venga fatta in 4-6 sedute o su cui cadrà tutto il peso della debacle in caso contrario. C'è chi dice che la maggioranza che sostiene questo governo non sarebbe in grado di reggere in capo si ripetessero le problematiche di due anni fa che portarono alla rielezione di Giorgio Napolitano.

Sarei contento se il nuovo Presidente fosse Piero Fassino, ma va benissimo anche Walter Veltroni. Ultimamente, seguendo la real politik, penso che anche Anna Finocchiaro andrebbe bene. In realtà spuntatano tantissimi altri nomi. Quello che va più forte è Giuliano Amato, seguito da Sergio Mattarella.

Possibilità millesimali per le candidature di Roberta Pinotti, ma dopo aver difeso a spada tratta la vittoria di Raffaella Paita alle primarie liguri del Pd non raccoglierebbe più consensi da tutti i democratici; Romano Prodi (candidatura svanita perchè lanciata da Sel e minoranza Pd come anti Renzi); Dario Franceschini; Pier Carlo Padoan e Graziano Delrio (troppo renziano anche solo per essere proposto). C'è spazio anche per gente lontanissima dal mondo Pd: infatti non si sa perchè prende quota anche il nome di Pier Ferdinando Casini. Poi c'è il caso di Antonio Martino che verrà scelto da Forza Italia nelle prime tre votazioni, quondo il quorum è più alto ed è impossibile eleggere un presidente con una maggioranza semplice. Ma quello all'ex ministro di Esteri e Difesa è un riconoscimento alla carriera: lui è solo un candidato di bandiera.

Comunque, in fondo, quelli che contano e che passeranno alla storia sono solo i voti veri. Di tutte queste voci dietro alla quinte, da oggi non resterà più niente.

 
 
 

La vittoria di Tsipras vista dall'Italia

Post n°5228 pubblicato il 28 Gennaio 2015 da lo_snorki
 

La vittoria di Tsipras vista dall'Italia

L'eco della vittoria di Alexis Tsipras si è fatto sentire in tutta Europa. A Bruxelles e a Francoforte cercano di capire se il nuovo premier greco fa sul serio e discuteranno sulle loro prossime mosse. In Italia, invece, ci sono molte persone che s'impossessano della vittoria di Tsipras. Ovviamente tutti nel centrosinistra. Solo guardando alcune foto apparse sui maggiori quotidiani europei ci si accorge che a festeggiare la vittori adi Syriza c'era più bandiere del partito italiano Rifondazione Comunista, che quelle di Syriza stessa. Ma nonostante questo Rifondazione non ha avuto molto spazio nei mei per commentare questo evento.

Così non è per Sinistra Ecologia e Libertà, che rivendica di essere il nucleo per la formazione di una futura sinistra italiana che prenda ispirazione proprio dalla vittoria di Syriza che solo pochi anni fa era un partito del 5% e ora è al governo del suo paese. Alla convention di tre giorni organizzata a Milano da Sel e intitolata ‘Human Factor’, per molti l’ennesimo tentativo di mettere insieme le forze a sinistra del Pd, si è intavolata una discussione sul futuro della sinistra. Per Stefano Fassina c'è bisogno "di un lavoro comune fra per­sone che mili­tano in par­titi diversi, fra rap­pre­sen­tanti degli inte­ressi eco­no­mici e sociali, del volon­ta­riato e della cul­tura. Da Atene arriva un mes­sag­gio che spinge verso un lavoro comune. Dob­biamo rac­co­glierlo. Ma dob­biamo dare prio­rità ai con­te­nuti, non ai contenitori". Quindi niente Syriza italiana. Giuseppe Civati è a metà strada: «In tanti se ne sono già andati. Non c’è bisogno di dividere il Pd ma io non posso garantire che questo non succeda. Non c’è alcun disegno per rompere, ma se non si cambia non è una scissione, è un’altra cosa ed è un’altra cosa che vogliamo costruire tutti insieme. Per me è doloroso dire queste cose perché sono partito dall’Ulivo. Se queste cose interessano il Pd io ne sarò felice. Se non interessano, come dice Renzi, ce ne faremo una ragione».

Stefano Rodotà taglia le gambe alla sinistra italiana, quella che sta cercando di creare una nuova formazione politica che si ispiri al leader greco Tsipras. "Chi pensa di ricostruire un soggetto di sinistra o socialmente insediato guardando a Sel, Rifondazione, Alba e minoranza Pd sbaglia. Mentre capisco la scelta del papa straniero Tsipras, non condivido l’idea di una Syriza italiana. È una forzatura. In Grecia Syriza ha raggiunto l’attuale consenso perché durante la crisi economica ha svolto un lavoro effettivo nel sociale dove ha garantito ai cittadini diritti e servizi grazie a pratiche di mutualismo: penso alle mense e alle cliniche popolari, alle farmacie e alle cooperative di disoccupati. In Italia la situazione è differente. Lo dico senza iattanza, ma hanno perduto una capacità interpretativa e rappresentativa della società, nulla di nuovo può nascere portandosi dietro queste zavorre. Rifondazione è un residuo di una storia, Sel ha avuto mille vicissitudini, la Lista Tsipras mi pare si sia dilaniata subito dopo il voto alle Europee. Ripeto: cercare di creare una nuova soggettività assemblando quel che c’è nel mondo propriamente politico secondo me è una via perdente. La sinistra italiana ha alle spalle due fallimenti: la lista Arcobaleno e Rivoluzione Civile di Ingroia. Due esperienze inopportune nate per mettere insieme i cespugli esistenti ed offrire una scialuppa a frammenti e a gruppi perdenti della sinistra".

Alexis Tsipras ha fatto una dichiarazione che fa capire le sue future alleanze europee: «Io sono come Matteo Renzi, voglio cambiare verso all’Europa». E poi ancora: «Io personalmente Renzi non lo conosco ma i nostri staff hanno preso contatti e la nostra sintonia è naturale. Va cambiato verso perché l’austerità sta strangolando tutti. Lo incontrerò molto presto e avremo tanto di cui parlare. La pensiamo alla stessa maniera sulla necessità dello sviluppo e sull’uscita da questo rigore alla tedesca che sta danneggiando tutti i cittadini europei».

Queste frasi stanno mandando in tilt parte della sinistra italiana. Quella del dissidente dem Civati, di alcuni della minoranza Pd, di Sel e di ciò che resta della lista “L’Altra Europa”. La stessa sinistra movimentista che ad Atene ha mandato una delegazione - la Brigata Kalimera - per sostenere (e magari studiare) l’ascesa del leader greco. Se poi si aggiunge che anche lui nel formare il suo governo si è alleato con una formazione di centrodestra ...

 
 
 

Grecia: Tsipras vince le elezioni

Post n°5227 pubblicato il 27 Gennaio 2015 da lo_snorki
 

Grecia: Tsipras vince le elezioni

Alla fine Alexis Tsipras ha vinto come prevedevo e come prevedevo non ha ottenuto la maggioranza. Differentemente, da quello che immaginavo io Syriza si è avvicinata talmente alla maggioranza assoluta che non dovrebbe fare fatica a governare (tramite alleanza con un altro partito o solo grazie a qualche parlamentare compiacente). La maggioranza richiesta è di 151 seggi (i parlamentari totali sono 300).

C'è un grosso spartiacque da considerare. C'è da separare i partiti che approvano i dettami della Troika e quelli che vogliono ridiscutere le cose fatte dal governo Samaras. Tra i partiti anti Troika vanno comunque esclusi quelli che vogliono uscire dall'Euro. Ecco che tra i principali partiti l'unico possibile alleato di Syriza è Anel. Quest'ultimo è un piccolo partito che si è formato da una scissione di Nea Democratia (il partito di Samaras) quando a inizio della crisi si è accettato il volere della Troika. I 13 seggi di Anel possono permettere a Syriza di governare con tranquillità; anche se ci si trova di fronte ad un'alleanza destra-sinistra e quindi per forza di cose innaturale. E quindi non è detto che l'appoggio di Anel al nuovo governo non possa essere esterno.

Nea Democratia di Antonis Samaras non è più al governo; ma ha limitato i danni perchè con i suoi 76 parlamentari è l'unica vera opposizione al nuovo governo. Buon successo anche per Alba Dorata, i cui leader restano per la maggior parte in galera. Loro sarebbero per uscire dall'Euro e dalla Ue; ma nessun altro partito ci vorrà mai collaborare. Il segreto del loro successo, più che l'ideologia, è l'avere aiutato i greci più poveri distribuendo viveri ecc. Potami, invece, è un partito europeista fndato il 26 febbraio del 2014 da Stavros Theodorakis noto giornalista investigativo (divenuto popolarissimo con la trasmissione 'Protagonisti' condotta prima sulla Tv statale greca e poi sull'emittente privata Mega), alle europee ha ricevuto a sorpresa il 6,61% delle preferenze e ottenuto due eurodeputati aderendo poi al gruppo socialista. Il fatto, però, è che si è detto d'accordo con le politiche della Troika e quindi difficilmente, anche se loro si sono già detti disponibili, Tsipras cercherà un'alleanza con loro. I comunisti del Kke sono, invece, addirittura usciti dal gruppo comunista al Parlamento Europeo (che avevano contribuito a fondare) pur di non essere alleati con Syriza. Anche loro sono per l'uscita dalla Ue. Infine c'è il Pasok con il suo declino. E nonostante tutto c'è da dire che sono stati fortunati ad essere comunque rappresentati nel nuovo parlamento. Alla recente scissione del Pasok fondata dell'ex segretario dei socialisti George Papandreu (Kidiso) è andata decisamente peggio visto che non sono riusciti proprio ad entrare in Parlamento.

 
 
 

Bocciatura referendum su abrogazione legge Fornero

Post n°5226 pubblicato il 26 Gennaio 2015 da lo_snorki
 

Bocciatura referendum su abrogazione legge Fornero

La Corte Costituzionale ha detto no al referendum sulla legge Fornero, dicendo no alla ammissibilità del questito proposto dalla Lega Nord. Il problema sta a monte Il referendum non è stato considerato amissibile perchè secondo Costituzione non possono essere modificate da referendum tutte le leggi di bilancio e la riforma delle pensioni viene considerata tale. L'ultimo referendum non ammesso per gli stessi motivi e quello sulla legge Amato nel 1994. C'è una grossa eccezione, però: il referendum sulla scala mobile.

Ora, però a mio avviso la legge Fornero va sottoposta a modifiche e questo possono essere fatte solo dal Parlamento o in alternativa (e credo si farà così) dal governo progettando una legge che gli subentri. Non certo con referendum impossibili da fare e che sono stati proposti solo per aumentare i propri voti elettorali con scelte demagogiche.

E infatti il segretario della Lega Nord Matteo Salvini l'ha buttata in caciara: "I giudici della Consulta hanno fottuto un diritto sacrosanto. Questa Italia mi fa schifo e mi batterò per ribaltarla oggi muore la democrazia. E’ una vergogna. Vaffanculo, lo senta tutta l’Italia”. L'altra protagonista della vicenda Elsa Fornero dichiara: "La Corte avrà avuto le sue buone ragioni. Ritengo questa decisione positiva per il Paese. Ora il Parlamento, se vuole, esamini la riforma con pacatezza e lungimiranza. I referendum sono un esercizio di democrazia. Ma saremmo entrati in una campagna elettorale continua. Se il Parlamento vuole esaminare la riforma a tre anni dalla sua introduzione lo può fare. Lungi da me dire che la legge è perfetta ma è preferibile un passaggio parlamentare”.

Tra gli altri pareri il leghista Roberto Calderoli dichiara: “Sono sconcertato, è una sentenza che assume un significato squisitamente politico e che sembra fatta apposta per salvare il governo Renzi. È evidente che se il referendum fosse stato accettato la stragrande maggioranza degli italiani avrebbe votato a favore e una volta caduta l’odiosa legge Fornero sarebbero andati a casa Renzi e il suo governo e si sarebbe tornati al voto. Invito tutti a venire alla manifestazione della Lega Nord il prossimo 28 febbraio a Roma per far sentire la propria voce perché stanno cercando di togliere al popolo il diritto di poter votare”. Cesare Damiano: “Al di là della questa decisione, il tema previdenziale va comunque messo all’ordine del giorno dal governo. La situazione non è più reggibile per le conseguenze che la “riforma” Fornero ha prodotto. In primo luogo, l’eccessivo innalzamento dell’età pensionabile, oltre i 67 anni, frena l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. In secondo luogo il problema dei cosiddetti esodati, che non è ancora concluso nonostante il fatto che con sei salvaguardi e si sia risolta positivamente la situazione di oltre 170.000 lavoratori, impone una correzione al sistema pensionistico. Le nostre proposte sono note: l’introduzione di un criterio di flessibilità a partire dai 62 anni di età con 35 di contributi per consentire l’accesso alla pensione, oppure l’adozione di “Quota 100″".

 
 
 

Contrario al pagamento dei riscatti per gli italiani rapiti all'estero

Post n°5225 pubblicato il 25 Gennaio 2015 da lo_snorki
 

Contrario al rapimento dei riscatti per gli italiani rapiti all'estero

Lo spunto di questo post nasce a proposito della polemica che si è innescata dalla liberazione delle due ragazze italiane cooperanti in Siria. A proposito del rapimento delle due giovani il ministro Paolo Gentiloni ha detto che non è stato pagato nessun riscatto. Ma non ha detto allora in che modo sono state liberate. Non voglio in nessun modo a contribuire a fare alcuna polemica; anche perchè non mi piace il modo in cui certi personaggi hanno approfittato dell'argomento; è chiaro però che un ministro non si può limitare a dire cosa non è stato; ma deve dire il come. Si è arrivato a ipotizzare che non sia stato pagato un riscatto; ma che le due ragazze sia state liberate in cambio si sostegno politico.

Chiariamo inanzitutto che le due ragazze sono andate li per volontariato; ma poi hanno dichiarato anche di sostenere i ribelli contro Assad e proprio da loro sono stati liberati (ma anche rapiti da LORO). Sono state vendute da tre differenti gruppi di ribelli. Trattate rudemente, ma non male dicono. Dicono che non ripartirebbero più, ma che continueranno ad aiutare dall'Italia. Altra polemica assurda è quella secondo cui le ex-rapite siano sostenitrici dell'Isis. In Siria c'è una situazione complessa. A differenza del vicino Iraq che ha un governo filo occidentale che combatte contro l'Isis; in Siria il governo legittimo è guidato da Bashar al Assad, scampato alle primavere arabe e filo-russo. I ribelli anti Assad non sono stati abbastanza sostenuti dall'Occidente e avrebbe voluto fare quelle che altre primavere arabe hanno fatto nei loro stati dove anche se non sono riusciti a portare la democrazia (Tunisia esclusa); hanno perlomeno tolto almeno il potere al dittatore pluridecennale di turno. Ad Assad è andata meglio. L'Isis in Siria quindi costituisce un terzo fronte in campo, non un secondo. Dire che le cooperanti sono sostenitrici dell'Isis vuoldire solo volerla buttare in caciara. Notare tra l'altro la rabbiosa reazione dell'Isis alla notizia.

Tornando al rapimento, si deve considerare che nella legislazione italiana lo stato blocca i conti correnti alle famiglie per evitare il pagamento di riscatti e questa legislazione ha fatto in modo che i rapimenti in Italia finissero. Ora a livello internazionale lo Stato li paga con i soldi di tutti. Quei soldi (si parla di sedici mln di euro), comunque, sono serviti a salvare due vite; ma possono essere reinvestiti per armare molti nuclei che in occidente fanno attentati e quindi creare più di due morti. Ne vale la pena? Per quanto mi riguarda no. Io resto contrario!

 
 
 
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BERLUSCONI SU TELEVISIONI E SCUOLE SUPERIORI

Guardate un pò cosa riesce a dire il Berlusconi davanti a un D'Alema e un Rutelli increduli. Per Berlusconi infatti scuole superiori e televisioni (ma non solo) sono in mano alla sinistra ...

Per non dimenticare

 

DEBORA SERRACCHIANI, IL VOLTO NUOVO DEL PD

Debora Serracchiani: trentotto anni, avvocato. E' la giovane che all'assemblea dei circoli del Pd ha scosso con un discorso infuocato i tremila delegati del cosiddetto 'territorio'. 

“Chiedo al mio segretario di dirci convintamente che il cambiamento che abbiamo avvertito da quando ha dato le dimissioni Veltroni non è la paura perché abbiamo toccato il fondo, ma è una strategia, che abbiamo la linea di sintesi”. Altri applausi. “Fino ad ora mai una linea netta, mai una linea unica”, incalza. E le mani dei delegati battono più intensamente.

“E' un errore assoluto quello di aver indicato come capogruppo della commissione Sanità chi non rappresenta l'opinione prevalente del partito”. Franceschini sorride. Non sembra affatto preoccupato. Lei prosegue: “Ne ho per tutti”. “E' intollerabile che dopo aver dato mandato all'allora vice segreterio di chiudere l’accordo sulla legge per le Europee, escano il giorno dopo critiche sul giornale”.

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2138 11.02.07 IO DI.CO. DI SI!

Dico Pacs. Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi. Il Consiglio dei Ministri ha varato il decreto legislativo sulle coppie di fatto: non più pacs ma dico. Appena sentita la notizia ho pensato: finalmente il governo di centrocentrocentrocentrosinistra ha fatto qualcosa per i diritti civili. Poi mi sono soffermato sulla prima dichiarazione di RutelliRuini: "e' stata una scelta alta di riconciliazione". E mi sono preoccupato.

Di quale alta riconciliazione si tratta?. Via la dichiarazione congiunta. Una dichiarazione disgiunta che neppure il 730...Il convivente ha l'onere di dare comunicazione all'ignaro convivente numero due con raccomandata con ricevuta di ritorno. Il postino vestito in livrea?.

Alta riconciliazione. Successione: 9 anni. Quanto dura un matrimonio moderno?

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