Creato da lo_snorki il 21/01/2005

Snorki sarai tu!

L'Italia non è un paese per onesti ...

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 
 

TAG

 

EDITORIALI ZVEN

 

ZVEN SITE






 

ZVEN LEGGE ...

 
 
Il Manifesto

 

UNA CANZONE PER TE

Caricamento...
 

AREA PERSONALE

 
Citazioni nei Blog Amici: 44
 

ULTIME VISITE AL BLOG

oscardellestellegioiaamoresols.kjaerchiarasanylo_snorkisisyphus13ossimoragas.o0Kimi.777emanueletg62silviofloridiaprilia4circolohatterinavampiramrs.gaiakurtzdgl6
 

ZVEN CONSIGLIA ...

Bloguzz
Blogbabel

Quo M&dia Queer Blog 
Una canzone per te Un Posto al Sole Fan Forum

 

ANDREA BOCELLI, LA MADRE, LA LEGGE CHE NON C'ERA

 

SPOT NAPOLI PULITA: UNA FURBATA!

Da qualche giorno in tv gira una pubblicità che ricorda a tutti gli italiani che il governo ha ripulito Napoli e che invita gli stessi a tenerla pulita.

E' chiaro: trattasi di una furbata! Una furbata perchè Napoli non è mai stata ripulita, in quanto mentre hanno provveduto a togliere la sporcizia dal centro, hanno lasciato la periferia invasa dall'immondizia. Una furbata anche perchè mettere questa pubblixcità a poco più di due mesi dalle europee equivale a farsi pubblicità (che come abbiamo detto prima è inveritiera.

Nella prima parte del video sottostante c'è la pubblicità in questione interpretata dall'attrice Elena Russo (raccomandata da Berlusconi come le intercettazioni ci hanno fatto scoprire); poi segue una breve spiegazione della vera situazione del napoletano.

 

3193 280409 BIGNARDI - BRUNETTA

Francamente credevo che con quello che avevo scritto qualche post fa sulla sesta puntata di L'Era glaciale ci chiudere l'argomento. Mi riferisco all'intervista che la Bignardi ha fatto a Brunetta. Ma mi accorgo, invece, che in questi giorni non si fa altro che parlare di questo sia sui giornali, che in internet.

Io la mia l'ho già detta e francamente ho trovato Brunetta molto arrogante e non mi sento di rimproverare alla Bignardi di essere sbottata in più di un occasione. Perchè tutto ciò è umano. Noto invece che mentre chi è a favore della Bignardi argomenta (leggere ad esempio il mio pensiero nei commenti del post in questione); chi è favorevole a Brunetta lo fa d'ufficio in quanto elettore del centro destra. E ci capisce da quello che scrive. Ma l'apice l'ha toccato un signore che evidentemente oltre ad essere elettore del centrodestra è anche fan della Bignardi che ha argomentato che i toni devono essere sveleniti da entrambe le parti e che comunque la Bignardi da un anno a questa parte non è più la stessa. 

Che tristezza! Ecco dove va a finire la libera informazione...

PER COMMENTARE CLICCA QUI

 

REPUBBLICA.IT

Caricamento...
 

FLAG COUNTER

 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

 

Il referendum greco è un bivio tra euro e ritorno alla dracma

Post n°5421 pubblicato il 01 Luglio 2015 da lo_snorki
 

Il referendum greco è un bivio tra euro e ritorno alla dracma

Da tempo il governo greco per mezzo del primo ministro Alexis Tsipras e del ministro delle finanze Yanis Varoufakis aveva dichiarato che non sarebbe stato in grado di onorare il rimborso dei debiti con il Fondo Monetario Internazionale scaduti ieri 30 giugno. E così è stato.La diatriba è stata sull'imporre alla Grecia una eccessiva austerità (contro cui Syriza aveva vinto le elezioni) con conseguente taglio di stipendi e pensioni per onorare la restituzione del debito. A tre giorni dallo scadere del debito il premier Tsipras ha fatto un discorso in tv in cui indiceva un referendum per domenica prossima (5 luglio) per chiedere ai suoi concittadini se approvavano la richiesta fatta dall'ex trojka (Fmi- Bce-Ue). Lui non ha nascosto di parteggiare per il no; anzi ha detto che se vincerà il si non sarà il suo governo a portarlo avanti.Per la verità Jean Claude Junker gli ha fatto il favore di pubblicare la bozza di accordi, in modo che i greci sappiano esattamente su cosa votare.Se poi, pur nella gravità, il tutto è tenuto sotto controllo è grazie a Mario Draghi, che contralla il fondo salva stati.

In realtà è stata proprio la convocazione del referendum a fare imbufalire i leader europei, convinti che in questo modo non sarà possibile arrivare a un accordo. Con la vittoria dei “sì”, comincerebbe una fase caotica: Tsipras e il ministro delle finanze Yanis Varoufakis, pur dimissionari in quanto sconfessati dai loro stessi cittadini, andrebbero a Bruxelles a siglare il nuovo memorandum di sacrifici con i creditori. C’è da scommettere che Syriza in quel caso cercherebbe di andare a nuove elezioni, possibili nel giro di un mese; l’Europa, i creditori e le forze politiche attualmente all’opposizione tenteranno di evitare le elezioni, lavorando per costituire un governo di salvezza nazionale, che per avere la maggioranza nel parlamento, però, dovrebbe ricevere l’appoggio di un buon numero di deputati di Syriza. Difficile. Nel parlamento greco schierati per il si 179 deputati e 120 per il no. A favore hanno votato Syriza, la destra nazionalista di Anel e Alba Dorata. Contro hanno votato i partiti europeisti - i conservatori di Nuova Democrazia, i socialisti del Pasok e il partito di centro sinistra To Potami - oltre al partito comunista Kke.

Ma gli altri governi europei non si sono certamente mantenuti neutrali. I leader di Francia, Germania e Italia, François Hollande, Angela Merkel e Matteo Renzi, hanno uno dopo l’altro spiegato che il referendum di domenica è una scelta netta tra l’euro e la dracma, invitando di conseguenza i greci a votare sì per accettare un altro po’ di “riforme” e di austerità pur di restare nell’eurozona. Dunque, l’accordo (nella sua ultima versione) sarebbe ancora sul tavolo.Ma a sentire diversi osservatori ellenici, la discesa in campo a favore del sì dei grandi leader europei e del presidente della Commissione, il lussemburghese Jean-Claude Juncker (che ha tacciato apertamente Tsipras di essere un bugiardo), non è stata una mossa particolarmente astuta.Per ora i sondaggi dicono che è in vantaggio il si; ma chissà cosa succederà a esito aquisito. Tutto è in bilico.

Tutti fattori che insieme alla naturale e comprensibile paura di un salto nel buio farebbero certamente prevedere una chiara vittoria dei sì. Il fatto è che notoriamente i greci sono anche ferocemente orgogliosi e nazionalisti, si sentono un paese importante e detestano l’idea di essere eterodiretti da Bruxelles e dalle capitali europee. A maggior ragione in questo caso: non si era mai verificata nella storia dell’Europa una tale palese interferenza esterna in un pronunciamento elettorale di uno stato membro. Perciò, in serata, alcune misure prese dal governo hanno vagamente tranquillizzato la popolazione: i pensionati potranno ritirare le loro pensioni (anticipate dalle Poste) in 850 banche, e ad Atene i mezzi pubblici saranno gratuiti fino a domenica. A Syriza sono fiduciosi, i no vinceranno.

 
 
 

Salvini dice no al ddl tortura

Post n°5420 pubblicato il 30 Giugno 2015 da lo_snorki
 

Salvini dice no al ddl tortura

Una legge «sbagliata e pericolosa che rischia di far lavorare in condizioni ancora peggiori gli uomini delle Forze dell’ordine». Matteo Salvini, leader della Lega Nord, scende in piazza contro il ddl sulla tortura partecipando a una manifestazione organizzata dal Sindacato autonomo di Polizia (Sap). «Il primo delinquente di turno li può denunciare per essere stato arrestato con troppa irruenza o psicologicamente torturato». La norma del ddl che prevede la tortura psicologica è stata definita da Salvini «un’idiozia». «Ci vuole libertà di azione assoluta per polizia e carabinieri - ha detto il segretario del Carroccio - Se devo prendere per il collo un delinquente lo prendo per il collo e se si sbuccia un ginocchio o si rompe una gamba, c... suoi. Poi se qualcuno sbaglia paga, anche doppio, ma parliamo di poche unità». E Genova? E la Diaz? «È ovvio che chi ha sbagliato alla Diaz paghi, ma per l’errore di qualcuno - sottolinea - non possiamo mettere a rischio il lavoro di tutti».

«La posizione del Sindacato autonomo di Polizia è fuori dalla comunità internazionale. La polizia deve essere un corpo che protegge i diritti umani e non deve aver paura del reato di tortura. Va ricordato che la tortura è considerato dal diritto internazionale un crimine contro l’umanità tanto da essere fra quelli su cui può investigare e giudicare la Corte Penale Internazionale dell’Aia», dicono in una nota Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, Massimo Corti, presidente di Acat e Franco Corleone, coordinatore dei Garanti dei detenuti. Ai cronisti che gli ricordavano la sanzione comminata all’Italia dalla Corte dei diritti umani per i fatti del G8 Salvini ha infine risposto: «La Corte potrebbe occuparsi di altro senza rompere le scatole all’Italia. A Genova qualcuno ha sbagliato e paga giustamente. Ma per l’errore di qualcuno non bisogna esporre a rischio di vita centinaia di migliaia di uomini delle Forze dell’ordine».

Questo tizio prima o poi diventerà prresidente del Consiglio: c'è da aver paura ...

 
 
 

Jobs Act: controlli a distanza

Post n°5419 pubblicato il 29 Giugno 2015 da lo_snorki
 

Jobs Act controlli a distanza

Via libera al controllo a distanza sui lavoratori attraverso telefonini, pc e tablet. Lo ha messo nero su bianco il governo nel decreto attuativo del Jobs Act, approvato dal governo, che - di fatto - cancella l'articolo 4 dello Statuto dei lavoratori sui controlli a distanza: "Accordo sindacale o autorizzazione ministeriale - si legge nel testo - non sono necessari per l'assegnazione ai lavoratori degli strumenti utilizzati per rendere la prestazione lavorativa, pur se dagli stessi derivi anche la possibilità di un controllo a distanza del lavoratore".

Le norme in vigore, invece, è "vietato l'uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori", mentre per possono essere installati "impianti e apparecchiature di controllo che siano richiesti da esigenze organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro, ma dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori" solo dopo un accordo con le rappresentanze sindacali. Adesso l'esecutivo lascia carta bianca alle aziende per l'utilizzo degli strumenti aziende e rende possibile installare impianti audio e video dopo un accordo sindacale o l'autorizzazione da parte del ministero del Lavoro (per le imprese con più unità dislocate in una o più regioni).

A spiegare nello specifico le novità è la relazione illustrativa che accompagna il testo del dlgs in cui si fa riferimento "agli strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere operativa la prestazione lavorativa e agli strumenti di registrazione degli accessi e delle presenze" per controllare i quali non servono via libera. Di fatto - è il ragionamento del governo - "non dobbiamo chiedere il permesso ai rappresentanti di lavoratori per dotarli di strumenti di lavoro", anche questi, poi possono essere utilizzati per controllare la loro efficienza. I dati che ne derivano possono essere "utilizzati ad ogni fine connesso al rapporto di lavoro, purché sia data al lavoratore adeguata informazione circa le modalità d'uso degli strumenti e l'effettuazione dei controlli, sempre, comunque, nel rispetto del Codice privacy".

Questa norma ha creato un sacco di polemiche. Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi: "Chi ha la coscienza pulita non dovrebbe temere nessun tipo di controllo, non deve aver paura di controlli a distanza. Non mi sembra che sia una cosa così grave. O vogliamo cambiare le cose o lasciamo perdere". Diversamente la pensa Susanna Camusso segretario della Cgil: "I controlli a distanza sono quello che è stato sempre definito nella letteratura come il Grande Fratello". La leader sindacale pensa alla scelta del governo come "conferma dell'idea di disinvestimento sul lavoro", che invece viene vista "come pura merce giocata al ribasso". Di questo "sono molto preoccupata, siamo di fronte a un'idea della vita della persone sconvolgente che impedisce al lavoratore di essere libero". Il Ministero del Lavoro è costretto a pubblicare una nota per difendere il decreto ed il ministro Giuliano Poletti a precisare. "Non c'è nessun Grande Fratello" e "nessuna liberalizzazione", perché "le imprese che montano telecamere o impianti di controllo hanno l'obbligo di avere o l'autorizzazione sindacale o della direzione del lavoro come era prima". Poletti ha rassicurato sulla norma contenuta nel decreto attuativo del Jobs act. Quello che cambia, ha spiegato, è che prima le aziende consegnavano ai dipendenti gli strumenti di lavoro, e "poi vigeva la regola della privacy". Mentre "adesso c'è la regola che dice che l'impresa che consegna uno strumento deve informare il lavoratore della sua utilizzazione e della sua finalità". E gli strumenti non sono telecamere ma ipad e iphone. Ma la regola della privacy vige "come vigeva prima", "non c'è nessun Grande Fratello".

Personalmente io mi trovo davvero in difficoltà ad essere delegato sindacale e sono davvero deluso dalle reazioni in ambito sindacale. Le attrezzature in dotazione devo servire solo per il lavoro. Basta col fare i cazzi propri. Come la risolleviamo questa Italia se no? Basta con quest'Italia dove prevale la logica dei furbi.

 
 
 

Quadruplo attacco Isis

Post n°5418 pubblicato il 28 Giugno 2015 da lo_snorki
 

L'Isis ha colpito l'Occidente e ha fatto capire che può colpire dove vuole e quando vuole e che può imporre la sua legge. L'Occidente invece dovrebbe capire che è in guerra e che sarebbe giusto inviare degli uomini in Libia per combattere e contenere l'Isis e che non è bene lasciare solo i popoli arabi oppressi dal Califfato. L'Occidente deve capire che gli è stata dichiarata guerra e che sono finiti i tempi in cui le guerre si combattevano solo in territorio esterno. Ora il nemico viene nel tuo territorio e ti stermina. Come avveniva nelle due guerre mondiali. In un solo giorno l'Isis ha colpito tre punti significativi dell'Occidente: la Francia dove vengono accolti i mussulmani che decidono di integrarsi; la Tunisia come simbolo dell'unico Stato in cui la primavera araba ha avuto successo e dove lo Stato sta evolvendo in una democrazia reale e il Kuwait per colpire il popolo sciita.

Triplice attacco dell'Isis  La testa di un uomo decapitato è stata trovata nei pressi di un impianto di produzione di gas, in Francia dove due terroristi sono penetrati pochi minuti prima delle dieci. La vittima è un imprenditore di una società di trasporti di Chassieu dans le Rhone. «Volevano provocare un’esplosione nel sito industriale», ha spiegato François Hollande. Il presidente ha anche confermato «il carattere terroristico dell’operazione». A essere colpita è stata una fabbrica della società Air Products, che si trova a Saint-Quentin-Fallavier, a una trentina di chilometri da Lione. Y assin Sahli, uno dei terroristi, entra nel sito poco prima delle 9.50, grazie al suo badge. Faceva infatti regolarmente delle consegne alla fabbrica. Con il suo veicolo investe un secondo perimetro di sicurezza, una recinzione. Scende dal veicolo, corre in direzione delle bombole di gas nel deposito, le apre ed appicca un incendio. Quanto alla messa in scena macabra con il corpo della vittima, una delle ipotesi formulate è che avrebbe ucciso il suo datore di lavoro prima di mettersi alla guida, poi arrivando sul posto, si sarebbe fermato per infilzare la testa sulla recinzione e disporre il corpo un po’ più lontano. Quindi sarebbe entrato nel sito di Air Products. Yassin Sahli è stato bloccato da un pompiere, poco lontano dall’impianto, e il ministro dell’Interno francese Bernard Cazeneuve lo ha ringraziato pubblicamente per il suo coraggio e il suo sangue freddo. Sahli non ha alcuna pendenza con la giustizia ma fino al 2006 era finito nel mirino dei servizi segreti per manifestazioni di radicalismo islamico. Quella sorveglianza, però, era stata poi interrotta. Un secondo uomo, probabilmente il complice di Sahli, è stato arrestato dalla polizia, ma al momento la sua identità è sconosciuta. La polizia ha fermato inoltre anche la giovane moglie di Yassin Sahli. Secondo Il Guardian sarebbe stata fermata anche la sorella dell’uomo. Triplice attacco dell'Isis 
Terrore in Tunisia, a pochi mesi dal sanguinoso attacco al museo del Bardo, i turisti stranieri sono finiti nel mirino degli estremisti islamici. A Sousse, capitale del turismo tunisino, uomini armati di kalashnikov hanno aperto il fuoco su una spiaggia gremita di persone. Almeno 39 sono le vittime accertate. E' arrivato attraverso i social network la rivendicazione dell'Isis per l'attacco compiuto sui due resort in Tunisia. Testimonianze diverse parlano di un attacco partito dal mare. Due gli hotel presi di mira: il Riu Imperial Marhaba di Port El Kantaoui, a 10 km dalla città, e il Port el Kantaoui. I due terroristi potrebbero essere arrivati sulla spiaggia a bordo di un'imbarcazione e una volta giunti a terra hanno cominciato a sparare prendendo di mira gli stranieri. Un attacco quindi chirurgico. Ucciso un attentatore, preso un secondo - Le forze di sicurezza hanno ucciso uno dei terroristi, Seifeddine Rezgui, uno studente 23enne residente di Qayrawan, città santa a 60 km da Sousse. Il ragazzo risulta incensurato. Un suo presunto complice è stato fermato nei pressi dell’autostrada. Triplice attacco dell'Isis 
Un terzo attentato viene rivendicato dall’Isis contro una moschea sciita a Kuwait City. L’attacco arriva durante la preghiera del venerdì, il secondo di Ramadan, quando il luogo sacro è pieno. Almeno 24 i morti e 50 i feriti, secondo quanto riferisce l’attivista per i diritti umani Abdelrahman al-Yusef. L’uomo, che parla da Kuwait City, riferisce di uomini e bambini tra le vittime, di diverse persone che mancano ancora all’appello e di almeno 179 feriti curati finora dai medici. Secondo i testimoni oculari, un uomo è entrato nella moschea con indosso una cintura esplosiva e si è fatto saltare in aria al grido di “Allah è grande”, ripetuto tre volte. La moschea Al-Imam al-Sadeq sarebbe stata scelta come obiettivo perché “diffondeva gli insegnamenti sciiti tra la popolazione sunnita”. L’Isis ha rivendicato la responsabilità in un post sui social network, in cui l’attentatore viene identificato come Abu Suleiman al-Muwahed. Gli sciiti rappresentano circa il 30% della popolazione del Kuwait, che è complessivamente di 1,3 milioni di abitanti. Il governo kuwaitiano si è riunito subito dopo l'attacco. Non è la prima volta che l'Isis prende di mira moschee sciite nella regione del Golfo. Nelle scorse settimane, due bombe sono esplose in altrettante moschee saudite. E' per la prima volta che un attentato del genere colpisce gli sciiti del Kuwait. Questo attentato punta a “minare la nostra unità nazionale - commenta il primo ministro del Kuwait, Sheikh Jaber -. Ma noi siamo più forti” dei terroristi. Quadruplo attacco Isis 
In Somalia miliziani appartenenti all’organizzazione terroristica al-Shabaab hanno attaccato oggi una base della missione dell’Unione africana (Amisom), facendo almeno 30 morti. Stando a quanto riferito dagli abitanti del villaggio Lego, situato 100 chilometri a nord-ovest di Mogadiscio, l'attacco è iniziato con un attentato kamikaze all'ingresso della base, seguito dall'assalto lanciato da decine di combattenti armati di mitragliatrici e lanciagranate. La base è gestita dai soldati del Burundi, che fanno parte del contingente di 22.000 uomini di Amisom. "Riusciamo a vedere fumo e a sentire le esplosioni, ci sono stati scontri violenti nella base Amisom, con combattenti al-Shabaab pesantemente armati", ha detto Hassan Mohamed, un abitante.
 
 
 

Ddl Scuola approvato al Senato

Post n°5417 pubblicato il 27 Giugno 2015 da lo_snorki
 

Ddl Scuola approvato al Senato

La riforma della Buona Scuola ha passato lo scoglio di Palazzo Madama. L'aula del Senato ha dato il via libera alla fiducia sul maxiemendamento presentato due giorni fa dai relatori, Francesca Puglisi del Pd e Franco Conte di Ap, in commissione Istruzione al Senato. Ora il provvedimento ritornerà alla Camera dove arriverà il 7 luglio. I voti a favore sono stati 159, quelli contro 112. Al momento del pronunciamento dell'esito del voto da parte del presidente del Senato Pietro Grasso del voto fischi e proteste da parte delle opposizioni. "Il Senato ha detto sì a un provvedimento importante per governo e Paese. La buona scuola punto di partenza per costruire rilancio istruzione", ha scritto su Twitter il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, soddisfatta per l'esito del voto.

Nonostante le defezioni all'interno del Pd (i dissidenti Corradino Mineo, Walter Tocci e Roberto Ruta non hanno partecipato al voto in aperto dissenso con il provvedimento), l'esecutivo ha retto la prova. Maggioranza e governo incassano la fiducia con solo due voti in meno rispetto alla maggioranza assoluta, che al Senato è di 161 voti. Quindi, viene fatto notare da fonti di maggioranza, il Pd ha retto bene di fronte ai malumori della minoranza interna. Per Ncd mancavano e non hanno votato 3 senatori: Esposito, Bonaiuti (entrambi assenti per motivi di salute) e Giovanardi. Per le opposizioni, Forza Italia e Lega in testa, il mancato raggiungimento di quota 161 evidenzia che il governo non ha più la maggioranza assoluta al Senato.

La soddisfazione del ministro Giannini. "Una giornata molto importante per il nostro governo ma anche per me personalmente perchè anche se non è il passaggio definitivo è un passaggio fondamentale approvato dai senatori con ampi numeri". E' raggiante il dell'Istruzione Stefania Giannini, dopo il voto sulla riforma della scuola. "E' la prima volta che si riesce a sfondare un muro che molti ministri non erano riusciti a valicare: il muro dell'autonomia completa. Della valutazione che non era mai riuscita a entrare nella scuola, un elemento qualificante", aggiunge. Poi ha voluto replicare a chi l'ha attaccata per non aver parlato in aula: "Non mi sento assolutamente commissariata, si deve parlare quando è il momento giusto e oggi il regolamento ha suggerito che si procedesse in questo modo". Il sottosegretario Davide Faraone: "ll governo è consapevole che i docenti da assumere sono 160mila, ma che la riforma non li può accogliere tutti. È vero che si scontenta qualcuno, ma 'siamo lì non soltanto per lisciare il pelo agli elettori".

 
 
 
Successivi »
 

ESTERI







 

SOCIETÀ











 

GIUSTIZIA







 

POLITICA















 

CONDOGLIANZE









 

CONTATTA L'AUTORE

Nickname: lo_snorki
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Età: 37
Prov: MI
 

ZVEN SOSTIENE ...

Ti sembrano contro natura?
Fattene una ragione

Silvio c’è… ma a me me lo puppa!
Blog laico!
anti-pedofilia

 

BERLUSCONI SU TELEVISIONI E SCUOLE SUPERIORI

Guardate un pò cosa riesce a dire il Berlusconi davanti a un D'Alema e un Rutelli increduli. Per Berlusconi infatti scuole superiori e televisioni (ma non solo) sono in mano alla sinistra ...

Per non dimenticare

 

DEBORA SERRACCHIANI, IL VOLTO NUOVO DEL PD

Debora Serracchiani: trentotto anni, avvocato. E' la giovane che all'assemblea dei circoli del Pd ha scosso con un discorso infuocato i tremila delegati del cosiddetto 'territorio'. 

“Chiedo al mio segretario di dirci convintamente che il cambiamento che abbiamo avvertito da quando ha dato le dimissioni Veltroni non è la paura perché abbiamo toccato il fondo, ma è una strategia, che abbiamo la linea di sintesi”. Altri applausi. “Fino ad ora mai una linea netta, mai una linea unica”, incalza. E le mani dei delegati battono più intensamente.

“E' un errore assoluto quello di aver indicato come capogruppo della commissione Sanità chi non rappresenta l'opinione prevalente del partito”. Franceschini sorride. Non sembra affatto preoccupato. Lei prosegue: “Ne ho per tutti”. “E' intollerabile che dopo aver dato mandato all'allora vice segreterio di chiudere l’accordo sulla legge per le Europee, escano il giorno dopo critiche sul giornale”.

PER COMMENTARE CLICCA QUI

 

2138 11.02.07 IO DI.CO. DI SI!

Dico Pacs. Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi. Il Consiglio dei Ministri ha varato il decreto legislativo sulle coppie di fatto: non più pacs ma dico. Appena sentita la notizia ho pensato: finalmente il governo di centrocentrocentrocentrosinistra ha fatto qualcosa per i diritti civili. Poi mi sono soffermato sulla prima dichiarazione di RutelliRuini: "e' stata una scelta alta di riconciliazione". E mi sono preoccupato.

Di quale alta riconciliazione si tratta?. Via la dichiarazione congiunta. Una dichiarazione disgiunta che neppure il 730...Il convivente ha l'onere di dare comunicazione all'ignaro convivente numero due con raccomandata con ricevuta di ritorno. Il postino vestito in livrea?.

Alta riconciliazione. Successione: 9 anni. Quanto dura un matrimonio moderno?

PER COMMENTARE CLICCA QUI