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Post n°102 pubblicato il 03 Febbraio 2012 da damaristich
Ba t u f f o l i di neve
leggeri come teneri ricordi, celano sotto veli morbidi, piccoli brividi e amari sapori. S'increspano freschi tra ciglia chiuse, imprigionando sguardi persi... sotto cieli tersi.
Son condannati a prigionia eterna gl'iridi brillanti, e al perpetuo rimembrar di vili rimorsi. Sono ricurvi sorrisi, ripiegati come amanti vecchi e stanchi,
Sono antichi sorsi che con mani tremanti assaggian sottecchi fiocchi bianchi. La neve scende lenta e silenziosa attenta e oziosa e sono solo... bRIvidi |
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Post n°101 pubblicato il 12 Gennaio 2012 da damaristich
Quattro.. cinque.. perché continui involontariamente a corrodermi? Preferirei di gran lunga premeditassi di farlo, ma così no. Così è una lenta tortura che non posso sostenere. Sono imbavagliata in una stanza buia, legata da corde troppo morbide, sfuggevoli. Si tranciano con un raggio di sole. Vorrei aggrapparmi per sempre a questa realtà surreale. A quei gesti impossibili. Ma sono già a terra. Non voglio che questo svanisca.
Lo imprimo su pagine prive di consistenza.
Four, five dreams I have about you. One far from the other and you’ll never know.. |
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Post n°100 pubblicato il 20 Dicembre 2011 da damaristich
Gelosamente custodito in un sacrario,
il suo effluvio è tanto caparbio da prevalicare l’alito di morte che aleggia nell’aria. Se ne sta incastonato tra ossa secche, candido nella sua purezza, un bocciolo di rosa.
Morbide sono le sue curve, e avvezze a pensieri indicibili. A ché, chiudere gli occhi quando è palpabile la sua sofficità sotto i polpastrelli, lo sento sfiorarmi ingenuamente la guancia come quell’unica volta. Mi par quasi di pungermi di spine d’imbarazzo. M’ha accarezzato l’anima, e quella permane col sopraggiungere della morte. Io... io che son ossa, io che son vita. Io… io sono l’antitesi.
Oh, bocciolo di rosa, se tu conoscessi questi miei pensieri… |
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Post n°99 pubblicato il 02 Dicembre 2011 da damaristich
Il tempo seppellisce Il vento riesuma Le tempeste della vita t’accerchiano di vecchi fantasmi che non t’abbandonano mai.
La sottile arte dell’omissione infligge ai superficiali le più profonde ferite. Sono nauseata. Dov’è la tua coscienza oh giusto? E poi a te, mostro, dove sono le tue catene? Via! Luride mani! M’hanno graffiato i pensieri! Sono nauseata da me
Perché permangono tracce di te.
Le due sagome si sovrappongono, i contorni non sono più nitidi. È finita ogni fiducia È finita. |
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Post n°98 pubblicato il 21 Ottobre 2011 da damaristich
Il tempo ha un flusso silenzioso, imperturbato, pacato, ha i tratti rilassanti di un cielo stellato in una notte serena, così profondo, oscuro, eppure rassicurante nella sua immensità. Il cielo stellato e’ il tetto naturale dell’umanità, come il tempo è la fibra su cui si costruisce l’universo. Il rapporto viscerale con la terra e l’estrema volta celeste è scritto in noi, scritta in noi è la naturalezza dello scorrere del tempo, e involontario è il respiro stesso.
Proprio per questo benché così ritmici, i respiri non sono capaci di fungere da lancette al nostro orologio. Il loro rintocco è impalpabile, così naturale da risultare silenzioso. Se poniamo orecchio a noi stessi avvertiamo ogni respiro nella sua importanza, e quantifichiamo ogni secondo con il suo esatto valore.Uno..due…tre secondi.. Uno.. due… tre respiri. Siamo abituati a udire i nostri respiri quanto lo siamo ad avvertire lo scorrere del tempo. Ma è quando il respiro manca che il tempo prende a consolidarsi, e a pesare realmente.
Così ti rendi conto che il tempo non passa…non passa mai.
L’innaturalità della mancanza d’aria, del dolore, mostra quanto sia innaturalmente lunga un’ora, un giorno, una settimana, un mese. Avverti tutte le infinitesime frazioni di tempo che compongono ogni attimo. E li senti scorrere, quegli attimi, uno per uno.
Il tempo non passa… non passa mai.
Ti rendi conto quanto lento sia realmente il suo fluire, di quanto tempo sia realmente racchiuso nel tempo stesso. Non sono i respiri, ma gli attimi segnati, a segnare il tempo. Attimi segnati nel passato, pieni, pesanti, dai tratti dolci ove caparbiamente dolorosi. Li sento gravare nel flusso del mio tempo come masse. Il tessuto temporale s’inchina al loro cospetto, curvandosi. Tutto vi ruota attorno, tutto vi converge. Ogni mia attenzione, ogni altro pensiero. Il tempo pare cristallizzarsi. Oggi è così. Lo era anche quando inconsciamente non lo sapevo. Lo è ora. Lo è stato quel bianco così intenso, abbagliante, che ha segnato il mio attimo. Non mi rendevo conto di quanto potesse divenire doloroso finchè non m’ha trapassato il torace, e s’è impiantato come una lama d’angoscia che oggi non ha intenzione di abbandonarmi. Ho avvertito tutte le frazioni di un attimo. Uno solo.
E’ così…il tempo non passa… non passa mai.
L’inevitabilità è malvagia, le conseguenze lo sono ancora dipiù. Penso di farcela, poi di non resistere. Penso che il tempo stia scorrendo, non dico veloce, ma naturalmente. Me ne convinco inutilmente. Il mio tempo è ancora piegato.
Il tempo non passa.. non passa mai.
Continuo a racchiudermi in un’inevitabile silenzio. Soppesando ogni attimo oggi, nelle sue infinitesime frazioni. |
"Forse s'avess'io l'ale
Da volar su le nubi,
E noverar le stelle ad una ad una,
O come il tuono errar di giogo in giogo,
Più felice sarei, dolce mia greggia,
Più felice sarei, candida luna"
tratto da "canto notturno di un pastore errante dall'asia"
..God bless you..

