Post n°64 pubblicato il 25 Settembre 2009 da damaristich
Rifletto dentro uno specchio la mia faccia mentre il freddo di questa stanza e' come la stretta di un gigante che mi abbraccia un brivido mi afferra la gola per buttarmi giu' fra il letto vuoto ed il silenzio sul quale scivolo ma basta un attimo ed alimento coi miei occhi il mostro morboso di paure, gia' pregusto il suo trionfo ma non le vedi? Parole che ti rotolano addosso la vita ride di te mentre tu fissi i tuoi stessi piedi
e non sento piu' l'effetto che fa guardo la citta' dall'alto mentre i mostri arrivano
e non ti accorgi che ora sei unico arriva il mostro e tutti applaudono
e poi ci sono quelle volte in cui mi do fastidio da solo e poi ci sono quelle volte in cui mi da fastidio che mi do fastidio da solo ma cosa devo fare per farmi andare bene testate contro un muro o preferisci uscire da questa apatia generazionale del cazzo alimentata a strisce per meglio scappare da una realta' di fatto che cosa vedi, una giovane mente assiderata con mille amici su myspace e un'altra cena in solitaria
e disteso qui, sento la testa che urla la lingua che tace, portami via da qui
ora che vorrei nascondermi ora che non so resistere ora che vorrei solo fuggire lontano da qui ora che son disteso qui con la mia testa che urla ora che la mia lingua tace portami via da qui
"Forse s'avess'io l'ale Da volar su le nubi, E noverar le stelle ad una ad una, O come il tuono errar di giogo in giogo, Pių felice sarei, dolce mia greggia, Pių felice sarei, candida luna"
tratto da "canto notturno di un pastore errante dall'asia"