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bonaccia
Post n°69 pubblicato il 06 Gennaio 2010 da damaristich
Vivere di bonaccia prolungata. Le mie labbra riarse non sfiorano acqua dolce da tampi immemori, e l'agognano fino allo sfinimento ma non c'è alcun vento che governi la mia barca in questa fascia di mare dimenticata da dio. Neanche un alito di vento gonfia le vele alla volta dei giganti, nessun vento mi getta tra le braccia della malvagia Circe e non c'è nessuna tempesta a farmi naufragare tra le sirene: no, nessuna sirena mi irretirà con dolci illusioni, paliativo per le mie labbra salmastre. Aimè... nessun vento mi condurrà a Ithaca. Non ho alcun compagno in questa intrepida avventura così stolto d'aver aperto i sigilli dell'otre maledetta. Nessuno mi ha condotta nel centro del nulla, l'ho fatto io stessa, mi sono gettata tra le braccia del mare sulla mia piccola barca illudendomi d'avere la forza per ripercorrere i miei passi. Ora vorrei tornare a casa, ma Ithaca è troppo lontana, e forse distrutta. Irriparabilmente. Se l'arsura non conumerà prima la mia mente, approderò in nuovi lidi, quando queste membra stanche di delusioni, troveranno la forza d'afferrare i remi per intraprendere ancora una volta il lugo e faticoso viaggio. Io non sono Penelope, non sono Ulisse. Non sono nessuno. non tesso tele, non ho forza, non ho niente. Ora nella notte, è solo il mare a cullare il mio ricordo di Ithaca. Bonaccia prolungata, e io guardo le stelle, sorridendo. Dam.
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"Forse s'avess'io l'ale
Da volar su le nubi,
E noverar le stelle ad una ad una,
O come il tuono errar di giogo in giogo,
Pių felice sarei, dolce mia greggia,
Pių felice sarei, candida luna"
tratto da "canto notturno di un pastore errante dall'asia"
..God bless you..


