
L'articolo che troverete qui di seguito è stato scritto da Karl Guillen, scrittore americano che ha vissuto l'orrore del braccio della morte. Attualmente Karl, non più condannato alla pena capitale, si trova in carcere, nell'attesa di poter finalmente tornare ad essere un uomo libero. Ha accettato di scrivere questo articolo per il mio blog, per far conoscere a tutti la sua storia. Un grazie a Karl per la sua disponibilità. Ed un grandissimo grazie anche a Betta per l'enorme aiuto! 
“SENZA LA MORTE”
di K. L. Guillen, # 77614
(libera traduzione di Anna Rita Pani)
Anche se la presa del braccio della morte si è allentata sulla mia anima, e nonostante i 14 anni di isolamento, ora mi ritengo liberato dalla sorte avversa. L'Angelo della Morte non mi guarda più attraverso i miei sogni, con la sua falce, mentre dormo. Un raggio di luce - chiamato “speranza” - è riuscito a penetrare attraverso i miei pensieri. Sogni di libertà ad occhi aperti, e di tutto ciò che la libertà potrebbe comportare. C’è grande sollievo nel non essere inseguito dagli avvocati di stato, con tutte le risorse a loro disposizione. È un sollievo di essere trasferito dallo SMU II*, dove il braccio della morte è sempre presente. Sollievo. Ma nella mia mente io sto ancora combattendo: ho una rabbia dentro che vuole ancora dimostrare allo Stato, alla gente, la mia innocenza, perché non ho commesso un omicidio. Perdi per sempre un’opportunità quando firmi una richiesta di “nessun ricorso". Mi ha segnato, tuttavia so che allora quella era la cosa giusta da fare. Non vedo l’ora di ricevere un primo abbraccio da mia madre, e dai miei sostenitori che sono sempre stati dalla mia parte. Anche se sono impaurito all’idea di ritrovarmi all'aperto senza avere addosso manette e catene, penso che potrò abituarmi a tutto ciò. Questo perché non mi è mai stato permesso di lasciare la mia cella senza avere manette e/o ceppi. Non ho potuto toccare un altro essere umano, o parlare faccia a faccia con qualcuno senza barriere fra me e l’altra persona. Mi rendo conto di essere traumatizzato mentalmente e, molto probabilmente, anche fisicamente, ma ho combattuto contro le tendenze suicide durante gli attacchi di depressione indotti dall’inedia. In passato ho combattuto così duramente per cercare di sopravvivere, che certamente posso continuare a combattere contro i residui di tortura per ritrovare la normalità. Prego di riuscire a sopportare ciò che non posso cambiare e cambiare ciò che posso cambiare. È tutta la speranza di cui ho bisogno.
Eppure gli esseri umani pensano sempre che "l'erba del vicino sia sempre più verde". Vogliono sempre di più. Ed io non sono diverso, credo. Liberato dalla possibilità di una condanna a morte e di un’esecuzione, adesso anelo ad una definitiva libertà da questi confini. Fuggire da questa gabbia nella quale mi tengono, umiliandomi, preparandomi ad avere un contatto umano. Come un nuovo motore che non si riesce ad avviare al massimo senza farlo esplodere perché non è ancora pronto a viaggiare nelle corsie ad alta velocità. Mi sembra di vivere anch’io in una condizione irreale della mente, mentre attendo di poter stare sotto la luce del sole, che non vedo da oltre una decade. La luna. Le stelle. Forse potrò vederle, ma sono dubbioso. Le luci della prigione sono luminose come le grandi città. Almeno i loro resti saranno là, sopra di me. Avrò una finestra da cui guardare l’orizzonte. Forse un coyote, o un poliziotto. Qualcosa di vivo. Qualcosa che non sia queste pareti grigie che ogni giorno e ogni notte sono costretto a guardare. Per molto tempo sono stato in mezzo ai morti, ma lasciare l’isolamento dello SMU II* non mi basta. Devo sapere se ho perso la mia umanità, il mio fascino, o la mia capacità di essere un uomo, ma soprattutto di provare sentimenti. Nella solitudine ho dovuto diventare duro verso gli altri, detenuti e guardie, a causa di tutta questa falsità e inganno. Ho bisogno di una valvola di sfogo, per liberarmi di questo freddezza che provo, per poter tornare alla mia condizione originaria. Ma ancora non l’ho trovata; forse sto aspettando semplicemente un abbraccio. Sorrisi.
Nessuno deve essere assassinato, né dal Governo né da un altro essere umano. Ciò è contrario a tutto quello che l’umanità dovrebbe sostenere. Tuttavia noi viviamo in una società che è abituata come ad una droga alla punizione e alla morte. Vediamo soltanto la superficie della ragione e crediamo alle iperboli dei media e alla propaganda, senza tener conto della grande corruzione dei nostri governi, dei giudici, della legge. Noi fuggiamo la responsabilità per questi motivi e altri. “Sono forse il guardiano di mio fratello?” Chiedilo a te stesso, come Caino lo ha chiesto a Dio quando il sangue di Abele ha sporcato i campi. Sebbene io abbia scritto questa breve lettera per dirvi come mi sento senza avere più la prospettiva di un’esecuzione nel mio futuro, non posso non scrivere che una pena di morte è purtroppo nel futuro di ognuno di noi. Continuiamo a percorrere questo boulevard hollywoodiano, muovendoci alla cieca. Impegnati in divertimenti e ignorando la realtà. Persino mentre esplodono le bombe, le iniezioni letali scorrono nelle vene dei condannati a morte, e gruppi estremisti e governi guidati da corporazioni pagano per fare guerre, apparentemente non ce ne preoccupiamo. Il livello del mare sta salendo. La terra si sta riscaldando a causa dei nostri atteggiamenti consumistici. Non è forse tutta l‘umanità, escludendo pastori e agricoltori, ipnotizzata dall'asse corporativo intorno al quale questo mondo ora sembra girare? Sembra che qualcosa ci intrattenga e ci porti a disinteressarci.
Sono stato trasferito dallo SMU II* allo SMU I*. Sono in un programma "cool-down", che deve prepararmi per essere trasferito ad una prigione aperta. Si preoccupano per la mia "condizione mentale". C’è da meravigliarsi che non se ne siano preoccupati prima! Dovrò eseguire un test con la macchina della verità e, se lo superò, potrò andare in una prigione aperta ed avere contatti con gli altri. Mi sento impaurito, ma anche eccitato a questa prospettiva. Per la prima volta in 6 anni, ho potuto comprare cibo e avere “la pancia piena” a marzo. Ho degli amici che mi sosterranno, fisicamente e moralmente, persino finanziariamente. Sono molto fortunato, dicono i miei amici, che spero di poter ricompensare un giorno...
Per le persone è difficile vivere indirettamente la realtà della prigione, a causa di tutti i film sulla vita del carcere e le bugie in essi raccontate. Ho provato a spiegare le nostre giornate nei miei romanzi, ma anche in questo caso, le parole non possono sostituire questa vita che sto perdendo!
Amici e corrispondenti possono scrivermi all’indirizzo seguente. (Karl è finalmente stato trasferito ad una prigine con minore livello di sicurezza... Quello che troverete qui di seguito è il suo nuovo indirizzo, ndr.) Parlo inglese, italiano, tedesco.
KARL LOUIS GUILLEN A.D.C. # 77614
A.S.P.C. - LEWIS / RAST
P.O. BOX 3600
BUCKEYE - ARIZONA 85326
U.S.A.
* SMU significa Special Management Unit. I numeri I e II rappresentano i livelli di custodia ed indicano due diverse unità della stessa prigione, nel complesso carcerario di Complex Eyman.
Inviato da: SpiraleDiPensieri
il 22/01/2012 alle 13:23
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il 21/01/2012 alle 12:36
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il 18/01/2012 alle 16:50
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il 18/01/2012 alle 15:46
Inviato da: SpiraleDiPensieri
il 18/01/2012 alle 10:30