Community
 
Spitama
   
Creato da Spitama il 17/06/2009
Impressioni e pensieri di uno qualunque

TRADUTTORE SIMULTANEO

 

Area personale

 

... MA INSOMMA CHI È ?

 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

Ultimi commenti

Auguri per il tuo compleanno :)
Inviato da: simona_77rm
il 30/01/2012 alle 17:23
 
Auguri di cuore di Buon Compleanno! virgola
Inviato da: virgola_df
il 28/01/2012 alle 09:04
 
Vinz, auguri!
Inviato da: ba_rm
il 28/12/2011 alle 15:29
 
In attesa del tuo ritorno...auguri di un sereno Natale! :-)
Inviato da: simona_77rm
il 22/12/2011 alle 19:39
 
Al primo viaggio in Cina mi fiondero' in quel...
Inviato da: simona_77rm
il 03/11/2011 alle 13:36
 
 
 

LO SCAFFALE

La “mente”, cioè la nostra coscienza consapevole del mondo, è un aspetto fondamentale della società. Con questo libro Paul Davies, uno scienziato che non professa alcuna religione tradizionale, afferma che c'è un livello più profondo di comprensione e spiegazione, che si può chiamare Dio, per cui, anche se non si può dire che noi siamo il fine dell'esistenza dell'universo, gli esseri umani sono una parte essenziale dell'organizzazione del mondo.

----------///-----------///-------///----------///----------

Rchard Dawkins, biologo evolutivo e membro della Royal Society, con questo suo libro non solo vuol dimostrare, con stile piacevole e argomentazioni provocatorie, l'assoluta improbabilità di un essere superiore, creatore del cielo e della terra, ma soprattutto denunciare come ogni forma di religione possa trasformarsi in fondamentalismo, fomentare guerre e condizionare la mente dei bambini.

----------///-----------///-------///----------///----------

Se volete conoscere i pensieri di un  chimico alquanto stravagante, che con i suoi alambicchi si costruiva ogni tipo di “sballo”, e nonostante ciò è riuscito a guadagnarsi, nel 1993, un premio Nobel per la Chimica. Leggetevi questo libro. Simile ad un esplosivo laboratorio di idee, Kary Mullis ci sfida a mettere in discussione l'autorità della scienza dogmatica. Dalla sua penna scoprirete come vive, lavora e si diverte una delle menti più brillanti dell'ultimo secolo.

 ----------///-----------///-------///----------///----------

    << La nostra vita è un opera d'arte, che lo sappiamo o no, che ci piaccia o no>>, questo pensiero è tratto dal libro con il quale lo scrittore ci propone la sua soluzione personale al secolare problema di come deve essere una vita felice. Se volete scoprire un nuovo metodo per apprendere l'arte di essere felici e forgiare la propria vita in modo originale, leggetevi questo libro. E, dalla penna di uno dei pensatori più noti e influenti al mondo, potrai conoscere il suo pensiero e ascoltare i suoi consigli, a mio avviso, utili e attuabili.

copertina del libro

 

 

BACHECA PARROCCHIALE: AVVISI

Gentili parrocchiane, non dimenticate la vendita di beneficenza. È  un buon modo per liberarvi di quelle cose inutili che vi ingombrano la casa. Portate i vostri mariti.

----//----

Venerdì prossimo alle ore 17 ci sarà il primo incontro del Gruppo Giovani Madri. Tutte le ragazze della Parrocchia che desiderano diventare giovani madri possono rivolgersi al parroco, nel suo studio.

----//----

Il Gruppo di recupero della fiducia in sé stessi, si riunisce venerdì sera alle      ore 19. Per cortesia usate la porta sul retro.

----//----

Per favore mettete le vostre offerte nella busta, insieme ai defunti che volete far ricordare.

----//----

Un nuovo organo è stato installato in Chiesa. E' stato donato da uno dei   nostri parrocchiani, in memoria di sua moglie.

 

GLI INTRAMONTABILI

 

I VIZI CAPITALI

ACCIDIA

In un giardino, un vagabbonno dorme

accucciato per terra, arinnicchiato,

che manco se distingueno le forme.

 

Passa una guardia: - Alò - dice - Cammina !

Quello se smucchia e   j' arisponne: - Bravo !

Me sveji propio a tempo ! M' insognavo

che stavo a lavorà ne l' officina !

 

GLI INTRAMONTABILI

 

I VIZI CAPITALI

AVARIZIA

Ho conosciuto un vecchio

ricco, ma avaro; avaro a un punto tale

che guarda li quattrini ne lo specchio

pe' vede raddoppiato il capitale.

 

Allora dice: - Quelli li do via

perché ce faccio beneficenza;

ma questi me li tengo pe' prudenza...

E li ripone nella scrivania

 

GLI INTRAMONTABILI

 

I VIZI CAPITALI

GOLA

Un Gatto s' incontrò con un amico

Come va ? - Se campicchia... - E indove stai ? -

Dice: - Lavoro in quer palazzo antico.

Uh ! Li sorci che acchiappo ! Nun te dico

Nun finischeno mai !

Che strage ! Che macello !

Fa piacere a vedello !

Però nella soffitta der palazzo,

c'è la moglie d'un sorcio co' la fija

e quelle, poveracce, nu' l' ammazzo:

prima per un riguardo a la famija

eppoi perché me fanno

trecento sorci all' anno...

In certe circostanze è necessario

un po' de sentimento umanitario 

 

GLI INTRAMONTABILI

 

I VIZI CAPITALI

                                                 INVIDIA

Su li stessi gradini de la chiesa

c'è uno sciancato co' la bussoletta

e una vecchietta co' la mano tesa.

 

Ogni minuto lo sciancato dice:

- Moveteve a pietà d'un infelice

che so' tre giorni che nun ha magnato...

E la vecchia barbotta: - Esaggerato !

 

GLI INTRAMONTABILI

 

I VIZI CAPITALI

                                                                                                                        IRA

Lidia, ch'è nevrastenica, è capace

che quanno liticamo per un gnente

se dà li pugni in testa, espressamente

perché lo sa che questo me dispiace.

 

Io je dico: Sta' bona, amore mio,

ché sennò te fai male, core santo...

Ma lei però fa peggio, infino a tanto

che quarcheduno je ne do pur'io 

 

 

 

GLI INTRAMONTABILI

 

I VIZI CAPITALI

LUSSURIA

 

Pe' un ladro, un assassino o un mentitore

c'è sempre un modo pe' arriva' ar Signore

l'importante è che ce sia er pentimento

pure che fosse a l'urtimo momento

 

La Chiesa vanta tanti pensatori

furgide menti, ma prima peccatori

che passorno la vita a fa' baldoria

prima de sorge a 'na Cristiana Gloria

 

Frate Abelardo fu propio uno de questi

che prima de studia l' Antichi Testi

era famoso pe' certe inclinazioni

che perse poi cor tajo dei cojoni

 

GLI INTRAMONTABILI

 

I VIZI CAPITALI

SUPERBIA

Quello che te fa danno è la modestia:

- disse un Cavallo a un Ciuccio- ecco perché

nun sei riuscito a diventà una bestia

nobbile e generosa come me ! -

 

Er Ciuccio disse: - Stupido che sei !

S'io ciavevo davero l'ambizzione

de fa carriera, a st'ora già sarei

Ministro de la Pubbrica Istruzzione

 

 

« Father and SonPubblicità col cappuccio... »

Il gatto nero

Post n°82 pubblicato il 23 Ottobre 2009 da Spitama
 
Foto di Spitama

 La credenza che il gatto nero porti sfortuna risale al medioevo, quando i gatti erano considerati i diabolici compagni delle streghe, per la loro abitudine ad uscire di notte. Maggiormente quelli di colore nero perché, non essendo molto visibili nell'oscurità, facevano imbizzarrire i cavalli, i quali scaraventavano a terra i cavalieri con estrema violenza.

      E' per questo motivo che oggi l'attraversamento del proprio cammino da parte di un gatto nero deve essere evitato dal superstizioso, se non vuole attirarsi la jella. Questa pratica è oggi considerata superstizione. Ma quale è il significato etimologico del termine ? Con la parola superstizione(dal latino super=sopra e stitio=sta) anticamente si intendeva la paura tormentosa che faceva ristare una persona davanti a segni che eccedevano la comune credenza, quali i segni celesti, i sortilegi o cose mirabili.

     Poi con l'avvento della religione cristiana il significato mutò e con il termine superstizione si intendevano tutte quelle stravaganti pratiche di culto, ovviamente vietate dalla religione, che tendevano al falso concetto di attirarsi con eccessiva fiducia il favore delle divinità. Questi atti, credenze o riti erano ovviamente condannati dalla Chiesa Cattolica per il semplice motivo che “Non si può piegare al proprio volere Dio”, mentre questi, come anche la magia, tendevano in qualche modo a voler dominare l'irrazionale, il sacro, facendo così perdere di significato la religione stessa che, invece, si basa sull'esistenza di un sacro “Indominabile”

     Certo è impensabile che oggi, in un era così super tecnologica, ancora esistano certe credenze, eppure tanto è. Ma quella del gatto nero o della scala non sono le uniche credenze esistenti e tramandateci da culti pagani; ad esempio pochi sanno che le strenne di Natale, anticamente chiamate strine, si rifanno ad antiche pratiche magiche di fine anno, tra le quali era previsto anche lo scambio di doni. La Chiesa, visto che come usanza era dura a morire, allora disse:<< se lo fai perché vuoi bene ai tuo amici e ai tuoi cari, allora è concessa, e non è più superstizione. Ma se invece lo fai come segno o ricordo della vecchia credenza, cioè dell'ossequio agli idoli, allora è peccato.>> 

     E' ovvio che la superstizione è un concetto irrazionale, ma nonostante ciò, di superstiziosi ne esistono a bizzeffe; ma se si prova a chiedergli se credono a certe pratiche stravaganti, di sicuro, per un senso di inconscia vergogna, ti risponderebbero: << non sono vere, ma non si sa mai lo fossero, tanto vale la pena rispettarle>>. Questo ragionamento, a pensarci bene, sembra portarli inconsciamente alla stessa conclusione tratta nella “Scommessa di Pascal”.

     Ora, considerato il fatto che nel caso di Pascal l'argomento era la fede, voglio premettere che non rientra nelle mie intenzioni paragonare la superstizione alla fede in Dio, anche se essa , come la religione sono basate su dogmi irrazionali. Mi è venuta in mente la “Scommessa di Pascal” per l'analogia che esiste fra le due credenze, la pagana e la sacra, nel trarre le proprie conclusioni. Mai, e poi mai, mi azzarderei ad alzare un polverone del genere : ognuno è libero di credere in quello che vuole e questa libertà di opinione deve essere, sempre e comunque, rispettata .

    Veniamo ora alla “scommessa”: Blaise Pascal, grande matematico francese, sosteneva che, per quanto possa essere grande la probabilità che Dio non esista, ancora più grande sarebbe la perdita se si scommettesse che non esiste e si sbagliasse. E' meglio credere, perché se si crede e risulta che Dio esiste, si guadagna la beatitudine eterna, mentre se Dio non esiste non si perde niente. Se viceversa non si crede e risulta che Dio esiste, si incappa nella dannazione eterna, mentre se non esiste non si perde nulla . All'apparenza, la decisione è facilissima: conviene credere.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
Vai alla Home Page del blog