Spuma_di_mare
Tra piume di stelle...e coriandoli di cielo...(Max Gazzè)
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Post n°306 pubblicato il 16 Maggio 2013 da stelladelsud_1976
Il blu è da sempre il mio colore preferito...anche se è negli ultimi anni che mi sono resa conto di QUANTO il mio armadio stesse diventando (solo con pochissime e rarissime, razionali, eccezioni!) un'unica macchia di colore! Sarà che il blu mi fa pensare ai quadri di Chagall: che a tal proposito affermava: "Forse la mia arte è un’arte insensata, un mecurio cangiante, un’anima azzurra che precipita sopra i miei quadri.”
(*Marc Chagall - La Sposa) Sarà che il blu, d'istinto, mi fa pensare alle strisce di turchese-cielo intenso con cui amavo riempire i miei disegni da bambina ( facendomi persino un callo sul dito!) tanta era l'intensità con cui coloravo con i miei amatissimi pastelli Giotto... O sarà che il blu mi riporta irrimediabilmente, sempre, alla tavolozza in perenne divenire che è il mare, unico elemento naturale capace di rilassare da sempre la mia anima inquieta. E la spiegazione di questa mia "predilezione/fissazione" l'ho trovata leggendo quanto segue: " simbolo di armonia ed equilibrio, nonché di calma, il colore Blu ha la facoltà di rilassare portando equilibrio nella sfera emotiva. Trasmette, inoltre, una certa sensibilità portando l’individuo ad essere più vulnerabile ad eventuali “attacchi” esterni. Il colore Blu ha la capacità di normalizzare la frequenza del battito cardiaco e la pressione tendendo così a rilassare il corpo e ad allontanare il senso di ansia. Chi predilige il Blu è un individuo dai sentimenti profondi, pacato e con una forte capacità di trovare il proprio equilibrio interiore. E’ una persona che fa degli ideali la sua arma vincente e trova la stabilità grazie al suo attaccamento alle tradizioni. Generalmente, la persona che ama il colore Blu tende ad evitare ambienti particolarmente caotici e le persone iraconde. " Beh un tantinello mi ci riconosco, la solita prevedibile e banale direte voi...e che ci vogliamo fare...almeno sono di facile interpretazione! Continuando a leggere, ho trovato più curiose le nozioni di come questo colore sia diventato più apprezzato, fino ad essere riconosciuto come il colore più amato del mondo (fonte: Wired), nel corso dei secoli grazie all'iconografia cristiana; perchè associato al manto della Vergine Maria. Che stia imitando un pò Picasso e le sue fasi cromatiche alterne??? Mon Dieu!! |
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Post n°305 pubblicato il 14 Maggio 2013 da stelladelsud_1976
(*foto: dal web) Quando oggi la mia migliore amica mi ha detto che oggi sarebbe stato il "suo" compleanno ...mi si è stretto il cuore...e per un attimo mi sono chiesta quale fosse l'arcano motivo per cui lei non potesse più essere qui per festeggiarlo...insieme alla sua famiglia ed alla sua stupenda bambina. Ho pensato al suo sorriso contagioso, a quel giorno in cui tutte insieme siamo andate alla prova ufficiale di vestito da sposa ed a come cantassimo allegramente la marcia nuziale...felici di condividere tutte insieme un momento tanto bello! E poi il suo incoraggiamento grintoso a non mollare appena iniziata la mia chemio: per un attimo tutto quel vigore mi aveva fatto paura...ma poi quando abbiamo saputo della sua malattia, più tenace e cattiva che mai...la notizia ci ha lasciato spiazzati ed in due mesi ci si è ritrovati senza il suo sorriso e senza la sua allegria contagiosa. Ed ora per la mia amica e per me ...il pensiero è sempre lì...alla sua adorabile bambina troppo piccola per capire, perchè la sua mamma sia andata via senza salutarla...ed è assurdo pensare che la sua piccola possa essere persino arrabbiata con lei per questa dipartita inspiegabile... Penso, poi, a quei palloncini lanciati nel cielo in riva al mare...ed ad un compleanno che lascia senza parole...perchè non c'è nulla da festeggiare tanto meno la nostra stessa età....e mi domando...perchè lei non abbia avuto la chance di lottare ed io si? Già perchè? |
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Post n°304 pubblicato il 01 Maggio 2013 da stelladelsud_1976
(*foto: dal web) "Perchè sforzarsi di piacere a persone, a cui non si ha voglia di assomigliare?" Questa domanda mi ha fatto pensare al senso di imbarazzo, ed a tratti di vergogna, provati in questi ultimi giorni tornando a lavoro dopo una lunga assenza, sentendomi davvero, più che mai, sotto i riflettori e quindi sottoposta allo sguardo curioso altrui. So perfettamente che non dovrei provare imbarazzo o vergogna rispetto al foulard che mi copre la testa (in attesa della lenta ricrescita dei capelli) e so che, invece, dovrei sentirmi fiera ed orgogliosa di me stessa, perchè da sopravvissuta riemergo da un periodo difficilissimo della mia vita, in cui sono stata fortissima ed ho affrontato tutto con coraggio, forza e determinazione. Dovrei sentirmi, dunque, fiera di me stessa, della battaglia che sto combattendo e dello spirito con cui la sto portando avanti da quando mi ci sono imbattuta, eppure...è come se negli sguardi altrui leggessi quella pena e commiserazione che, forse, anch'io provo nel profondo verso me stessa. Forse, non dovrei prendermela con il prossimo, non dovrei biasimarli per come mi guardano...è inevitabile sia così. Dovrei solo stare più tranquilla e smetterla di preoccuparmi, anche questo pensiero fisso che ho verso il mio aspetto fisico passerà, mi abituerò...e saprò fingere che sia tutto normale, che nulla sappia scalfirmi e che in me non c'è nulla che non vada (a parte delle cellule pazze che combatto a suon di pillole e terapie poco simpatiche!) E' solo che ci ho messo lunghissimi anni a superare una timidezza infinita, a combattere con un senso di inadeguatezza constante, a risollevare un livello di autostima rasoterra, invece, questa esperienza mi ha riazzerato il lavoro faticosamente compiuto...eccomi qui...che mi risento punto ed a capo! Non mi sento più femminile, non mi sento più carina (per carità mai stata bella!)...e soprattutto non mi sento più "normale". E' come se fosse fissa in me l'immagine di quel che non sarò più e quel che mi mancherà per sempre. Vale la pena, quindi, impegnarsi a fingere di essere quello che non si potrà più essere o che dovrei essere agli occhi altrui? Non sarebbe, piuttosto, meglio iniziare ad accettarmi per quel che sono e quel che sarò senza angosciarmi costantemente per quel che è andato irrimediabilmente perduto? Certe lacune rimarranno per sempre ed io dovrò abituarmi, ancora una volta, a non poter fare certe cose o a non poter averne altre. E' così. Punto. So farlo questo gioco delle rinunce, ci sono abituata dalla nascita; sacrificio e rinuncia sono state due parole che si sono ripetute con costanza nella mia vita. Dunque, come mi ripete sempre, un mio carissimo ex capo in tedesco: "Kopf hoch"! Testa alta! Affronterò sguardi, vuoti, mancanze e riempirò di altro questa vita che spero assuma un colore ed una forma ed un percorso, che per ora mi sono sconosciuti, ma che mi sembrano solo molto indefiniti e tanto, tanto, tanto tortuosi e complessi.
... La vita non ascolta ... |
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Post n°303 pubblicato il 24 Aprile 2013 da stelladelsud_1976
(*foto: dal web) Oggi, guardando un telefilm in tv, ho sentito una frase che mi ha colpito profondamente e che diceva più o meno così: "Ci appropriamo del dolore, perchè è l'unica cosa che ci rimane. Ma noi possiamo scegliere." Questa frase, apparentemente così semplice, mi ha fatto pensare a tante cose, alle delusioni d'amore o d'amicizia, a tutte quelle situazioni o persone che possono procurarci un dolore più o meno enorme e/o duraturo nella nostra vita. E' proprio vero, si rimane, delle volte, rabbiosamente attaccati al dolore, perchè altrimenti di qualcuno non ci rimarrebbe più nulla, o perchè orgogliosamente questa emozione ci aiuta, stranamente, a non dimenticare certi torti e ferite inferte. Ma poi...sarebbe bello, col tempo (o magari subito con un pò di pratica!?!), imparare a staccarsi da questo dolore, per riappropriarsi della Vita, quella con la maiuscola, quella che ti dona emozioni vere e costruttive, e per diamine positive! Ecco, sarebbe stupendo poter scegliere, per una volta, di staccarsi dal dolore per riuscire a sentire, finalmente, l'amore del prossimo e chissà la dolcezza di una carezza o l'intensità di uno sguardo o udire la meraviglia cristallina di una risata a cuor leggero e provare, infine, un pò di calore e di sollievo in tutto il corpo, lì dove tutto era rimasto contratto e ingrigito dal dolore. "Per avere la pace, bisogna scegliere la guerra." Facciamo, dunque, la guerra al dolore per lasciare spazio a quella pace interiore di cui abbiamo bisogno per stare meglio...con noi stessi e con chi ci vuole bene.
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(*foto: dal web) Quella, sin dall'inizio, non è stata affatto una storia semplice, anzi, era tutto complesso, semplicemente perchè tutto era sbagliato a priori. Ma un sentimento importante era nato per poi avvilupparsi dolorosamente su sè stesso uccidendolo, strozzandolo. In fondo, era scritto sin dall'inizio e poi erano sopravvenute le sue bugie e dei silenzi, che hanno fatto il resto. Superare tutto questo, allora, non è stato facile, c'è voluto tempo, forza di volontà e moltissima razionalità, ma per fortuna si va sempre avanti. Poi, succede che ogni tanto lui si rifaccia vivo con un messaggio o una mail chiedendo di tornare amici, ma quando gliene ho dato la possibilità, l'ha sempre delusa, con un'abilità unica, da maestro, ma ognuno in fondo ha i suoi talenti no? Stanotte: faccio un sogno in cui lui compariva ancora una volta con il suo sorriso carico di mille buoni propositi, ed io invece altrettanto piena di rabbia ed incapace di perdonarlo e di concedergli altro tempo e fiducia. Infine, per le strane casualità del destino, questa mattina al risveglio ecco comparire il suo sms di buongiorno. Ed io...al solito...con la consueta incapacità di apprezzare i suoi deboli tentativi di costruire un'amicizia interamente dalle basi. Se una cosa non funziona dall'inizio, perchè insistere? Forse, è più giusto nonchè più semplice metterci la parola: fine.
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