Blue Monday

Post n°537 pubblicato il 16 Gennaio 2018 da diogene51
 

 

Ieri, lunedì 15 gennaio era il blue monday, ovvero il giorno in cui ci si sente più infelici.

 

Già vari anni fa, uno psicologo inglese ha messo a punto un'equazione, tenendo conto di diverse variabili: il meteo (il freddo, il buio), i soldi spesi per Natale, il calo motivazionale post-feste per stabilire che quel giorno è quello in cui, in tutto l'anno, ci si sente più giù. Però dove c'è la neve no, perché la neve renderebbe felici.

 

Ora, per me ieri non è stato un giorno felicissimo, ma in gran parte per ragioni personali, perché per il resto qui era un giorno cristallino, di quelli che vien voglia di volare sugli alberi a cantare.

 

E per voi, come è stato?

 

 

 
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Love Giver

Post n°536 pubblicato il 12 Gennaio 2018 da diogene51
 

 

 

 

I Love Giver operano già in Paesi come Olanda, Svizzera, Scandinavia e Belgio. Da noi cominciano dei progetti, soprattutto a cura di LoveGiver (vedi il sito http://www.lovegiver.it/il-progetto/ e anche www.youtube.com/watch?v=E0hVo-5JVNg). Attualmente si cerca di aiutare i disabili in ogni aspetto della vita, ma la loro sessualità resta un tabù, quasi che essi debbano vivere in un perenne dolore e sofferenza e non esplicare tutte le loro qualità ed esigenze umane. Sessualità significa anche amare e stimare sé stessi, esprimere la propria emotività e la propria corporeità. Pensiamo a chi vive in sedia a rotelle o a letto oppure è mutilato delle mani. Vengono curati e carezzati dai loro familiari e dagli assistenti, ma, a quanto dicono, vorrebbero essere toccati da un essere umano in modo diverso. Mi ha commosso l'intervista a una ragazza che diceva: “prima di morire vorrei provare l'orgasmo, chissà com'è”.

 

Una volta ho parlato in chat qui in Community con una persona disabile, costretta in sedia a rotelle, che aveva un grande desiderio di essere amata e che mi ha aiutato a comprendere la profondità di queste problematiche. E di qui la ringrazio. Dopo aver parlato con lei mi sono sentito una persona diversa.

 

Qualcuno, per screditare questi bisogni e le possibili soluzioni, parla di prostituzione, ma il servizio del Love Giver è tutt'altro. Gli operatori che vengono scelti sono persone con una vita sessuale normale, sia omo che etero e vengono seguite da medici e psicologi. Essi devono essere empatici alla sofferenza altrui e guidare i soggetti alla scoperta della propria sessualità e del proprio corpo, solo in casi estremi, quando il soggetto, per situazione fisica, non è in grado di farlo, potrebbero ricorrere alla masturbazione.

 

Per far partire queste attività, data la delicatezza della situazione, si richiederebbe un riconoscimento dello Stato. Nell’aprile 2014 è stato depositato alla Camera un disegno di legge per introdurre in Italia il ruolo dell’assistente sessuale, ma il testo giace in un cassetto del Senato, mentre sensibilità viene dimostrata a livello regionale, per esempio in Toscana. In un ambulatorio ho trovato un volantino su queste problematiche.

 

 

 

 

 
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donne e longevitÓ

Post n°535 pubblicato il 07 Gennaio 2018 da diogene51
 

 

E' risaputo che le donne vivono più a lungo degli uomini. La questione però è: perché? Alla domanda hanno cercato di rispondere i ricercatori dell’University of Alabama (Usa). Secondo quanto scoperto dallo studio dei ricercatori Steven Austad e Kathleen Fischer, rispetto alle altre specie animali, “Gli esseri umani sono l’unica specie in cui è noto che un sesso possiede un vantaggio di sopravvivenza onnipresente. Questo è una delle caratteristiche più robuste della biologia umana".

 

L’aspettativa di vita osservata in altre specie – dagli insetti ai mammiferi – mostra che in diversi casi vi è in effetti un vantaggio per uno dei due generi sessuali di appartenenza. Tuttavia, spesso ad avere questo vantaggio è il soggetto maschio. Cosa che invece si ribalta nella razza umana. «Non sappiamo perché le donne vivono più a lungo – sottolinea Austad – Ed è incredibile che questo non sia diventato oggetto di maggiore attenzione da parte della ricerca in biologia umana».

 

 

La più grande banca dati sulla longevità umana è The Human Mortality Database, composto da tabelle complete circa la durata della vita di uomini e donne provenienti da 38 Paesi, che vanno persino indietro fino a 1751 per la Svezia e il 1816 per la Francia. I dati rivelano inequivocabilmente che l’aspettativa di vita favorisce le donne: il genere femminile costituisce il 90% dei centenari e degli ultracentenari – con 110 o più anni d’età.

 

 

 

E’ un mistero il fatto che le donne vivano di più perché, sottolineano i ricercatori, durante la vita adulta media, le donne godono in genere di una salute più precaria rispetto agli uomini. Eppure, alla fine, vivono di più. Secondo gli esperti, il segreto potrebbe nascondersi nelle differenze ormonali, del sistema immunitario, nelle risposte allo stress ossidativo, o anche nel perché gli uomini hanno un cromosoma X (e uno Y), mentre le donne ne hanno due.

 

La cosa è tanto più sorprendente in quanto le donne hanno una vita sessuale più corta. Magari, chissà, è proprio per questo...

 

 
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trasporti e incidenti

Post n°534 pubblicato il 03 Gennaio 2018 da diogene51
 

 

Avete tutti sentito dello spaventoso incidente accaduto sulla A 21. Dal quale occorre estrapolare, a vantaggio degli automobilisti, il principio “mai viaggiare tra due tir”, il che non è sempre facile: talvolta i camion formano file lunghe chilometri ed è possibile che qualcuno che viaggia più veloce di noi (magari anche con velocità eccessive) ci costringa ad entrare nella fila, dalla quale non è facile sganciarsi.

 

Ma ovviamente questa è una considerazione insufficiente. Tutti sappiamo che molti autisti sono pressati da contratti che impongono ritmi ben superiori a quelli ragionevoli, che sono anche previsti dalla legge, o comunque, se sono privati, cioé “padroncini” sono portati ad andare veloci per lavorare di più, pagarsi il costo del mezzo e portare il pane a casa. Ho poco fa sentito un intervento in tv sull'argomento. E il parere, a mio avviso giustissimo, è stato che “ci sono troppi camion sulle strade”. Questo è sacrosanto. Ma è mai possibile che quasi tutte le merci viaggino su strada? Bene o male abbiamo una rete ferroviaria più che decente. Non si potrebbe incrementare il treno contro la gomma? E poi, siamo un Paese lungo e relativamente stretto: non si potrebbe finalmente impostare le “autostrade del mare”? Non tutte le merci debbono viaggiare a gran velocità, basta che ci sia ricambio. Il carburante, per esempio: dati anche i pericoli, che si son visti in questo caso, che necessità c'è che viaggino su gomma? Basta che ci siano invii continui, con una buona programmazione. Quando sarà che i politici si prenderanno cura di questo problema?

 

 
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Cittadini o sudditi?

Post n°533 pubblicato il 27 Dicembre 2017 da diogene51
 

 

 

 

Stamattina ero in un ospedale ad accompagnare un paziente. Nell'attesa, mi sono messo a leggere i cartellini appesi davanti alle porte. C'è un grande uso di sigle. Alla porta degli ambulatori c'era scritto S.O.C. [eccetera] Ad una porta S.O.S. [eccetera]. Ora, SOS sanno tutti cosa vuol dire: letteralmente “Save Our Souls” ma il significato implicito è una richiesta di soccorso, quindi vale per “pronto soccorso” o simili. Ma S.O.C.? “Save our C...?”. No, evidentemente. Suppongo “Servizio”...e poi? A che servono tutte queste sigle, dato che non devono essere lette dagli operatori che sanno bene cosa e chi c'è nelle stanze. Servono, secondo me, ad ingenerare un senso d'ignoranza, di impotenza, in una parola di sudditanza verso “color che sanno”, quelli che stanno in alto, quelli che capiscono ciò che il povero paziente ignora. Poi magari, dentro, trovi un medico che ti chiede se gli dai il permesso di prendere nota della visita, il che invece mi sembra assurdo, e poi, magari, ti rimbrotta perché sei andato alla visita prima di quanto suppone fosse necessario, quando ci sei andato sulla base di una richiesta di un sanitario che ti ha visitato precedentemente e che ha disposto quella visita lì.

 

Insomma tu non sei un cittadino che ha sempre pagato le sue tasse (come posso garantire del paziente in questione), ma un suddito, sballottato tra cose che non capisce e che non deve capire, perché altri sono quelli che decidono per lui.

 

 
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