StoricandoIn giro per la storia... |
FRASI STORICHE E CELEBRI
Sono padrone di un Impero su cui il sole non tramonta mai
(Carlo V d'Asburgo)
LIBRO PREFERITO
Assiria, VII secolo avanti Cristo. A Ninive, nel Palazzo Reale, vivono felici i due fratellastri Tiglath Assur e Asarhaddon.
Entrambi si innamorano della stessa affascinante principessa, dalla quale – oltreché il loro – dipende il destino dell’Assiria. Rivive nelle pagine di questo libro un mondo scomparso, barbaro e raffinato.
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Post n°11 pubblicato il 12 Luglio 2007 da leorich79
La mitologia vuole che, la città di Trapani sia stata originata dalla falciola caduta a Cerere, mentre sul carro trainato da serpi alati correva per il mondo in cerca della figlia e attraversava il mare; falciola che si mutò in una lingua di terra arcuata sulla quale sorse una città, per tale forma detta appunto "Drepanum", per alcuni essa è nata dalla falce caduta di mano a Saturno, per altri sorse dall'amore sorto tra il cielo e il mare. |
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Post n°10 pubblicato il 05 Luglio 2007 da leorich79
Un calice di vino racconta millenni di storia umana. Gli studiosi che nel corso del ventesimo secolo hanno cercato di scoprire quanto la terra nasconde alla vista degli uomini si sono imbattuti casualmente nella più antica giara di vino mai rinvenuta. È comunque accertato che la produzione su larga scala di vino è iniziata poco dopo il 3000 avanti Cristo, quindi circa 5.000 anni fa. |
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Post n°8 pubblicato il 19 Giugno 2007 da leorich79
La sequenza dei giorni della settimana presso gli ebrei (il popolo presso il quale quest'istituzione appare particolarmente antica e ricca di significato) era abbastanza semplice, poiché il nome dei giorni era dato da una cifra: Anche la sequenza dei giorni della settimana denominati con nomi di astri non è casuale come potrebbe apparire. In Italia si inizia dal lunedì e si prosegue con la filastrocca. Secondo le nozioni astronomiche dell'antichità, i pianeti (ovvero tutti i corpi celesti dotati di moto apparente compresi quindi anche il Sole e la Luna) erano disposti, dall'esterno all'interno, in quest'ordine: Saturno, Giove, Marte, Sole, Venere, Mercurio, Luna. Come è possibile notare, la sequenza è del tutto differente da quella canonica dei giorni della settimana. Lo stesso Cassio Dione fornisce però ben due metodi per spiegare la discrepanza fra la sequenza dei giorni e quella dei pianeti.
Primo metodo Partendo dal dio e pianeta più esterno, Saturno, relativo giorno di sabato, si doveva procedere verso l'interno del sistema solare saltando due pianeti (Giove e Marte). Si arrivava così al Sole (giorno che poi è stato occupato dalla domenica cristiana). Procedendo con il salto dei due pianeti (Venere e Mercurio) si arriva alla Luna, corrispondente, come è facile evincere, al lunedì. Riprendendo dall'inizio si saltano sempre due pianeti (Saturno e Giove) e si arriva a Marte, ovvero a martedì. Altri due pianeti da saltare (Sole e Venere) e si cade su Mercurio, cioè mercoledì. Saltando i successivi (Luna e - ancora - Saturno) si giunge a Giove per giovedì e, infine, dopo altri due pianeti saltati (Marte e Sole), si arriva a Venere, ovviamente venerdì. Una prova ulteriore è data dal fatto che, saltando ancora due pianeti (Mercurio e Luna), si ricade, di nuovo, su Saturno.
Schema Saturno, Giove, Marte, Sole, Venere, Mercurio, Luna: Saturno, Giove, Marte, Sole, Venere, Mercurio, Luna: Saturno, Giove, Marte, Sole, Venere, Mercurio, Luna:... (Saturno)...
Secondo metodo Questo metodo è per certi versi più complesso e per altri più semplice. la prima ora del primo giorno sarà dedicata a Saturno; il giorno sarà, ovvio, il sabato. la seconda ora assegnata a Giove la terza a Marte la quarta al Sole la quinta a Venere la sesta a Mercurio la settima alla Luna L'ottava ora tornerà a Saturno, la nona a Giove e così via fino alla ventiquattresima ora che sarà appannaggio di Marte. Proseguendo nella successione si nota che la prima ora del secondo giorno sarà dedicata, dopo Marte al Sole e sarà domenica. Nominando ogni ora del secondo giorno si arriva alla ventiquattresima ora che sarà dedicata a Mercurio. Ne discende che la prima ora del terzo giorno sarà dedicata alla Luna e infatti, dopo la domenica viene il lunedi. Basta proseguire fino alla consumazione del settimo giorno per ottenere la sequenza completa. E anche in qusto caso dopo l'ultimo pianeta (Luna) del settimo giorno, si ricomincerà esattamente dal primo pianeta (Saturno) del primo giorno. |
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Post n°7 pubblicato il 08 Giugno 2007 da leorich79
Il concetto di infinito è stato elaborato dalla filosofia greca con valenze prevalentemente negative (come si può notare anche dalla parola che lo definisce nelle varie lingue: a-peion in greco, in-finitum in latino, un-endlich in tedesco, ecc.) ed è stato dalla stessa accettato solo come divenire, quindi come infinito potenziale rifiutando pertanto l'idea di un infinito attuale. Lo stesso Aristotele affermava che "... il numero è infinito in potenza, ma non in atto. [...] questo nostro discorso non intende sopprimere per nulla le ricerche dei matematici per il fatto che esso esclude che l'infinito per accrescimento sia tale da poter essere percorso in atto. In realtà essi stessi allo stato presente, non sentono il bisogno dell'infinito ( e in realtà non se ne servono), ma soltanto di una quantità grande quanto essi vogliono, ma pur sempre finita [...]". Il rifiuto dell'infinito attuale nasce dal fatto che i greci ritenevano conoscibile solo ciò che è determinato, finito; tutto ciò che è indeterminato, infinito e perciò inconoscibile è quindi da rifiutare al punto che non solo viene respinta l'idea dell'infinito attuale, ma si accetta l'infinito potenziale solo come processo di ecceterazione, cioè come possibilità di procedere sempre oltre, un passo alla volta, ottenendo ad ogni passo quantità sempre più grandi, ma comunque finite. Anche la matematica greca: Euclide, Pitagora, Archimede e tutti i grandi matematici di quel tempo rifiutarono ovviamente l'infinito attuale, ritenendo lecita solo la concezione dell'infinito come divenire. Su diversi fronti della matematica, tuttavia, questa concezione dell'infinito entrò in crisi, suscitando dei problemi spesso insormontabili per i matematici del tempo e creando i presupposti per il superamento della stessa, superamento che inizierà a partire dai primi decenni del seicento ad opera di Galileo Galilei. |
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Nel 260 dopo Cristo, per porre fine all'assedio della città romana di Edessa, in Anatolia, l'imperatore Valeriano tenta una trattativa con i persiani, che però lo incatenano e lo deportano.
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Ma per vie tortuose il fato li riavvicina e li schiera fianco a fianco nella lotta contro gli invasori persiani.






Inviato da: costa_merlata
il 06/07/2007 alle 02:20
Inviato da: stware
il 04/07/2007 alle 10:34
Inviato da: stware
il 08/06/2007 alle 16:08
Inviato da: stware
il 17/05/2007 alle 09:48
Inviato da: santuzm
il 15/05/2007 alle 14:52