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faccio l'indiana...
Post n°489 pubblicato il 18 Settembre 2011 da Sylvia.P
Ieri pomeriggio ho fatto un paio di chiamate a due amiche ed ho organizzato una cena in un ristorante indiano molto rinomato. Il cuoco indiano è cresciuto a Mumbai e sua moglie ha studiato alla scuola alberghiera di Losanna. Si sono incontrati a Manhattan in un grande albergo ed ora sono a Lugano dove hanno aperto un ristorante esclusivo. La concorrenza con il miserrimo corso dell'Euro si fa sentire e molti vanno a cena in Italia. Appena fuori frontiera trovi sparsi come sassolini in un giardino zen una miriade di ristoranti etnici, alcuni davvero di scarsissima qualità che ti offrono piatti cinesi, thailandesi e messicani tutti con lo stesso sapore. Ovviamente sono molto economici. Però questo ristorante vale assolutamente il prezzo: le spezie sono miscelate ad arte ed ogni piatto ha una sua storia, una sua cultura. Si sa, l'India è grande... e variopinta. Ieri sera Christine ha portato sua figlia, Micheline. Hanno entrambi nomi francesi in onore del nonno, che era di Orbe, nel Canton Vaud. C'era anche Annie, truccata con un ombretto color turchese che la faceva sembrare ad un clown, che è figlia di una infermiera canadese-québecoise e di un italiano fuggito dopo aver fatto sfornare alla moglie quattro figli che lei ha allevato da sola. La madre di Annie si trova temporaneamente a casa sua dato che le stanno rinnovando parzialmente l'appartamento e non fa altro che lavorare a maglia e ritirarsi nel suo stanzino per non disturbare. Annie racconta di queste cose come se non considerasse l'età di sua madre, che di primavere ne conta settantotto, un anno meno di mio padre. Parliamo dei genitori come se fossero depressi. La vecchiaia porta con sè uno strascico di depressione, ma Annie non vuole saperlo ed è davvero incazzata con sua madre come lo è sempre stata con suo padre, figura che è rimasta latitante e disprezzata (dei maschi Annie dice che sono tutti smidollati). Dice che la madre dovrebbe vedere più gente, coltivare le relazioni sociali, iscriversi al circolo degli anziani, oltre a fare la passeggiata quotidiana di un'ora e mezza e lavorare a maglia. Mi sembra di rivedere mia madre, che era uno scricciolo dorato che sussurrava dolcezze senza fine e cattiverie che ti rivoltavano l'anima e che ti inducevano il vomito. Rimanevi di sale, così come rimango quando parla Annie, che soffre di un pragmatismo congenito ereditato sgomitando a destra e a sinistra per guadagnarsi un posto nel mondo. Ora fa la traduttrice e suo figlio George ha la stessa età di mio figlio. Il padre di George si è lanciato da un ponte una decina di anni fa, spedendo lettere di rimproveri contro Annie a tutti gli amici ed anche al Sindaco prima di suicidarsi. La storia si è ripetuta, modificando solo qualche piccolo paragrafo: il padre è scomparso perchè era troppo fragile ed irresponsabile e la madre troppo determinata. A cena parliamo del più o del meno. Io parlo poco per non ricevere consigli che non so come interpretare nei miei pensieri. So che Christine ha una relazione con un uomo che lei definisce "dolce ma brutto" ma taccio con Annie, che non scopa da dieci anni. Non voglio rivelare i segreti di Christine perchè lei è molto permalosa. Ad un certo punto, mentre gustiamo il Chicken Tikka Masala e l'agnello piccante del Kerala, Micheline rivela "lo sapete che mia madre ha un fidanzato? Christine guarda sua figlia e le risponde: "ma come, sei stata zitta tutta la sera ed ora te ne esci con questa cosa?. A me scappa da ridere perchè la traditrice è la figlia e non io, che so ma taccio. Christine in effetti la rimprovera con un buffetto matronale, e la perdona all'istante. Se avessi rivelato io l'esistenza dell'amante non me l'avrebbe mai giustificato. Annie vuole subito sapere tutto ma Christine fa la misteriosa. Facendo la misteriosa si contrappone volontarimente a sua madre che era un'attrice di teatro nevrotica e logorroica. Di lui, dell'amante, non conosciamo nè nome nè luogo di residenza ma solo che il tipo è brutto e di cinque anni più vecchio di lei. Aggiunge che lo ha scelto dentro un ampio ventaglio di spasimanti. Christine ha questo difetto: tutti sono innamorati di lei. Io non la trovo assolutamente femminile, mi sembra un ragnaccio pieno e biondo pieno di zampette che allunga a suo piacimento per afferrare gli altri e poi sbranarseli. Micheline sogna l'abito bianco e Annie, per rispetto a Christine, non le si scaglia contro, ma le dice, alzando notevolmente il tono di voce: "a tredici anni sogni l'abito bianco?" Christine, bonaria, viene subito in soccorso della figlia come una mamma orca e ribadisce ad Annie "è l'età, lo sai come è... l'età...". Io non ho mai sognato l'abito bianco a tredicini anni, ma nemmeno a venti e Annie non parla perchè si comprende che questo argomento per lei è troppo frivolo e femminile. Non si è sposata perchè trovava il matrimonio inutile. Io trovo l'argomento stupido. Ma Christine è così: stupida ma anche dotata di una lingua affilata. Christine ha studiato diritto e ora lavora per lo Stato. Per questa laurea, conseguita vent'anni fa, il suo muso si gonfia stranamente come uno Zeppelin. Il suo sorriso assume una mimica di disprezzo ed orgoglio. Dato che io ho trovato un lavoro per mia sorellla che mi tratta come la figlia della serva, Christine mi ha detto che cercherà un lavoro per me. Tuttavia, sottolinea pesantemente ed in continuazione che tu non hai un diploma, sarà difficile. Io a dire il vero di diplomi ne ho, ma lei mica lo sa, perchè a lei interessa solo il suo diploma, ossia quello universitario. Io ho fatto il liceo lingustico, due anni di scienze politiche che poi ho dovuto abbandonare perchè mia madre era ammalata, e un diploma di segretaria di direzione quadrilingue. Lei, con la sua licenza in diritto, parla italiano e francese. Io di lingue ne so quattro, e le parlo senza accento italiano. Ma lei aggiunge che chi ha fatto il liceo linguistico era perchè non era bravo in niente. Eppure è tutta una questione di vedute. Come diceva la mia analista, mica tutti devono fare l'Università, eppure c'è qualche persona ignara che nemmeno tanto sottilmente te lo rinfaccia. Borghesacci, figli di avvocati e banchieri. Mica tutti i talenti e le professioni passano attraverso il diploma universitario. Ci sono esempi a destra e a manca: basta spalancare gli occhi. Domani mi portano il frigo nuovo: se il tizo non si fosse formato come elettricista come farei? Chiamerei la mia amica Christine, giurista ma nemmeno avvocato? Mi viene da ridere... la vita è tutta un ribaltone...
I
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... una notte, un battito di cuore alla porta. Fuori, una donna nella nebbia. Ramoscelli ha per capelli e un abito di alghe gocciolanti, verdi acque del lago. Dice: "Sono te. E vengo da tanto lontano. Vieni con me, ho qualcosa da mostrarti ...". Si volge, apre il mantello. D'improvviso luce d'oro..., ovunque luce d'oro ...
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