Creato da raziocinante il 21/10/2006
La corte della regina del nulla

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ACIDO E REALE

Post n°119 pubblicato il 09 Giugno 2010 da raziocinante

Ceppi
   Arbusti spinosi.
E un lento e incauto camminare.

 Solo un sovrapporsi di dolore.
ferite su ferite.
 E'  un moltiplicarsi, un
implacabile sovrapporsi di
emozioni contrastanti.

Arbusti spinosi
  Rovi contorti.
E un lento affondare.

Un incauto andare avanti
uno stringere i denti, sopravvivere.
Sperare di uscirne.

  Fino all' ultima letatle ferita.

La triste consapevolezza di non poter fare piu nulla.

La triste consapevolezza della fine.

 

 
 
 

Ogni volta che vai via.

Post n°118 pubblicato il 08 Marzo 2010 da raziocinante

Ogni volta che vai via.

Come adesso,   mi sento perso.

  Solo che questa volta credo che sia definitivo. Hai preso la tua decisione. Inappellabile.

Definitiva, non trattabile.

 Soprattutto …  non si torna indietro.

  Eppure, non so il perché nutro sempre una recondita speranza che non sia questa  l’ultima e definitiva sentenza. Di avere ancora la possibilità di …

Speranze legate ai troppi forse, ai tanti perché.

Ai forse dietro una risposta muta.

Ai forse dietro ogni sbaglio.

Ai forse dietro le decisioni non prese, e ai forse delle troppe decisioni sbagliate.

Ai  forse e ai loro infiniti perché.

Ai forse delle troppe alternative, o, i forse di quell’unica strada che non si vuole percorrere.

Quei forse dietro le malinconie.

Quei forse dietro il mal di vivere.

Quei forse dietro i tanti dubbi e, alla sola certezza di aver sbagliato tutto.

Ai forse dietro gli infiniti perché.

Ogni volta che vai via …

Vederti allontanare.

ogni volta un pò di più.

.. forse... questa volta..., non ti rivedrò.

 
 
 

Sembra un attimo!!!!

Post n°117 pubblicato il 04 Settembre 2009 da raziocinante

Il tempo vola, è proprio il caso di dirlo.

Cinque mesi, mi sono sembrati un attimo.

  Cinque mesi senza scrivere nulla.  Eppure di cose da scrivere ne avrei.

Cinque mesi senza riuscire a trovare il bandolo dell'assurdo.

 Di questo assoluto caos che mi riempie ogni volta di nuova meraviglia.

 Di nuove ed intense emozioni.  Sempre diverse. Eppure sempre le stesse.

 E come nascere ogni giorno. e come vivere ogni giorno l'unico giorno.

E come....

vivere.

 

 
 
 

Nei miei occhi.

Post n°116 pubblicato il 23 Aprile 2009 da raziocinante

 

    Metà novembre.
 Alle undici del mattino sembrava sera, una  scarsa luce filtrava bassa all'orizzonte, lo zenit coperto daq una fitta muraglia di nuvole nere. Rantoli bassi e minacciosi scuotevano il mondo, sguardi alzati al cielo. si affrettava il passo.
  Le auto si lasciavano dietro la scia di acido, visibile nell'umidità, che rimaneva bassa, attaccata alla terra, attaccata a fette di asfalto sconnesso, alle buche, a voragini colme di acqua nera.
  Una mamma che urla al suo piccolo di stare attento, e di non mettere i piedi nelle buche, e, contemporaneamente di muoversi perché da li a poco sarebbe venuto giù il diluvio.
  Quella mattina avrei infranto la regola di andare a prendere il caffè a piedi.

La prima folata di vento portò con se la pioggia, che sferzò violentemente il mondo. Cozzò metallica sui vetri, sui tetti, sulla gente. Sui buoni e sui cattivi.
Indifferente e fredda.
 Ogni folata nuvole di dardi ghiacciati si schiantavano al suolo, foglie secche turbinavano allegre, fino a ricadere sparpagliate, qualche ombrello si aprì all'insù.
  Misi in moto. Il motore freddo singhiozzò ed espulse i primi fiotti di alito letale, uscii dal garage.
  Il vento così com'era venuto se ne andò, qualche istante dopo dal cielo cadde giù il mare.  Completamente accecato dagli elementi proseguivo adagio, si rialzò il vento e, tra una folata e l'altra, quando il tergicristalli, per un attimo, ebbe la meglio contro il muro d'acqua, vidi una donna appoggiata con una mano al muro, protetta dall'esile scudo di un balcone, piegata in due, che si lasciò lentamente cadere al suolo.

  Nessun dubbio. Frenai all'istante, e mi preparai per la doccia fuori programma. Continuava a stare a terra tenendosi la pancia, da vicino realizzai che era incinta, con voce fioca che sembrava irreale nella furia del temporale mi disse  < Mi sa che vuole nascere..>
mi prestai a soccorrerla, gli misi sulle spalle e sulla testa il mio giubbotto e, piano piano l'accompagnai all'auto.
prossima fermata, pronto soccorso.
  Era proprio il caso dirlo. Diluviava. Venti minuti di pioggia  e le strade si erano trasformate in torrenti, le grate di scolo stradale otturate da buste e melme varie, l'acqua era arrivata al limite dei marciapiedi, e su ci navigava un po di tutto, pezzi di legno bottigline vuote resti di cibo. Arrivati in aspedale, entrai nel pronto soccorso e presi una sedia a rotelle, l'infermiere mi guardò in cagnesco, la feci sedere sulla sedia. Lo stesso infermiere mi aspettava all'uscio.. < che è successo??> bofonchiò.
< E' leggermente incinta> replicai .
  La portarono via, chiamarono i dottori
"Buona fortuna" pensai. Recuperai il giubbino, e mentre stavo per uscire una folgore si abbattè nella zona, quello che ne segui fu un rumore assordante, mancò l'elettricità. Si accese l'emergenza, ma durò solo pochi minuti. Nottetempo qualcuno aveva pensato che il gasolio stava meglio nel suo serbatoio che nel gruppo elettrogeno dell'ospedale.

Qualcuno mormorò in silenzio una preghiera e si segnò.
qualcunaltro bestemmiò vivacemente e si toccò.

< Te ne servirà molta..> dissi ad alta voce uscendo da quel mondo che non mi apparteneva più.

Almeno.. così pensavo.

 

 
 
 

Tempi

Post n°115 pubblicato il 18 Aprile 2009 da raziocinante

 

    Rincorre.

Non ci avevo mai pensato prima. O meglio, non ci avevo dedicato tempo.
 l' Assurdo.
  Spiegabile come un dogma.
L' assurdo comincia sempre in modo assurdo, ed e' questo che ti fotte.

Non e' possibile.

  Eppure chi come me, spesso si e' trovato a raschiare il fondo della stia, affondando le mani nella cloaca della vita all'assurdo un po ci si abitua, perche' li, nelle latebre del mondo, fra le pieghe della pancia, tra un rotolo di ciccia e l'altro, l' assudo regna.

Quello strato solido di nero, non e'  lerciume.

E' l' assurdo.

  Ma quella volta.. bhe... non mi sarei mai aspettato di viverlo ad un palmo sopra il tutto.

Fra un po comincia. fatemi trovare le parole, stringere i nodi dei tempi di questa storia assurda.

 

 
 
 
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