CUORE IN VIAGGIO
Il destino mescola le carte e noi giochiamo. (A.Schopenhauer)
... Accadono cose che sono come domande.
Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde ...
Alessandro Baricco, da "Oceano Mare"
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“Sfameresti un bel po’ di gente con quello che hai rimediato. Va benissimo. Scusa ma vado a fare un paio di telefonate. Devo avvisare in ufficio e cercare Bettina…” Si spostò nella sala, compose il numero dell’ufficio e avvisò che un imprevisto non le consentiva di andare a lavorare, poi provò a chiamare la sua amica. “Pronto…ma chi è che mi sveglia all’alba?” “Bettina, sono le dieci e l’alba è sorta da un po’! Dove diavolo eri stanotte che mi serviva il tuo aiuto?” “Ero a far l’amore con un bel sonnifero, l’ultimo viaggio mi ha completamente sconvolto il mio ritmo sonno-veglia, ho dovuto stendermi con un sonnifero o avrei passato la notte insonne. Di cosa avevi bisogno cara?” chiese con la voce impastata. “Bettina, non ci crederai, è successa una cosa che non potresti mai immaginare. Sono a casa del pittore Tancredi, in piena notte mi ha chiamato perché aveva bisogno di aiuto, così prima ti ho cercato e poi non trovandoti, sono venuta qui da sola.” “Quell’uomo è pieno di misteri e più si infittiscono e più diventa interessante…” “Bettina! A volte proprio non ti capisco, comunque dice che ti conosce di fama. Legge le tue recensione. Mi pare di avere capito che ti apprezza anche molto come critica d’arte” “Bè tesoro, il mio mestiere lo so fare bene. I veri artisti sanno accettare una critica e una lode dando ad ognuna il peso che deve avere. Mi piace quest’uomo, sempre di più. Me lo devi presentare” “Niente Bettina, non c’era niente da combinare. Lui era più morto che vivo e io proprio non ci ho pensato a quella cosa.” “Bambina, te lo dico con tutto il cuore: inizia a pensarci! O resterai una povera zitella che piange davanti alla tv ogni sera guardando le fiction strappacuore, degli amori altrui.” “No tutto bene. Bettina era KO per un sonnifero stanotte, ecco perché non mi ha risposto…” “Ora che ci penso, sono stato un incosciente a chiederti di venire qua in piena notte. I miei aggressori avrebbero potuto essere ancora qua intorno. Ma eri l’unica che potevo chiamare. Non ho molte conoscenze qua. La mia famiglia vive in Spagna e non sono uno che fa amicizia facilmente e comunque i miei amici più intimi sono in Spagna, dove la mia famiglia si è trasferita, quando io avevo quindici anni. Mio padre era un diplomatico, la Spagna è stato il suo ultimo incarico e poi dopo la pensione si è fermato là con mia madre.” |
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Quel giorno aveva deciso di rovistare tra le vecchie fotografie di famiglia, chissà perché non ce n’erano di quando era appena nata, le classiche foto le prime fatte all’ospedale abbracciata alla mamma o quelle del battesimo con i padrini e tutti i parenti in festa…. Le sue foto più vecchie la ritraevano con il grembiulino dell’asilo gestito dalle suore. Ripercorse tutta la sua infanzia, l’adolescenza e la giovinezza, la sua vita era tutta racchiusa in quelle foto per lo più in bianco e nero, ma mancava sempre quel pezzo iniziale, perché poi lei si ricordava benissimo di avere un padrino ed una madrina, le facevano sempre dei bei regali a Natale, a Pasqua e il giorno del suo compleanno. Il giorno dopo scendendo a fare colazione, lo chiese a sua madre: “Mamma, ieri sono andata a rovistare tra le vecchie fotografie di famiglia che sono nel solaio, come mai non ci sono foto di quando sono nata, del mio battesimo?” La donna trasalì ma mantenne un tono calmo. “Te l’ho spiegato già qualche anno fa, durante il trasloco dalla vecchia casa, si smarrirono alcune scatole, in una c’erano anche delle foto di te neonata e altre ancora più vecchie della nonna e del nonno. Mi spiacque molto allora, ma non ci fu modo di sapere dalla ditta di traslochi che fine avessero fatto.” “Peccato, ho perso una parte della mia vita di cui non ho ricordi. Ma proprio nessuno sai mamma?” “Lo so, ma ti è rimasto tutto il resto della vita immortalato in quelle foto che abbiamo…ti pare poco?” disse sua madre “No è molto, ma sai mamma, ho notato che io non assomiglio a nessuno di voi due, magari ho preso dalla nonna o dal nonno, ma da che mi ricordo mi avete sempre detto che erano morti prima che io venissi al mondo e nella famosa scatola dobbiamo aver perso anche le loro foto, perché non nepossediamo una!” disse la giovane donna con un moto di rammarico. “Vedi cara, ai tempi della nonna, non ci si faceva fotografare spesso come oggi, giusto al matrimonio o quando il fotografo passava nel paese e si faceva immortalare tutta la famiglia” “Si, certo. Però è così strano, voi siete biondi con gli occhi chiari, e io sono scura con gli occhi scuri, dovreste aver ereditato i caratteri dei vostri genitori,che quindi erano biondi come voi due.” “Che strani pensieri che ti sono venuti stamattina…tesoro mio. La nonna aveva i capelli neri e anche il nonno, e avevano gli occhi nocciola come i tuoi, lo sai che i caratteri ereditari a volte saltano una generazione” “Si certo mamma. E che a volte mi sento così diversa da tutto il resto della nostra famiglia e dei parenti, come se appartenessi ad un altro mondo” “Si mia cara, tu vieni dal mondo delle fate e dei folletti, hai la testa sempre piena di idee strane e ti fai sempre troppe domande…dove non esistono misteri.” “Hai ragione mamma. Mi faccio sempre troppe domande ma sai che i misteri mi attirano” Terminarono la loro colazione, la giovane donna uscì per andare al lavoro, l’anziana madre si lasciò sprofondare in una poltrona, porto le mani alla testa e pianse. Aveva sempre temuto il giorno che la sua bambina avrebbe iniziato a farle domande di quel tipo. Sperava di non dover mai arrivare a dirle la verità, ma la conosceva non si sarebbe accontentata di quelle spiegazioni e avrebbe scoperto presto le sue origini.
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Si risvegliò lentamente, volgendo lo sguardo intorno a se, per cercare di capire dove si trovava. Poi improvvisamente, tutto le tornò alla memoria, era a casa di Andrea, accorsa in suo aiuto dopo una sua chiamata nel cuore della notte. Cercò con lo sguardo nel punto in cui aveva lasciato l’uomo addormentato. Lui era lì che la stava osservando, con uno sguardo imprecisato e un piccolo sorriso sulle labbra. -Buongiorno Irene – disse l’uomo - Buongiorno, ma che ore sono? – la voce di Irene doveva essere ancora accordata e quel risveglio, in una casa estranea,non aveva accelerato i suoi tempi di risveglio. - Sono le dieci, il sole è alto e io ho un certo appetito – disse Andrea molto divertito. - Si, bene. Dunque....ma perché quando mi guardi hai sempre quel sorriso ironico? – Irene iniziava ad essere un po’ stanca di quel suo fare sornione. - Sorridevo, perché è un’ora che sto lottando con me stesso per non cedere alla tentazione di baciarti, mentre stavi dormendo – lo disse in modo naturale come fosse la cosa più normale. - E ti saresti preso un bel ceffone in pieno viso, che non è già messo molto bene, dopo la tua scaramuccia notturna – disse Irene in modo pacato. - E perché di grazia? – disse lui – temi che una volta che mi avrai baciato scoprirai che ti piaccio? - No, perché tu non mi piaci a prescindere – disse Irene - A me non sembra, sei corsa immediatamente stanotte. Nonostante io abiti in una zona isolata, fosse notte fonda e non sapessi esattamente la situazione che avresti trovato – la incalzò Andrea. - Sono abituata ad aiutare sempre il mio prossimo, se posso. E lo avrei fatto per chiunque e comunque non sarei venuta da sola se fossi riuscita a rintracciare Bettina.- - Bettina? E chi è? – chiese lui incuriosito. - La mia migliore amica, Bettina Abbot, la conosci? – chiese lei - Io conosco una Betty Abbot, critica d’arte, credo siano la stessa persona – - Si, è lei. Sono venuta a quell’esposizione dove ho visto il mio ritratto, grazie a lei. Di solito mi trascina a mostre d’arte moderna di cui non riesco ad apprezzare né il valore, né la bellezza, ma quella volta devo dire che la visita è risultata quanto mai sorprendente. – sorrise per la prima volta. - Sei bella quando sorridi – le disse Irene arrossì, perché capiva che l’uomo la stava corteggiando e a lei la cosa non dispiaceva ma, la situazione in cui si trovavano era ancora avvolta da troppi misteri. Cercò di sviare la conversazione. - Hai un aspetto terribile, dovrei accompagnarti in ospedale. – - No, non preoccuparti. E’ vero, mi sento come se mi fosse passato un camion addosso, ma mi riprenderò con un po’ di riposo. Quanto al viso, spero che vorrai prenderti cura tu di lui. In bagno dovrei avere del disinfettante e dei cerotti se servono. Facciamo così, io salgo a farmi una doccia e a cambiarmi, se vuoi c’è un bagno di servizio nella camera degli ospiti,ti puoi rinfrescare, poi scendiamo e ti preparo qualcosa per colazione. Oggi avevo dato il giorno libero a Celeste, la mia governante, l’hai conosciuta ricordi? La prima volta che sei venuta in casa mia. – - Si certo, una signora molta gentile e curata – disse Irene - E’ con me da quando ero bambino, mi cura meglio di una madre. Ma poverina, ogni tanto devo costringerla a prendersi un giorno di riposo. Non lascerebbe mai questa casa. – disse ridendo. Irene aveva notato che parlando di Celeste, la sua espressione era cambiata, come parlasse veramente di sua madre, c’era tenerezza e rispetto. Questo la impressionò molto. - Vieni, ti accompagno di sopra. E’ sottointeso che prima che tu esca da questa casa oggi, ti darò un bacio – disse lui prendendola per mano e trascinandola per le scale. - E’ matematico che ti prenderai un ceffone – disse Irene seguendolo. - Prima devi riuscire ad alzare la mano e se sono ancora in grado di muovere qualche muscolo, credo avrai qualche difficoltà – ribattè lui Lo seguì pronta a dar battaglia se ci avesse provato, ma anche curiosa di sapere come sarebbe finita quella mattinata. Nel frattempo si ricordò che doveva telefonare al lavoro per avvisare, a Bettina perdirgliene quattro, ma rimandò tutto a dopo...
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Post n°468 pubblicato il 02 Maggio 2012 da xteneraladyx
Sto leggendo l’ultimo di una lunga serie di appelli, da parti di uomini che si sentono schiacciati dalla crisi.
Non so perché, ma vedere un uomo che si umilia, confessando il proprio bisogno,
Ho sempre pensato che comunque un uomo ce la fa, Perché ha il coraggio, la determinazione
Eppure non viviamo in tempi più tremendi La fame c’era anche allora, la miseria e la mancanza di soldi. e comunque il loro orgoglio di uomini all’antica,
E se fosse anche a causa delle donne di oggi?
Una volta erano molto meno indipendenti, sembravano più fragili, Sapevano far gruppo, più di quanto non lo si sappia fare ora, dove si è tutte più evolute, intelligenti, indipendenti ma non si è capaci di trasmettere forza ai propri compagni.
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IL RITRATTO
- Capitolo II
- Capitolo III
- Capitolo IV
- Capitolo V
- Capitolo VI
- Capitolo VII
- Capitolo VIII
- Capitolo IX
- Capitolo X
I veri amici sono quelli
che si scambiano
reciprocamente
fiducia, sogni e pensieri,
virtù, gioie e dolori;
sempre liberi di separarsi,
senza separarsi mai.
A. Bougeard
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IL MODO TUO D'AMARE
Il modo tuo d'amare
è lasciare che io t'ami.
Il sì con cui ti abbandoni
è il silenzio. I tuoi baci
sono offrirmi le labbra
perché io le baci.
Mai parole e abbracci
mi diranno che esistevi
e mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi,
mappe, telefoni, presagi;
tu, no.
(P.Salinas)





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