Creato da lab79 il 05/02/2010

TheNesT

a place called home

 

 

Note

Post n°334 pubblicato il 17 Ottobre 2014 da lab79
 

Adesso i miei occhi stanchi si alzano un momento, per incrociare quelli della luna. Sulla terra nessuno veglia, soltanto io in piedi in mezzo alla strada vuota, a immaginarmi abbastanza stanco da sdraiarmi sulla linea di mezzeria e chiudere gli occhi, e aspettare che il mondo ritorni a calpestare quell'asfalto con le ruote consunte. 

E con gli occhi stanchi aperti altrove, la mia mente conta ogni singola nota che penetra nel cervello, immaginandola una ruota che preme sul cuore, fino a farlo scoppiare.

Lateralus - Tool (Koto Ensemble version)


 
 
 

Così fragile...

Post n°333 pubblicato il 16 Ottobre 2014 da lab79
 

Così fragile lo era davvero, e lo ero anch'io, e chi non lo era? Avevamo diciannove anni, forse meno. E non avevamo altro che una voglia di gridare al mondo, ma chi mai ci sarebbe stato a sentire? I boschi delle provincie al confine con la svizzera erano bui, gravidi di incubi le notti del sabato sera, e noi non avevamo altro che i pallidi fari di una panda 750 a cercare di fare luce sui giorni che sarebbero venuti dopodomani, quando forse la puzza dell'alcol e delle sigarette sarebbe svanito dalla pelle delle nostre mani. Ma perché tanta rabbia, ci chiedevano, ed era tanto ovvio che non avevamo una risposta, e una risposta non l'abbiamo trovata mai. Ad alcuni ci è stato dato in sorte di essere felici, poi, quando gli anni sono passati, ma sotto la cenere bagnata quel cuore che ardeva ora imputridisce, eppure ancora lo sappiamo vivo, e fingiamo di non sentirci più...così fragili...

Viba - Verdena (Verdena, 1999)

 
 
 

Da lontano

Post n°332 pubblicato il 09 Ottobre 2014 da lab79

"Tutto sembra perfetto da lontano", è una frase che mi capita di sentire spesso, ultimamente. Oppure, la sento tanto spesso quanto prima, solo che ora sembra rivolta a me. Le impressioni che abbiamo di quel che ci circonda sono il riflesso di quel che sentiamo dentro? Vero, forse, almeno fino a un certo punto. La pioggia che cade sarà triste perché triste mi sento io, magari. Ma intanto piove lo stesso.

Insomma, mai farsi contagiare dall'impressionismo, che mal si adatta alla vita di tutti i giorni, ai suoi dilemmi morali e moralistici, e alle sue imperfezioni.

Come mal si adattano le parole sprecate, e il tempo sprecato a scriverle.

Niente è perfetto.

 

 

Such Great Hights - The Postal Service (Give up, 2003)

 
 
 

Octubre

Post n°331 pubblicato il 06 Ottobre 2014 da lab79
 

[...] En El Salvador es ya Octubre, verdad? Si, lo se: también aqui es octubre, en todo el mundo es octubre. Pero no es el mismo, saben? Si, algunos de ustedes saben. Los que han estados lejos, y los que aùn estan lejos, todos ustedes ya saben. Los otros, los que no saben todavìa, prueben a imaginarlo. No es el mismo octubre.

Si en El Salvador es octubre, entonces la escuela ya ha de haber terminado, y los dias se han hecho como mas anchos, y parece que en las tardes ya caben muchas mas cosas. Y los cielos ya no son tan vacìos, y como se alza el viento se van poblando de piscuchas ancladas a la tierra con un hilo de sedal, tan fino que te preguntas como puede soportar el peso del mundo entero, que parece estar colgado a ese juguete artesanal. Con la fuerza de los sueños, piensas, pero ya sabes que aunque si fuera verdad, no va a durar mas que un rato, y que ese rato se llama Octubre. […]

(Immagine tratta dalla galleria fotografica di El Faro )

 

 

A El Salvador è già ottobre*, vero? Sì, lo so: anche qui è ottobre, in tutto il mondo è ottobre. Ma non è lo stesso, sapete? Si, alcuni di voi sanno. Quelli che sono stati lontani , e quelli che lo sono ancora , tutti voi sapete. Gli altri, quelli che non sanno ancora, provate a immaginarlo. Non è lo stesso ottobre.

Se a El Salvador è ottobre, la scuola deve essere già finita, e le giornate si sono fatte come più larghe, e sembra che nei pomeriggi ci stiano molte più cose . E i cieli non sono più tanto vuoti, e come si alza il vento si popolano di acquiloni ancorati alla terra con un filo sottile, così sottile che ti chiedi come possa sostenere il peso del mondo, che sembra appeso a questo giocattolo artigianale. Con il potere dei sogni, pensi, ma sai che anche se fosse vero, non durerà più di un istante, e che questo istante si chiama Ottobre.

 

* Ottobre è il mese in cui le scuole finiscono, a El Salvador. E' un paese tropicale, quindi fa sempre caldo, ma ottobre è un mese particolare: si alza un vento costante, per quasi tutto il mese, e le temperature diventano più clementi. E i bambini, finalmente liberi dai doveri della scuola, passano i pomeriggi a far volare gli acquiloni, sfidandosi a conquistare quelli degli altri (Chi ha visto o letto "Il cacciatore di acquiloni" sa di cosa parlo). C'è, nel testo in spagnolo, una parola particolare: "Piscucha", che non è esattamente spagnolo, ma è il termine puramente salvadoregno di chiamare gli acquiloni. Che hanno un nome diverso pressoché in ogni paese dell'america latina.

 
 
 

Otoño

Post n°330 pubblicato il 04 Ottobre 2014 da lab79
 

Sembrano non finire mai i pomeriggi d'estate, ma come seccano i piccioli delle foglie quando il calendario conta ottobre, facendole infine cadere, così anche i pomeriggi alla fine lasciano cadere la notte sul mondo. L'autunno è arrivato, e cos'è l'autunno se non la resa del mondo all'idea che tutte le estati, per quanto meravigliose, abbiano una fine? Non ci sono altri rumori, al di fuori dell'assordante scricchiolio del bosco che si ritira, lasciando sul pavimento un tappeto di foglie e ricci vuoti di castagne, come a voler tenere al caldo la terra stanca.

In attesa dell'inverno.

Intanto le prime nebbie mattutine, fantasmi dei sogni sognati la notte passata, attutiscono il risveglio del mondo. E per questa delicatezza io, che al risveglio del mondo riporto le mie ossa verso casa, ringrazio l'autunno. E lo ringrazio dei pomeriggi luminosi che ancora ci regala, quelli in cui ci concediamo di passeggiare fingendo che ancora sia estate, ma senza poter ignorare ormai il significato del tempo che passa.

Significato che non è altro che una distanza che si allunga, e si allarga, come l'orizzonte visto dal cielo, e che non ha rimedio. Come la vita, suppongo. 

L'autunno che mi dicono sia attesa, sia speranza e conforto, forse persino clemenza. E già sento i battiti del mio cuore rallentare, quando chiudo gli occhi e indugio nel pensiero che sì, anche il tempo possa essere clemente con i sogni che sembrano spegnersi nel buio, dietro un'imposta chiusa. Lieto di sentirmi stanco, e di avere un posto sotto le foglie secche, in cui poter sognare una vita che non è la mia, ma quella di chi è venuto dopo di me.

(Are you) The one that I've been waiting for? - Nick Cave (The Boatman's Call, 1998)

 
 
 
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