Creato da lab79 il 05/02/2010

TheNesT

a place called home

 

 

Risacca

Post n°375 pubblicato il 18 Aprile 2015 da lab79

Come in mare la risacca si porta via dalla spiaggia ogni cosa, così il mio cuore slavato dalla marea che sale e che lo affoga, che scende e che lo asciuga, e in mezzo si bea della schiuma di una ballata del mare salato, che sono i momenti della mia vita in cui la felicità mi sfiora, e sfiorandomi sfiorisce, e si dissolve, e allora aspetto la prossima onda, la prossima marea, la prossima vita.

Intanto la paura mi tiene a galla.

Eppure i miei piedi appoggiano su qualcosa, se non sono affondato nelle sabbie mobili dei miei dubbi. Eppure nascosto nella sabbia del bagnasciuga c'è qualcosa a cui non oso dare nome, per paura che svanisca. 

E di tanta incertezza ne faccio un punto fermo, come a segnare il confine tra questa terra, e questo mare.

 

Mùm - Now there's that fear again - Finally we are no one, 2002

 

 
 
 

Qualunque cosa io faccia

Post n°374 pubblicato il 06 Aprile 2015 da lab79
 

Io non riesco a dirti addio. E allora aspetto, e allora attendo, e intanto il torrente che era è ora soltanto rigagnolo, disperso nel letto scavato nella pietra, diventata anch'essa ora ghiaia, ora sabbia. Ad ogni ansa quasi ansima la corrente, e non trascina più nulla, soltanto se stessa verso la fine del fiume.

Io non riesco a dirti addio.

E mi aggrappo ai miei ricordi, e nemmeno m'importa che siano veri, oppure no. Se giacciono sepolti sotto l'erba bagnata di un pomeriggio rimasto tra i sogni d'estate, oppure appesi nelle foto ai muri di casa, sorpresi di vederci invecchiare al posto loro. Che siano veri, oppure no.

Nemmeno m'importa.

E intanto il tempo si ritira dalla superficie della mia pelle, come in mare la risacca dalla spiaggia si porta via ogni cosa, e non resta che sabbia, anche qui sabbia, sabbia che non è niente, in mezzo alle dita dal mare si fa lavar via, lasciando le mani increspate come la carta in cui da sempre si scrivono le lettere d'amore, e in cui oggi non puoi leggere più niente, soltanto inchiostro slavato.

Alla fine non resta più niente.

Soltanto la certezza di una vita vissuta, una felicità più volte sfiorata, un'opportunità mal colta, un colpo di fortuna meritata. Un tentativo comunque tentato, un'amarezza serena, la gratitudine di averla vissuta, la vita insieme a te.

 

 

 

 

Port Coton (Live) - Zaz (Zaz, 2010)

 
 
 

Aprile

Post n°373 pubblicato il 05 Aprile 2015 da lab79

La primavera stenta ad arrivare, si alternano giorni stanchi ed altri febbrili. Ma non accade nulla, non ancora. E il tempo passa, ed io non ho ancora trovato il capo del filo che chiude il gomitolo.

Il tempo passa.

 
 
 

Riprendere il controllo del mondo

Post n°372 pubblicato il 27 Marzo 2015 da lab79

E poi si sveglia in un momento il mondo, un battito di ciglia o un'esistenza, e la notte è già finita. La luna si sposta lungo la sua orbita ed altrettanto la terra, e già il sole riprende il suo posto. Di nuovo un'alba si versa dal cielo, fino all'orizzonte apparente del mondo, ponendo fine ai brevi sogni degli uccelli che si sono fermati da qualche parte, in silenzio.

Agli uomini è stato a malapena dato di afferrare il senso del mondo, e quelli lo hanno già perso. Ma non tutto è perso. A differenza dei miei sogni liquidi, che sfuggono in lacrime dagli occhi chiusi e sui quali le mie palpebre stanche non hanno presa, ci sono donne e uomini che là fuori rendono questo mondo vero, meno malinconico e più sopportabile, per un momento almeno. Più comprensibile, perché è tanta la meraviglia in più per un mistero svelato, che non l'angosciosa certezza di un mistero sigillato ed accettato come inaccessibile.

Ci sono donne e uomini migliori di me.

Ed è nella dolorosa consapevolezza di poter fare di meglio di me, che mi sveglio quando il sole è già alto, l'eclissi dimenticata, e cerco di riprendere i comandi dell'esistenza che mi circonda.

Set the controls for the heart of the sun - Pink Floyd (A saucerful of secrets, 1968)

 
 
 

Eclissi

Post n°371 pubblicato il 24 Marzo 2015 da lab79

 

Mi sono addormentato insieme al sole, il giorno dell'eclissi, nascosti entrambi sotto la coltre di nuvole che teneva lontano i curiosi. E sulla soglia tra la veglia e il sogno, ho visto il mondo in cui vivo, e non ho saputo dire se fosse vero, oppure no. E da allora non sono più tornato qui, perché volevo assicurarmi di vivere una vita concreta, disconnessa dal virtuale, perché certi confini sono meno netti di quanto non vogliamo credere. 

Come quello tra il giorno e la notte.

Che tutti crediamo si trovi da qualche parte tra il proprio addormentarsi e il proprio risveglio. Come i bambini, crediamo che tutto abbia a che fare con noi.  Invece il confine si chiama Madrugada, e non è da nessuna parte. ai nostri occhi non ha un inizio, né una fine. Accade, come molte cose della vita e del mondo puoi a malapena dire di averlo vissuto, Madrugada come l'eclissi accade, indifferente alla nostra attenzione e alla nostra paura.

Nel mio cielo, l'eclissi non è ancora finita.

Brain Damage / Eclipse - Pink Floyd (The dark side of the moon, 1973)

 

 
 
 
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