Siedo apatico davanti all'estate, col portatile in grembo a scaldarmi le gambe, indeciso su cosa, a chi, e perchè scrivere. Chi me lo fa fare, in fondo? Nessuno, ovviamente. Che è come dire che sono io, soltanto io a "costringermi" a ragionare a voce alta più che a raccontarmi, non tanto per tenere memoria dei miei giorni (neanche nel mio diario racconto quel che mi succede) quanto per districare la matassa dei miei pensieri che il gatto sornione che occupa il mio cervello si diverte a ingarbugliare. Non ho nulla da dichiarare, niente pensieri complessi da esporre. Siedo pigro e soltanto un po' innervosito dai nodi nel filo dei miei pensieri, con tanta voglia di non fare nulla: magari uscire sul balcone, scaldare un po' le ossa al sole, e respirare l'aria di un'estate finalmente, per qualche ora, senza afa.
Poi d'improvviso ricordo d'averlo già fatto, questo pensiero. Una mattina d'estate di qualche giorno fa. E ricordo d'aver pensato: "sono diventato l'ombra di me stesso". E visto che il pensiero era tanto evidente,beh, perchè non fotografarlo?
