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La contro-pleilista del 2011



Visto che il Vecchio ha terminato l'interminabile classifica, la più lunga dell'intera blogosfera (cammella, lo so che ci sei e questa è la tua nefasta influenza), sciorino la mia contro-playlist. Il fatto che condivida ben due preferenze con il Vegliardo mi dà da pensare: dove posso aver sbagliato? Mi punirò col cilicio e una coroncina di spine.



Ada. Meine Zarten Pfoten

Ada era il nome di mia nonna. Ricordo che da ragazzino entrai di corsa in casa, inseguito da una vespa. Nonna era sulla soglia, asciugava una pignatta (perché la asciugasse proprio lì, resta uno dei Grandi Misteri della mia infanzia). Nell'entrare la urtai: rovesciò il braccio pentolato all'indietro, rompendo il vetro della porta del bagno. Seguì una punizione terribile.


A classic education. Call it blazing
Avessi avuto un'educazione classica, ah! Al contrario, nella mia adolescenza ho esperimentato le suore sacramentine. Al mattino, prima dell'ora di matematica, si recitava il mistero doloroso. Nel pomeriggio, mi masturbavo sulla vita di Don Giovanni Bosco. Poi, grandicello, una mistress terribile marchiò a fuoco la mia educazione sessuale. Ne porto ancora i segni sul prepuzio. Ma questa è tutta un'altra storia. Scrivetemi in privato se volete il seguito (astenersi perditempo).


Atlas Sound. Parallax
In un viaggio in macchina verso Torino, ascolto Atlas Sound e ho l'equivalente laico di una visione: Lloyd Cole (senza commotions) congiunto carnalmente con i Bronski Beat. Non cercatene traccia nell'album.


Bongolian. Bongos for beatniks
Boogaloo è il nome del mio gatto. Ho anche una cane che si chiama Tobia e un amico di nome Leo. Leo è un bastardo cazzone. D'estate si andava in una discoteca orrenda dalle parti di Dalmine. C'era tanta gente, pareva un ipermercato. Una volta ci presentammo col carrello dell'Iper, io spingevo, Leo nel vano bambini. Un'altra, ubriachi marci, ci buttammo vestiti nella piscina della discoteca. C'era una piscina, nel giardino esterno. Ci tirarono fuori. Leo vomitò sulla giacca del negro della security. L'uomo non la prese bene. Nel fondo, ne sono certo, giravano i Bongolian.


Chelsea Wolfe. Apokalypsis
Werewolf. There wolf, there castle. L'intro, con la Wolfe che ruggisce come un'invasata, rotea gli occhi e mostra solo il bianco, mi atterrisce. Il resto non l'ho ascoltato.


Dead Skeletons. Dead Magick
La mia fidanzata perde ogni freno inibitore quando ascolta Scout Niblet. Capisco che la vista di certe parti di me non faccia lo stesso effetto, ma al sottoscritto la Niblet smarrona di brutto. Sto cercando di portarla verso altri lidi (la fidanzata), ugualmente scuri e depressi (non bastavano gli scheletri, dovevano pure esser morti). Questa è una delle tappe di avvicinamento. Ovvio che mantengo traccia della Niblet, in ogni caso: nessun freno inibitore, capite, nessuno. C'è di che uscire matti. (Serena ti amo. Mettiti quei sandaletti blu dal tacco oro, grazie).

 



Elektro guzzi. Parquet
Il futuro è Elektro Guzzi. Il futuro è orribile. Tre guaglioni austriaci dal beat ossessivo e circolare, fatto a mano con strumenti rigorosamente rock, basso chitarra batteria. Consiglio l'ascolto a tutti gli uomini e le donne di mente insana. Fratelli in caos. Vi amo.


EMA. Past Life Martyred Saints
Un amico lavorava alla macchina a controllo numerico. Gli restavano trucioli di ferro, acuminati, confitti sotto le suole. Ora la ditta ha chiuso, pagano meno in Slovenia, ma i trucioli in ferro gli sono rimasti. Gli stessi che percepite tutt'attorno alle canzoni di Ema, sosia della moglie di Totti. Ballate trafitte da aculei ferrosi. E rugginosi. Fuck California!


Lamb. Five
Fatemi male, userò uno stereotipo: la classe non è acqua. I Lamb sono tornati e a culo tutto il resto (e qui una volta era pure tutta campagna).


Ladybug Transistor. Clutching Stems
Si dovessero sciogliere pure i Ladybug, dopo la dipartita dei LuckSmiths, credo non riuscirei a superare la nottata. Me li tengo stretti stretti e li ascolto piano piano, per non sciuparli. Fosse possibile, me li porterei pure in cameretta, come nel video.


Modeselektor. Monkeytown
Riescono a far cantare a Thom Yorke un pezzo che, apriti cielo, non è alla Thom Yorke. Basterebbe questo, ma c'è pure tutto il resto e si gode un bel po'.


Morphosis. What have we learned
Morphosis è un gruppo techno, e fin qui tutto bene, la playlist è zuppa di elettrodi. Credo che l'elettrodica sia l'ultima possibilità di dare un seguito allo storione del roc. Lo credo perché fino a pochi anni fa ascoltavo Jesse Malin e di elettrodica sapevo solo come disegnare un circuito e quindi tutto mi pare fresco e nuovo. Qualche sera fa il cd dei Morphosis è uscito dalla busta e ha cercato di mordermi. L'ho guardato bene, I am a zombie, ha detto, in un inglese maccheronico.




Primus. Green Naugahyde
Primus era il nome di mio nonno. Era muratore. La sera, coi pantaloni blu e bianchi di calcina, seduto sul divano coi piedi sulla sedia, di fronte alla tv, mi raccontava la storia snervante delle pecore che devono passare attraverso la siepe. Contavo. Quando morì, ricordo che ero al numero quattromilaottocentotrentuno. Mi manca molto. Manca anche alle pecore.


Pure X. Pleasure
Shoegaze con un gran bel tiro, benché fuori tempo massimo. Simon Reynolds fuck you.


StepKids.
Molino Dorino esiste. L'altro giorno ero in metrò da quelle parti e ascoltavo gli Stepkids. A un tratto sono saliti due tizi di etnia imprecisata, l'uno col violino l'altro con un tamburello minuscolo. E' difficile suonare il violino. E' complicato suonare il violino appoggiato alla porta del metrò (è vietato appoggiarsi). Mentre quello sviolinava, l'altro batteva il tamburello facendolo passare dietro la schiena, le gambe, a ritmo. Coprivano gli Stepkids e non era affatto male. A sera ho provato a riascoltarli, gli Steps. Speravo ci fosse rimasto qualcosa, ma niente.


The Field. Looping state of mind.
Il campo dietro il condominio è giallo d'estate e marrone di inverno. Ci portano a pascolare i cani. Una volta Leo, dopo essersene calate un paio, decise che era giusto andare a prendere il sole (era novembre) e si incamminò. Lo vidi dalla finestra della camera, i cui muri erano come gommosi e si dilatavano col respiro. Feci un paio di accordi difficili e faticai a seguire il suo zigzagare. Si stese. Per un'ora, a torso nudo. Quando tornò da me aveva il torace coperto di merda.
Leo, è questo che siamo, gli chiesi, non senza un certo sentore didascalico.


Tim Hecker. Ravedeath, 1972
Mi piacciono i brontolii di fondo. A casa ne ho bizzarri, tutti dentro le pareti. In particolare di notte, quando tutti sono stesi e nel condominio si espande il dominio del signore delle tenebre. Escono brontolii dai muri. Tim Hecker vive al piano di sotto. Non ha fatto altro che appoggiare lo shure beta 58 al soffitto e premere il tasto rec.


Tuneyards . Whokill
A me Merrill Garbus lo fa venire duro. Secco. Sappiatelo. (Sere, ti amo, perdonami, puoi usarla in caso di defaillance, del tutto improbabile, sia chiaro).

 



Yuck.
Per me, disco dell'anno. 1990.


Zola Jesus . Conatus
A Gorgonzola c'era questo tizio che tutti chiamavano Gesù. Aveva le guance scavate col piccone, una barba rada, scarna, di peli lunghi e unti. Si faceva di roba pesante e poi catatonico si fingeva parcheggiatore nella piazzola dietro il cinema Arcadia. La sua finzione consisteva nel dirigere, a grandi gesti, il flusso delle auto che entravano e uscivano dal parcheggio. Poi chiedeva una moneta e ti raccontava le storie del vangelo. Era specializzato in quella del fico, del signore che maledice il fico, e diceva che da piccolo si era rotto una gamba proprio cadendo da quella pianta. La stessa del vangelo. Insisteva per mostrarti la gamba. Una volta dei merdoni lo picchiarono, così, per pura cattiveria. Si presentò al parcheggio, la mattina dopo, con la faccia coperta di lividi. Disse che erano stati i Farisei e passò tutto il giorno a gridare Eloì, Eloì, lemà sabactàni. Verso sera emise lo spirito, o quel che fosse la poltiglia gialla che gli uscì dalla bocca. (Serena ti amo, anche questo è per te. Abbandona la Niblet. Ricordati la pallina da bondage, grazie).

 

 

 

 

 
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Commenti al Post:
LaDonnaCamel
LaDonnaCamel il 05/02/12 alle 18:35 via WEB
Certo che ci sono, ci puoi scommettere, tu invece cosa ci fai a scrivere qui invece che nel tuo blog, eh? questo è un posto frequentato da persone per bene. (Mi scoccia dirlo ma c'è dei bei pezzi in questa lista, ti sei fatto imbeccare da qualcuno, mi sa che non è roba tua, non tutta roba tua.)
(Rispondi)
 
 
d.u.n.s
d.u.n.s il 06/02/12 alle 10:10 via WEB
Scrivo qui perché mi piace rompere le palle alla gente. E' da un po' che non vengo a trovarti, a proposito. Quanto al resto, il fatto che tu abbia gradito mi fa pensare che devo aver sbagliato qualcosa. Spero che della musica non ti piaccia niente, almeno.
(Rispondi)
 
sere85.s
sere85.s il 05/02/12 alle 21:50 via WEB
Scemo che sei. :-D E comunque Scout è di un'altra dimensione.
(Rispondi)
 
 
d.u.n.s
d.u.n.s il 06/02/12 alle 10:12 via WEB
Uaz.
(Rispondi)
 
syd_curtis
syd_curtis il 06/02/12 alle 14:29 via WEB
Vegliardo mi mancava, grazie. Non ti sarà sfuggita quella nota di semantica tenerezza insita nell'uso del vocabolo.
(Rispondi)
 
 
LaDonnaCamel
LaDonnaCamel il 06/02/12 alle 16:49 via WEB
Noi saremo anche diversamente giovani però sappia il fringuello che gli Yuck ci massaggiano le orecchie da mattina a sera, pappappero :P
(Rispondi)
 
 
d.u.n.s
d.u.n.s il 08/02/12 alle 12:37 via WEB
Macché tenerezza, bastonate.
(Rispondi)
 
 
 
LaDonnaCamel
LaDonnaCamel il 10/02/12 alle 15:21 via WEB
Macché bastonate, rilassati. Un buon libro, una lattina di birra a portata di mano, un cuscino dietro la schiena: buon fine settimana.
(Rispondi)
 
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