Creato da shantiom0 il 29/04/2008

CHE SARA'?

Ci tocca imparare

 

LIBERIAMO L'ENERGIA

Post n°132 pubblicato il 01 Febbraio 2010 da shantiom0

Negli ultimi anni sia la scienza che la filosofia hanno compiuto una azione di convergenza nel riconoscere che la materia è energia condensata, ossia luce vibrante che rallenta la sua velocità per diventare tangibile e permettere alla vita di prendere forma. Sappiamo, quindi, che l’energia è vita e che la vita evolve attraverso quello scambio energetico che vien detto coscienza. Se blocchiamo quello scambio, blocchiamo in realtà la possibilità di evolvere come individui e come Umanità nella sua totalità.
Da tempo, gruppi di potere, riuniti in logge corporative, hanno cercato di appropriarsi dell’energia controllandone l’approvvigionamento. In questo modo condizionano l’evoluzione umana e sottomettono i Popoli alla loro volontà.

Oggi più che mai occorre liberare l’Umanità dal giogo energetico, pena l’involuzione. Occorre riappropriarsi dell’accesso all’energia, per farla circolare liberamente senza più monopoli od oligopoli. Perciò bisogna liberarsi dal condizionamento della “scarsità” provocato da chi detiene il controllo energetico, per il quale è stata creata la civiltà dello sfruttamento. Occorre rifondare il sistema socio-economico sul principio del “fruttamento” cioè, del mettere a frutto l’energia creativa degli esseri umani.

Siamo noi tutti chiamati per compiere, in prima persona, il processo di trasformazione della civiltà dei consumi in civiltà dell’
utilizzo responsabile. Il consumo genera scarsità e quindi bisogno di possedere per paura di perdere; e la paura genera conflitto. L’Utilizzo responsabile, invece, facilita l’equa distribuzione delle risorse e produce abbondanza perché evoca condivisione, e la condivisione porta armonia. Una società armonica pone a misura dello scambio non più la quantità di merci ma la qualità creativa dell’essere umano, perché capace di riconoscerne la vibrazione qualificante, ossia, il talento individuale.

Il cambiamento è possibile solo se agiamo in modo unitario, dalle fondamenta, e dissolviamo la piramide del potere attraverso la comprensione amorevole anziché la contrapposizione conflittuale; in questo modo andiamo a realizzare quella rete di rapporti armonici che è la Fratellanza. La Fratellanza è la forza coesiva che agisce dal di dentro per trasformare il “fuori”; sviluppa il bene comune e ci dà la forza di sciogliere il vincolo del controllo energetico.

Oggi esistono tecnologie come quella fotovoltaica, quella basata sulla struttura molecolare dell’acqua (che scinde idrogeno e ossigeno) o quella cosiddetta della “free-energy”, che permettono di gestire individualmente il fabbisogno di energia e fanno cessare la dipendenza da una erogazione centralizzata; quella dipendenza attraverso la quale si perpetra il controllo del pianeta e dell’Umanità.

Agiamo in cooperazione fraterna per ottenere che venga abolito il monopolio dell’energia elettrica e che vengano sviluppate e diffuse le tecnologie alternative. Diamo il nostro contributo affinché il cambiamento epocale sia reso possibile.

 
 
 

DISCRIMINAZIONE ETNICA

Post n°131 pubblicato il 14 Gennaio 2010 da shantiom0

Comitato Genitori Scuola Di Donato

Sulla decisione della Gelmini di stabilire un tetto massimo alla presenza degli alunni immigrati nelle scuole, riceviamo questo documento che vi inviatiamo a leggere e commentare.

La scuola Di Donato ha sede nel rione Esquilino, quartiere romano con una forte presenza di immigrati.La fiducia delle famiglie, migranti e non, verso la scuola Di Donato si è consolidata negli anni grazie ad una politica dell´accoglienza e ad una pratica educativo-didattica, messa in atto dai dirigenti scolastici e dal corpo docente, che si è andata sempre più perfezionando, e la cui caratteristica è stata quella di aver saputo organizzare non solo le risorse interne, ma anche quelle territoriali. Questo ha permesso alla scuola di raggiungere eccellenti risultati sul piano didattico e della socialità creando un osmosi con il quartiere, offrendo e ricevendo una serie di servizi di aggregazione destinati ad adulti e bambini.

Noi genitori della Scuola Di Donato affermiamo un forte dissenso contro la proposta del ministro Gelmini di porre un tetto del 30% di stranieri nelle scuole. Tale proposta, che consideriamo demagogica e di impossibile realizzazione, costituisce un gesto di discriminazione nei confronti delle famiglie migranti che, di fatto, non potranno più scegliere la scuola dove mandare i propri figli e non valorizza quelle realtà scolastiche miste che dovrebbero essere invece opportunamente sostenute e finanziate, proprio perché fanno dell´integrazione un percorso virtuoso e proficuo per tutti i propri alunni.

Ricordiamo che sempre più spesso i bambini migranti vivono in famiglie che risiedono in Italia da anni, sono nati nel nostro Paese, sono stati cresciuti e scolarizzati insieme a tutti gli altri bambini, conoscono e parlano correttamente la nostra lingua. Li caratterizza non l´essere straniero, ma lo status di cittadini non italiani, e questo semplicemente in virtù del fatto che la legge italiana non garantisce la cittadinanza a chi nasce nel nostro Paese.

Noi riteniamo, quindi che, piuttosto che l’introduzione di quote massime di migranti nelle classi, bisognerebbe creare le condizioni affinché le famiglie migranti possano sentirsi accolte in qualsiasi scuola, e affinché le paure, spesso immotivate, delle famiglie italiane vengano superate attraverso la conoscenza dell’eccezionale lavoro che si fa nelle scuole multiculturali per creare un’Italia accogliente, aperta, moderna.

 


 

 

 

 
 
 

AUGURIO PER L'ANNO NUOVO

Post n°130 pubblicato il 03 Gennaio 2010 da shantiom0


L'invenzione delle vele mobili nel medioevo fu una vera a propria rivoluzione. Per la prima volta gli uomini riuscivano a vincere la forza dei venti. Di più: riuscivano a domare e a volgere a proprio vantaggio quella spinta della natura. Per la prima volta, tutto questo facilitò scambi, viaggi e conoscenze. Produsse conoscenze e sapere. Che il 2010 possa partorire un'invenzione analoga e mettere tutta l'umanità nelle condizioni di navigare controcorrente. A cominciare dal nostro Paese che sembra rassegnato o condannato a navigare condotto piuttosto da... “veline” in senso giornalistico e televisivo! Ci sono cose a cui sembriamo ormai eternamente rassegnati. Del tipo: il mercato guida il nostro destino, l'individualismo esasperato è una tendenza ineluttabile, affoghiamo nella banalità... E poi ancora: gli obiettivi del millennio non si raggiungeranno mai, i cambiamenti climatici non si possono fermare, le mafie sono invincibili... Ma noi nell'anno nuovo troviamo un modo per navigare controcorrente. Prendiamo tutto questo vento contrario e volgiamolo a nostro vantaggio per gonfiare le vele e andare, andare, andare.


Rigorosamente da riciclare nel bidone giusto i plastici delle case di Garlasco, Erba, Cogne e Brenda e si prenda ad approfondire piuttosto i casi di Luigi Ioculano (1998), Sergio Cosmai (1985) e Francesco Marcone (1996). Se anche voi vi state chiedendo chi sono, è perché nessun salotto mediatico finora se n’è mai occupato, ma i familiari chiedono ancora verità e giustizia.
Ecco un buon augurio per il 2010: l’apparizione di un’informazione che dia peso alle notizie importanti. Ne avrei tante da suggerire ai Bruno Vespa che affollano i programmi di... approfondimento: l’acqua e i cambiamenti climatici, la guerra nel Kivu e i diritti umani in Cina, gli obiettivi del millennio e i licenziamenti in Italia.
Puntate monografiche su personaggi? Propongo: Christian Poveda, Gustavo Montayo, Liu Xiaobo, Margot Kaessmann, Haminatu Haidar... Non sapete chi sono? Peccato. “Porta a porta” non ha mai dedicato loro una mezza puntata.
E poi un’informazione attenta alla bellezza in cui siamo immersi, al nuovo i cui germogli timidamente si affacciano sui rami teneri dopo l’inverno, a quanto nasce dal basso e che non ha voce in capitolo, né immagine in tv.
Un anno nuovo per davvero!


Ti vorrei ricco di promesse mantenute e carico di frutti maturi. Chiederei a te di sorprenderci con quanto nessuno ha mai osato nemmeno sperare. Che tu sia canto e danza, luce e stupore. Ma anche occupazione, informazione finalmente liberata e acqua per tutti. Insomma bellezza e giustizia, pane e poesia.
Caro 2010 restituiscici almeno la capacità di sognare. Ce l’hanno drammaticamente sottratta in maniera furtiva. Nei processi lo definirebbero “furto con destrezza”. Tragica è la sottrazione di sogno che è stato operata verso le nuove generazioni e, credimi, non c’è niente di più triste di una società in cui i giovani siano più realisti dei propri padri. Ripiegati nello spazio del presente e non protesi verso una speranza in cui altri hanno smesso di credere. Sazi di fredda virtualità e non annunciatori del nuovo che si scalda al primo sole dell’aurora.
Ecco, caro 2010, piuttosto che la vincita record al superenalotto, insinua in ogni coscienza il virus del cercare, la sindrome della non-autosufficienza, la temperatura alta della festa. Spalanca gli occhi dei giovani a scrutare piaceri che vadano oltre lo spot della pubblicità. Insomma, dona a tutti, i brividi della felicità autentica, trasparente e giocosa. Un anno nuovo davvero!

Fonte: Mosaico dei Giorni

di Tonio dell'Olio

 
 
 

NIENTE AFFATTO ECOLOGIA

Post n°129 pubblicato il 03 Ottobre 2009 da shantiom0

Il GSE, Gestore Servizi Elettrici, ha di recente pubblicato i risultati relativi alla produzione di energia elettrica nel corso del 2008. Dalle statistiche si rileva un incremento del ricorso alle fonti rinnovabili, con particolare spicco per quella solare, il cui impiego è cresciuto addirittura del 395% rispetto al 2007. Buone notizie, dunque.

Ma da tali dati emerge che ad aumentare è stata anche l’energia prodotta tramite combustione di rifiuti solidi urbani, fonte questa difficilmente definibile come rinnovabile e soprattutto niente affatto ecologica. Gli inceneritori, impianti nei quali tali processi hanno luogo, emettono nell’ambiente grandi quantità di agenti inquinanti e in effetti dal 2007 il nostro paese vanta il primato europeo per presenza di diossina nell’atmosfera.

Non è però un caso che i rifiuti solidi urbani figurino al fianco delle fonti rinnovabili, del resto l’una come le altre riceve finanziamenti pubblici.

L’incentivo alle energie rinnovabili deriva da una direttiva della Comunità Europea, emanata nel 2001 al fine di indurre i Paesi membri a privilegiare la produzione di energia pulita. Da noi però la fantasia dei governi dell’una e dell’altra sponda è riuscita con talento a creare un’aberrazione tale per cui viene sostenuta la produzione tramite combustione di rifiuti urbani, residui di raffinazione e scarti industriali. Tutti processi altamente inquinanti.

Il finanziamento di queste attività è frutto di una delibera, chiamata CIP6, che il Comitato Interministeriale Prezzi italiano emanò il 29 aprile 1992. Per promuovere il ricorso alle fonti rinnovabili, si stabilì che chiunque producesse energia elettrica da tali risorse avesse il diritto di rivenderla al gestore dei servizi elettrici (allora Enel, poi diventato GSE) ad un prezzo maggiorato rispetto a quello normale di mercato. Il surplus sarebbe stato rimborsato dagli utenti finali, tramite un aumento del 7% sulla bolletta. E così è stato da allora.

Ma fin qui nessun problema: incentivare economicamente l’approvvigionamento di energia da fonti alternative ci può star bene. La particolarità (nonché la scorrettezza) tutta italiana sta nell’includere tra le fonti rinnovabili anche alcune che non sono tali, in particolare i rifiuti non biodegradabili. Accade così che, di quel 7% che esborsiamo su ogni bolletta, una parte (e guardando i dati si scopre che è cospicua) vada a sostenere gli inceneritori (detti anche termovalorizzatori).

rifiuti
La particolarità tutta italiana sta nell’includere tra le fonti rinnovabili anche alcune che non sono tali, in particolare i rifiuti non biodegradabili

L’origine della “confusione” tra fonti rinnovabili e no ha origine nel 1982, quando in una legge in materia di energia redatta dal primo Governo Spadolini compare la dicitura “fonti rinnovabili e assimilate”, tra cui si annoverano anche “la trasformazione dei rifiuti organici ed inorganici o di prodotti vegetali”. In verità in tal sede si includono anche il calore recuperabile da impianti termici, da processi industriali, dai fiumi di scarico, ecc.

Questi ultimi vengono esclusi nel 1991 dal secondo Governo Andreotti, che apporta degli emendamenti alla legge, lasciando però invariata la parte inerente i rifiuti.

Nel 1999, con il primo Governo D’Alema, si cade dalla padella alla brace: l’allora ministro di Industria, Commercio e Artigianato vara un decreto, nel quale scompare la scomoda dicitura “e assimilate”, cosicché l’incenerimento dei rifiuti (anche quelli non biodegradabili) viene promosso addirittura al livello di fonte rinnovabile.

Intanto dal 1992, in seguito all’introduzione del CIP6, i titolari di impianti di incenerimento e termovalorizzazione incassano ingenti somme di denaro provenienti dai finanziamenti pubblici, vale a dire dalle tasche dei cittadini (per lo più ignari).

 
 
 

ABBIAMO IL SOLE

Post n°128 pubblicato il 14 Settembre 2009 da shantiom0

Il mondo che conosciamo sta cambiando in fretta. Il petrolio sta finendo.
L'energia avrà due caratteristiche: sarà rinnovabile, come il sole e il
vento, e distribuita.
Ognuno di noi potrà creare la propria energia e metterla a disposizione
degli altri in rete.

"Ora, al tramonto [della seconda rivoluzione industriale] ci sono alcune
situazioni davvero molto critiche.
Il prezzo dell'energia sta drammaticamente salendo e il mercato mondiale
del petrolio si è appena avviato al suo picco di produzione.
I prezzi del cibo sono raddoppiati negli ultimi anni poiché la produzione
di cibo è prevalentemente basata sui combustibili fossili.

Appena raggiungeremo il picco della produzione di petrolio, i prezzi
saliranno, l'economia globale ristagnerà, avremo recessione e ci saranno
persone che non riusciranno a mettere in tavola qualcosa da mangiare. Il
"picco del petrolio" avviene si è usato metà del petrolio disponibile.
Quando questo avverrà, quando saremo all'apice di questa curva, saremo alla
fine dell'era del petrolio perché il costo di estrazione non sarà più
sostenibile. Quando arriveremo al picco? L'ottimista agenzia internazionale
per l'energia dice che ci arriveremo probabilmente attorno al 2025-2035.
D'altra parte negli ultimi anni alcuni dei più grandi geologi del mondo,
utilizzando dei modelli matematici molto avanzati, rilevano che arriveremo
al picco tra il 2010 e il 2020.

Uno dei maggiori esperti sostiene che il picco è già stato raggiunto nel
2005. Ora, il giacimento del Mare del Nord ha raggiunto il picco 3 anni fa.

Il Messico, il quarto produttore mondiale, raggiungerà il picco nel 2010,
come probabilmente la Russia. Nel mio libro, Economia all'idrogeno, ho
speso molte parole su questa questione. Io non so chi ha ragione, gli
ottimisti o i pessimisti. Ma questo non fa alcuna differenza, è una
piccolissima finestra. La seconda crisi legata al tramonto di questo regime
energetico è l'aumento di instabilità politica nei Paesi produttori di
petrolio.

Dobbiamo capire che oggi un terzo delle guerre civili nel mondo è nei Paesi
produttori di petrolio. Immaginate cosa accadrà nel 2009, 2010, 2011, 2012
e così via. Tutti vogliono il petrolio, il petrolio sta diventando sempre
più costoso. Ci saranno più conflitti politici e militari nei Paesi
produttori. Infine, c'è la questione dei cambiamenti climatici. Se
prendiamo gli obiettivi dell'Unione Europea sulla riduzione della Co2, e la
UE è la più aggressiva del mondo in questo senso, anche se riuscissimo a
raggiungere quegli obiettivi ma non facessero lo stesso India, Cina e altri
Paesi, la temperatura aumenterà di 6°C in questo secolo e sarà la fine
della civilizzazione come la conosciamo.

Lasciatemi dire che quello di cui abbiamo bisogno adesso è un piano
economico che sia sufficientemente ambizioso ed efficace per gestire
l'enormità del picco del petrolio e dei cambiamenti climatici. Lasciatemi
dire che le grandi rivoluzioni economiche accadono quando l'umanità cambia
il modo di produrre l'energia, primo, e quando cambia il modo di
comunicare, per organizzare questa rivoluzione energetica. All'inizio del
XX secolo la rivoluzione del telegrafo e del telefono convergeva con quella
del petrolio e della combustione interna, dando vita alla seconda
rivoluzione industriale. Ora siamo al tramonto di quella rivoluzione
industriale.

La domanda è: come aprire la porta alla terza rivoluzione industriale. Oggi
siamo in grado di comunicare peer to peer, uno a uno, uno a molti, molti a
molti. Io sto comunicando con voi via Internet. Questa rivoluzione
"distribuita" della comunicazione, questa è la parola chiave:
"distribuita", questa rivoluzione "piatta", "equa" della comunicazione
proprio ora sta cominciando a convergere con la rivoluzione della nuova
energia distribuita.

La convergenza di queste due tecnologie può aprire la strada alla terza
rivoluzione industriale. L'energia distribuita la troviamo dietro l'angolo.
Ce n'è ovunque in Italia, ovunque nel mondo. Il Sole sorge ovunque sul
pianeta. Il vento soffia su tutta la Terra, se viviamo sulla costa abbiamo
la forza delle onde. Sotto il terreno tutti abbiamo calore. C'è il mini
idroelettrico. Queste sono energie distribuite che si trovano ovunque.

L'Unione Europea ha posto il primo pilastro della terza rivoluzione
industriale, che sono le energie rinnovabili e distribuite.
Primo, dobbiamo passare alle energie rinnovabili e distribuite. La UE ha
fissato l'obiettivo al 20%.
Secondo, dobbiamo rendere tutti gli edifici impianti di generazione di
energia. Milioni di edifici che producono e raccolgono energia in un grande
impianto di generazione. Questo già esiste.
Terzo pilastro: come accumuliamo questa energia? Perché il Sole non splende
sempre, nemmeno nella bellissima Italia. Il vento non soffia sempre e le
centrali idroelettriche possono non funzionare nei periodi di siccità. Il
terzo pilastro riguarda come raccogliamo questa energia e la principale
forma di accumulo sarà l'idrogeno. L'idrogeno può accumulare l'energia così
come i supporti digitali contengono le informazioni multimediali. Infine,
il quarto pilastro, quando la comunicazione distribuita converge verso la
rivoluzione energetica generando la terza rivoluzione industriale.
Prendiamo la stessa tecnologia che usiamo per Internet, la stessa, e
prendiamo la rete energetica italiana, europea e la rendiamo una grande
rete mondiale, come Internet. Quando io, voi e ognuno produrrà la sua
propria energia come produciamo informazione grazie ai computer, la
accumuliamo grazie all'idrogeno come i media con i supporti digitali,
potremo condividere il surplus di produzione nella rete italiana, europea e
globale nella "InterGrid", come condividiamo le informazioni in Internet.

Questa è la terza rivoluzione industriale. Io lavoro con molte tra le più
grandi aziende energetiche del mondo, come consulente. Lasciatemi fare una
considerazione in termini di business, non in termini ideologici. Non credo
che l'energia nucleare sarà significativa in futuro e credo che sia alla
fine del suo corso e qualsiasi governo sbaglierebbe a investire nell'atomo.
Vi spiego le ragioni. Non produciamo Co2 con gli impianti nucleari, quindi
dovrebbe essere parte della soluzione ai problemi climatici. Ma guardiamo
ai numeri.

Ci sono 439 impianti nucleari al mondo, oggi, che producono solo il 5%
dell'energia che consumiamo. Questi impianti sono molto vecchi. C'è
qualcuno in Italia o nel mondo che davvero crede che si possano rimpiazzare
i 439 impianti che abbiamo oggi nei prossimi vent'anni. Anche se lo
facessimo continueremmo a produrre solo il 5% dell'energia consumata, senza
alcun beneficio per i cambiamenti climatici. E' chiaro che perché ne
avesse, dovrebbero coprire almeno il 20% della produzione.

Ma perché la produzione di energia sia per il 20% nucleare, dovremmo
costruire 3 centrali atomiche ogni 30 giorni per i prossimi 60 anni.
Capito? Duemila centrali atomiche. Tre nuove centrali ogni mese per
sessant'anni. Non sappiamo ancora cosa fare con le scorie. Siamo
nell'energia atomica da 60 anni e l'industria ci aveva detto: "Costruite
gli impianti e dateci tempo sufficiente per capire come trasportare e
stoccare le scorie". Sessant'anni dopo questa industria ci dice "Fidatevi
ancora di noi, possiamo farcela", ma ancora non sanno come fare. L'agenzia
internazionale per l'energia atomica dice che potremmo avere carenza di
uranio tra il 2025 e il 2035, facendo cosi' morire i 439 impianti nucleare
che producono il 5% dell'energia del mondo. Potremmo prendere l'uranio che
abbiamo e convertirlo in plutonio. Ma avremmo il pericolo del terrorismo
nucleare.

Vogliamo davvero avere plutonio in tutto il mondo in un'epoca di potenziali
attacchi terroristici? Credo sia folle.

E infine, una cosa che tutti dovrebbero discutere col vicino di casa: non
abbiamo acqua! Questo le aziende energetiche lo sanno ma la gente no.
Prendete la Francia, la quintessenza dell'energia atomica, prodotta per il
70%. Questo e' quello che la gente non sa: il 40% di tutta l'acqua
consumata in Francia lo scorso anno, e' servita a raffreddare i reattori
nucleari. Il 40%. Vi ricordate tre anni fa, quando molti anziani in Francia
morirono durante l'estate perche' l'aria condizionata era scarsa? Quello
che non sapete e' che non ci fu abbastanza acqua per raffreddare i reattori
nucleari, che dovettero diminuire la loro produzione di elettricita'.

Dove pensano di trovare, l'Italia e gli altri Paesi, l'acqua per
raffreddare gli impianti se non l'ha trovata la Francia?

Quello che dobbiamo fare è democratizzare l'energia. La terza rivoluzione
industriale significa dare potere alle persone e per la generazione
cresciuta con la Rete questo è la conclusione e il completamento di questa
rivoluzione, proprio come ora parliamo in Internet, centinaia di persone
sono in Internet, ed è tutto gratuito, e questi possono creare il più
grande, decentralizzato, network televisivo, open source, condivisoŠperché
non possiamo farlo con l'energia? L'Italia è l'Arabia Saudita delle energie
rinnovabili! Ci sono così tante e distribuite energie rinnovabili nel
vostro Paese! Mi meraviglio quando vengo nel vostro Paese e vedo che non vi
state muovendo nella direzione in cui si muove la Spagna, aggressivamente
verso le energie rinnovabili. Per esempio, voi avete il Sole! Avete così
tanto sole da Roma a Bari.

Avete il Sole! Siete una penisola, avete il vento tutto il tempo, avete il
mare che vi circonda, avete ricche zone geotermiche in Toscana, biomasse da
Bolzano in su nel nord Italia, avete la neve, per l'idroelettrico, dalle
Alpi. Voi avete molta più energia di quella che vi serve, in energie
rinnovabili! Non la state usandoŠio non capisco. L'Italia potrebbe. Credo
che, umilmente, quel che posso dire al governo italiano è: a che gioco
volete giocare? Se il vostro piano è restare nelle vecchie energie,
l'Italia non sarà competitiva e non potrà godere dell'effetto
moltiplicatore sull'economia della terza rivoluzione industriale per
muoversi nella nuova rivoluzione economica e si troverà a correre dietro a
molti altri Paesi col passare del XXI secolo. Se invece l'Italia deciderà
che è il momento di iniziare a muoversi verso la terza rivoluzione
industriale, le opportunità per l'Italia e i suoi abitanti saranno enormi.

Da anni seguo il tuo sito [di Beppe Grillo], vorrei che ci fossero voci
come la tua in altri Paesi. Ha permesso a cosi' tante persone di impegnarsi
insieme...credo sia istruttivo rispetto alla strada che dobbiamo
intraprendere."

Jeremy Rifkin

 
 
 

DARVISH MAHMOUD

Post n°127 pubblicato il 02 Agosto 2009 da shantiom0
 
Tag: poesia

Pensa agli altri


Prepari la tua colazione
pensa agli altri
(non dimenticare il cibo per i piccioni)
Combatti la tua guerra
pensa agli altri
(non dimenticare chi chiede la pace)
Paghi la bolletta dell’acqua
pensa agli altri
(chi si nutre di nubi)
Torni a casa la tua casa
 pensa agli altri
(non dimenticare la gente nelle tende)
Dormi e conti le stelle
 pensa agli altri
(chi non ha spazio per dormire)
Liberi l’anima con le metafore
pensa agli altri
(chi ha perduto il diritto di parola)
Pensi agli altri lontani
 pensa a te stesso
(dì: magari fossi candela nel buio)

 
 
 

"Il discorso di un uomo" Charles Chaplin

Post n°126 pubblicato il 27 Giugno 2009 da shantiom0

"Mi dispiace ma io non voglio fare l'Imperatore, non è il mio mestiere, non voglio governare e conquistare nessuno, vorrei aiutare tutti, ebrei, ariani, uomini neri e bianchi, tutti noi dovremo aiutarci sempre, dovremo soltanto godere della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l'un l'altro. In questo mondo c'è posto per tutti, la natura è ricca, è sufficiente per tutti noi, la vita può essere felice e magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato. L'avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell'odio, ci ha condotti a passo d'oca a fare le cose più abbiette, abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell'abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformato in cimici, l'avidità ci ha resi duri e cattivi, pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza, senza queste qualità la vita è violenza e tutto è perduto. L'aviazione e la radio hanno riavvicinato le genti, la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà nell' uomo, reclama la fratellanza universale, l'unione dell'umanità. Perfino ora la mia voce raggiunge milioni di persone nel mondo, milioni di uomini, donne e bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di torturare e imprigionare gente innocente. A coloro che mi odono, io dico, non disperate! L'avidità che ci comanda è solo un male passeggero, l'amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano. L'odio degli uomini scompare insieme ai dittatori e il potere che hanno tolto al popolo ritornerà al popolo e qualsiasi mezzo usino la libertà non può essere soppressa. Soldati! Non cedete a dei bruti uomini che vi disprezzano e vi sfruttano, che vi dicono come vivere, cosa fare, cosa dire, cosa pensare, che vi irreggimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie. Non vi consegnate a questa gente senza un anima, uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore.
Voi non siete macchine, voi non siete bestie, siete uomini ! Voi avete l'amore dell'umanità nel cuore, voi non odiate, coloro che odiano sono quelli che non hanno l'amore altrui . Soldati! Non difendete la schiavitù, ma la libertà! Ricordate nel Vangelo di S. Luca è scritto - 'Il Regno di Dio è nel cuore dell' uomo' - non di un solo uomo o di un gruppo di uomini, ma di tutti gli uomini. Voi, il popolo avete la forza di creare la macchina, la forza di creare la felicità, avete la forza di fare che la vita sia bella e libera, di fare di questa vita una splendida avventura. Quindi in nome della democrazia uniamo questa forza, uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore, che dia a tutti gli uomini lavoro, ai giovani un futuro, ai vecchi la sicurezza. Promettendovi queste cose dei bruti sono andati al potere, mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno! I dittatori forse sono liberi? Perché rendono schiavi il popolo. Allora combattiamo per mantenere quelle promesse, combattiamo per liberare il mondo, eliminando confini e barriere, eliminando l'avidità, l'odio e l'intolleranza. Combattiamo per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati, nel nome della democrazia siate tutti uniti!..."

 
 
 

ATTENZIONE

Post n°125 pubblicato il 14 Giugno 2009 da shantiom0

Un paio di scarpe Geox, Adidas, Timberland o Clarks, un divano di pelle Chateaux d’ax o Ikea, un piatto di carne Simmenthal o Montana possono avere un’impronta devastante sull’ultimo polmone del mondo. Dopo tre anni di indagine, oggi pubblichiamo l’inchiesta scandalo “Amazzonia, che macello!”.

Abbiamo scoperto che la foresta amazzonica viene distrutta per far spazio agli allevamenti illegali di bovini. E la carne e la pelle che ne derivano contaminano le filiere internazionali dell’alimentare, dell’arredamento, della moda e delle scarpe.

Le prove raccolte dimostrano, infatti, che i giganti del mercato della carne e della pelle brasiliani - Bertin, JBS, Marfrig - vengono regolarmente riforniti da allevamenti che hanno tagliato a raso la foresta ben oltre i limiti consentiti dalla legge. Le materie prime, frutto di crimini forestali, ‘sporcano’ le filiere produttive di tantissimi marchi globali e distributori. Tra questi: Adidas, BMW, Geox, Chateau d’Ax, Carrefour, EuroStar, Ford, Honda, Gucci, Ikea, Kraft, Cremonini, Nike, Tesco, Toyota, Wal-Mart.

A livello globale la deforestazione determina il 20 per cento delle emissioni di gas serra. Il Brasile è il quarto più grande emettitore di gas serra a livello globale (dopo Usa, Cina e Indonesia). Il governo brasiliano è a tutti gli effetti un socio in affari della distruzione della foresta: per promuovere la crescita della produzione di carne e pelle sta investendo per sviluppare ogni singola parte della filiera della carne e delle pelle nel Paese.

Mentre voi leggete queste righe, gli allevamenti bovini continuano a distruggere un ettaro di Amazzonia ogni 18 secondi. Non è tutto. I dati a nostra disposizione rivelano che alcune delle fattorie che riforniscono Bertin, JBS e Marfrig utilizzano forme illegali di lavoro schiavile e occupazione di riserve indigene. In Brasile, nel 2008, ben 3005 nuovi schiavi sono stati liberati da decine di aziende zootecniche. Il 99 per cento di questi erano tenuti prigionieri in Amazzonia.

È il tempo del coraggio e della responsabilità per i governi e per le aziende che stanno dietro ai marchi globali se vogliamo vincere la sfida del cambiamento climatico. Per produrre una paio di scarpe sportive, invece, rischiamo di deforestare illegalmente, promuovere forme di nuova schiavitù e accelerare il cambiamento climatico.

Chiediamo a tutti i marchi coinvolti di interrompere immediatamente i rapporti commerciali con aziende o allevamenti che sono legati alla distruzione dell’Amazzonia

Alla conferenza sul Clima di Copenhagen a dicembre 2009 un vero accordo per la salvezza del clima e del pianeta deve includere azioni concrete e fondi adeguati per fermare la deforestazione.

                                                           GREENPEACE

 


 
 
 

SEMPRE DI CORSA

Post n°124 pubblicato il 08 Giugno 2009 da shantiom0

Internet funziona ad altissima velocità, senza fili, perché, per guadagnar tempo, si fa tutto via satellite. L’accelerazione ha raggiunto in modo particolare le borse; quanto più velocemente si trasferiscono capitali da un mercato ad un altro, tenendo conto del fuso orario, più si può guadagnare. Ora più che mai, “il tempo è denaro”.

Certamente, in tutto questo processo c’è un elemento liberatore, poiché il tempo è stato sempre vissuto con sottomissione. Non possiamo fermarlo. D’altro lato produce un impatto sulla Natura, che ha i suoi tempi e i suoi cicli. L’impatto non è minore sulla mente delle persone, che si sentono confuse, particolarmente quelle di maggior età che perdono i parametri di orientamento e di quello che sta succedendo nel mondo.

Vale la pena fare questa corsa? Verso dove stiamo scappando?

E ci sono quelli che non si adattano ai tempi! Nel lavoro, sono espulsi dal mercato dato che le loro capacità divengono obsolete. Quelli che non si aggiornano perdono il ritmo del tempo e sono considerati precocemente invecchiati, o in ritardo. E questo può accadere anche con Paesi interi che non riescono ad incorporare i progressi della tecnologia. Tutti sono obbligati a modernizzarsi rapidamente e ad essere sempre Paesi emergenti.

Dove ci porterà questa corsa contro il tempo? Lui vincerà sempre perchè non possiamo congelarlo. Semplicemente passa, lento o accelerato come nei grandi tunnel di accelerazione di particelle.

Però è importante considerare che c’è tempo e tempo. Il tempo naturale per la crescita di un albero può anche essere di 50 anni. Il tempo tecnologico per abbatterlo con una motosega è di circa 5 minuti. Di quanto tempo abbiamo bisogno per crescere, maturare in saggezza e per conquistare il proprio cuore? A volte una vita intera di 80 anni non basta… Il tempo interiore non ubbidisce al tempo dettato dall’orologio. Necessitiamo tempo per risolvere i nostri conflitti interni; a volte questi conflitti ci obbligano addirittura a fermarci.

Una riflessione del maestro zen Chuang-Tzu, di 2500 anni fa, ci ritorna alla memoria. Racconta che c’era una persona che rimaneva molto perturbata nel guardare la propria ombra e le proprie orme gli davano molta tristezza, cosicché penso di liberarsi di entrambe. Utilizzò il metodo della fuga per tutte e due: si alzò, si mise a correre ma ogni volta che appoggiava un piede a terra compariva un’orma e l’ombra lo seguiva senza la minima difficoltà.

Attribuì il suo fallimento al fatto che non stava correndo come avrebbe dovuto. A questo punto si mise a correre ancora più forte, senza fermarsi finché non cadde stremato e morì. Il suo sbaglio, ci insegna il Maestro, fu di non essersi reso conto che solo andando in un punto dove già c’era dell’ombra la sua sarebbe scomparsa e che se fosse rimasto fermo non ci sarebbero state altre orme ad inseguirlo…

Non è questo quello di cui avremmo bisogno oggi? Fare un fermata? Proprio lì sta il segreto della felicità e la desiderata pace interiore.

Leonardo Boff - Koinonia.org
Traduzione a cura di Epicureo per Comedonchisciotte.org


 

 
 
 

RIFLETTERE..

Post n°123 pubblicato il 13 Maggio 2009 da shantiom0

Definire Berlusconi un fascista è una considerazione sbrigativa, che non fa realmente i conti con la Storia e con gli sconcertanti accadimenti delle ultime ore. Il fascismo fu un fenomeno pre-moderno, le cui vergognose e sanguinarie gesta hanno lasciato, assieme alla parabola del nazismo, una macchia indelebile sulla modernità post-bellica. Ridurre Berlusconi ad una imitazioni più o meno affidabile del Duce significa sottovalutarne il pericoloso potenziale a-democratico. Silvio Berlusconi è qualcosa di nuovo e di inedito che va ben oltre il fascismo e che investe la dimensione della nostra modernità.

Due fatti in particolare devono farci riflettere con acuta attenzione. Il respingimento dei migranti a Tripoli e il referendum sulla legge elettorale.

La “svolta storica” (come l’ha definita Maroni) di spedire nelle carceri di Gheddafi centinaia di migranti dovrebbe procurare in tutti noi un moto di fastidio e di indignazione. L’Italia, in nome di una legalità di matrice padana, infrange gli accordi internazionali della Convenzione di Ginevra. Non solo il governo non ha rispettato il diritto di asilo politico, ma ha deciso di condannare centinaia di persone a sevizie, torture e abusi che si praticano nelle carceri libiche. Ma le recenti dichiarazioni del premier sono ancora più sconcertanti di tutto questo: “L’Italia non è un paese multietnico”.

L’attacco alla multi etnia è l’elemento cardine attorno al quale si è costruita la persecuzione degli ebrei.

Ci troviamo al cospetto di un potere autoritario, che oltrepassa ogni limite consentito. Un potere che non ha precedenti nella storia repubblicana dell’Italia e va ben oltre i parallelismi storici. Un potere che trae legittimazione dal rapporto diretto tra il leader carismatico e il “suo” popolo, un binomio che significa quasi un lasciapassare per ogni scempiaggine umana, sociale e politica. E a nulla sono valse le indignazioni dell’Onu e del Vaticano.

Un potere autoritario che può trovare ulteriore arricchimento dal referendum di giugno.

Se passassero i questi referendari abrogativi l’attuale legge elettorale (definita dal suo stesso autore “una porcata per non far vincere il centrosinistra) verrebbe sostituita con una legge peggiore. Rimarrebbe il premio di maggioranza, ma l’assegnazione spetterebbe non alla coalizione che prende più voti –come la legge attuale prevede – bensì alla lista. In questo modo, Berlusconi diverrebbe il padronela destra avrebbe il controllo del 66 per cento delle Camere. dell’intero Paese: con i voti del Pdl più quelli della Lega,

Un potere che permetterebbe a Berlusconi “finalmente” di poter cambiare da solo la Costituzione, riducendo l’opposizione ad essere un prolungamento della stessa maggioranza.

Già ora Berlusconi esercita spregiudicatamente il suo potere, e dietro le sue discutibili battutacce (che hanno fatto il giro del mondo) si nasconde un’arroganza autoritaria. Lui è il padrone indiscusso e tutti devono assecondarlo o tacere. Con l’inquietante scenario che si materializza, questo potere sarà ancora più accentuato. E quella palpatina all’assessore alla solidarietà della Provincia di Trento Lia Beltrami è il prezzo che noi tutti dobbiamo pagare, in silenzio e senza lamentele.

Quella palpatina va ben oltre la tessere obbligatoria al Partito Unico Fascista.

                                                                                           Francesco Donzelli




 
 
 

Stand by me _ Song Around the World

Post n°122 pubblicato il 05 Maggio 2009 da shantiom0

 

 

 
 
 

ZEN

Post n°121 pubblicato il 04 Maggio 2009 da shantiom0

Nelle fredde mattine d’inverno a volte faccio fatica ad accendere una candela: devo sciogliere lentamente la cera intorno allo stoppino, e allora la candela si accende vivacemente e continua a bruciare, sciogliendosi al calore della sua stessa luce.

Ed è lo stesso con gli esseri umani: al principio dobbiamo avere un buon maestro perchè ci guidi e ci “illumini”, ma dopo, “bruciando” con i nostri stessi sforzi, diventiamo una fonte di luce e di calore. 

Per quanto qualcun altro ci possa esortare con zelo ad ardere, se non siamo noi stessi a farlo, non porteremo a termine nulla.

 


 
 
 

SPERANZA

Post n°120 pubblicato il 02 Maggio 2009 da shantiom0
 
Tag: DONNA

La crisi economica si risolve con le donne

La crisi economica, che caratterizzerà tutto il 2009, potrebbe rivelarsi meno dannosa se si punta ad un target femminile nella creazione dei messaggi promozionali da parte delle aziende. Qualche tempo fa avevamo parlato del ruolo della digital divas, cioè delle donne digitali che utilizzano il Web per acquistare e far girare, quindi, l’economia.

In questo periodo economicamente difficile tornano alla ribalta anche perché i dati recenti confermano che le donne determinano l’80% degli acquisti in generale. Bisogna quindi, per uscire dalla crisi, puntare ad un anno dedicato al sesso femminile, alle sue esigenze, ai suoi desideri e aspirazioni. Diversamente dal consumo maschile, più pragmatico e individuale, quello femminile è maggiormente gratificato da questi aspetti umani ed emotivi.

Queste affermazioni hanno un altro fondamento nei dati di una ricerca che evidenzia come le donne aumentano il loro traffico sui siti di aste online, di e-commerce, dove trovano convenienza e possibilità di confronto, che garantisce loro la possibilità di risparmiare rispetto ad altri modelli di spesa.

Quindi gli esperti di Web marketing, per superare la crisi economica, devono sempre di più indirizzarsi a questo target attento e disponibile all’innovazione dei prodotti.

 


 
 
 

CERVELLI

Post n°119 pubblicato il 27 Aprile 2009 da shantiom0

Dopo alcuni anni di rallentamento dalla metà degli anni '90 la fuga di cervelli dal Sud verso il resto dell'Italia è diventata un'emorragia. Aumentano infatti sempre di più i giovani laureati che dalle regioni meridionali partono alla ricerca di un lavoro nel resto d'Italia. Questa rilevante perdita di capitale umano qualificato, 'grave per il futuro sviluppo dell'areà, è stata registrata dallo Svimez. La situazione è più drammatica in Campania, Puglia, Basilicata e Sicilia

Giovani, in possesso di conoscenze all'avanguardia, buone lauree in tasca - rafforzate da master di specializzazioni di ultima generazione - e la valigia in mano...
Sì, aumentano le "risorse umane" rispondenti a questi connotati che dalle regioni del Sud Italia partono alla ricerca di un lavoro nel resto d'Italia, d'Europa e del Mondo, tanto che dalla metà degli anni '90 si può dire che la "fuga di cervelli" è diventata un elemento antropologico da annoverare fra gli usi & costumi della generazione contemporanea meridionale.
Questa rilevante perdita di "capitale umano qualificato", grave per il futuro sviluppo dell'area, è stata registrata dalla Svimez, l'Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno.

Come si accennava, nel corso degli anni Novanta sia il tasso di emigrazione che quello di immigrazione sono stati sostanzialmente in calo in tutte le Regioni italiane: ma per la gran parte delle regioni meridionali - e questo, secondo la Svimez, "è un dato preoccupante" - proprio negli ultimi anni dell'analisi, i flussi migratori in uscita hanno ripreso a crescere a fronte di flussi migratori in ingresso pressoché stazionari.
Ossia, alla fine degli anni '90 mentre il numero di chi ritornava o restava nel meridione sostanzialmente non cambiava, il numero dei cervelli "fuggitivi" subivano un'impennata.

 

-fonte Panorama-

 

                          

 
 
 

25 Aprile LIBERAZIONE

Post n°118 pubblicato il 24 Aprile 2009 da shantiom0

 
 
 

Riflessione sulla Violenza

Post n°117 pubblicato il 21 Aprile 2009 da shantiom0

"Sentiamo che la vita è quella che viviamo adesso, qui, sulla Terra; le promesse di una giustizia divina dopo la morte, della beatitudine raggiungibile in mondi ultraterreni ci sembrano aleatorie.
"Se Dio non esiste, tutto è permesso" diceva Dostoevskij.
E perciò tendiamo a rimuovere, con un'aggressività che a volte sconfina nel crimine, ogni ostacolo che si frappone alla realizzazione dei nostri desideri.
Queste sono secondo me le radici più evidenti della violenza quotidiana.
Esistono tuttavia altri motivi, più oscuri e sotterranei, ma non per questo meno potenti.
Per esempio, il fatto di vivere in società sempre più solitarie ed anonime, di essere soggetti ad un potere sempre più impersonale, che ci fa sentire di frequente inermi e impotenti. La burocratizzazione della vita, che pure è spesso necessaria per l'ordine e l'organizzazione statuale, ci disumanizza, quando non ci schiaccia (si legga la narrativa di Kafka), il potere economico (le lobby, le multinazionali, ecc.) ci rende un numerino insignificante nella grande equazione dell'economia mondiale. Basta un niente, una crisi passeggera, una ristrutturazione aziendale e di colpo siamo estromessi, reietti, perdenti.
Inoltre, secondo me, la violenza prospera su un terreno di eccessiva tolleranza maturato in alcuni ambienti religiosi e intellettuali. Per cui il criminale gode di eccessive giustificazioni, si cerca sempre un alibi alle azioni più riprovevoli, che so: i traumi infantili, l'esclusione sociale, la famiglia, la scuola, la società. Non che questi alibi siano del tutto falsi, soltanto che ciascuno di noi deve essere chiamato a rispondere, a sentirsi responsabile delle proprie azioni. Altrimenti non si spiega, come, date le medesime circostanze, c'è che delinque e chi no.
Il concetto di "responsabilità" deve tornare a far parte del vocabolario delle società occidentali. Ed anche quello di "repressione". La società, chi è preposto all'ordine pubblico, non può tollerare i comportamenti violenti, anche quelli di minore entità. Anzi si è visto che la politica della "tolleranza zero" negli Stati Uniti ha dato ottimi risultati. Le teorie "idrauliche" sul comportamento umano, forse hanno fatto il loro tempo. Comprimere, coartare la violenza non significa renderla più esplosiva e pericolosa.

Certamente la repressione non basta. Difendersi dai delinquenti non è l'unico mezzo per bonificare la società. Occorre intervenire soprattutto nella fase educativa, nella scuola, in famiglia, nelle agenzie di socializzazione in genere, affinché i comportamenti violenti e prevaricatori vengano scoraggiati, puniti, messi alla gogna. La scuola, ad esempio, ha tollerato (e tollera) il cosiddetto "bullismo". Bisogna avere il coraggio di trasmettere valori etici ed estetici diversi dalla sopraffazione dell'altro. Bisogna che la società, in genere, smetta di premiare i comportamenti violenti.
Ed è necessario, altresì, arginare e ridurre le ingiustizie e le ineguaglianze sociali, mitigare le situazioni di sofferenza e povertà.

E bisogna anche rendersi consapevoli che la violenza, essendo una delle possibilità dell'essere umano e del suo comportamento, potrà essere arginata, ma mai eliminata del tutto e che la vita di ciascuno di noi, malgrado le sempre maggiori sicurezze, continuerà ad essere una faccenda rischiosa."

                                                                          dal Web

 


 
 
 

18 APRILE

Post n°116 pubblicato il 16 Aprile 2009 da shantiom0
 

 

 
 
 

ABRUZZO

Post n°115 pubblicato il 09 Aprile 2009 da shantiom0

FIRMA L'APPELLO: I SOLDI DEI REFERENDUM
VADANO AI TERREMOTATI DELL'ABRUZZO


Non ci sono soltanto le firme dei cittadini - oltre 15mila, dopo appena due giorni - a sostenere la proposta de l'Unità di tenere i referendum nello stesso giorno delle elezioni europee e destinare la cifra che se ne risparmierebbe alla ricostruzione dell'Abruzzo. Una idea ripresa e rilanciata sul web, sui social network come Facebook, sui giornali e sulle radio. Anche diversi esponenti del mondo politico nelle ultime ore si sono fatti avanti per sostenere questa proposta di buon senso, perché si trovino rapidamente i fondi necessari a ricostruire quel che è stato distrutto dal sisma, perché si renda più agevole il compito del governo di reperire queste ingenti risorse in una fase di forte contrazione dell'economia.


La proposta ha già incontrato il sostegno di parte degli amministratori locali abruzzesi. La presidente della provincia dell'Aquila Stefania Pezzopane è stata infatti tra le prime a inviare la sua adesione: «L’Abruzzo è in ginocchio e ha bisogno d’aiuto. Ha bisogno di finanziamenti per ricominciare e per ritrovare il suo futuro. Per questo aderisco all'appello de l'Unità affinché il governo proceda all’accorpamento delle elezioni europee e del referendum e utilizzi i 460 milioni che in questo modo si risparmierebbero per la ricostruzione delle città e dei paesi distrutti dal terremoto».

Ora, dunque, è il momento di fare sentire sempre più forte la voce di chiede questo gesto di buon senso. Si attende la decisione del governo che deve vincere la contrarietà soprattutto della Lega, terrorizzata dalla possibilità di una vittoria dei quesiti referendari, che spinge perché le consultazioni referendarie si tengano in una data diversa da quella delle elezioni europee.

Ma qualcosa non va, però, se il governo pensa addirittura alla possibilità di istituire una nuova tassa per raccogliere i fondi necessari – oltre un miliardo di euro, sembra – per ricostruire le aree devastate dal terremoto. Delle due l'una: o i soldi per l'Abruzzo ci sono, e allora è bene che siano messi subito sul piatto, senza indugiare e senza parlare di tasse 'una tantum'; oppure i soldi per l'Abruzzo sono tutti da trovare, e allora sarebbe bene che si individuassero modalità trasparenti per risparmiare del denaro utile ai terremotati. Migliaia di persone di ogni colore politico pensano che accorpare la data dei referendum con quella delle elezioni europee sia una buona idea. Una buona idea che vale centinaia di milioni di euro. Chissà se questa volta il buon senso l'avrà vinta sul calcolo politico.


FIRMA L'APPELLO: I SOLDI DEI REFERENDUM
VADANO AI TERREMOTATI DELL'ABRUZZO

 
 
 

POPOLO

Post n°114 pubblicato il 02 Aprile 2009 da shantiom0
 

Cariche e libertà

L'aggressione squadristica agli studenti di Roma Tre e a quelli di giurisprudenza della Federico II di Napoli, le manganellate e il sequestro degli studenti della Sapienza di Roma, l'attacco al diritto di sciopero e di corteo fanno parte dello stesso disegno piduista e fascista del governo del neoduce Berlusconi. Il disegno che sta cambiando totalmente i connotati costituzionali, istituzionali, parlamentari, politici, dell'istruzione, civili, ambientali, sociali, sindacali del Paese in base agli interessi della destra della classe dominante borghese. In sostanza è in atto una nuova dittatura mussoliniana.
A questo punto,, per restaurare la democrazia borghese non c'è altra strada che quella che tutte le forze politiche, sindacali, sociali, culturali e religiose antifasciste si uniscano per abbattere il governo del neoduce Berlusconi e la terza repubblica.

 
 
 

AMBIENTE

Post n°113 pubblicato il 01 Aprile 2009 da shantiom0
 

Non corrisponde al vero il luogo comune secondo il quale la crescita economica è insostenibile e le economie sviluppate sono la prima o l’unica causa del degrado ambientale. Infatti, come le statistiche ampiamente dimostrano, da decenni in tutti i paesi industrializzati la superficie dei boschi non fa che aumentare, mentre l’inquinamento non fa che diminuire. D’altra parte ciò non significa che non si possa e non si debba fare di più per risolvere i principali problemi ancora aperti, che in questo momento sono la scarsa efficienza degli autoveicoli e l’altrettanto bassa efficienza energetica degli edifici. Anche perchè basterebbe applicare le tecnologie già oggi disponibili.

Già da oggi potremmo fabbricare automobili che consumano quattro o cinque volte di meno, isolare molto meglio gli edifici e sostituire le centrali a nafta con centrali a turbogas, molto più efficienti e che usano un combustibile più pulito e abbondante. In futuro l’energia elettrica la potremmo produrre in modo ancora più sostenibile, e senza più bisogno di idrocarburi, con impianti a specchi parabolici lineari e con centrali nucleari di nuova concezione, raffreddate a sodio liquido, e che consumano rifiuti radioattivi anzichè produrli.
Con l’ingegneria genetica possiamo ottenere piante più produttive, di qualità migliore, e che fanno anche risparmiare fertilizzanti e pesticidi. Potremmo riprendere la coltivazione della canapa, una delle piante più produttive e di cui si utilizza tutto: fibra, legno e semi. Con le materie prime della canapa si possono sostituire molti derivati del petrolio, produrre carta con un legno molto più ricco di cellulosa, e diminuire varie forme di inquinamento.
In futuro gran parte dell’agricoltura potrebbe essere costituita da coltivazioni in serra, idroponiche e aeroponiche, condotte in un ambiente saturo di anidride carbonica, che ne aumenterebbe ancora di più la già altissima produttività.
Possiamo produrre sempre più pesce d’allevamento, come già sta avvenendo, in modo da evitare l’eccessivo sfruttamento dei mari. Possiamo ottenere una quota sempre maggiore di legname da vivai, è già questa la tendenza, per risparmiare le foreste tropicali. Potremmo salvare altre grandi superfici di bosco con l’aiuto dei dirigibili, sia in funzione di controllo che antincendio.

I problemi ambientali non si risolvono bloccando la crescita economica, come molti sostengono, ma promuovendo lo sviluppo sia nei paesi sviluppati che in quelli emergenti. E’ solo con lo sviluppo, infatti, che può aumentare l’efficienza nello sfruttamento del territorio, delle materie prime e dell’energia, ma anche l’interesse per la salvaguardia dell’ambiente.

www.ecofantascienza                                                                             Cesare Pasini

 

                 

 
 
 
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MANI

 
"Un padre può dare a suo figlio il naso e gli occhi,
 e magari l'intelligenza, ma non l'anima.
 Essa è nuova in ogni uomo"


                                Herman Hesse




 


 

 

EINSTEIN





Religiosità cosmica

La più bella sensazione è il lato misterioso della vita. E' il sentimento profondo che si trova sempre nella culla dell'arte e della scienza pura. Chi non è più in grado di provare né stupore né sorpresa è per così dire morto; i suoi occhi sono spenti. L'impressione del misterioso, sia pure misto a timore, ha suscitato, tra l'altro, la religione. Sapere che esiste qualcosa di impenetrabile, conoscere le manifestazioni dell'intelletto più profondo e della bellezza più luminosa, che sono accessibili alla nostra ragione solo nelle forme più primitive, questa conoscenza e questo sentimento, ecco la vera devozione: in questo senso, e soltanto in questo senso, io sono fra gli uomini più profondamente religiosi.




 
 


"Accetta i tuoi limiti, accetta le tue imperfezioni. Questo è ciò che significa essere un essere umano! E accetta te stesso come sei con gioia, non perchè non puoi fare altrimenti. L'esistenza ti accetta...e allora accetta te stesso, ama te stesso!

Lascia che sorga una grande ondata di amore per te stesso. E da quell'amore comincerai a diventare creativo, una persona che ama se stessa, diventerà creativa."

 

 

AMO IN TE

Amo in te (1941)

l'avventura della nave che va verso il polo
amo in te
l'audacia dei giocatori delle grandi scoperte
amo in te le cose lontane
amo in te l'impossibile
entro nei tuoi occhi come in un bosco
pieno di sole
e sudato affamato infuriato
ho la passione del cacciatore
per mordere nella tua carne
amo in te l'impossibile
ma non la disperazione.
       
                                                              Nazim Hikmet
 




Grazie