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Buon solstizio a tutti

Post n°33 pubblicato il 21 Dicembre 2010 da horus00

Mi volsi al di nascente
Sull'ermo colle, verso Oriente.
Meste piante di brina avvo
lte
Indi cangianti al primo raggio
Sole Invitto
Nel giorno della bruma.
Arranca a Occidente
Torbidezza Oscura.
Dionisiache passioni il Fuoco incarna
Apollinee speranze la Luce estingue.
Solitudine, rea di pace
Nel bruciante gelo novo sangue scorre
Alle rinnovate membra.
Nel silenzio, anima cheta vaga
Mesce gioia all'assetato core.
Beltà di giovinezza sorge
Nell'Oriente luminoso allegrezza abbonda.
Dimentiche battaglie e spade al sangue
Morte, l'Occidente ammorba
Nitrato d'Argento nuova Luce porta.

 
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Pensiero

Post n°32 pubblicato il 30 Novembre 2010 da horus00
Foto di horus00

“A volte pensi che per cominciare a vivere davvero devi prima capire chi sei, fare le scelte giuste, mettere tutto in ordine: ma alla fine la tua vita sarà il modo in cui hai vissuto.

Il modo in cui stai vivendo adesso.”

 
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Blues Brothers - 'Sweet Home Chicago

Post n°30 pubblicato il 22 Febbraio 2010 da horus00

 
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SILENZIO

Post n°27 pubblicato il 24 Dicembre 2009 da horus00


Il silenzio,a volte,non è tale

Trasmette onde emozionali
che solo il mio cuore può captare.
Il silenzio mi parla
a volte,mi rifiuto di ascoltarlo,
mentre sarebbe saggio 
interpretare i suoi segnali.
Il silenzio è il mio rifugio
l'alcova dei miei desideri inesplorati.
Il silenzio mi è amico
mi avvolge
è musica profonda
E nulla può la ragione
quando l'emozione
rende il mio silenzio interiore
fluido,intenso,appagante.
Il silenzio interpreta
i segnali della mia anima.

 
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Per voi...

Post n°26 pubblicato il 25 Novembre 2009 da horus00
Foto di horus00

 
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ARIETE, il Segno della primavera.

Post n°25 pubblicato il 30 Ottobre 2009 da horus00
Foto di horus00

Si narra che un tempo nei villaggi dei pastori, durante le epidemie, un caprone venisse portato sulle spalle per attirare su sé tutte le malattie, il caprone espiatorio aveva il compito di sacrificarsi per salvare il mondo. Quest'immagine ci ricorda l'Agnello sacrificale, che altri non è che il Cristo, "che toglie i peccati del mondo". Ancora oggi nelle tavole di Pasqua compare l'agnello, a simbolo del sacrificio e per la rinascita dell'umanità. 
La bella immagine del capro che vediamo qui di fianco ci conduce per mano verso il simbolismo del Segno dell'Ariete. 
Lo sfondo è rosso, il Fuoco è infatti l'Elemento del Segno. Fuoco vuol dire iniziativa, energia compatta per dare vita alle cose.

L'Ariete è il numero 1, l'inizio delle cose. 

Il capro ha un aspetto giovane, in movimento. Ci ricorda la primavera, stagione in analogia col Segno. Le corna, per combattere soprattutto nel periodo degli amori, ci ricordano che questo Segno è in corrispondenza con Marte, dio della guerra e amante per eccellenza, in accoppiata con Venere.

E' sorridente, però, non minaccioso: il suo carattere non è temibile, è un animale che sta facendo i primi passi nella vita, che non è entrato nella maturità, che non ha incontrato la ponderatezza di Saturno. 

I due alberi sulla collina sono uno con e uno senza foglie, nel periodo dell'Ariete, dal 21 marzo al 21 aprile, tutte le piante rimettono le foglie dopo l'inverno. E' il ciclo della vita che riprende, dopo aver imparato, sotto i Pesci, a lasciare, a distaccarsi, da quello che non serve più. 

Per gli astrologi con questo Segno inizia l'anno astrologico, anche il calendario civile anticamente iniziava in questa data, a rimarcare l'importanza che i cicli della natura rivestono per l'essere umano. 
Combattivo, impulsivo, pioniere, generoso e dotato di sensibilità sul piano dei sentimenti, ribelle contro l'ingiustizia e i soprusi, creativo e determinato, sempre all'avanguardia.

 
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Felice Equinozio

Post n°24 pubblicato il 21 Settembre 2009 da horus00

Nel firmamento la costellazione del Leone ha passato il testimone alla Vergine e quando questa, a sua volta, darà campo a Bilancia saremo giunti all’Equinozio d’Autunno. Questi per tante antiche civiltà,  era anticipato dai cinque giorni epagomeni, annunciati dal segno della Vergine. Erano i giorni fuori dal computo, quelli della nascita degli dei, erano una sorta di spazio transumano, che evocava eventi ancestrali, dai quali era dipeso il destino dell’universo e dell’uomo che, col viaggio agli inferi e il rito della psicostasia, aveva vinto la morte.

Gli Epagomeni anticipavano l’Equinozio col quale aveva inizio un nuovo anno giacché i piatti della Bilancia, chiusi fra le chele dello Scorpione, e l’identica trama di tenebre e di luce, richiamavano agli Antichi i momenti al di là dal tempo quando lo spirito di Dio alitò sulle acque.

Miti archetipici, miti della Creazione, miti del calendario che simboleggiano il desiderio di ritrovare nel microcosmo del tempio dell’anima un’armonia smarrita, di riscoprire la fiamma divina che arde imperitura e luminosa fra le nebbie delle nostre angosce.autunno

 
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LA NOTTE DI SAN LORENZO

Post n°23 pubblicato il 10 Agosto 2009 da horus00
Foto di horus00


di Giovanni Pascoli                                         

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.
Ritornava una rondine al tetto:
l'uccisero: cadde tra i spini;
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell'ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono.

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del Male
!

 
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SOLSTIZIO D’ESTATE

Post n°22 pubblicato il 18 Giugno 2009 da horus00
Foto di horus00

SOLSTIZIO D’ESTATE

G

iorno dopo giorno i pomeriggi si fanno sempre più lunghi e a sera un velo di perla ammanta l’azzurro del cielo, mentre nei campi la spiga imbiondisce attendendo che il frinire delle cicale annunci l’ora della falce.

Ormai Cibele, col suo corteggio di Coribanti, incede maestosa verso le porte del nostro tempo e il Sole per cancellare ogni ombra sul cammino della dea, si appresta a conquistare il Tropico del Cancro… momenti, solo momenti, ci separano dal Solstizio d’Estate.

La pergamena che brucia nel tripode non è solo l’invito ad eliminare tutto quello che di negativo ci ha recato il passato, bensì l’esortazione a riconsegnare noi stessi al Sole, il richiamo ad accogliere la luce a riproporre il rito della fenice o di Bennu, l’airone primordiale che col suo canto melodioso fermò il cammino di Ra nel suo punto più alto del cielo.

Armonioso era pure il flauto di Bes, il dio dei misteri del Fezzan, raffigurato spesso accanto ad Horus nel quale rinacque Osiride il Luminoso.

Libertà, uguaglianza, fratellanza, tolleranza, comprensione, generosità… amore, sono i doni della nostra Cibele, sono i frutti più preziosi del nostro lavoro, è questa la messe auspicata che ora felici riporremo nel granaio del nostro cuore.

Le ombre che il Sole trionfante dissolve nel suo abbraccio di luce, siano l’attimo fuggente e infinito di un antico sogno, di un uomo migliore atto a costruire un mondo più giusto e felice. 

 
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Solstizio d'inverno

Post n°19 pubblicato il 25 Dicembre 2008 da horus00


Quando la notte impera
e il sole sembra che riposi stanco,
Iside passa a visitar Lucina
che a larghi passa avanza.
Il sole indomito ricrea
speranze e Mitra col suo toro
cavalca i cieli per ridare luce
a questo azzurro e roteante
pianeta Terra.
Rinasce Luce che sembrava spenta
ed un bambino lancia i suoi vagiti
in una grotta e si rinnova luce e voce
per un mondo di brulicanti ominidi mai stanchi:
genesi quasi per novelle aurore.
E' l'albero che punta verso il cielo
richiama simboli d'antiche genti e aliene.
Orione in alto con la sua cintura
e Venere con Giove in congiunzione
portano invidia a quell'azzurro mare
che sotto lor riflette come sole.
O dea Lucina che, con la cometa
creando scia di brillantante speme,
a noi che dalle stelle discendiamo,
restituisci il Sole che fu nostro,
perchè per nuovo ciclo inizio sia
dove l'umana stirpe, da condanna,
un Eden col sudor vi barattò.

 
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