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Pastore sardo scrive alla Boldrini per gli agnellini “salvati”

Post n°4805 pubblicato il 16 Aprile 2017 da ziagiuditta0
 


Pastore sardo scrive alla Presidente della Camera: “Cara Boldrini, ecco ciò che non sa sugli agnellini”

 


agnelli

Agnelli

 

“Gentile Presidente Boldrini, tornare a casa con l’unico pensiero di rispondere anche a Lei come ho già fatto con il Signor Silvio Berlusconi mi creda, non era il massimo delle mie aspirazioni. Avevo in programma una bella doccia per lavarmi di dosso un po’ della puzza di pecora che ho addosso ma a casa mia sono avvezzi a questo odore e dovranno sopportarmi”.

Inizia così la lettera che Fortunato Ladu, pastore originario di Desulo ma con azienda nella zona del Medio Campidano, ha affidato al deputato Francesco Sanna affinché la recapiti alla presidente della Camera Laura Boldrini.

 

La missiva arriva all’indomani della notizia dei due agnellini adottati dalla Boldrini e “ricevuti” a Montecitorio, con tanto di dichiarazioni animaliste da parte della presidente: “Bisogna alimentare il rispetto per gli animali, considerarli come esseri viventi che soffrono. Far venire questi due agnellini a Montecitorio serve a sensibilizzare la gente su questo tema: gli animali vanno rispettati e trattati bene”, sono state le sue parole.

Ma Ladu ha voluto spiegare la sua posizione: “È grazie alle pecore e agli agnelli che io e mia moglie abbiamo dato la possibilità alle nostre figlie di conseguire lauree importanti e sono sempre le pecore che stanno permettendo a mio figlio Giovanni di vivere dignitosamente e proseguire negli studi. A loro, gentile Presidente, ho insegnato il rispetto verso tutte le culture, tutte le abitudini di vita, sessuali e alimentari nonché religiose”.

E ancora: “Ho insegnato loro che le istituzioni sono imparziali e difendono il cittadino e lo accompagnano nella loro vita sociale. Mai avrei pensato che proprio in un periodo nero per la pastorizia sarda, Lei dall’alto del suo ruolo istituzionale, potesse danneggiare la mia attività di pastore sardo con affermazioni e azioni tendenti a salvare due agnelli dalle grinfie del terrore”.

Certamente la Boldrini saprà, è il monito di Ladu, “che la vita di quei due agnellini avrà un corso tutto suo, cioè diventeranno adulti, di peso ragguardevole e alla fine moriranno obesi e infelici dopo essere stati stressati dal figlio di papà di turno ogni qualvolta si voglia fare una gita fuori porta”.

E infine: “Forse non crederà alle mie parole di ‘assassino’, ma voglio dirLe che il giorno che si caricano gli agnelli da macello non è mai un bel giorno per me” e nelle sue orecchie, ricorda il pastore sardo, “risuona ancora il grido di mio padre in un mattatoio, tanti anni fa. Era rivolto a un macellaio che non usava forme consone di macellazione”.

“Sono profondamente deluso e preoccupato per il futuro della mia terra che trova in prese di posizione come queste seri ostacoli alla ripresa di un settore economico portante della nostra Regione. Mi piacerebbe raccontarLe direttamente questo nostro lavoro”.

Il deputato Sanna ha spiegato che proporrà a Laura Boldrini un incontro con Ladu.

 
 
 

Il discorso censurato dalla rai della Raggi ai 27 capi di stato

Post n°4804 pubblicato il 27 Marzo 2017 da ziagiuditta0
 

L’Europa o è dei cittadini o non è Europa


CLICCA  X IL VIDEO

http://www.beppegrillo.it/2017/03/diretta_il_discorso_di_virginia_
raggi_per_i_60_anni_dei_trattati_di_roma.html
 

Il saluto del sindaco di Roma Virginia Raggi (censurato dal TG1) ai 27 capi di Stato e di governo giunti in Campidoglio per l'anniversario della firma dei trattati di Roma che diedero vita alla Comunità europea.

Signore e Signori, Capi delegazione dei 27 Paesi dell’Unione Europea e delle Istituzioni europee, sono onorata di darvi il benvenuto a nome della città di Roma. Sessanta anni fa qui a Roma prese il via una avventura straordinaria. I padri fondatori della Comunità Europea - animati da uno spirito rivoluzionario non scontato – misero da parte le distanze tra Stati che avevano portato alla guerra. E diedero vita ad un progetto visionario con l’obiettivo di garantire pace e benessere agli Europei.

Per la prima volta nella Storia ci si trovò di fronte ad una scelta condivisa e non imposta da un vincitore, nata da un intento comune e dalla capacità di ascoltare i cittadini. Anche ora c'è necessità di pace: un pensiero va a Londra e alle vittime dell'attentato terroristico di mercoledì. Hanno attaccato tutti gli europei, Roma è con voi.

Solidarietà”, “interesse dei popoli” sono parole comuni a Adenauer, De Gasperi, Monnet, Spinelli. Questa è l'Europa, quella solidale dei popoli, che nel lontano 1957 si immaginava e che in parte abbiamo avuto in eredità tutti noi. Una eredità gioiosa e impegnativa da proseguire.

Questa Europa non poteva realizzarsi in un giorno. Dobbiamo realizzarla noi, dobbiamo realizzare una comunità solidale. Stare insieme richiede impegno, soprattutto dopo anni segnati da una violenta crisi finanziaria che ha messo a nudo errori. Dobbiamo avere il coraggio di riconoscerli e rilanciare la sfida: la finanza non è tutto. E nessuno deve rimanere indietro.

La nostra generazione è chiamata a portare avanti quel sogno di Europa, ritornando allo spirito di quegli anni che oggi non c'è più e va recuperato. E’ stato Schuman ad ammonire che “l’Europa” sarebbe sorta “da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto”. Tra i cittadini europei la solidarietà è già presente; le Istituzioni invece dovrebbero iniziare ad ascoltarli di più.

Le città avvicinano cittadini e Istituzioni che qui si incontrano: ascoltiamo i loro interessi, problemi, speranze. Noi sindaci siamo definiti “primi cittadini”: per questo, anche nei luoghi delle decisioni, dobbiamo far sentire forte la voce di chi chiede più lavoro, più inclusione sociale, più sicurezza.

I cittadini devono essere messi al centro del potere decisionale. Le politiche non devono essere imposte dall’alto ma rappresentare la volontà popolare, introducendo strumenti di democrazia diretta e partecipata. Vanno tenute “in conto le attese dei cittadini”. L’Europa o è dei cittadini o non è Europa. Alcuni trattati, come il Regolamento di Dublino, vanno rivisti. Un'Unione soltanto economica non può durare.

Lavoriamoci tutti insieme, aprendo porte e cuore ai cittadini. Solo con la partecipazione di tutti l’Europa sarà legittimata. L’unione può essere maggiore della somma delle sue parti. Questo concetto è alla base della cultura europea, all'interno della quale le diversità trovano valorizzazione nel rispetto delle identità nazionali.

Al Parlamento di Strasburgo, nel 2014, Papa Francesco ha chiesto: “Che cosa ti è successo Europa?”. Tante sono le risposte. Ma il Pontefice ha sottolineato che “le difficoltà possono diventare promotrici potenti di unità”. E' questa l'opportunità della nostra generazione.

Sono presenti forze di coesione e di disgregazione. E’ fisiologico che sia così. Importante, però, è dare risposte concrete a chi denuncia insofferenza. Così è nata l'Europa: dalle richieste dei cittadini che i nostri padri fondatori hanno avuto il merito di saper ascoltare.

Buon lavoro.

 
 
 

Forza Italia salva Lotti, il Pd salva Minzolini #CastaSalvaCasta

Post n°4803 pubblicato il 16 Marzo 2017 da ziagiuditta0
 

PER IL VIDEO CLICCA

https://www.facebook.com/movimentocinquestelle/videos/
10154840779580813/

 

di MoVimento 5 Stelle

Ieri Forza Italia ha dato una mano al PD a salvare il ministro renziano Luca Lotti dalla mozione di sfiducia del M5S; oggi il PD salva dalla decadenza il senatore forzista Augusto Minzolini, condannato in via definitiva per peculato continuato: questo è un vero e proprio scambio di favori, un do ut des all’insegna dell’impunità, ‘io salvo i tuoi, tu salvi i miei’, una mano lava l’altra, tutte e due lavano il viso. Casta salva Casta.

PD e Forza Italia sono sempre a braccetto quando si tratta di salvarsi le poltrone e la pensione. Ieri hanno ignorato le accuse pesantissime della Procura che sta indagando su Lotti per rivelazione di segreto istruttorio e favoreggiamento per il caso Consip, oggi addirittura se ne sono fregati delle sentenze dei giudici.

Augusto Minzolini a novembre 2015 è stato condannato in via definitiva a 2 anni e 6 mesi di carcere per peculato continuato. Quando era il ‘direttorissimo’ del TG1, in epoca berlusconiana, ricevette una carta di credito aziendale come benefit aggiuntivo e, secondo i giudici che lo hanno condannato, usò la sua disponibilità di denaro in maniera spregiudicata e senza rendicontare le sue spese in maniera corretta. I giudici dicono che Minzolini non ha fornito le giustificazioni per circa 65 mila euro spesi per pranzi e cene con la sua carta di credito aziendale.

Minzolini fu inizialmente assolto in primo grado, poi condannato in secondo grado nell’ottobre del 2014. La condanna venne successivamente confermata in Cassazione. Per la Legge Severino doveva decadere immediatamente dalla carica di senatore. La Giunta delle elezioni e delle immunità del Senato a luglio scorso aveva dato parere favorevole alla decadenza di Minzolini da senatore.

Ma oggi l’Aula del Senato, con un vergognoso escamotage parlamentare, ha capovolto l’esito della decisione della Giunta. In un colpo solo sono andati contro La Legge Severino, contro la Relazione della Giunta e hanno disatteso le sentenze di condanna dei giudici che prevedevano anche l’interdizione di Minzolini da qualsiasi carica pubblica. E’ chiaro che si sentono sempre e comunque al di sopra della legge e dei cittadini.

I berlusconiani di ferro hanno esultato come allo stadio: “Oggi finalmente è decaduta la legge Severino!“, quella legge di civiltà che permetteva ai politici condannati in via di definitiva di non mettere più piede in Parlamento. Minzolini è stato salvato dai senatori di Forza Italia, PD, i verdiniani di Ala, Lega, Ap-Ncd: questo è il garantismo del PD, questo è il garantismo di Renzi!

fonte

http://www.beppegrillo.it/2017/03/diretta_forza_italia_salva_lotti_il_pd_
salva_minzolini_castasalvacasta.html

 
 
 

Caso Consip, Tiziano Renzi querela Marco Travaglio

Post n°4802 pubblicato il 10 Marzo 2017 da ziagiuditta0
 

“Gli ho chiesto 300mila euro”

“Venite il 16 marzo al tribunale di Firenze. C’è la prima udienza contro Travaglio e il Fatto Quotidiano. Credo sia pubblica”. Di cosa si tratta? “Una richiesta di risarcimento danni di 300mila euro”. Così Tiziano Renzi, padre dell’ex premier Matteo, in un’intervista al Giorno parla della sua richiesta di risarcimento indirizzata al direttore del Fatto Quotidiano, giornale che per primo ha raccontato l’indagine della procura di Napoli, poi in parte trasferita a Roma per competenza, sulla vicenda dell’appalto più grande d’Europa della Consip.

Tiziano Renzi è indagato per traffico di influenze illecite perché accusato di aver lavorato per indirizzare l’assegnazione degli appalti.

Il padre dell’ex premier è in procinto di partire per Medjugorje, dove già in passato si è recato anche in compagnia di Carlo Russo, imprenditore di Scandicci considerato dai magistrati napoletani un “faccendiere” e anche lui indagato nell’inchiesta Consip.

Fonte: HuffPost

 
 
 

Luigi Di Maio: E poi, chiuda la porta, spenga la luce e ci faccia andare al voto

Post n°4801 pubblicato il 08 Marzo 2017 da ziagiuditta0
 

La caduta dell'impero dei non eletti è vicina

 

clicca per sentire l'intervento in aula 

http://www.beppegrillo.it/2017/03/la_caduta_dellimpero_dei_non_
eletti_e_vicina.html

di Luigi Di Maio

Presidente Gentiloni, siamo agli ultimi mesi prima della caduta del vostro impero. Lei è l’ultimo Presidente del Consiglio dei Ministri dell’era dei partiti. E come al tramonto di ogni era, l’ultimo in carica gestisce il suo mandato assistendo inerme alle conseguenze drammatiche delle politiche di chi l’ha preceduto, mentre i cortigiani arraffano tutto quello che possono e scappano. 

Il suo Governo è il più debole, il più silenzioso e per questo anche il più ipocrita. E’ l’ultimo. Assiste al declino del nostro Paese in panne, bloccato dai veti incrociati della sua maggioranza frammentata. Avete provocato danni al nostro Paese al pari di una guerra mondiale. Non potrà essere lei a risolverli, significherebbe smentire il suo stesso partito, Presidente Gentiloni, i suoi stessi voti dati in Parlamento, le sue stesse decisioni, i vostri stessi compromessi. Significherebbe ammettere la vostra incapacità e la vostra malafede.

Lei non è neanche il capo di questo Governo, altrimenti dopo che è scoppiato lo scandalo Consip, avrebbe fatto dimettere il Ministro Lotti, viste le accuse pesantissime a suo carico. Ma non ha la libertà per farlo. Come evidentemente non ha la libertà di rimuovere nessuno dei protagonisti di questa vicenda che restano tutti al loro posto. Come l’AD di Consip Marroni.

Lei è l’ultimo di una stirpe di Presidenti del Consiglio mai passati per le elezioni, che hanno sempre ricevuto il sostegno incondizionato del partito democratico e di una serie di parlamentari che hanno contribuito al mercato delle vacche più grande della storia della Repubblica. Guardi la sua maggioranza, eravate 3 gruppi quando siete entrati qui alla Camera, oggi ne siete 9 tra gruppi e componenti varie, con i vostri continui cambi di casacca per assicurarvi la maggioranza avete fatto diventare il gruppo misto il terzo partito di quest’aula, qui dentro si sono votate le leggi più sanguinarie della storia della Repubblica grazie a chi ha tradito il mandato elettorale. C’erano 10 tra gruppi e componenti all’inizio della legislatura qui dentro, oggi ce ne sono quasi 20. La maggior parte delle sigle presenti, neanche esistevano sulla scheda elettorale delle ultime elezioni politiche.

Siamo la legislatura con il più alto numero di cambi di casacca della storia. E anche questo è merito vostro. Siete ormai un’aristocrazia sul viale del tramonto che per evitare di far votare i cittadini italiani, ha fabbricato governi in provetta, mettendoci a capo tutti i profili di premier possibili e immaginabili.

Nel 2012 il Pd ha sostenuto Professor Monti e la sua squadra di bocconiani, passati alla storia per la più infame riforma delle pensioni della storia del nostro Paese, meglio conosciuta come riforma Fornero: un milione di italiani a cui è stato impedito di andare in pensione e un milione di giovani italiani espulsi contemporaneamente dal mondo del lavoro. L’avevate fatta per ridurre il debito pubblico. Come sta oggi il debito pubblico? E’ di nuovo a livelli record. Quindi questa riforma è inutile

Dopo le elezioni politiche del 2013 - dove il movimento 5 Stelle è diventato la prima forza politica italiana - avete rieletto per la seconda volta lo stesso Presidente della Repubblica che ci ha regalato a capo del Governo il giovane democristiano Letta, che passerà alla storia per aver traferito in una sola notte 7 miliardi e mezzo di euro alle banche. Quella notte, mentre qui si votava in maniera illegittima quella legge voi della maggioranza del Pd intonavate bella ciao, roba da far accapponare la pelle.

Letta lo avete usato anche per aumentare l’Iva al 23% e poi lo avete licenziato con uno #staisereno e avete insediato a Palazzo Chigi quello che tutti ricorderanno come il più bugiardo dei primi ministri italiani: Matteo Renzi. Aveva promesso di occuparsi della scuola, ha massacrato gli insegnanti con la buona scuola, voleva aiutare i lavoratori ed ha abolito l’articolo 18, liberalizzato i voucher e eliminato per sempre il contratto a tempo indeterminato. Voleva aiutare i poveri e uno dei suoi ultimi atti è stato provare a finanziare il golf con 97 milioni di euro. Lo hanno mandato a casa il 60% degli italiani con il voto al referendum.

Poi è arrivato lei Presidente Gentiloni. Il suo primo atto politico? Un decreto per trasferire 20 miliardi di euro alle banche italiane. Dopo 4 anni passati a dirci che non c’erano soldi per il reddito di cittadinanza, per le forze dell’ordine, per le imprese italiane, per il fondo per le disabilità, ha cacciato fuori dal cilindro 20 miliardi. Complimenti!

Oggi viene qui a chiederci di impegnarla sui punti fondamentali per l’Italia da portare in discussione nel Consiglio dell’Unione Europea. Ma quando mai voi del PD siete andati in Europa per aiutare gli italiani?

Negli ultimi 5 anni avete:

1) Inserito in Costituzione il fiscal compact modificando l’articolo 81 e mettendo una camicia di forza all’Italia.

2) Avete dato l’ok a trattati vergognosi che stanno o stavano per distruggere il nostro made in Italy come il TTIP, il Ceta, Il Mes China, Il trattato per le arance marocchine e per l’ingresso senza dazi dell’olio tunisino. Oltre alle inutili sanzioni alla Russia.

3) Avete importato nel nostro ordinamento direttive oscene come la Bolkestein e il Bail-in

4) E nel 2013 avete rinnovato il Regolamento di Dublino, un trattato che ci costringe a tenere su suolo italiano tutti i migranti che approdano in Italia, senza possibilità di redistribuirli in altri Paesi Eruopei, creando una pentola a pressione che prima o poi esploderà, a causa del busines delle cooperative che vi finanziano la campagna elettorale.

Tutta roba da abolire per noi. 

Siete sempre andati in Europa a fare solo foto opportunity e a curarvi gli affari vostri.

Lo ha capito Presidente che la foto di Versailles dell’altro giorno sull’Europa a due velocità - che ritrae lei e i Presidenti di Francia e Germania - servirà solo al volantino della campagna elettorale di Angela Merkel? Lo ha capito che l’Europa a due velocità è solo una trovata della Merkel perché si vota in Germania in autunno e lei sta facendo la comparsa dei suoi spot elettorali?

Che fine ha fatto la legge elettorale. L'avevate promessa in tempi record, poi è scomparsa dai radar, l'avete insabbiata perché non volete più andare a votare.

Ma con quale credibilità vi sedete ancora a quei tavoli? Ormai in Europa vi conoscono e vi considerano alla stregua di faccendieri del potente di turno.

Ma per fortuna la Costituzione è ancora integra, abbiamo fermato il vostro assalto a dicembre mettendola a riparo dalla riforma Renzi-Boschi-Verdini e grazie a quella costituzione e all’elezione diretta di Camera e Senato, i cittadini presto potranno tornare a votare e mandare i propri portavoce in parlamento.

Dopo la caduta del vostro impero, arriverà un nuovo rinascimento di questo Paese e quest’aula sarà composta finalmente da una maggioranza di cittadini liberi che non avrà bisogno di piazzare i propri compari a capo della Consip per favorire gli imprenditori amici negli appalti pubblici, che non avrà bisogno di rimborsi elettorali per dopare la propria forza politica, non avrà bisogno di finanziare le banche perché le banche avevano finanziato le vostre fondazioni.

Ricordatevi dei nostri volti, ricordatevi di questo gruppo che avete ingiuriato, deriso e calunniato per anni, che ha dovuto subire le vostre ghigliottine, le vostre forzature regolamentari, i vostri insabbiamenti di leggi importanti come quella sul reddito di cittadinanza o di una seria legge anticorruzione. Ricordatevi di questo gruppo che vi ha fermato quando volevate mandare Violante alla Corte Costituzionale, o quando volevate punire i comuni italiani che combattevano le slot machine o quando volevate nominare De Luca Commissario della Sanità in Campania o violentare la Costituzione con la modifica dell’articolo 138.

Ricordatevi di questo gruppo, perché dalla prossima legislatura sarà almeno 3 volte più grande e potremo finalmente fare quello che voi per quattro anni non avete mai voluto fare in favore del popolo italiano.

Presidente se vuole lasciare il ricordo di un briciolo di giustizia in questi quattro anni di ingiustizie, dica ai suoi di votare la nostra proposta per abolire le pensioni privilegiate dei parlamentari

E poi, chiuda la porta, spenga la luce e ci faccia andare al voto.

 
 
 

L’Unità sullo scoop di papà Renzi

Post n°4800 pubblicato il 19 Febbraio 2017 da ziagiuditta0
 

 

 

Stanno a zero solo se si tratta del partito detenuti , le chiacchiere sul M5S sono verità sacrosante , partono da zero e arrivano a mille per tornare a zero dopo gli accertamenti .
Evvaiiii coerenza

 
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Fabio Martina

 

Le chiacchiere stanno a zero, le tangenti a 30mila….

 
 
 

La bufala di Corriere, Repubblica e Messaggero,non si rassegnano

Post n°4799 pubblicato il 14 Febbraio 2017 da ziagiuditta0
 

M5s, “Di Maio difese Marra”: ma le chat dicono il contrario. La bufala di Corriere, Repubblica e Messaggero

 

MEDIA & REGIME

“Penso che nel gabinetto non possa stare”, scriveva alla Raggi il 10 agosto. “Aspettiamo Pignatone. Poi decidete/decidiamo. Non si senta umiliato. E’ servitore dello Stato”. Ma sui giornali va solo l’ultima parte. E l'esponente del M5s viene bollato come un "bugiardo". Ma ora annuncia: "Pronto a chiedere risarcimenti danni per centinaia di migliaia di euro"

“E Di Maio scrisse alla sindaca: Marra è un servitore dello Stato“. E poi: “Spunta un caso Di Maio, aiutò Marra a restare“. E ancora: “M5s, le chat che smentiscono Di Maio. Scrisse a Raggi: Marra è uno dei miei“. Sono i titoli del Corriere della Sera, del Messaggero e di Repubblica. Tre articoli che riportano più o meno la stessa notizia, tutti richiamati in prima pagina con un titolo molto simile, che mettono nel mirino il vice presidente della Camera del Movimento 5 Stelle. La sua colpa? Un messaggio inviato su whatsapp  a Virginia Raggi, il 10 agosto del 2016 in cui il deputato pentastellato definiva “un servitore dello Stato” Raffaele Marra, ex vicecapo di gabinetto della sindaca, poi arrestato per corruzione il 16 dicembre dello stesso anno. Quel messaggio viene inoltrato allo stesso dipendente comunale finito sotto inchiesta dalla prima cittadina, poco dopo che quest’ultima lo ha ricevuto da Di Maio.

Ma come? Quello che è stato indicato come l’uomo nero del Campidoglio, il Richelieu di Palazzo Sanatorio, il dirigente finito a Regina Coeli insieme al “costruttore della casta”, Sergio Scarpellini,  indicato come “un servitore dello Stato”? E poi da Luigi Di Maio, il deputato del M5s che appena domenica scorsa, ai microfoni di Lucia Annunziata, assicurava di aver “continuato a chiedere di rimuovere quel signore” (cioè Marra ndr) “già dall’estate del 2016”? Insomma il contenuto dei tre articoli rischia di mettere in serio imbarazzo il vicepresidente della Camera, che sarebbe autore di una vera e propria bugia: in pubblico assicura di aver chiesto “la cacciata” di Marra, in privato invece lo elogiava con quel termine talmente altisonante – “servitore dello Stato” – da essere perfetto per un titolo da prima pagina. E infatti in prima pagina ci finisce con i renziani e altri esponenti del Pd che vanno subito all’attacco del parlamentare grillino: “Di Maio ha mentito“, sentenzia su twitter il senatore dem Stefano Esposito.

Le due chat e il messaggio inoltrato – I tre ipotetici scoop di  Corsera, Repubblica e Messaggero, però, hanno un problema: si basano tutti fondamentalmente su una notizia incompleta, monca, che nel caso di specie ne altera completamente il senso. Per evitare quel problema sarebbe bastato chiedere una replica o una conferma al diretto interessato, e cioè allo stesso Di Maio. Cosa che non è avvenuta e quindi per chiarire l’intero contesto bisognerà aspettare le ore 10 e 28 di martedì 14 febbraio quando un lungo take dell’agenzia Ansa riporterà l’intero contenuto della chat principale di questa vicenda, quella tra Di Maio e Raggi. Si perché in questa storia le discussioni su whatsapp sono due. Una è appunto quella tra il vicepresidente della Camera e la sindaca, diffusa dall’Ansa, e fino a quel momento rimasta memorizzata soltanto nei telefonini di Di Maio e Raggi. L’altra, invece, è quella tra la prima cittadina e Marra, finita agli atti dell’indagine sul dipendente comunale arrestato e dunque pubblicata dai giornali. Le due conversazioni hanno come punto d’incontro l’sms che ha fatto finire sotto accusa Di Maio e cioè lo stralcio dei messaggi inviati dal deputato a Raggi e da quest’ultima inoltrato a Marra.

La chat Raggi – Marra – È il 10 agosto del 2016 e  in quelle ore il funzionario comunale è nervoso: parecchi esponenti del Movimento 5 Stelle, infatti, chiedono da giorni il suo allontanamento. “Vorrei anche ricordarti che ho manifestato la mia disponibilità a riprendere l’aspettativa sin dal giorno in cui ho incontrato il vice presidente Di Maio a cui manifestai la mia disponibilità a presentare l’istanza qualora non fossi stato in grado di convincerlo, carte alla mano, sulla mia assoluta correttezza morale e professionale. L’incontro, come sai, andò molto bene, tanto che lui mi disse di farmi dare da te i suoi numeri personali. Cosa che per correttezza non ho mai fatto. Pensavo che quell’incontro potesse rappresentare un punto di svolta. Evidentemente mi sbagliavo”, scrive Marra alla sindaca. La quale, forse per tranquillizzarlo, alle ore 15 e 48 minuti gli risponde inoltrandogli una parte del sms ricevuto poco prima dallo stesso Di Maio.

“Quanto alle ragioni di Marra, lui non si senta umiliato. È un servitore dello Stato. Sui miei, il Movimento fa accertamenti ogni mese. L’importante è non trovare nulla”, si legge nello stralcio di sms girato da Raggi al dipendente comunale. Un pezzo di messaggio rimasto memorizzato nel telefonino di Marra, e dunque finito sui quotidiani che mettono Di Maio sotto accusa. A leggere quelle poche righe sembra quasi verosimile che il parlamentare abbia in realtà “protetto” Marra, definito appunto “un servitore dello Stato”, praticamente “uno dei suoi“. La verità, però, è un’altra. E basta leggere la conversazione integrale dal quale proviene quella porzione di messaggio per capire che le cose hanno un senso completamente opposto rispetto a come sono state raccontate. Solo che, come detto, il dialogo integrale fa parte di un’altra chat, quella tra Di Maio e Raggi.

La chat Di Maio – Raggi –Pignatone cosa ti ha detto dopo che gli hai inoltrato il suo nominativo (di Marra, ndr)? In ogni caso nella riunione con me, Marra non mi ha mai chiesto se andare in aspettativa o meno. Semplicemente mi ha raccontato i fatti. Io l’ho ascoltato. Perché tu me lo avevi chiesto. Sono rimasto a tua disposizione non sua. E penso che nel gabinetto non possa stare, perché ci eravamo accordati così”, scrive il deputato alla sindaca il 10 agosto 2016 alle ore 14 e 32 e dunque prima che Raggi parlasse con Marra. Di Maio quindi ha detto la verità: per lui e per il M5s Marra doveva andare via già nell’estate del 2016.

A Di Maio la sindaca di Roma replica: “Pignatone mi risponderà quanto prima, l’elenco conteneva una prima tranche da 20 nominativi. Stanno effettuando le verifiche“. È a quel punto che il deputato risponde nuovamente alla prima cittadina: “Quanto alle ragioni di Marra. Aspettiamo Pignatone. Poi insieme allo staff decidete/decidiamo. Lui non si senta umiliato. È un servitore dello Stato. Sui miei il Movimento fa accertamenti ogni mese. L’importante è non trovare nulla“, si legge nel messaggio inviato alle ore 14 e 55. Meno di un’ora dopo Raggi estrapolerà quella parte di messaggio per inoltrarlo nell’altra conversazione, quella con Marra. Sarà quello l’unico stralcio a finire nell’indagine sul dipendente comunale, e quindi sulle pagine dei giornali.

M5s: “Gravità inaudita” – Ed è proprio contro i quotidiani che si scaglia il Movimento 5 Stelle. “La faccenda è di una gravità inaudita perché quello che hanno scritto è falso, fuorviante e non verificato: perché le parziali informazioni in loro possesso sono state pubblicate senza compiere tutte le dovute verifiche al fine di uccidere la reputazione di Di Maio”, si legge sul blog di Beppe Grillo, in un post che contiene le fotografie originali dei messaggi tra Raggi e il vicepresidente della Camera. Il quotidiano Repubblica replica al M5s con un articolo pubblicato online. “Quello pubblicato oggi da Repubblica – si legge sul giornale diretto da Mario Calabresi – è il testo che Virginia Raggi ha girato a Raffaele Marra del suo scambio di sms con Luigi Di Maio. Non si tratta quindi di una selezione di frasi operata dal nostro giornale. Si tratta del testo conservato nella memoria del cellulare sequestrato a Raffaele Marra al momento dell’arresto e agli atti dell’inchiesta” . Nessun cenno, però, alla versione integrale della vicenda, riporta dall’Ansa e che stravolge il senso dell’articolo di Repubblica, ma un attacco alla “propaganda delirante e pericolosa” di Beppe Grillo, rea di diffondere “nel Paese un clima di odio verso la stampa”.

Di Maio: “Dubitate dei titoli che leggete sui giornali”  – Nel pomeriggio anche Di Maio fa sentire la propria voce in un video su Facebook: “Oggi c’è una campagna diffamatoria da parte di tre quotidiani italiani – attacca il vicepresidente della Camera – quando questa mattina ho letto questi articoli mi sono armato di santa pazienza e ho ripercorso le chat per individuare questo passaggio – prosegue Di Maio – confermo parola per parola quanto detto da Lucia Annunziata”. “Se i direttori autorizzano questi articoli, allora si devono scusare e, guarda caso, i giornalisti che mi attaccano sono quelli che avevo segnalato all’Odg per lo scandaloso caso delle polizze”, sottolinea il vice presidente della Camera che aggiunge: “Se il Paese è in queste condizioni è perché i quotidiani scrivono queste cose – scandisce ancora l’esponente del M5S – i direttori dicano da che parte stanno, se stanno dalla parte dei lettori o da quella dei partiti”. Quindi rivolgendosi al popolo grillino: “Cominciate a dubitare ogni mattina dei titoli che leggete sui quotidiani cartacei e online”.

 
 
 

Vittorio Feltri replica sulla patata e insulta Di Maio

Post n°4798 pubblicato il 10 Febbraio 2017 da ziagiuditta0
 

Questi sono i  giornalisti in Italia , più hanno paura più offendono e noi dobbiamo credere a quello che scrivono?
Mi auguro che almeno questi post su fb siano dei fake , c’è da vergognarsi ad avere dei giornalisti che si credono dei geni e insostituibili.
Ragazzi del M5S  qua ci sta non una ma dieci denunce, avanti cosa aspettate, basta con queste paranoie , hanno stancato .

 
 
 

continua il martirio della Raggi

Post n°4797 pubblicato il 10 Febbraio 2017 da ziagiuditta0
 

Di tutto e di più per non parlare di Sala, parlare della sindaca Raggi per non far sapere i danni fatti dal sindaco di Milano  e un gioco sporco che solo il PD, il PDL e FI sanno come fare .
Di Berlusconi  si parlava delle OLGETTINE  per non far sapere che destra e sinistra avevano in mente di rovinarci e ci sono riusciti. Con la Raggi stanno sbagliando tutto , gli italiani almeno la maggioranza ha capito che più  gli danno contro più si attaccano al M5S e continuano a scegliere l'onestà . Fateci votare e vediamo 

Giuseppe D'Ambrosio

Continuate. Continuate pure.
Ormai solo uno stupido non si rende conto a quale gioco state giocando sulla pelle di una persona.
Si, persona prima che sindaco perchè state offendendo una persona, una donna, da mesi la state massacrando, offendendo e facendo ogni altra possibile schifezza.

Io sono vicino a Virginia prima di tutto a livello personale perchè non è accettabile quello che sta subendo ma soprattutto spero lei sia con tutti noi del MoVimento 5 Stelle a festeggiare quando grazie al voto dei cittadini andremo a governare e questi squallidi personaggi, per la prima volta nella loro vita, dovranno trovarsi un lavoro!


 
 
 

La verità di Salvatore Romeo sulla polizza alla Raggi

Post n°4796 pubblicato il 04 Febbraio 2017 da ziagiuditta0
 

 

Leggo tante inesattezze in queste ore che necessitano una precisazione, se non altro perché stanno tirando in ballo la sindaca di Roma, Virginia Raggi, e il MoVimento 5 Stelle con mio sommo dispiacere. Ho stipulato diverse polizze vita perché offrivano un rendimento certo. Inoltre queste polizze mi offrono,come a tutti gli investitori, la possibilità di incassare il capitale con un riscatto totale o parziale in caso ne abbia bisogno. Questi prodotti finanziari prevedono l’indicazione di un beneficiario terzo in caso di morte del contraente. Quindi, solo in caso di mia morte, eventualità su cui certamente non ho scommesso, il capitale andrebbe all’eventuale beneficiario. Non avendo moglie né figli, ho indicato fra i beneficiari, sempre e solo in caso di mia morte, le persone che più stimo. E fra queste c’è anche Virginia Raggi, l’attuale sindaco di Roma, indicata come beneficiario - in caso di mia morte - di una polizza da 30mila euro il 26 gennaio 2016, quindi prima che fosse anche solo candidata sindaco della Capitale, per una grande stima e amicizia nei suoi confronti, così come ho fatto con le altre persone negli altri prodotti finanziari su cui ho investito. Quindi, prima che su questa storia si costruiscano castelli in aria, voglio dire che mi dispiace innanzitutto aver arrecato danno alla Sindaca e a tutto il MoVimento 5 stelle. Sottolineo che la sindaca così come tutti gli altri beneficiari non erano a conoscenza del mio operato fino a ieri. E voglio anche chiarire che non c’è stata e non c’è alcuna relazione fra me e Virginia Raggi. Di conseguenza, procederò legalmente contro chiunque riporti i fatti in maniera distorta o diversa da quanto sto dichiarando.
 
 
 
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