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Le "partite Iva" vanno dal prefetto «Crisi devastante».
Post n°6927 pubblicato il 18 Aprile 2012 da valledelcedrino
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Come richiesto nei giorni scorsi dal popolo delle partite Iva, ieri mattina il prefetto Pietro Usi ha incontrato una delegazione del Movimento artigiani e commercianti liberi Sardegna del nuorese. «Purtroppo anche il Prefetto ci ha espresso la sua preoccupazione circa l'inevitabile acuirsi di momenti molto duri che andranno affrontati con grande forza di volontà - hanno detto a fine incontro i delegati del Movimento - ma nonostante tutto ha ancora una volta messo a disposizione il proprio impegno istituzionale e convintamente anche quello personale per partecipare al governo centrale quelle le nostre richieste e proposte per superare una crisi sempre più devastante che ultimamente sta dando vita ad una vera strage di nostri colleghi che oppressi dai debiti e disperati si stanno togliendo la vita. «Per questo - continuano - lo abbiamo incaricato di farsi tramite verso i presidenti delle commissioni bilancio e finanze del Senato affinché mettano in calendario una proposta di legge che consentirebbe vantaggi immediati allo Stato, e al contribuente il pagamento dello situazione originaria del debito eliminando le sanzioni e gli interessi di mora». Il popolo delle partite Iva chiede l'attivazione di un percorso di risanamento che produrrebbe nuova fiducia nelle Istituzioni facendo riprendere la produzione e il reddito. I punti qualificanti della proposta di legge sono riassumibili con il pagamento dello stato originario del debito con l'eliminazione delle sanzioni, interessi e aggi con una unica soprattassa sul debito originario del 10 per cento. La ripresa della possibilità di poter accedere alle linee di credito (oggi impossibile per il perdurare dello stato delle pregiudiziali inibitorie), la ripresa della produzione con costituzione di nuova redditualità, la riassunzione dei dipendenti e il recupero del contribuente del suo valore sociale e morale. Una legge che farebbe recuperare il 90 per cento del credito vantato in tempi ragionevoli, introitando capitali senza che l'ente preposto alla riscossione (e di conseguenza anche lo Stato) siano gravati da spese e procedure. di Angelo Fontanesi
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