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OROSEI. Renato Soru «Io avanti di otto punti». «La mia Giunta non ha fallito».
Post n°627 pubblicato il 26 Gennaio 2009 da valledelcedrino
di Giuseppe MELONI Sarà che è domenica, giorno di pallone, ma la campagna elettorale diventa una partita. Il gioco è: il mio sondaggio è più bello del tuo. Al centrodestra che parla di sorpasso ai suoi danni, Renato Soru replica: «Anche la destra sa che siamo avanti di 6-8 punti». E sarà che è domenica, giorno di pallone, ma in questa partita compare anche Kakà. Citato dallo stesso Soru, che però non dev'essere troppo milanista, a giudicare da come parla di Silvio Berlusconi: «Viene in Sardegna solo per raccontare barzellette. Sabato ha parlato per un quarto d'ora di Kakà», appunto, il giocatore che ha rifiutato un contratto d'oro al Manchester City. Nel viaggio tra Siniscola e Dorgali (con tappe a Orune e OROSEI) il candidato del centrosinistra conferma l'atteggiamento ispido, quasi offeso verso il premier. Contro il quale, tra l'altro, oggi sarà presentata una querela per alcune frasi sul caso Saatchi (riportate solo dalla Nuova Sardegna), in cui avrebbe accusato Soru di essersi fatto dare 30 milioni per una sua società. Per attaccare il leader nazionale del Pdl può tornare utile anche un passaggio di solidarietà nei confronti di Cappellacci: «Sono emblematiche le immagini viste a Tempio», osserva il governatore, «il capo del Governo ha raccontato storielle per un'ora. Dietro di lui c'era un signore sempre zitto. Alla fine Berlusconi gli ha detto: Ugo, tocca a te, ma fai in fretta che dobbiamo andare a pranzo». Questo, conclude Soru, è il rispetto che mostra il premier per i sardi «e per la persona che lui ha scelto per guidarli». Questa è l'immagine di «una Sardegna che non ha voce, a capo chino. Non è ciò di cui abbiamo bisogno». L'alternativa nascosta nelle urne di febbraio è proprio «farsi rappresentare da chi non ha voce, o scegliere invece chi non si fa dettare i tempi e dare la parola da nessuno: semmai la parola se la prende». Piccata la risposta al premier anche sui risultati della Giunta di centrosinistra. «Dice che abbiamo fallito», ragiona il presidente uscente, «ma il fallimento è quello che gli italiani iniziano a vedere col Governo nazionale. Nel mezzo della crisi più grave del dopoguerra, il presidente del Consiglio trova il tempo solo per la campagna elettorale in Sardegna. Violando la par condicio in tv, con la scusa che il candidato del centrodestra non è lui: una partita truccata». Non è un fallimento, prosegue Soru, il fatto che «in questo momento 3200 giovani sardi sono in giro per il mondo a specializzarsi, a spese della Regione. Vanno per il mondo, e il mondo viene qui: la Sardegna è stata teatro di vertici internazionali e presto ospiterà il G8. Che certo non è stato assegnato alla Maddalena grazie a Berlusconi». Non sono fallimentari le politiche sociali: «Saremo la prima regione d'Italia ad assistere a casa tutti i non autosufficienti». Né quelle per l'innovazione: «Il ministro Brunetta dice che entro il 2013 la pubblica amministrazione dovrà dialogare per via telematica ed eliminare i documenti cartacei. La Regione sarda - ricorda Soru - lo fa dal 15 gennaio». Altro paragone con Palazzo Chigi in materia di istruzione: «La Gelmini si è vantata di aver ordinato 4mila lavagne elettroniche per le scuole, quelle che consentono di collegarsi a internet, vedere dvd. Noi ne abbiamo comprato 10mila per tutte le scuole sarde, più 2mila specifiche per le elementari». Insomma, Renato Soru imposta ormai la competizione direttamente col Governo, sul piano dell'efficienza amministrativa. Nella sua rappresentazione, la sfida elettorale è sempre più una partita a due, quasi una sfida ai rigori: lui contro il presidente del Milan. Sarà che è domenica, giorno di pallone. da L'Unione Sarda di Lunedì 26 Gennaio 2009 |
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