Valle del CedrinoOrosei, Galtellì, Loculi, Irgoli e Onifai, si rispettino e siano in grado di vedere al di là dei propri confini affinché la Valle del Cedrino si imponga e sovrasti per l'altezza delle idee e la dignità dell'espressione. |
AREA PERSONALE
MENU
CONTATTA L'AUTORE
|
Nickname: valledelcedrino
|
|
|
|
Età: 38 Prov: NU |


SERENITÀ E PACE
canzone di Fabrizio Moro
| « Convocazione assemblea d... | Galtellì. I biglietti vi... » |
|
Post n°7071 pubblicato il 16 Maggio 2012 da valledelcedrino
da Renzo Soro contro la Regione: «Un nuovo carrozzone». Per Sa domo de sos Marras la quota è di 25mila euro. «Un nuovo carrozzone clientelare, con tanto di cda composto per nomine politiche accentrato al potere regionale cagliaritano». Non usa mezzi termine Renzo Soro per definire l"istituenda
di Angelo Fontanesi
come da cortese richiesta pubblico integralmente la nota inviatami:
Il 14 marzo scorso, l'VIII° commissione del consiglio regionale ha approvato il testo definitivo per l'Istituzione di una Fondazione per la gestione dei beni culturali dell'isola. Da una attenta lettura si evince chiaramente la volontà di istituire un altro ente regionale, mascherandolo con un nome diverso, ma con le stesse modalità di esercizio, funzioni e sopratutto nomine nel CdA. Ma le mie perplessità non nascono solo da questi aspetti, ma bensì dalla precisa volontà politica di creare un altro carrozzone, ancora una volta accentrando al potere regionale e cagliaritano, la gestione di tutto il sistema culturale, museale, archeologico e bibliotecario sardo. Con l'aggravante che gli enti che vorranno aderire dovranno contribuire con fondi propri al mantenimento della Fondazione. Un piccolo comune come quello di Galtellì, per l'inserimento del Museo civico etnografico "Sas Domo e Sos Marras", dovrà "contribuire" con una quota pari a 25.000 euro annue, immagino che una tale somma dovrà essere impegnata per inserire nel circuito della Fondazione anche il Parco Letterario Grazia Deledda, fiore all'occhiello della politica culturale del mio paese e visitato da migliaia di persone. I consiglieri regionali, bontà loro, hanno previsto nel CdA, l'inserimento di un rappresentante dei comuni sardi (375) e uno delle provincie (ma non saranno abolite?). Mi chiedo: ma i consiglieri regionali conoscono lo stato di difficoltà nella quale vivono i comuni sardi? Sono consci che sono ad un passo dal dissesto finanziario e che ormai non ci sono più risorse per la gestione dell'ordinaria amministrazione, immaginiamoci garantire partecipazioni cosi onerose? Se il disegno di legge sarà approvato dal consiglio regionale assisteremo alla scomparsa di un sistema culturale che attualmente è in piedi grazie alla buona volontà delle amministrazioni comunali, di cooperative e società di servizi, sottopagate e con retribuzioni frequentemente retribuite con mesi di ritardo. Nel 2006 nasce la legge 14, e tutti pensavamo fosse la risposta giusta alla gestione dei beni culturali. Abbiamo atteso atti conseguenti, l'attivazione di un sistema moderno, innovativo, virtuoso. Oggi nella relazione dei proponenti si prende atto del fallimento di quella legge e quindi l'incapacità politica di attivare processi e modelli per trasformare la cultura in volano anche economico. Chi si assume queste responsabilità? Andiamo al superamento di una legge che aveva ed ha delle fondamenta utili, sicuramente rivisitabili, ma non creando un altra carrozzone dove impererà il manuale Cencelli, alla faccia del referendum del 6 maggio che ha decretato la scomparsa degli enti regionali, e per di più escludendo un qualsiasi confronto con i comuni sardi, veri eredi e custodi della cultura isolana in tutte le sue espressioni.
Renzo Soro |
|
|
|
INSTALLATO
14 marzo 2011
ULTIMI COMMENTI
Inviato da: oglala1
il 23/05/2013 alle 13:22
Inviato da: gonzalesblsnco
il 23/05/2013 alle 12:59
Inviato da: gonzalesblsnco
il 23/05/2013 alle 12:56
Inviato da: gonzalesblsnco
il 23/05/2013 alle 12:42
Inviato da: PIRINNAI
il 23/05/2013 alle 10:38
CERCA IN QUESTO BLOG












"Fondazione per la gestione dei beni culturali dell'isola" il cui testo costitutivo è stato approvato nei giorni scorsi dalla VIII commissione del consiglio regionale. «Le mie perplessità nascono dalla precisa volontà politica di creare un altro carrozzone per la gestione di tutto il sistema culturale, museale, archeologico e bibliotecario sardo con l'aggravante che gli enti che vorranno aderire dovranno contribuire con fondi propri al suo mantenimento. Un piccolo Comune come il nostro - dice il sindaco di Galtelli - dovrà "contribuire" con una quota pari a 25mila euro annue per l'inserimento del museo civico Sa domo de sos Marras e immagino che una tale somma dovrà essere impegnata anche per immettere nel circuito il Parco letterario Grazia Deledda. Mi chiedo se i consiglieri regionali conoscano lo stato di difficoltà nella quale vivono i Comuni sardi oggi a un
passo dal dissesto finanziario e ormai quasi senza più risorse per la gestione dell'ordinaria amministrazione. Se il disegno di legge sarà approvato dal consiglio regionale assisteremo alla scomparsa di un sistema culturale che attualmente è in piedi grazie alla buona volontà delle amministrazioni comunali, di cooperative e società di servizi, sottopagate e con retribuzioni frequentemente retribuite con mesi di ritardo». Nelle intenzioni degli estensori del progetto (che avrebbe il placet trasversale di diverse figure politiche tra gli opposti schieramenti) il superamento della attuale legge 14 sulla gestione dei beni culturali. «Nella relazione dei proponenti della Fondazione si prende atto del fallimento di quella legge e quindi dell'incapacità politica di attivare processi e modelli per trasformare la cultura anche in volano economico - fa rilevare Soro - Ma chi si assume queste responsabilità? Si vada pure al superamento di una legge pur perfettibile ma non creando un altro carrozzone».















